Coronavirus, in Bundesliga rinunciano a parte del salario

Coronavirus, in Bundesliga rinunciano a parte del salario

Il coronavirus continua ad espandersi a macchia d’olio (al 90% le misure restrittive saranno prolungate anche dopo il tre aprile). Emergenza sanitaria grave che sta bloccando, tra le altre cose, il calcio. Sono giorni frenetici per lo sport nel tentativo di ripristinare i calendari; alcuni passi sono stati compiuti come lo spostamento dell’Europeo al 2021 e lo slittamento delle finali di Champions ed Europa League ai prossimi 24 e 27 giugno. Altro argomento, però, da trattare sono gli stipendi dei giocatori; questione di secondo livello ma su cui si deve trovare un punto d’incontro. Da questo punto di vista ci viene incontro la Bundesliga e, nello specifico, il Borussia Monchengladbach. I fohlen hanno deciso di rinunciare a parte del loro salario. Un gesto importante, significato, e che dovrebbero seguire anche le altre squadre non solo del massimo campionato tedesco. Il coronavirus si deve combattere anche con questi gesti.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Radja Nainggolan al momento è un giocatore del Cagliari, è in prestito secco alla squadra sarda, poiché il suo cartellino è di proprietà dell’Inter, con la quale ha un contratto valido fino al 30 giugno 2022.

Il centrocampista belga, la passata estate, ha provato in tutti i modi ad ottenere una riconferma nei nerazzurri, cercando di mettersi in mostra davanti al nuovo mister, Antonio Conte,  verso il quale nutre una profonda stima. La società non ne ha voluto sentire, e non ha perdonato all’ex centrocampista della Roma qualche bravata commessa nel corso della stagione, ed inoltre vi era un’evidente voglia di tagliare con il passato, infatti insieme a Nainggonal vengono ceduti Perisic ed Icardi. Il centrocampista belga nell’unica stagione interista è parso sottotono, dispiaciuto di aver lasciato la sua Roma dopo tanti anni di battaglie, in nerazzuro ha fatto fatica ad ambientarsi, anche se alla fine riuscì a realizzare  sette goal in campionato; tra le sette reti è da ricordare quella con l’Empoli che è valsa la qualificazione in Champions.

A Cagliari Nainggolan si è rilanciato e sembra aver ritrovato la serenità di un tempo, ha contribuito ad un inizio di stagione incredibile dei sardi, che nelle ultime partite hanno decisamente rallentato, ha già realizzato sei reti con 13 partite ancora da giocare. Il 30 giugno scadrà il prestito e vedremo cosa accadrà, Radja è un giocatore che potrebbe fare comodo a tutte le squadre, e quando sta bene fisicamente e mentalmente, parliamo ancora di uno centrocampisti più forti del campionato. L’Inter chiede 15 milioni, ma considerando l’età e il comportamento altalenante del ragazzo sarà difficile  trovare qualcuno disposto a spendere tale cifra per il suo cartellino.

Quindi tra le varie ipotesi nel futuro nebuloso di Radja viene da chiedersi, e se restasse all’Inter?

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Serie A, in Lega domani si discutono gli stipendi

Serie A, in Lega domani riunione per intavolare un altro nodo spinoso nato dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus, quello del taglio degli stipendi dei calciatori.

Così come per tutte le attività commerciali e non che sono state sospese o rallentate dalla situazione, anche il calcio va incontro alle sue difficoltà economiche, esposte fin da subito da diversi patron, in particolare delle società più piccole, che avrebbero grosse difficoltà a pagare gli stipendi per intero senza introiti da sponsor, televisioni e stadi.

Una questione rognosa che verrà discussa domani in Lega calcio, dove la strada da percorrere sembra quella di una riduzione del 20/30 % degli stipendi dei calciatori, così come riporta Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Una decurtazione che porterebbe le grandi società a risparmiare cifre altissime, mentre bisognerà valutare se nelle squadre minori basterà, visti gli ingaggi nettamente più bassi.

