Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lucas Leiva si opera al ginocchio, la pausa forzata dei campionati e delle competizioni europee ha spinto il centrocampista brasiliano a scegliere di fissare a questa mattina l’intervento per la pulizia del menisco, dopo averlo rimandato per mesi. Lo stop previsto dovrebbe essere di circa 30 giorni, difficile credere che la Serie A sia già ripartita i primi di maggio; Leiva ha infatti concordato questa scelta anche con lo staff medico biancoceleste, conscio che il campionato italiano, se dovesse ripartire, non potrà farlo prima di fine maggio. Il centrocampista brasiliano avrebbe così tutto il tempo di recuperare dall’operazione e di ritornare in gruppo un paio di settimane prima dell’inizio. Per la Lazio la presenza di Leiva è fondamentale, il brasiliano nonostante non abbia la corsa e la fisicità di un tempo ha un senso della posizione unico, che consente alla squadra di sostenere le 4 frecce offensive Milinkovic, Luis Alberto, Correa ed Immobile. 

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

Il 3 aprile 1896, non può essere una data  indifferente per gli amanti dello sport, giorno ed anno di fondazione della Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più antico d’Europa. Il giornale venne fondato da due giornalisti piemontesi Eugenio Camillo Costamagna ed Elisio Rivera; i due furono chiamati a Milano dal direttore del Secolo, giornale democratico milanese, per rafforzare il settimanale il Ciclista. In pochi mesi i due riformarono totalmente il vecchio giornale, facendolo diventare un quotidiano inerente a tutte le discipline sportive, e gli diedero il nome di Gazzetta dello Sport; nel 1898 venne invece presa la storica decisione di modificare il colore della stampa, dal verde al rosa; il 2 gennaio 1899 fece il suo esordio la prima versione del quotidiano in rosa, che riscosse un grande successo ed ancora oggi è il marchio distintivo del giornale. In 124 anni la Rosea ha avuto il privilegio e l’onere di raccontare storie di sport agli appassionati, e lo ha fatto con grandissime firme come Brera, Palumbo, Giuseppe Ambrosini e tanti altri, arrivando ad essere il terzo quotidiano del paese, primo  per quanto concerne la categoria de giornali sportivi. Immortali alcune delle prime pagine della Gazzetta che scandiscono la nostra storia sportiva e inchiodano le sensazioni degli appassionati ad una pagina di giornale, creando un filo conduttore tra le generazioni con la capacità di rivelare e trasmettere la naturale forza coinvolgente di una manifestazione sportiva, che, bisogna sempre tenere a mente, non è MAI solo sport. Eccovi allora alcune delle più iconiche prime pagine della Rosea:

Prima pagina dell’8 luglio 1946 che celebra la storica vittoria di Gino Bartali alla 29esima edizione del Giro d’Italia, la prima dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

 

Prima pagina del 29 luglio 1980 che celebra Pietro Mennea, fresco vincitore dell’oro olimpico a Mosca nei 200 metri.

E per concludere le due prime pagine che celebrano ed omaggiano l’Italia Campione del Mondo, quella del 1982 in Spagna con Bearzot festeggiato dalla squadra, e quella del 2006 con il capitano Fabio Cannavaro che, gridando, alza la coppa al cielo.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




I 5 allenatori più vincenti d’Italia

I 5 allenatori più vincenti d’Italia

La nostra Serie A è storicamente uno dei campionati più prestigiosi d’Europa e come tale ha sempre avuto la fortuna di annoverare grandi tecnici alla guida dei club. In questo momento di pausa dal calcio giocato ci siamo divertiti a stilare una graduatoria dei 5 allenatori più vincenti d’Italia, e per farlo abbiamo inserito dei punti per ogni competizione al fine di rendere la classificazione il più “giusta” possibile, considerando che alcuni titoli oggi non esistono più (Coppa delle Coppe) ed altri non erano in vigore in passato (Supercoppa Italiana); inoltre ci siamo concentrati solo ed esclusivamente sulle vittorie ottenute alla guida di squadre italiane. I trofei considerati nel calcolo sono: Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League, Coppa Uefa/Europa League, Supercoppa Europea, Coppa delle Coppe, Coppa Intertoto e Coppa del mondo per club/Coppa Intercontinentale. 

