I 5 migliori calciatori italiani in Liga

I 5 migliori calciatori italiani in Liga

Florenzi, trasferitosi in prestito a Valencia questo gennaio, è il 72esimo italiano a giocare nella massima serie spagnola. Negli ultimi anni a causa dell’impoverimento del nostro campionato e dell’accresciuta forza della Liga molti calciatori italiani hanno optato per un’esperienza in Spagna: Immobile, Zaza, Pazzini, Aquilani, Sirigu, Sansone, Soriano, Bonera, Cerci. Diciamo che il flusso è stato in costante ascesa dall’inizio degli anni 2000, periodo nel quale specialmente il Valencia investiva nei talenti italiani, tra il 1997 ed il 2009 hanno vestito la maglia del Pipistrello: Carboni, Cristiano Lucarelli, Emiliano Moretti, Di Vaio, Corradi, Fiore e Tavano. Bisogna dire che in molte circostanze il Valencia non è stato fortunatissimo, considerando che solo Carboni, Moretti e Di Vaio sono rimasti per più di una stagione. Altre due formazioni che spesso hanno puntato a migliorarsi tramitee la Serie A sono il Villarreal ed il Siviglia; con la maglia del Sottomarino giallo ricordiamo Giuseppe Rossi, Bonera, Sansone, Soriano e Tacchinardi, mentre la squadra andalusa, oltre alle esperienze recenti di Sirigu ed Immobile, ha potuto contare sulla presenza di Maresca, Cigarini e De Sanctis. Anche le tre grandi di Spagna hanno spesso pescato in Italia, il Real Madrid a fine anni 90 schierava Panucci in difesa, mentre dopo il mondiale del 2006 mette sotto contratto Cannavaro, dopo aver acquistato, nel gennaio dello stesso anno, Cassano dalla Roma. L’ Atletico invece nell’estate 97 prelevò Bobo Vieri dalla Juventus, che rimase a Madrid una sola stagione; nel 2002-2003 per una sola stagione poté contare su Albertini, e nel 2007-2008 su Abbiati; infine vi fu l’acquisto tutt’altro che memorabile di Cerci nel 2014. Per quanto riguarda gli italiani che hanno vestito la maglia del Barcellona ci sono : Zambrotta, Coco e Albertini. Poi ci sono Iuliano, Tommasi, Doni, Sorrentino e Torricelli, che hanno vestito rispettivamente le maglie di Maiorca, Levante, Maiorca, Recreativo Huelva ed Espanyol. Andiamo ora a vedere la classifica dei 5 migliori calciatori italiani in Liga:

 

 

5) Giuseppe Rossi

La quinta posizione di questa speciale classifica la merita Pepito Rossi, un talento cristallino, in tutti i sensi… la fragilità fisica è stata la spada di Damocle sulla sua carriera. Quando è riuscito a mantenersi in salute ha mostrato al calcio europeo cosa sapesse fare; ed il periodo più continuo dell’attaccante italiano è stato proprio in Liga con la maglia del Villarreal. 192 presenze ed 82 reti con la maglia del Sottomarino giallo, con ben 4 stagioni su 5 chiuse in doppia cifra.

4) Fabio Cannavaro

In quarta posizione della classifica dei 5 migliori calciatori italiani in Liga troviamo Fabio Cannavaro, uno dei difensori più forti del calcio europeo, che si accasa a Madrid da campione del mondo. Durante i primi mesi nella capitale spagnola Cannavaro riceverà anche il Pallone D’oro per la stagione 2005-2006. Il difensore italiano trascorre tre anni con la camiseta blanca, durante i quali  vince due Campionati spagnoli ed una Supercoppa di Spagna; nonostante potesse annoverare tanti campioni quel Real Madrid non riesce ad imporsi in Champions League, competizione nella quale non supera gli Ottavi di finale per tre stagioni consecutive.