La questione apre anche ad un’altra sfaccettatura, quella della ripresa degli allenamenti e quindi del lavoro: nel momento in cui si riprende ad allenarsi le società non potrebbero esimersi dal pagare gli stipendi, come ad esempio in casa Lazio, dove la società ha convocato giocatori e staff già per lunedì 23, una decisione che altera gli equilibri di questa scelta e che al momento potrebbe essere interrotta solo da un intervento dall’alto, con il governo pronto a sospendere tutte le attività fisiche all’aperto e con i divieti di utilizzo delle palestre, qualsiasi iniziativa sarebbe “fuori legge”.

Domani si discuterà, noi nel frattempo ci appelliamo al buon senso dei vertici calcistici: “Andrà tutto bene”(?)

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Fiorentina, Commisso: “Situazione grave, abbiamo 8/10 infetti”

Fiorentina, Commisso ai microfoni di Sky Sport ha voluto aggiornare della situazione contagiati all’interno della società, dopo che già Vlahovic, Pezzella e Cutrone era risultati positivi al Coronavirus.

“Abbiamo tre del nostro staff che sono in ospedale più altri che hanno preso il virus senza essere in ospedale per un totale di 8/10 infetti.” ha dichiarato il patron della Fiorentina, che si ritrova ora con 3 casi in ospedale e tutto lo staff, giocatori compresi in quarantena.

Il presidente italo-americano ci ha tenuto anche a precisare che la società sta raccogliendo le donazioni per la lotta al Coronavirus ed ha raggiunto circa 400mila euro, di cui 50mila solamente da Franck Ribery: “Abbiamo una situazione grave con questa malattia ed è giusto aiutare coloro che sono in prima linea in questa lotta. È un nostro dovere aiutarli. Siamo arrivati già oltre 400mila euro e di questo sono molto contento”.

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Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzuro

Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzuro.

Philippe Coutinho attualmente è in prestito al Bayern Monaco dal Barcellona, in settimana però, come riporta Tuttomercatoweb, il club bavarese ha informato la società catalana che non riscatterà il cartellino del giocatore brasiliano. Coutinho si era trasferito in Germania l’estate scorsa con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissato a 110 milioni, e nonostante il Barcellona abbia comunicato al Bayern la volontà di applicare uno sconto di 20 milioni, i bavaresi sono convinti di non aver bisogno dell’ex attaccante di Liverpool ed Inter. A questo punto i blaugrana e Philippe Coutinho cercheranno di trovare un’altra soluzione sul mercato, probabilmente in prestito con diritto di riscatto, dato che al momento nessuno sembra intenzionato ad investire una cifra vicina ai 100 milioni per acquistare a titolo definitivo il cartellino del ragazzo. L’ attaccante brasiliano è molto apprezzato in Premier League, dove ha fatto benissimo con la maglia del Liverpool, e potrebbe essere ambito da molte società inglesi; tra gli estimatori spunta anche l’Inter, la società che lo cedette al Liverpool per appena 10 milioni; Conte è un estimatore del ragazzo ed è sempre più convinto che la rosa nerazzura necessiti di più qualità, e l’attaccante brasiliano, se dovesse ritrovare continuità, potrebbe essere l’innesto giusto.  Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzurro.

 

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A volte ritornano: la rinascita di Bruno Peres

A volte ritornano: Bruno Peres è rinato.

16 gennaio 2020, Parma-Roma, ottavi di Coppa Italia. Al minuto 79 i circa mille tifosi giallorossi al Tardini esplodono in un boato. Dopo quasi due anni Bruno Peres torna in campo con la maglia della Roma, sostituendo Alessandro Florenzi. Un passaggio di consegne, data l’imminente cessione (almeno a titolo temporaneo) del ragazzo di Vitinia. Bisogna mettere una toppa sul ruolo di terzino destro quanto meno fino a fine stagione e, visto lo stato di cose attuale (nonché l’inerzia della Roma nel mercato invernale), le previsioni sono tutt’altro che rosee. Zappacosta infortunato, Santon discontinuo. Il peso ricade interamente su Bruno Peres, che in quel momento tutto sembrava tranne che un giocatore.

Dopo due stagioni di prestazioni non all’altezza e macchine distrutte, durante le quali l’unico ricordo positivo è  il miracoloso salvataggio sulla linea di porta in Shakhtar-Roma di Champions League, viene ceduto in prestito al San Paolo nell’estate 2018. Colleziona 19 presenze e un gol, e continua la sua discesa verso l’oblio passando, sempre in prestito, allo Sport Recife nella B brasiliana. Si vocifera di un atleta fuori forma e alcolizzato.  Eppure Bruno Peres torna nella Capitale e, anche grazie ad un famoso personal trainer brasiliano, si rimette in sesto quanto meno per essere ancora qualificato come calciatore.

