Coronavirus, parla Cairo: “Taglio degli stipendi sarà inevitabile”

Urbano Cairo, presidente del Torino, ha definito inevitabile il taglio agli stipendi dei calciatori. Il patron granata, in una lunga intervista rilasciata questa mattina al quotidiano La Stampa, ha confermato come tale misura sia, in questo momento, assolutamente necessaria: “Siamo di fronte a un problema di sistema che rischia di implodere senza accorgimenti importanti. Credo che i calciatori siano i primi a non volerlo, sono ragazzi che hanno testa. Qui bisogna limitare i danni, poi si penserà alla ricostruzione economica. Del calcio come di tutti gli altri settori”. Parole inequivocabili quelle del presidente, motivate dal continuo aggravarsi della situazione relativa alla pandemia da Coronavirus che da settimane ha messo in ginocchio il nostro Paese. Cairo ha poi rivelato che il confronto tra i vari club di Serie A è attualmente in atto, con la prima idea che porterebbe al congelamento degli stipendi a partire dall’8 marzo scorso, giornata in cui si sono disputati i recuperi del 12esimo turno di Serie A: “Il riferimento all’8 marzo mi sembra plausibile, è giusto che i sacrifici siano ripartiti in maniera equa tra tutti i soggetti coinvolti”. La contrattazione tra società e rappresentanti dei giocatori è attualmente in atto: si attendono sviluppi nel corso dei prossimi giorni.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Coronavirus, la Serie A ora rischia seriamente l’annullamento

Coronavirus, la Serie A ora rischia seriamente l’annullamento. Queste le ultimi voci che trapelano dagli organi della Lega calcio. L’aggravarsi dei dati e della situazione comincia a trasportare gli organi calcistici a comprendere ancora di più la situazione e a cominciare ad abituarsi all’idea che la stagione verrà chiusa qui e quindi procedere con l’annullamento.

Poche le società che al momento si opporrebbero, tante quelle che invece silenziosamente stanno solo pensando a come passare questo periodo, tra operazioni benefiche e studi su come salvare il lato economico, che come per tutti gli impieghi, subirà molti danni.

Difatti la Lega dovrà presentare alla Federazione una stima dei danni provocati, per poter mettere in atto delle misure economiche, che al momento non dovrebbero andare oltre le operazioni che già sono state proposte, tranne qualche sgravo fiscale da aggiungere per permettere alle società di affrontare la situazione.

In tutto questo bisognerà ridefinire anche il discorso allenamenti, al momento sul banco delle discussioni soprattutto per Lazio e Napoli, intenzionate a riprendere il lavoro come se nulla fosse. Dunque diventa fondamentale ciò che verrà deciso in Lega in questa giorni.

Una decisione importante ma che forse è arrivato il momento di intraprendere, soprattutto visto che ormai le voci fuori dal coro sono poche e cominciano anche ad essere stucchevoli.

 

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Coronavirus, la Juventus rende noto l’esito dei tamponi su tutta la rosa

La Juventus continua a fronteggiare l’emergenza interna causata dal Coronavirus. Dopo la notizia della positività di Paulo Dybala, che si è aggiunta a quelle di Daniele Rugani e Blaise Matuidi, la società bianconera ha diramato l’esito dei tamponi effettuati su tutto il resto della rosa: il test non ha acclarato alcun nuovo caso di positività all’interno della squadra, che concluderà il 25 marzo il proprio periodo di isolamento preventivo. Misure ovviamente acuite per i tre giocatori positivi, che dopo la data indicata saranno costretti a sottoporsi ad altri due tamponi: se entrambi risulteranno negativi, la società darà il via libera alla sospensione della quarantena. Da sottolineare anche come nessun altro membro dello staff della vecchia Signora si sia sottoposto alle procedure seguite dai calciatori, non essendoci alcuna sintomatologia accusata. Dybala, Rugani e Matuidi al momento stanno bene e non presentano alcun sintomo, come confermato dagli stessi giocatori sui rispettivi profili social. La Juventus continua a fronteggiare l’emergenza interna causata dal coronavirus, in attesa di capire quando sarà possibile riprendere ad allenarsi; sul fronte ripresa delle competizioni nel breve termine continua tuttavia a filtrare pessimismo, considerato anche l’acuirsi dei dati relativi al numero di contagi e decessi in tutto il Paese.