3) Enzo Maresca

In terza posizione c’è Enzo Maresca, tutt’ora idolo assoluto della tifoseria di Siviglia. Il centrocampista italiano veste la maglia della squadra andalusa per quattro anni, nei quali colleziona 141 presenze e 41 goal. Sono quattro stagioni magiche per Enzo e per la squadra, due terzi posti in classifica, due Coppa Uefa ed una Supercoppa Uefa. Quel Siviglia era una squadra formidabile, annoverava Dani Alves, Jesus Navas, Luis Fabiano, Saviola, Adriano (l’ex Barcellona) e Kanoutè. Quella rosa affrontò anche la dolorosissima perdita di Antonio Puerta, giovane di belle speranze proveniente dalle giovanili del Siviglia, che perse la vita in campo durante la sfida tra Siviglia e Getafe il 25 agosto 2007 a causa di un arresto cardiaco. Maresca lo ricorda tutti i giorni, avendo inciso sulla  pelle il numero 16 di Puerta con la scritta “Para siempre”.

 

2) Christian Vieri

In seconda posizione c’è un bomber senza tempo, Christian Vieri, che resta in Spagna all’Atletico Madrid una sola stagione, il tempo comunque sufficiente per lasciare il segno: 24 reti in 24 presenze in Liga e titolo di capocannoniere. Primo ed unico italiano della storia a riuscirci. Vieri trascina l’Atletico fino alla semifinale di Coppa Uefa, nella quale viene eliminato dalla Lazio. Proprio ai biancocelesti si trasferirà il bomeber italiano dopo appena una stagione in Spagna, l’Atletico non può rinunciare alla maxi offerta di 55 miliardi di lire presentata da Cragnotti.

 

1) Amedeo Carboni

La prima posizione dei 5 migliori calciatori italiani in Liga è di Amedeo Carboni una leggenda di quelle con la L maiuscola per il Valencia. 348 presenze ed una sola rete per il difensore aretino nei nove anni trascorsi in Spagna con la maglia del Pipistrello. Carboni ha giocato nei dieci anni d’oro della storia valenciana, arrivando a giocarsi due finali di Champions nel 2000 e nel 2001, purtroppo entrambe perse. I grandi campioni che annoverava quella squadra (Mendieta, Lopez, Vicente, Angulo, Aimar) ed i grandi tecnici che l’hanno allenata ( Cuper, Benitez, Ranieri ecc) hanno comunque assicurato un cospicuo numero di successi: 2 Campionati (2001-2002 e 2003-2004), una Coppa di Spagna (1998-1999), una Supercoppa di Spagna (1999), una Coppa Intertoto (1998), una Coppa Uefa (2003-2004) ed una Supercoppa Uefa (2004).