Punti per trofeo:

Champions League= 4 punti

Scudetto, Coppa delle Coppe, Coppa Uefa/ Europa League = 2 punti

Coppa del Mondo per club/ Coppa Intercontinentale, Supercoppa Uefa = 1,5 punti

Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Coppa Intertoto = 1 punto 

I punti sono stati suddivisi in tale modo, considerando i fattori di competitività e prestigio. Andiamo finalmente a spulciare qual’è la classifica dei 5 allenatori più vincenti d’Italia:

 

 

5) Massimiliano Allegri, punti= 19

In quinta posizione, forse anche un pochino inaspettatamente, troviamo Massimiliano Allegri, non perchè non sia al livello, quanto per l’assenza di titoli internazionali nella sua bacheca, eppure l’ex tecnico di Juventus e Milan è riuscito a collezionare 19 punti al netto di ben 6 Scudetti, 1 con il Milan e 5 con la Juventus, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italia.

 

 

 

 

 

4) Fabio Capello, punti= 19,5

Con un vantaggio di neanche un punto al quarto posto si piazza Don Fabio Capello, un vincente con la V maiuscola sia da giocatore che da allenatore. Nel conteggio dell’ex allenatore di Milan e Roma non sono presenti i trofei ottenuti da allenatore del Real, ma nonostante ciò la bacheca fa invidia a molti: 5 campionati, 1 con la Roma e 4 con il Milan, 1 Champions League, 1 SuperCoppa Uefa e 4 Supercoppe Italia, 1 con la Roma e 3 con il Milan.

 

3) Nereo Rocco, punti= 20,5

Terza posizione per una leggenda assoluta del calcio italiano anni 60′, Nereo Rocco. L’ ex allenatore del Milan in 17 anni in rossonero ( intervallati dalle esperienze con il Torino e la Fiorentina) vinse: 2 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale e 3 Coppe Italia. Negli anni 60′  furono memorabili le sfide nella stracittadina milanese con l’Inter di Helanio Herrera ( non è entrato in classifica per un solo punto, si meritava una menzione. Bacheca: 2 Coppe dei Campioni, 2 Scudetti, 2 Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia ). Milano era veramente il palcoscenico più prestigioso d’Europa.

 

 

 

 

 

2) Marcello Lippi, punti = 22

Seconda posizione per il tecnico toscano Marcello Lippi, prima eroe juventino, dal 2006 eroe nazionale. Il tecnico Campione del mondo si piazza sul secondo gradino del podio al netto di : 5 Scudetti, 1 Champions League, 1 SuperCoppa Uefa, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane.

 

 