Fonseca, allenatore dello Shakhtar proprio nella partita del piede miracoloso , vuole fare di lui quel terzino offensivo alla Ismaily, che oltretutto aveva cercato di portare con sé dall’Ucraina. Petrachi, che da direttore sportivo del Torino lo portò in Italia nel 2014, in conferenza stampa lo ammonisce come un padre:”Lo conosco bene, sa giocare a calcio, ma deve ritrovarsi come uomo. Lui ne è consapevole: se sbaglia va via (con riferimento agli eccessi della vita privata ndr.)“.

Ora ritorniamo a quel boato di Parma, prodotto di una tifoseria che, nella situazione presente, non ha voglia di accanirsi contro un giocatore dal quale non si aspetta niente e nel quale forse si riconosce, soprattutto per la condizione di eterno incompiuto e per la debolezza verso i vizi. Del resto Bruno Peres, pur non essendosi mai dimostrato un professionista esemplare, non ha mai mostrato quell’arroganza (alla Kolarov per intenderci) tanto sgradita ai romanisti, quanto piuttosto l’attitudine sommessa di chi annega nell’errore e non ha la forza per rialzarsi, pagandone consapevolmente le conseguenze.

Rispetto a due anni fa le pretese si sono abbassate, tanto che un giocatore che prima era il brutto anatroccolo di una squadra semifinalista di Champions , viene oggi accolto come il figlio che, diseredato dal padre, torna a sostenerlo quando ormai non si regge in piedi, nonostante i rapporti reciproci non proprio floridi. E quindi pronti, via: rigore guadagnato contro il Sassuolo, che scuote temporaneamente la squadra, assist contro il Bologna e una serie di prestazioni complessivamente positive.

Ribadiamo, la Roma non è più ai vertici del calcio italiano e (quasi) europeo, ma questo è forse il contesto adatto alla rinascita di un calciatore non certo fenomenale, ma neanche così privo di valore e di professionismo come lo si è dipinto. Forse, un giocatore da Roma.

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Coronavirus, PSG: Neymar e Thiago Silva fanno infuriare la Francia

Coronavirus, il PSG si ritrova una grana mediatica e diplomatica da risolvere: infatti pare che due giocatori in forza ai parigini abbia violato le richieste del Presidente Macron e siano riusciti a lasciare il paese nonostante i divieti.

Si tratta dei brasiliani Neymar e Thiago Silva, volati entrambi in Brasile dalle loro famiglie, lo ha rilevato Le Parisien.

La notizia ha suscitato l’ira del popolo francese, visto che Macron ha dichiarato in diretta nazionale il divieto di spostamenti e l’obbligo di quarantena, seguendo il modello italiano di programma per il contenimento del contagio del Covid-19.

Il PSG ha precisato immediatamente che la società non ha avuto direttive per vietare ai giocatori gli spostamenti e dunque si è discostata dalla scelta dei due ed il focus si è spostato sui funzionari che hanno permesso al volo dei due di partire, considerano ad esempio il caso della Roma qualche settimana fa, bloccata dallo stato spagnolo prima di partire nonostante la UEFA avesse concesso una deroga.

Resta dunque un mistero come i due abbiano fatto a lasciare il paese, di certo l’incoscienza di Neymar e Thiago Silva è stata molta, creando un caso in Francia e mettendo a repentaglio anche la salute di chi li ha accolti in Brasile.

 

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La Premier League cambia pelle e torna in campo

La Premier League cambia pelle e torna in campo

Come riportato dal The Sun, i vertici della FA ed i venti club della Premier League stanno studiando un piano anti-Coronavirus per tornare a giocare quanto prima evitando qualsiasi rischio di contagio.