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La Fiorentina 1998-1999 è una squadra fortissima, una delle Sette sorelle,  e può contare su grandi campioni come Batistuta, Edmundo e Rui Costa, ma è ancora a secco di titoli. Nell’estate 1998 il presidente Vittorio Cecchi Gori riporta in patria dal Bayern Monaco Giovanni Trapattoni, l’allenatore italiano più vincente di sempre, per puntare al bersaglio grosso: lo Scudetto; inoltre il patron viola fa i salti mortali per convincere Batistuta a rimanere a Firenze, respingendo il pressing insistente di Moratti, intenzionato ad affiancare l’attaccante argentino a Ronaldo. Inizia la stagione e sembra una di quelle annate uniche, costellate da momenti magici: alla terza giornata 1-3 al Milan con tripletta di Batistuta, alla decima, con lo stesso risultato, ma al Franchi, i viola affondano l’Inter grazie alle reti di Batistuta, Padalino ed Heinrich, mentre alla tredicesima basta un goal del solito Bati per superare di misura la Juventus. Nonostante le quattro sconfitte con Roma, Parma, Piacenza e Lazio, la Fiorentina si laurea campione d’inverno, vincendo con il Cagliari per 4-2 alla diciassettesima giornata. La squadra di Trapattoni gioca un calcio veloce, potendo contare su una qualità pazzesca e davanti Edmundo, Batistuta ed Oliveira sono l’incubo delle difese della Serie A. L’ attaccante argentino vive la sua miglior stagione in assoluto, nelle prime diciannove giornate segna ben diciotto reti. Tutto sembra andare a gonfie vele e la viola si prepara allo scontro diretto con il Milan al Franchi il 7 febbraio 1999, quando la classifica recita: Fiorentina 41, Lazio 38, Milan 36, Parma 34. Il Trap schiera un 5-3-2 con Toldo in porta, Torricelli ed Heinrich sugli esterni, Repka, Padalino e Falcone al centro della difesa, Cois e Ficini in mediana, Rui Costa tra le linee a supportare la coppia  d’attacco Batistuta-Edmundo; parte dalla panchina Oliveira. Zaccheroni risponde con un 3-4-1-2 con Abbiati tra i pali, Maldini, Costacurta e Sala in difesa, Guly e Ziege sugli esterni, Albertini ed Ambrosini in mezzo al campo, Morfeo sulla trequarti alle spalle di Weah e Bierhoff. Il Franchi freme, l’aria è tesa e 42000 cuori cantano per spingere la Fiorentina ad una vittoria che sarebbe fondamentale; il primo tempo è a tinte viola con i ragazzi di Trapattoni che sfiorano il goal in più occasioni, l’opportunità più ghiotta ce l’ha Edmundo che con un siluro da fuori l’area centra la traversa. Nel secondo tempo i rossoneri salgono in cattedra: Weah colpisce il legno e due miracoli di Toldo, uno su Weah e l’altro su Bierhoff tengono il risultato inchiodato sullo  0-0. Poi arriva quel maledetto minuto 88, un minuto che cambia il corso del campionato e della stagione della Fiorentina: Edmundo lancia Batistuta in campo aperto verso la porta milanista, ma dopo poco il Re Leone si accascia, alzando il braccio, la speranza di poter sbloccare il risultato si tramuta rapidamente nella paura di perder il proprio capitano e sul Franchi cala un silenzio gelido. Ma dopo pochi minuti, mentre Batistuta esce in barella, la sua gente continua a cantare  “Bati-Bati-Bati-Batigooool”; non bisogna mollare ora, i tifosi lo sanno. Purtroppo non basta, i tifosi spesso non bastano. La gara termina 0-0; l ‘attaccante argentino si ferma per un mese a causa di uno stiramento al legamento collaterale del ginocchio sinistro e con lui si ferma anche la cavalcata della viola che non riuscirà più a stare al passo di Milan e Lazio, che si contenderanno il titolo fino all’ultima giornata. Anche in Coppa Italia la Fiorentina si fermerà alla fine, in finale, contro il Parma dell’ex Malesani, che si aggiudicherà il trofeo grazie alle reti in trasferta. La viola terminerà la stagione in terza posizione, ritrovando un piazzamento Champions, ma non tornerà più così vicina a raggiungere l’obbiettivo Scudetto. La storia d’amore tra Batistuta e la Fiorentina si concluderà, solo formalmente, l’estate 2000 quando l’attaccante argentino  si accasa alla Roma, con la quale riuscirà a vincere il tanto bramato Scudetto dopo averci provato per nove anni a Firenze.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, Delvecchio: “Fonseca mi piace, ma ha bisogno di tempo”

Roma, Delvecchio: “Fonseca mi piace, ma ha bisogno di tempo”

Ieri da Dubai nel giorno del suo compleanno Marco Delvecchio ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport della Roma, di Fonseca e della difficoltà di trovare un accordo tra l’associazione calciatori ed i presidenti:

-Sul fatto che sia difficile intervistarlo e quanto ora Delvecchio sia fuori dal circolo del calcio.
“Quando lavoravo in radio un po’ di più. Ora sono un po’ fuori, anche se è un mondo che mi ha dato tanto. Quando lavoravo in radio cercavo più il lato ludico senza prendermi troppo sul serio, non mi piace commentare sempre cose che non conosco. Quello che dovevo dire l’ho detto quando giocavo».