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Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Si è discusso tanto in settimana, e ci siamo chiesti: il 23 marzo ci si allena? In Lega negli ultimi giorni c’è stato uno scontro tra Marotta e Lotito (spalleggiato da Cellino e De Laurentis), con il secondo intento a far ripartire gli allenamenti della Lazio  con tutte le tutele del caso. E’ chiaro che vi siano delle zone d’Italia, nelle quali ad oggi è impossibile mettere in atto qualsiasi tipo di tutela, e dove quindi è impossibile tornare ad allenarsi, come a Milano, Brescia, Parma o a Bergamo. Facile dedurne che sarebbe scorretto se mezza Serie A si allenasse mentre l’altra no. In più si fa sempre più assordante la (normale, è il suo lavoro) pretesa  di Tommasi di mettere in sicurezza i calciatori. Infatti oggi Sassuolo, Lecce e Cagliari hanno ufficialmente posticipato il rientro sui campi; i neroverdi ed i giallorossi a “data da destinarsi”, mentre il Cagliari ha imposto ai giocatori di allenarsi in solitaria almeno fino al 31 marzo, inviando ad ogni calciatore una scheda personalizzata. Poi c’è la Lazio che, secondo quanto riporta Tuttomercatoweb, starebbe per posticipare il rientro al 26 marzo, con la certezza di rimandare ancora (anche perché la Lega ha espressamente vietato di ricominciare prima del 4 aprile).  Quindi si agli allenamenti, però a distanza; l’emergenza sta vivendo il suo momento più tragico e le società non vogliono mandare un messaggio di irresponsabilità.

 

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Juventus, l’esodo continua: anche Douglas Costa lascia l’Italia

La Juventus registra un nuovo tesserato che lascia l’Italia: si tratta di Douglas Costa. L’esterno d’attacco brasiliano ha seguito l’esempio dei propri compagni Higuain, Khedira e Pjanic ed ha fatto ritorno nel suo Paese d’origine nonostante l’emergenza Coronavirus. Anche riguardo la situazione dell’ex attaccante di Shakhtar Donetsk e Bayern Monaco permangono dubbi circa la gestione della situazione, vista la situazione di isolamento fiduciario in cui si trovano tutti i tesserati della Juventus dopo la positività certificata di Rugani e Matuidi. Douglas Costa, per partire, ha seguito la stessa identica procedura dei suoi compagni di squadra: l’esito negativo del tampone gli ha permesso di ottenere il permesso del club e volare in Brasile. le motivazioni sarebbero di natura personale, con il giocatore ansioso di ricongiungersi a sua figlia, dalla quale sarebbe rimasto separato per diversi mesi. E’ ovviamente bene ricordare che, al rientro dai rispettivi viaggi, tutti i giocatori della Vecchia Signora, così come quelli di altri club europei, dovranno sottoporsi in misura cautelare a una quarantena di due settimane, al fine di scongiurare qualunque nuovo rischio legato a possibili contagi: misure, questa volta, tassativamente obbligatorie.

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Il calendario dei compleanni: tanti auguri Griezmann!

Il calendario dei compleanni: tanti auguri Griezmann!

Tanti auguri ad Antoine Griezmann! L’attaccante del Barcellona compie oggi 29 anni. Un talento puro, cristallino, letale in zona gol e impossibile da non identificare, grazie a quella folta chioma bionda che rievoca straordinari campioni di un’epoca sempre più lontana.

Eppure non sembrava essere questo il destino del “Petite Diable”, cresciuto con un sogno nella testa e il Lione nel cuore. Quel Lione che, tuttavia, decise di non puntare sul suo indiscutibile talento a causa di un fisico troppo minuto, inadeguato per il grande calcio.

Il gracile Griezmann tredicenne, tuttavia, non si lascia scoraggiare e, anno dopo anno, continua a lasciare il segno a suon di gol e giocate da capogiro che gli regalano, finalmente, un’occasione: ad un torneo a Parigi è presente anche un osservatore della Real Sociedad, un certo olhats, che finisce per innamorarsene perdutamente. Presto, fatto: a diciott’anni, Griezmann sbarca a San Sebastian e; 202 presenze (quarto di sempre nella storia del club) e 53 gol dopo, la sua immagine nei libri di storia di una squadra storica come quella basca è meritata ed intoccabile.

Sta per arrivare il momento del salto di qualità della sua carriera, non prima però di un curioso retroscena di mercato risalente al 2014: oltremanica, in Premier League, il Fulham cerca un attaccante per uscire dal pantano della zona retrocessione. I Cottagers  apprezzano le indubbie doti di Griezmann, ma decidono, convinti dalla necessità di acquistare un vero e proprio riferimento offensivo, di puntare tutte le fiches su Kostas Mitroglou. Una scelta che non paga dividendi: mentre all’Anoeta il biondo Antoine continua a segnare, il greco scenderà in campo soltanto 3 volte senza mai trovare la rete.