1) Giovanni Trapattoni, punti = 32

La medaglia d’oro, senza neanche tanti dubbi, va a Giovanni Trapattoni che distanzia addirittura di 10 punti il secondo classificato. Il Trap nei suoi 26 anni di esperienza in panchina in Serie A ( dal 1974 al 200) ha conquistato: 7 Scudetti ( record assoluto, ne ha vinti 6 con la Juventus ed 1 con l’Inter), 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 3 Coppe Uefa ( record assoluto condiviso con Unai Emery), 1 Coppa delle Coppe, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa ed 1 Coppa Intercontinentale. Giù al cappello per il miglior allenatore della storia italiana, ed uno dei migliori nell’intera storia del calcio.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Gli ultimi quattro lustri per la Lazio sono stati abbastanza controversi, un mescolarsi di emozioni, grandi successi e cadute profondissime: il ventennio 2000-2020 si apre con la vittoria dello Scudetto, poi la crisi societaria, la dolorosa vendita di Alessandro Nesta, un paio d’anni di transizione sotto la guida di Roberto Mancini e nel 2004, Lotito ufficializza l’acquisto della società biancoceleste, forte del nuovo decreto spalma-debiti. I primi anni da presidente della Lazio per l’imprenditore romano sono molto complicati: rapporti con la tifoseria ai minimi storici e calciomercato praticamente bloccato per le rate da pagare al fisco. Nonostante ciò con Delio Rossi la Lazio riesce a conquistare una Coppa Italia ed una qualificazione in Champions, ma nel 2009 il tecnico di Rimini lascia la squadra. La dirigenza laziale sceglie Davide Ballardini, che resterà solo qualche mese portando i biancocelesti nei bassifondi della classifica a lottare per la salvezza, nonostante conquisti una Supercoppa Italiana contro l’Inter del triplete ad inizio stagione. Dopo l’esonero di Ballardini, Lotito sceglie l’esperto Edy Reja per la panchina e da quel momento inizia una crescita lenta, ma costante ed arrivano giocatori di livello sempre più alto: prima Klose, Hernanes e Candreva, poi sotto la guida tecnica di Pioli si mette in mostra Felipe Anderson. Nel 2016 infine si siede sulla panchina della Lazio Simone Inzaghi, che porta a casa altri trofei, ed assicura alla squadra una crescita decisamente più rapida, arrivando addirittura a giocarsi la vittoria dello Scudetto in questa stagione. Venti anni in cui i biancocelesti hanno portato a casa 10 trofei (1 Scudetto, 5 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italia), ma allo stesso tempo hanno fatto i conti con l’ossessione della qualificazione in Champions raggiunta solamente 4 volte, l’ultima nel 2007. Diamo, quindi, uno sguardo alle 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni:

 

5) Lazio 2014-2015

La Lazio 2014-2015 è una squadra sorprendente, gioca un calcio veloce ed in verticale, ed ha una difesa più solida rispetto alle annate precedenti grazie all’arrivo di De Vrij; alla guida tecnica c’è Stefano Pioli, accasatosi alla Lazio tra lo scetticismo generale. A centrocampo si mette in mostra Lucas Biglia, già da una stagione in biancoceleste, ma in pratica è come se fosse appena arrivato; in attacco oltre alla solita affidabile presenza di Klose, ci sono i colpi di Antonio Candreva, nella sua miglior stagione in carriera, ed il talento di Felipe Anderson, autore di un girone di ritorno da campione. La squadra di Pioli a fine stagione conterà ben 4 giocatori in doppia cifra per reti segnate: Parolo, Klose, Candreva e Felipe Anderson. I biancocelesti conquistano il terzo posto in campionato, vincendo l’ultima partita della stagione a Napoli ed ottenendo il pass per i preliminari di Champions ( dove vengono sconfitti da un modesto Bayern Lekervkusen); sono anche protagonisti di una splendida cavalcata in Coppa Italia, dove perdono di misura in finale con la Juventus.

4) Lazio 2017-2018

La Lazio del 2017-2018 è sostanzialmente quella attuale, per 7/11 per la precisione. E’ la prima Lazio di Inzaghi in versione 3-5-2. La squadra apre la stagione con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, ed in campionato è sempre in zona Champions grazie ai colpi del redivivo Luis Alberto, del giovane Milinkovic Savic ed alle reti del nuovo acquisto Immobile. La Lazio fino a febbraio-marzo è praticamente in corsa per tutti gli obbiettivi, poi si inceppa qualcosa: fuori in semifinale di Coppa Italia contro il Milan ai calci di rigore; caduta rovinosa a Salisburgo che costa l’eliminazione dall’Europa League ai quarti di finale, ed a maggio arriva la batosta finale: sconfitta con l’Inter in casa, i nerazzurri sorpassano i ragazzi di Inzaghi, che finiscono quinti in classifica e vedono sfumare anche l’obbiettivo Champions League. La stagione porta comunque un trofeo in bacheca, il titolo di capocannoniere per Immobile e la consapevolezza di avere un gruppo completo, probabilmente il più forte dell’era Lotito, senza considerare l’attuale stagione.