– Segue la Roma?  «Certo. E già so che vorreste chiedermi di Totti e De Rossi. Ma non giudico tanto per giudicare. Mi dispiace che non facciano più parte della Roma, spero possano tornare, ma non conosco bene le situazioni».

Fonseca. « Mi piace molto, come anche Di Francesco o Spalletti. Spero gli diano tempo e fiducia, senza smobilitare la squadra ogni anno».

Sull’accordo giocatori-presidenti. “Serve un accordo tra l’Aic e le parti in causa, non mi sono mai piaciute le imposizioni. Anche quando giocavo e andavamo a trattare i premi con il presidente che non erano automatici nei contratti come oggi. Venirsi incontro sì, imporre no. Poi certo, dipende da chi hai davanti. Franco Sensi sembrava burbero, e quando si incazzava lo era, ma a me ha cambiato la vita».

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Napoli, suggestione Felipe Anderson

Napoli, suggestione Felipe Anderson

Il Napoli pensa a Felipe Anderson, l’ex esterno della Lazio è volato in Inghilterra, al West Ham, nell’estate 2018 per una cifra superiore ai 40 milioni. Dopo quasi due stagioni altalenanti a Londra il centrocampista pare stia sentendo la mancanza dell’Italia e con l’agente si voglia mettere a lavoro per tornare nel bel paese in estate; secondo quanto riportato da Lalaziosiamonoi, al momento, la società più interessata al brasiliano sarebbe il Napoli di De Laurentiis, che come sappiamo sta cercando degli esterni d’attacco. Felipe è solo uno dei nomi sul taccuino di Giuntoli, che da settimane monitora anche Boga, Rashica, Everton Soares ed Idrissi; per quanto concerne l’ex esterno laziale la trattativa non sarà semplice, dato che il West Ham chiederebbe una cifra vicina a quella investita due anni fa.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus, dopo settimane parla Lotito

Coronavirus, dopo settimane parla Lotito

Il COVID-19 ormai da quasi due mesi condiziona il nostro paese e la Serie A, dopo molte settimane finalmente parla Lotito, più volte accusato di essere eccessivamente bramoso di una ripresa dell’attività sportiva e non curante del livello di rischio. Il presidente della Lazio ha parlato attraverso uno dei canali ufficiali della società, LazioStyle radio, ed ha espresso velocemente il suo pensiero:

Ci tengo innanzitutto a sottolineare il fatto che nessuno voglia prendere sotto gamba la salute dei cittadini e dei propri dipendenti. Io ho lanciato l’idea di fare degli esami perché, al di là del tampone, è possibile verificare la presenza di alcuni anticorpi che dimostrano o meno la presenza del virus. Quello che ho sempre sostenuto io è che tutte le attività lavorative, se in deroga con l’autorizzazione dei prefetti, possano essere in condizioni ottimali, senza rischio di contagio. Non capivo perché una persona che fa l’atleta non possa svolgere la propria attività. Non si tratta di una questione ludica, ma di attività lavorativa: parliamo di persone che, se le blocchi per 2-3 mesi, gli crei un trauma perché perdono la condizione. Quindi se ci sono tutte le condizioni ideali, come nel nostro caso a Formello, non c’è alcun rischio di contatto e di contagio”.

“Quindi l’atleta che ha una condizione fisica migliore rispetto agli altri, che ha un controllo medico h24, non capisco perché non debba allenarsi. Non c’è un protocollo scientifico che dice il contrario. Io rispetto a pieno le regole dello Stato, ma non c’è nessun parere medico-scientifico che metta a repentaglio la salute dei giocatori durante la propria attività. E ribadisco il concetto: l’allenamento non è un fatto ludico, ma lavorativo, così come lo è per un operaio andare in fabbrica. Comunque mi auguro che adesso la situazione migliori e mi aspetto che si torni presto ad allenarsi, sempre nel massimo rispetto delle regole. Il centro sportivo della Lazio, che è uno dei più grandi d’Italia, ha il personale idoneo per poter proseguire la propria attività”.