A fine stagione, il grande salto: Griezmann cede alle lusinghe dell’Atletico Madrid, con i Colchoneros che pagano l’intera clausola rescissoria da 30 milioni di euro. Tra i biancorossi e Griezmann si costruisce un sodalizio lungo 5 anni, che il Piccolo Diavolo suggella a suon di record: suo il primo gol nella nuova casa dell’Atletico, il Wanda Metropolitano, suo anche il maggior numero di gol di uno straniero con il club, ben 94. Arrivano però meno trofei del previsto, soltanto una Europa League e una Supercoppa. Indelebile il doloroso ricordo della finale persa contro gli eterni rivali del Real Madrid, anche a causa di un suo errore dal dischetto: quel pallone sulla traversa è probabilmente, ad oggi, il più grande rimpianto della sua carriera.

Nel luglio 2019 è ancora una volta il momento dei saluti per Griezmann, che dopo un clamoroso intrigo di mercato si accasa al Barcellona per l’intera cifra della clausola da 120 milioni. Una storia iniziata forse al di sotto delle aspetattative, ma ancora tutta da scrivere al fianco di Lionel Messi e compagni.

Impossibile, infine, non parlare della più grande soddisfazione della sua carriera, ovvero la Coppa del Mondo alzata a Mosca nel 2018. Griezmann, in un’inedita versione “pochi capelli e tanta sostanza”, gioca un torneo da vero leader, trascinando per larghi tratti una Francia non sempre irreprensibile e spettacolare ma di certo tremendamente efficace; le “Petite Diable” lascia il segno soprattutto nella finalissima vinta 4 a 2 dai Bleus contro la Croazia, segnando anche un gol su calcio di rigore.

Dai rifiuti in tenera età alla top class del calcio moderno. La storia di Griezmann ci insegna che non sarà mai un corpo troppo minuto ad impedire al talento di esprimersi. Aggrapparsi ai sogni è sempre la strada più dolce possibile. Bastano una chioma bionda  e, soprattutto, tanta ambizione.

 

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FairPlay finanziario, Paolillo: “se lo bloccate, aumenterà il gap!”

FairPlay finanziario, Paolillo: “se lo bloccate, aumenterà il gap!”

Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato dell’Inter, è uno dei fondatori e dei primi sponsor del FairPlay finanziario ed oggi ha rilasciato una lunga intervista alla redazione di Tuttomercatoweb, nella quale dice la sua sui possibili interventi emergenziali della UEFA. Paolillo non capirebbe un abolizione totale del FFP, poiché potrebbe portare ad un aumento del gap tra le società, aprendo le porte ad una corsa agli acquisti di nuovi calciatori da parte delle società più ricche.

“Come la BCE aiuta i paesi in difficoltà, la Federazione aiuti i vari campionati. Non liquidità e soldi, perché la UEFA ha perdite per il rinvio degli Europei. Aumenteranno i debiti dei club, quel che può fare la UEFA è mettere mano alle normative pro tempore del FFP acconsentendo alcune deroghe. Non devono diventare una corsa all’acquisto dei calciatori e all’aumento dei debiti. Deve essere il consentimento delle perdite che sono la conseguenza della crisi e dello stop. Il FFP non deve essere bloccato. Bloccarlo per un anno o più aumenterebbe ancor di più il gap tra ricchi e poveri, certo”.

Quindi ben venga le deroghe, volte alla tutela delle società e dei suoi dipendenti, no al blocco totale del FFP che aumenterebbe lo squilibrio tra le società europee.

 

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Il calendario dei compleanni: tanti auguri Ronaldinho!

Il calendario dei compleanni: tanti auguri Ronaldinho!