3) Lazio 2002-2003

La Lazio 2002-2003 è una squadra pazza, condizionata dal fallimento societario, ma comunque con grandi campioni ed un allenatore giovane e capace (praticamente un ex compagno) come Roberto Mancini alla guida tecnica. Il 31 agosto 2002 Cragnotti cede simultaneamente Crespo all’Inter ed il capitano Alessandro Nesta al Milan, una giornata da incubo per i tifosi, ma nonostante ciò “la banda Mancini” fa divertire il suo pubblico e regala ottime prestazioni. 4-4-2 classico con Peruzzi in porta, Favalli ed Oddo terzini, Mihajlović e Stam al centro della difesa; Fiore e Stankovic sono i due esterni di centrocampo, mentre in mezzo al campo c’è Gianichedda a sudare e Liverani ad impostare; davanti la coppia d’attacco Lopez-Corradi. I biancocelesti sono in corsa per lo scudetto fino a gennaio, poi si assestano in quarta posizione e centrano la qualificazione in Champions, ma le speranze dei tifosi sono riposte nella Coppa Uefa. La squadra raggiunge le semifinali, ma ad attenderli c’è un avversario tanto sorprendente quanto più forte: il Porto di Mourinho, che vincerà il trofeo e l’anno successivo la Champions League.

 

 

 

2)Lazio 2000-2001

La Lazio 2000-2001 sulla carta è la rosa più forte degli ultimi venti anni della squadra biancoceleste (forse anche di tutta la sua storia). Alla formazione che l’anno precedente vinse lo scudetto Cragnotti aggiunge Crespo, Claudio Lopez, Castroman, Poborsky e Dino Baggio ( a gennaio). L’ attacco biancoceleste è una vera e propria armata: Salas, Ravanelli, Lopez, Inzaghi e Crespo. Nonostante queste grandi premesse e la vittoria della Supercoppa Italiana a luglio, la squadra inizia male in campionato ed a metà stagione arriva l’esonero di Eriksson, sostituito da Zoff, con l’ex ct della Nazionale la Lazio torna a marciare a buon ritmo tallonando Roma e Juventus fino al termine della stagione. I giallorossi avranno però una costanza disarmante per tutto il corso del torneo e conquisteranno la Scudetto. In Coppa Italia i biancocelesti si fermano ai quarti, mentre in Champions League alla seconda fase a gironi.

 

 

1) Lazio 1999-2000

La stagione 1999-2000 si apre con la storica vittoria in Supercoppa Europea contro il Manchester United, 1-0 grazie alla rete di Salas. Cragnotti inoltre porta alla corte di Eriksson: Veron, Simeone, Sensini ed il giovane Simone Inzaghi; i biancocelesti vivono un testa a testa con la Juventus per tutta la stagione, culminato con la vittoria dello Scudetto sotto il diluvio di Perugia, dove Calori segna il goal dell’uno a zero contro i bianconeri, condannandoli al secondo posto. La Lazio trionfa anche in Coppa Italia, superando l’Inter in finale; unica nota stonata di una stagione quasi perfetta è la batosta presa in Champions ai quarti di finale contro il Valencia sotto i colpi dei due futuri biancocelesti Mendieta e Claudio Lopez.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Più volte Ciro Immobile ha ribadito che gli piacerebbe chiudere la carriera alla Lazio, d’altronde in biancoceleste l’attaccante di Torre Annunziata si è rilanciato e confermato nel grande calcio, segnando a raffica ed infrangendo molti record. In quasi quattro stagioni Immobile è già il quarto marcatore della storia della Lazio con 116 reti segnate, ed insegue Giorgio Chinaglia a quota 122, mentre la prima posizione è difesa da Piola, con 159 reti; è terzo per marcature in Serie A, 94, alle spalle di Signori (107) e Piola (143). Ciro ha un contratto in scadenza nel 2023, da 3,5 milioni all’anno, ma in estate il presidente Lotito ha intenzione di adeguare ulteriormente il contratto del suo centravanti e posticiparne la scadenza di una o due stagioni, al fine di legare Immobile alla Lazio per il resto della sua carriera. L’ agente dell’attaccante non ha esitato a rimarcare l’interesse che suscita Immobile nei confronti di grandi club europei, Everton e Napoli su tutti. Ha parlato così Alessandro Moggi:

“È prematuro parlarne ora. Ma che ci possano essere degli interessamenti come già ci sono stati da Inter, Milan e dalla Cina un anno fa, è normale

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Barcellona, nuova idea per arrivare a Lautaro

Barcellona, nuova idea per arrivare a Lautaro

Il Barcellona non molla la presa su Lautaro Martinez, i blaugrana ne sono rimasti folgorati dopo averlo incontrato per due volte nei gironi di Champions. L’ Inter tiene botta e non ha intenzione di privarsi del suo gioiello, e non è disposta a sedersi al tavolo se non per una cifra superiore ai 100 milioni; i blaugrana sono intenzionati a presentare un’offerta che ci si avvicina molto: 70 milioni più il cartellino di Arturo Vidal, vecchio pallino di Antonio Conte ( fonte Mundo Deportivo). In ogni caso la dirigenza catalana non pare intenzionata a versare nelle casse dell’Inter i 111 milioni della clausola rescissoria inserita nel contratto dell’attaccante argentino. Il Barca dovrà guardarsi dalla concorrenza delle squadre inglesi, Manchester City e Chelsea su tutte, che hanno iniziato a sondare il terreno per arrivare a Lautaro Martinez. In questa asta europea l’Inter non rimarrà a guardare disarmata, a tal proposito ha parlato anche Javier Zanetti, che ha affermato la volontà della società di tenere l’attaccante in nerazzurro:

“Mi fa piacere di parlare di lui perché quando lo abbiamo preso lo seguivamo da tempo. Era il giocatore più promettente del calcio argentino e parlando con Milito dicevamo che poteva avere un futuro importante. Ora fa parte del patrimonio del nostro club ed è un ragazzo che è cresciuto tantissimo ad appena 22 anni. Io vedendolo allenarsi tutte le settimane lo vedo felice con noi e mi auguro che resti a lungo. E’ un nostro patrimonio. Lui insieme ad altri rappresentano un patrimonio importante per il nostro club”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio lavora al calciomercato per rinforzare la squadra in vista della prossima Champions League, secondo Lalaziosiamonoi, la dirigenza biancoceleste avrebbe avviato i contatti con Mino Raiola per arrivare ad Alessio Romagnoli. L’ex difensore centrale della Roma ha il contratto in scadenza nel 2022 con il Milan e percepisce circa 3,5 milioni a stagione; i rossoneri si avviano a vivere l’ennesima rivoluzione estiva ed il centrale romano potrebbe rappresentare una pedina sacrificabile per finanziare i nuovi acquisti. Romagnoli non ha mai nascosto la sua fede laziale, tanto che in occasione della semifinale di Coppa Italia nel 2018 non esultò dopo aver trasformato il calcio di rigore decisivo, sarebbe, quindi, un innesto gradito anche alla tifoseria. Potrebbe esserci qualche dubbio riguardo ad un suo possibile adattamento alla difesa a 3, nella quale Romagnoli andrebbe a ricoprire il ruolo di centro-sinistra, alternandosi con Radu; offrirebbe poi a mister Inzaghi anche la possibilità di cambiare modulo se fosse necessario: si potrebbe infatti pensare ad una linea di difesa a 4 con Radu sulla sinistra, Acerbi ed uno tra Romagnoli e Luiz Felipe al centro con Lazzari terzino destro.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Le 5 migliori Juventus degli ultimi venti anni