 “Noi abbiamo tutto per poter continuare l’attività: abbiamo le mascherine, i guanti, gli occhiali. Siamo tra i più preparati in questo settore. Tutte queste precauzioni le avevamo già adottate un mese e mezzo fa. Quindi non capisco il motivo per cui non continuare gli allenamenti. Noi rispetteremo tutte le regole, ma non capisco il motivo di tale decisione”.

Il concetto espresso da Lotito in poche parole è: se metto i miei dipendenti in sicurezza devono lavorare, come del resto fanno tutti, sempre nel rispetto delle regole dello Stato. Verosimilmente dovremmo quindi immaginarci una ripresa degli allenamenti stile Bayern Monaco: spogliatoi separati, piccoli gruppi di lavoro e senza contatto fisico.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni

Le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni

Gli ultimi venti anni giallorossi hanno un sapore agro dolce, stagioni di Serie A clamorose costellate da record e da ottime prestazioni, ma sempre poco per arrivare alla vittoria finale. Tralasciando la stagione 2000-2001, che ha visto trionfare la Roma, i giallorossi hanno collezionato ben 11 piazzamenti sul podio, 9 volte al secondo posto, 2 al terzo; c’è da dire che in molte di queste circostanze la Roma ha avuto poco da rimproverarsi poiché si è ritrovata davanti due armate che hanno fatto la storia del nostro calcio: la Juventus di Conte/Allegri e l’Inter di Mancini/Mourinho. Se con i primi, nonostante i buoni piazzamenti in campionato, i giallorossi hanno sempre  avuto difficoltà, con l’Inter invece qualcosa in più si sarebbe potuto fare specialmente nella magica stagione con Claudio Ranieri alla guida della squadra. Comunque nei primi dieci anni del millennio la Roma porta a casa uno Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.  Gli anni 2010 sono stati caratterizzati dalla nuova proprietà americana, dalle plusvalenze e dalle numerose e comprensibili tensioni con i tifosi, che spesso vedevano smantellare squadre validissime troppo velocemente, e nella stessa modalità  la dirigenza statunitense ha optato per cambiare un simbolo storico ed amatissimo dalla piazza. Nonostante questi dissidi, e l’incapacità di vincere trofei, la Roma americana, tranne un paio di stagioni in cui ha girato a vuoto, in Serie A ha sostanzialmente mantenuto, se non migliorato, il ritmo di quella di Sensi : sempre nelle prime posizioni, record di partecipazioni in Champions ed ottimi giocatori ad indossare la maglia giallorossa. Ad impreziosire questi ultimi anni è sicuramente l’annata 2017-2018, nella quale la Roma fatica in campionato (arriva comunque terza, ma non convince come nelle stagioni precedenti), ma riesce a raggiungere la semifinale di Champions vincendo il ritorno dei Quarti di finale in casa per 3-0 contro il Barcellona di Leo Messi. Scegliere le 5 migliori annate dei giallorossi non è stato facile, per questo meritano una menzione speciale la Roma 2013-2014 guidata da Rudi Garcia e la Roma 2006-2007 di Luciano Spalletti, vincitrice di una Coppa Italia. Andiamo allora a vedere le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni secondo RadioGoal24:

 