Tanti auguri Ronaldinho, l’ex centrocampista brasiliano compie oggi 40 anni, tutti caratterizzati dalla follia, dall’estro e da invenzioni suggestive dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Dentro il campo ci ha fatto sognare, facendo innamorare milioni di bambini, mentre fuori si è spesso messo in pericolo sopratutto nella lunga vicenda dei passaporti dei falsi, che si è ripresentata negli ultimi giorni con l’arresto del ex’calciatore blaugrana in Paraguay. Ronaldinho inizia la sua carriera al Gremio, esordendo a 18 anni, e con il club brasiliano vince una Copa Sul-Minas ed un Campionato Gaucho. Dopo una lunga diatriba legale tra PSG e Gremio, durata da gennaio 2001 fino a luglio dello stesso anno, Dinho riesce ad esordire nel calcio europeo con la maglia dei parigini nella seconda giornata della Ligue One con l’Auxerre, è l’inizio di una leggenda. Dopo due stagioni in Francia, in cui mette in luce sprazzi di talento e colpi da giocoliere, il Barcellona mette gli occhi su di lui e lo acquista per 30 milioni di euro. L’obbiettivo primario dei blaugrana era Beckham, che nella stessa estate si trasferisce al Real Madrid, la dirigenza catalana vira così sul brasiliano; con il senno del poi direi che a Barcellona non smetteranno mai di ringraziare l’inglese per aver scelto i blancos. In Catalogna Ronaldinho si consacra definitivamente come fuoriclasse assoluto e per due, tre stagioni è  il giocatore più forte del mondo, vincendo anche il Pallone d’oro nel 2005. Con la maglia blaugrana vince 2 Campionati Spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna ed una Champions League; inoltre a livello individuale, oltre al Pallone d’oro, viene eletto due volte  Fifa World Player, Calciatore dell’anno World Soccer, e miglior giocatore UEFA; è stato inserito per 3 volte nella squadra dell’anno ESM, ed in quella UEFA.  Nel 2008, dopo un evidente calo fisico, Dinho lascia il Barcellona e si accasa al Milan, dove per due stagioni e mezzo mostra ancora la sua immensa qualità, anche se non riesce più a trovare la brillantezza dei tempi passati; nel gennaio 2011 torna in Brasile, al Flamengo, per poi passare all’Atletico Mineiro. Con la squadra di Belo Horizonte conquista una Coppa Libertadores ed un Recopa Sudamericana. Chiude la carriera con la maglia della Fluminense, dopo una breve esperienza in Messico. Ronaldinho è amatissimo in Brasile, di cui è la perfetta incarnazione calcistica, genio incostante con un amore sconfinato verso il gioco; con la maglia della nazionale vince un Mondiale nel 2002, una Confederation Cup nel 2005, una Coppa America nel 1999 e la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 2002.

 

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Roma, la strana stagione di Fonseca

Strana stagione di Fonseca al suo primo anno a Roma

Un inizio di stenti, che fece pensare ai tifosi giallorossi di trovarsi davanti il nuovo Zeman, soprattutto dopo il pirotecnico 3-3 casalingo contro il Genoa alla prima di campionato. Poi la ripresa, con pochi gol subiti (anche grazie all’inserimento di Smalling tra i titolari), molta sfortuna (Roma-Cagliari docet) e un 2019 concluso al quarto posto, che faceva ben sperare per il futuro. All’inizio del nuovo anno di nuovo il baratro, i tonfi in casa con Torino e Bologna, la batosta contro il Sassuolo e i gravi infortuni di due pilastri della squadra fino a quel momento: Zaniolo e Diawara, senza dimenticare il calo di un giocatore decisivo come Lorenzo Pellegrini. Di recente si sono visti accenni di risveglio, con il passaggio del turno contro il Gent in Europa League e le vittorie contro Lecce e Cagliari. Infine, lo stop a causa dell’emergenza Coronavirus, che sta costringendo il tecnico portoghese (come tutti d’altronde) a fare a meno del contatto con squadra e società. Si può riassumere in questo modo la strana stagione di Fonseca al suo primo anno alla guida della squadra giallorossa. E fortunatamente, al contrario di molti suoi predecessori in stagioni simili (dal punto di vista dei risultati s’intende), può ancora contare sul pieno sostegno della tifoseria, anche grazie alla mancanza di uscite fuori luogo e al suo non voler considerare la pressione della piazza come un elemento di disturbo. In attesa di tempi migliori per tutti.

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Fiorentina, le big di Serie A su Castrovilli: Commisso corre ai ripari

Che Castrovilli sia stato la vera sorpresa in casa Fiorentina è un fatto certamente incontestabile. Il giovane centrocampista, protagonista di un inizio stagione che lo ha portato anche alla convocazione in Nazionale, ha letteralmente stregato le big della Serie A (soprattutto Roma, Inter e Juventus), pronte ad aggiudicarsi il giocatore a colpi di rilanci nel prossimo mercato. Le idee del presidente del club viola Rocco Commisso sembrano però portare ad un’unica conclusione: Castrovilli resta, a tutti i costi. Il patron americano sa che deve fare in fretta prima che il ragazzo possa farsi ingolosire da qualche proposta mostre ed è pronto a correre ai ripari. Come descritto anche dal Corriere dello Sport, una volta rientrato in Italia Commisso parlerà con il giocatore per capire nel dettaglio il suo livello di coinvolgimento nel progetto tecnico: l’obiettivo è fare di Castrovilli un faro della Fiorentina che verrà, costruendo attorno a lui una squadra competitiva. Gli oltre 80 milioni di euro spesi durante la sessione di mercato invernale non fanno pensare ad altro che a un vero e proprio rilancio per i toscani. Con Castrovilli in mediana e Commisso a portare la Viola sempre più in alto.

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