Gli stati generali del calcio inglese in queste ore si stanno incontrando con i dirigenti dei venti club di Premier League per stipulare un calendario che permetta di disputare le ultime nove giornate di campionato rimanenti entro la fine di luglio. Dimenticate quello che sapete sulla Premier perché quando torneranno in campo il calcio inglese verrà totalmente rivoluzionato: il progetto che stanno studiando prevede che le partite rimanenti vengano disputate tutte a porte chiuse, che si giochi ogni tre giorni, che le gare vengano disputate in pochi stadi concentrati nelle Midlands (regioni nel centro dell’Inghilterra) ed ovviamente tutte in campo neutro. Una delle condizioni più interessanti poi riguarda la messa in onda dei match: i club vorrebbero che tutte le partite rimanenti di Premier League vengano trasmesse in chiaro in TV così da permettere a tutti i tifosi di seguire la propria squadra del cuore.

 

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…

 




Roma: in dubbio la permanenza di Mkhitaryan

Henrikh Mkhitaryan si è dimostrato l’arma in più della Roma di Paulo Fonseca. L’armeno, nonostante i lunghi periodi di stop a causa degli infortuni, ha messo a segno  6 gol e 4 assist in 17 presenze. Eppure, secondo OneFootball, Mkhitaryan potrebbe non rimanere alla Roma l’anno prossimo. Il motivo risiederebbe nelle richiesta dell’Arsenal di 20 milioni per acquistarlo a titolo definitivo (il trequartista è ora in prestito secco), ritenuta dai giallorossi troppo alta per un giocatore di 31 anni. Del resto, l’allenatore dei Gunners Mikel Arteta ha di recente fatto apprezzamenti sul giocatore, che in futuro potrebbe rientrare nei suoi piani.

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Parma, parla il direttore sportivo Faggiano: “non bisogna allenarsi!”

Parma, parla il direttore sportivo Faggiano: “non bisogna allenarsi!”

Il direttore sportivo del Parma, Faggiano, ha rilasciato un’intervista a Tuttomercatoweb radio, attraverso la quale si è espresso sull’attualità concernente la nostra Serie A, dalla ripresa del campionato e le varie strade percorribili, passando per la solidarietà del mondo del calcio, le preoccupazioni dei calciatori e dello staff e l’eventualità che anche quest’ultimi possano sacrificare parte dello stipendio, chiudendo con il  rischio e la pericolosità di ricominciare ad allenarsi. Ecco le sue parole:

Sulla solidarietà:
“Abbiamo una società che ci tiene al territorio. Siamo stati i primi a decidere una sottoscrizione all’ospedale del Parma. Ne faremo altre. Al momento però con i giocatori ci sentiamo da casa. Non è semplice però”.

Sullo stato d’animo e la preoccupazione dei calciatori:
“Abbiamo fatto fatica, spiegargli di stare fermi a casa è stata dura. Poi ci siamo organizzati in diversi modi. Stiamo cercando di ovviare a delle criticità. Il centro sportivo è chiuso, lo stiamo disinfettando e vedremo come andrà. Tutta questa fretta di iniziare il campionato, che riscontro in qualche squadra, non la capisco. Ora viene prima la salute. L’emergenza andrà avanti ancora per un bel po’, non è semplice andare avanti. Dobbiamo stare attenti e non farci prendere dalla smania di tornare in campo”.

Sulla scadenza dei contratti:
“Si troverà sicuramente. E’ una situazione particolare, cambia tutto. Le date non esistono più. Ci sarà buonsenso, a partite dai giocatori in prestito. Non è una cosa voluta da noi. Ci vuole un passo da parte di tutti, per concludere la stagione”.

L’eventualità che si possano chiedere dei sacrifici economici ai calciatori:
“Per ora meglio pensare alla salute. Il ragionamento può essere giusto, ma per ora non se ne parla. Prioritaria al momento è la salute dei calciatori, di tutti noi. Poi troveremo delle soluzioni”.

Le varie ipotesi sulla ripresa del campionato di Serie A.:
“Se non si potesse andare avanti, non credo sarebbe giusto bloccare la classifica come è ora. Io andrei ad oltranza. Quando sarà possibile tornare alla normalità, anche a porte chiuse, si deve tornare a giocare. E rimodulare tutti i calendari futuri. E’ giusto che finisca il campionato. Mi dispiace sentire di squadre che vogliono tornare ad allenarsi prima. Ci sono squadre come la nostra che sono in situazione di insicurezza totale. Non si capisce la situazione”.

 

 

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