Roma

5) Roma 2001-2002

La Roma 2001-2002 è sulla carta una delle squadre più forti d’Europa ed una delle rose più complete della storia giallorossa, fresca vincitrice dello Scudetto e guidata ancora dal sergente Fabio Capello. Nella sessione estiva di calciomercato il presidente Sensi investe 50 miliardi di lire per portare a Roma il talento di Bari Antonio Cassano, e 27 miliardi di lire per il giovanissimo portiere dell’Atalanta Ivan Pellizzoli. Inoltre si aggiungono alla squadra anche gli esperti Panucci (dal Monaco) e Fuser (dal Parma); mentre dall’Argentina arriva il giovanissimo Cuffré, e dal Bologna l’esterno brasiliano Lima. La stagione inizia subito con un trofeo: il 19 agosto 2001, quando all’Olimpico si gioca la Supercoppa italiana contro la Fiorentina, detentrice della Coppa Italia. La partita è senza storia: 3-0 per la Roma grazie alle reti di Candela, Montella e Totti. In Serie A la Roma viaggia ai ritmi delle prime, ed arriva a giocarsi nuovamente lo scudetto fino all’ultima giornata, nonostante la stagione sottotono di Batistuta. Crocevia in negativo della stagione giallorossa sarà la gara di ritorno con il Venezia, alla 30esima giornata. La classifica in quel momento recitava: Inter 62, Roma 59, Juventus 56. La Roma non va oltre il pari con i veneti, l’Inter viene sconfitto dall’Atalanta, mentre i bianconeri superano 4-0 il Perugia. Nelle successive 4 ed ultime partite di campionato la Juve vince sempre, l’Inter ne vince due, pareggia con il Chievo e perde all’ultima con Lazio, scivolando al terzo posto, mentre i giallorossi vincono tre partite e ne pareggiano una con il Milan. Lo scudetto va così ai bianconeri nell’ultima giornata di campionato, in quel celebre 5 maggio.

4) Roma 2009-2010

La Roma 2009-2010 è forse una delle formazioni più amate dai tifosi, la squadra è andata ad un passo dal sogno Scudetto contro l’Inter del triplete, rendendosi protagonista di un girone di ritorno perfetto, impreziosito proprio dalla vittoria sui rivali per il titolo per 2-1 il 27 marzo 2010. Quella Roma inizia la stagione con Spalletti, esonerato dopo sole due giornate, dalla terza viene chiamato Claudio Ranieri. Con il tecnico romano la squadra cambia pelle, non è più quella macchina da goal a cui ci aveva abituato Spalletti, anzi la Roma segna poco, e non brilla per gioco offensivo, ma non prende mai goal, mai, e sembra avere una tigna ed una compattezza insolita. La squadra è mentalmente solida e riesce a tenere testa all’Inter per tutta la stagione, facendo sognare non solo i romanisti, ma tutti gli appassionati. Alla trentatreesima giornata la Roma sorpassa l’Inter, che pareggia a Firenze. Nell’ultima parte del campionato  sono due le sfide ostiche per i giallorossi: il derby, e l’ambiziosa Sampdoria in lotta per il quarto posto. Il primo ostacolo viene superato in rimonta, dopo che Lazio aveva dominato il primo tempo, nella ripresa Ranieri leva Totti e De Rossi, inserendo Menez e Taddei. Al ritorno in campo i biancocelesti conducono 1-0, poi Julio Sergio para il rigore del possibile 2-0 a Floccari e la gara cambia: doppietta di Vucinic e primo posto mantenuto. La Roma cadrà la settimana dopo sotto i colpi di Pazzini e Cassano e terminerà una stagione magica al secondo posto alle spalle di una delle squadre più forti della storia del calcio italiano.

3) Roma 2017-2018

La Roma 2017-2018 probabilmente non sarebbe in questa classifica se non fosse per una partita, la partita che ha riportato la Roma tra le prime quattro formazioni d’Europa: Roma-Barcellona 3-0 . La squadra guidata da Di Francesco poteva contare su un portiere sensazionale come Alisson, una difesa solida composta dalla coppia Manolas-Fazio e dall’esperienza di Kolarov sulla sinistra. A centrocampo c’erano la classe di Daniele De Rossi e la dinamicità di Nainggolan, ai tempi uno dei migliori centrocampisti d’Europa, mentre davanti Elsharawy e Perotti supportavano Dzeko. La squadra in campionato con qualche fatica di troppo riuscì comunque a piazzarsi terza, mentre in Champions scaldò i cuori dei tifosi. Agli ottavi i giallorossi eliminarono lo Shaktar Donetsk, perdendo 2-1 in Ucraina e vincendo 1-0 a Roma; ai quarti dopo aver perso per 4-1 al Camp Nou, la Roma riuscì a ribaltare il risultato, vincendo 3-0 in casa con la rete finale di Manolas. I giallorossi in semifinale persero con il Liverpool di misura, al netto della sconfitta per 5-2 ad Anfield, e della vittoria per 4-2 a Roma, in una doppia sfida costellata da errori degli arbitri e dei calciatori.