Le 5 migliori Juventus degli ultimi venti anni

La Juventus negli ultimi venti anni ha collezionato ben 21 titoli, in Serie A nessuno ha vinto come i bianconeri nel periodo 2000-2020. 10 Scudetti, 6 Supercoppe italiane, 4 Coppe Italia ed un titolo di Serie B, più di un trofeo a stagione. Nonostante sia mancato un trionfo europeo i bianconeri sono sempre rimasti al vertice anche in europa, arrivando a giocarsi ben 3 finali di Champions League (2003, 2015 e 2017) ed una semifinale di Europa League (2014); solo nelle stagioni di ricostruzione dopo Calciopoli la Vecchia Signora è rimasta fuori dalle grandi europee, ma quel periodo è risultato comunque funzionale alla ricostruzione di una squadra e di una società che oggi sono un modello per tutto il mondo dello Sport. Diamo, quindi, uno sguardo alle 5 migliori Juventus degli ultimi venti anni:

 

5) La Juventus 2013-2014

E’ l’ultima stagione di Antonio Conte sulla panchina Juventina, la squadra conta su alcuni dei migliori centrocampisti d’Europa: Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio; in difesa sono gli anni della BBC, Barzagli, Bonucci e Chiellini. In questa stagione la Juventus può anche contare sul talento di Carlitos Tevez, arrivato dal Manchester City e sulle abilità aree di Illorente, arrivato in bianconero dopo aver rifiutato il rinnovo contrattuale con l’Atletico Bilbao. La Vecchia Signora stravince il campionato, raggiungendo anche il record di 102 punti in una sola annata; 33 vittorie, 3 pareggi e 2 sole sconfitte e ben 17 punti di vantaggio su un’ottima Roma posizionatasi seconda con 85 punti. Unico rammarico della stagione : il fallimento europeo, con l’uscita ai gironi di Champions, e l’eliminazione alle Semifinali di Europa League contro il Benfica, perdendo così l’occasione di giocarsi la finale in casa allo Juventus Stadium.

4) Juventus 2001-2002

La Juventus del 2001-2002 è una squadra rinnovata ed anche ferita dopo tre anni di sofferenze in Serie A, dove dopo lo scudetto del 1998 non riesce più a vincere: addirittura settima nel 1998-1999, e per due volte consecutive seconda alle spalle delle romane, nel 1999-2000 dietro la Lazio, mentre nel 2000-2001 dietro la Roma. L’ estate 2001 viene richiamato Lippi, eroe degli anni 90′, che riuscì a vincere anche la Champions sulla panchina bianconera. Inoltre le cessioni illustri di Zidane al Real e di Filippo Inzaghi permisero alla dirigenza di acquistare: Buffon e Thuram dal Parma e Salas e Nedved dalla Lazio. I bianconeri dopo una stagione di inseguimento ai rivali storici dell’Inter, proprio all’ultima giornata piazzarono il sorpasso ed il 5 maggio 2002 conquistarono il 26eiesimo scudetto. Le note stonate della stagione furono la finale di Coppa Italia persa contro il Parma e la prematura eliminazione dalla Champions ( al secondo girone eliminatorio).


3) La Juventus 2005-2006

La Juventus del biennio con Capello probabilmente è stata una delle rose più forti della storia del calcio italiano, purtroppo per la triste vicenda Calciapoli non abbiamo potuto goderne per più di due stagioni. Quella 2005-2006 era ancor più completa di quella della stagione precedente, dato che era stato inserito in rosa anche l’ex capitano dell’Arsenal, Patrick Vieira. La squadra fu giustamente privata della vittoria dello scudetto e retrocessa in Serie B, nonostante avesse conquistato il primo posto sul campo; mentre in Champions e Coppa Italia fu eliminata ai quarti di finale. Siamo sicuri che se ci fosse stata la possibilità di continuare quel progetto staremmo parlando di una delle formazioni più vincenti della storia del calcio. Tra i nomi più illustri di quella formazione ricordiamo: Buffon, Thuram, Cannavaro, Nedved, Emerson, Zlatan Ibrahimović, Vieira, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Zambrotta. Molti di loro, dopo la retrocessione, continuarono la carriera in altri grandi club europei, mentre i più fedeli rimasero per costruire le basi del futuro.