 

 

 

2)Roma 2007-2008

La miglior versione della Roma Spallettiana, seconda in classifica, arrivata a giocarsi lo Scudetto fino all’ultima giornata, porta comunque a casa una Supercoppa Italiana ed un Coppa Italia, e raggiunge i Quarti di Champions League dopo aver eliminato il Real Madrid agli Ottavi. La Supercoppa fu decisa da un rigore di Daniele De Rossi a 12 minuti dal termine, mentre la Coppa Italia, sempre contro l’Inter, terminò con il risultato di 2-1 per i giallorossi grazie alle reti di Mexes e Perrotta. In Champions fu il Manchester United per la seconda volta consecutiva ad interrompere la corsa della Roma di Spalletti.

 

 

 

1) Roma 2000-2001

Il nuovo millennio giallorosso non comincia benissimo, sesto posto in campionato ed i cugini campioni d’Italia. Quella stagione smuove qualcosa nel cuore di Sensi che prepara una campagna acquisti da capogiro, convinto di poter scucire lo Scudetto agli eterni rivali. Alla corte di Fabio Capello nell’estate 2000 arrivano: Batistuta dalla Fiorentina, Emerson dal Bayern Leverkusen, Samuel dal Boca Juniors, Zebina dal Cagliari e Guigou dal Nacional. La formazione giallorossa guida la classifica per tutto il torneo con la Juventus e la Lazio alle calcagna. Le rivali dovranno però arrendersi a Totti e compagni, la squadra di Capello mantiene una costanza disarmante per l’intera stagione, perdendo solo 3 partite, e si aggiudica il titolo il 17 giugno 2001, superando il Parma per 3-1 in un Olimpico in festa.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

Il Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio l’Europa, le frontiere sono chiuse, le produzioni industriali sono limitate a quelle di prima necessità, in buona parte del continente vige l’ordine di restare a casa e di ridurre al minimo i contatti sociali. L’ emergenza sanitaria non ha chiaramente risparmiato lo sport ed il calcio, gli stadi non possono essere riempiti e non ci si può allenare per evitare di avere contatti fisici. La UEFA, la FIFA e le Federazioni nazionali da settimane lavorano ad ipotetici calendari per non cancellare e stoppare definitivamente la stagione corrente, tali piani si modificano costantemente di settimana in settimana con l’evolversi dell’emergenza, c’è ancora poco di chiaro, se non che tutti stiano cercando di fare il possibile per concludere questa annata. Il Corriere dello Sport riporta una notizia dalla Germania che è a tutti gli effetti un’ assoluta bomba per il calcio europeo: il Bayern Monaco torna ad allenarsi. I bavaresi sta mattina si sono ritrovati al campo di allenamento con delle regole ben precise da rispettare: si arriva al campo da soli e si entra nel parcheggio uno alla volta a distanza di tempo, i calciatori sono divisi in piccoli gruppi da 5 e sono sempre tenuti a rispettare la distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Inoltre la società ha predisposto degli spogliatoi separati con al massimo due persone a stanza, sono vietate anche le strette di mano e gli allenamenti con il pallone sono previsti sempre rispettando la distanza di sicurezza, quindi niente partitelle e contrasti.  D’altronde è un momento decisivo nella battaglia contro il virus, che sta mettendo in luce la triste e concreta possibilità che dovremmo convivere con questo male per più tempo del previsto, i bavaresi hanno iniziato a testare una prima forma di “convivenza” con questa situazione qualche ora fa. Osserviamo tutti con curiosità come andrà questo test del Bayern, come fosse una fase dell’epidemia 2.0, con la speranza che vada bene e che non sia stata una decisione troppa affrettata e che quindi possa essere un modello replicabile anche dagli altri club europei.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, Pellegrini: “Sconcertato dalle fughe dei giocatori stranieri”

Roma, Pellegrini: “sconcertato dalle fughe dei giocatori stranieri”

Lorenzo Pellegrini, centrocampista classe 96 della Roma, come tutti i comuni cittadini in queste giornate drammatiche per il nostro paese rimane a casa, anche perché non vi sono altre possibilità di difesa. Il calciatore nel corso di un’intervista al Tempo si è definito stupito delle numerose fughe verso casa di numerosi giocatori stranieri della Serie A, come i casi di Juventus ed Inter:

 “Sono rimasto piuttosto stupito di quello che è successo in altre squadre. Per quanto riguarda noi, ne abbiamo parlato con i compagni tramite una video-chiamata di gruppo e tutti si sono messi a disposizione per fare quello che la società ci ha chiesto, cioè di rimanere a casa senza fare grossi spostamenti. Sono contento perché lo trovo rispettoso non solo nei confronti del club, ma pure di tutti gli italiani rinchiusi dentro le loro abitazioni”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Milan, rispunta l’idea Luciano Spalletti!

Milan, rispunta l’idea Luciano Spalletti!

In casa Milan c’è aria di ennesima rivoluzione estiva, se Pioli dovesse lasciare la guida tecnica dei rossoneri, cosa molto probabile, si dovrebbe cercare l’allenatore numero 9 dal dopo Allegri. La parola continuità a Milanello piace sempre meno, anche se  ci inizia ad essere una sconfortante continuità e puntualità delle  prevedibili rivoluzioni estive. Per l’estate 2020 sembrava quasi certo l’approdo nella Milano rossonera di Rangnick, ma il tedesco sta tentennando un pò troppo e così la dirigenza milanista ha sondato il terreno per Luciano Spalletti, l’uomo perfetto per la qualificazione in Champions. Il tecnico toscano era stato contatto dal Milan anche a novembre per sostituire Giampaolo, ma alla fine non se ne fece nulla; Spalletti potrebbe essere veramente il tecnico più adatto per puntare al ritorno in Champions, nelle ultime quindici stagioni ha centrato la qualificazione in ben undici occasioni.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Bruno Giordano, ex attaccante di Napoli e Lazio, è intervenuto a Tuttomercatowebradio durante la trasmissione Maracanà, ed ha detto la sua riguardo alcune delle vicende attuali in casa Napoli, su un eventuale ripresa del campionato e su Lukaku, centravanti dell‘Inter.

Su Lukaku, alla domanda “chi è il più forte centravanti nerazzurro da dopo Ronaldo?”:  “Milito, mentre a Vieri è mancato il trionfo in campionato. Lukaku però è sulla buona strada. Lo preferisco a Icardi, perché sa giocare per la squadra. E’ meglio dell’argentino, almeno come approccio alla sua prima stagione”.

Riguardo la possibilità di tornare in campo: “Credo si possa tornare a giocare anche in 15-20 giorni. I giocatori sono professionisti, lo sono meglio di quanto lo eravamo ai miei tempi. Ci sono più modi per allenarsi a casa e poi sono seguiti con programmi specifici”.

Sul Napoli: “Koulibaly e Allan sono importantissimi, lo hanno dimostrato nel tempo. Un grande difensore e un grande centrocampista servono. Poi i giochi di mercato e gli screzi avuti sono un altro discorso. Allan andrà via, visti gli acquisti di gennaio,che si avvicinano alle sue caratteristiche. Arriverà Petagna, ma non vale Milik. Icardi con gli inserimenti degli esterni sarebbe a casa sua. Se gli chiedi di sviluppare un certo stile di gioco, non lo sa fare. Ma non tutti sono capaci a giocare per la squadra. E’ un attaccante che devi metterlo in condizione di fare gol, non è capace di inventarseli”.

Chiusura con una considerazione su Gattusto: “E’ questione di programmi. Bisogna vedere cosa gli chiedono. Al momento non può lottare per lo scudetto. Ha una grande dote: è onesto, dice tranquillamente se ha meritato la sua squadra o l’altra. Ha ricompattato l’ambiente in poco tempo. Ora dipenderà dai risultati e dai piani che farà il club”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?