 

 

2)Juventus 2014-2015

La prima Juventus di Massimiliano Allegri inizia la stagione accompagnata da uno scetticismo generale. Il tecnico livornese per nessuno era all’altezza dell’incarico, distante anni luce da quel genio di Antonio Conte. In poco tempo lo scetticismo si tramuta in rispetto e amore: Allegri nel giro di pochi mesi crea con l’ambiente un’alchimia che pochi altri illustri allenatori sono stati in grado di costruire con la Juventus. Nella sua prima stagione bianconera arriva il double, vittoria di Campionato e Coppa Italia, ed anche l’opportunità di fare il triplete: i bianconeri raggiungono inaspettatamente la finale di Champions League, eliminando il Real Madrid in semifinale. Il tecnico livornese può contare su un centrocampo formidabile ( Vidal-Pirlo-Pogba), uno dei migliori in europa, probabilmente secondo solo a quello del Barcellona, avversario troppo superiore in quella finale.

 

 

1) Juventus 2002-2003

La Juventus 2002-2003 è probabilmente la miglior versione della Vecchia Signora degli ultimi venti anni, la squadra guidata da Marcello Lippi si rende protagonista di un’agevole vittoria in campionato e di un percorso sensazionale in Champions League, dove i bianconeri eliminarono in sequenza Barcellona e Real Madrid  prima della sconfitta in finale ai calci di rigore con il Milan. Nella finale Lippi dovrà fare a meno di Pavel Nedved, che qualche mese dopo vincerà il Pallone d’Oro, poiché squalificato. Sono  celebri le lacrime del fuoriclasse Ceco a seguito dell’ammonizione ricevuta nella semifinale di ritorno contro il Real Madrid.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Juventus, lo United offre Pogba per De Ligt

Juventus, lo United offre Pogba per De Ligt

Con le competizioni e gli allenamenti bloccati le società europee sono concentrate, oltre che sulla gestione dell’emergenza, sulle possibili trattative di calciomercato, tra queste spicca l’indiscrezione (fonte Daily Star) che lo United sia interessato al centrale olandese della Juventus De Ligt; i Red Devils sarebbero disposti a mettere sul piatto Paul Pogba, desiderio ormai noto della dirigenza bianconera, per arrivare all’ex difensore dell’Ajax. Pogba accetterebbe di buon grado un ritorno a Torino, più volte ha fatto notare di esser molto legato alla Juventus, è da capire quanto De Ligt sia interessato ad un’esperienza a Manchester, considerando le infinite difficoltà che attraversa da anni la squadra inglese, e quanto la Juventus sia disposta a privarsi di un capitale così importante sia dal punto di vista sportivo che economico. Per ora lo scambio Pogba-De Ligt resta solamente una suggestione di mercato, vedremo come evolverà nelle prossime settimane.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La riunione odierna della UEFA ha ufficializzato la cancellazione delle partite delle nazionali originariamente in programma a giugno. La decisione è frutto della linea più volte ribadita anche dalle Federazioni nazionali: priorità ai campionati e alle competizioni europee per salvare quel che si può della stagione 2019-2020. Ora bisognerà capire quando ricominciare, cercando di non affrettare i tempi, è verosimile credere che i campionati nazionali ripartiranno prima delle manifestazioni europee che presuppongono spostamenti e viaggi al momento severamente vietati in quasi tutti i paesi del vecchio continente. Ad oggi infatti l’opzione più probabile per far ripartire Europa League e Champions League è quella di programmarne la ripresa per la seconda metà di luglio.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?