Rugani, parla la fidanzata: “Il tampone fatto nel giorno di Juve-Inter

Rugani, parla la fidanzata: “Il tampone fatto nel giorno di Juve-Inter

La notizia ha del clamoroso; Michela Persico, la fidanzata di Rugani (primo giocatore di Serie A positivo al coronavirus) ha rivelato come il tampone al giocatore della Juventus sia stato fatto l’otto marzo, il giorno in cui si è disputata Juventus-Inter. Ecco le parole della ragazza: “Daniele era appena tornato a casa dall’allenamento. Si sentiva poco bene, qualche linea di febbre, nulla di più, ma per sicurezza decise di passare la notte alla Continassa, il centro tecnico della Juve. Per un senso di responsabilità, e infatti ha anche subito avvisato la squadra che avrebbe passato la notte lì, dove ogni giocatore ha una propria camera a disposizione tutto l’anno. Così è nato il sospetto. E nonostante la mattina seguente, al risveglio, stesse meglio, con il consenso comune della Società è stato deciso di eseguire un tampone per testare la positività di Daniele al COVID-19. Dove è stato fatto il tampone? Al campus, sempre alla Continassa, presso il J-Medical, eseguito dalla struttura sanitaria pubblica a cui si appoggia il club. Ventiquattro ore dopo è arrivato il risultato… Daniele ha fatto il tampone domenica 8 marzo, e il risultato è arrivato il 9“. Una notizia che, qualora venisse confermata,  metterebbe in cattiva luce la Juventus e un comportamento decisamente troppo superficiale.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Napoli: la rivoluzione d’estate

Napoli: la rivoluzione d’estate

Mentre il calcio giocato si ferma per l’emergenza Coronavirus, i club si siedono intorno ai tavoli coi propri dirigenti per varare le future mosse di mercato. È il caso del Napoli, che deve solamente ratificare ufficialmente il contratto che legherà il proprio tecnico Gattuso (come riportato ieri da Tuttosport) al club partenopeo fino al 2023, ma quello della firma di Ringhio non è il primo passo mosso dal club di De Laurentiis verso la rifondazione: a gennaio il mercato di riparazione ha visto il DS Giuntoli lavorare duramente per portare Politano, Demme e Lobotka sin da subito, mentre Petagna e Rrahmani sono stati bloccati ed arriveranno in estate.

Il presidente De Laurentiis non è stato a guardare passivamente il proprio club disputare una stagione molto al di sotto delle proprie possibilità e una volta capito che questo gruppo fosse arrivato a fine ciclo ha dapprima cambiato la guida tecnica (da Ancelotti a Gattuso), poi rinforzato la squadra a gennaio e successivamente messo le basi per la rivoluzione estiva. Rivoluzione, sì, perché molti lasceranno e tanti arriveranno. Intanto si ripartirà dal tecnico Gattuso, dal veterano Mertens e dal centrocampista Zielinski, tutti e tre pronti al rinnovo, si ripartirà anche dai cinque nuovi acquisti fatti a gennaio e con tutta probabilità faranno parte del nuovo corso anche il capitano Insigne, il giovanissimo Elmas, il centrale Manolas, i terzini Di Lorenzo e Rui. De Laurentiis, Chiavelli e Giuntoli stanno parlando anche con Callejon per gettare le basi di un rinnovo che al momento però appare complicato.

Chi invece rischia seriamente di non esserci l’anno prossimo sono Fabian Ruiz e Kalidou Koulibaly (come riportato da Sky Sport e Corriere dello Sport), accerchiati entrambi dagli interessi dei top club europei pronti a sborsare fior fior di soldi per accaparrarseli. Sul centrocampista spagnolo si registrano gli interessi forti di Bayern Monaco e Real Madrid, con i Blancos pronti a presentare un’offerta che raggiunge i 70-80 milioni, mentre per K2 Koulibaly si è fatto sotto il Manchester United di Ole Gunnar Solskjaer che è alla ricerca di un forte centrale da affiancare a Harry Maguire. Tutto da decifrare invece il futuro di Milik e Allan, col brasiliano sempre più ai ferri corti con De Laurentiis e sempre più sul piede di partenza.

Si fanno anche nuovi nomi in entrata: nelle ultime ore si registra un forte interesse del Napoli per l’attaccante Immobile (che nel frattempo tratta il rinnovo con la Lazio), per i giovanissimi difensori Badiashile e Sarr (valutati entrambi da Monaco e Nizza circa 20 milioni) da far crescere magari alle spalle di un forte difensore come Jan Vertonghen (in scadenza col Tottenham a giugno). Torna di moda anche il nome di Duje Caleta-Car, difensore centrale classe ‘96 del Marsiglia già accostato al Napoli tempo fa, che però ha una valutazione di oltre 25 milioni.

 

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Genoa e Sampdoria: come salvare due squadre in difficoltà

Genoa e Sampdoria: come salvare due squadre in difficoltà

Il coronavirus, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, non ha risparmiato il panorama calcistico. Sono giorni complicati per lo sport il cui obiettivo, per quanto possibile, è trovare una soluzione che possa far terminare la stagione. Appuntamenti rinviati, taglio degli stipendi, possibilità per assegnare lo scudetto: questi i principali temi messi sul tavolo dagli organi massimo del calcio italiano. In questa situazione sono due le squadre in gravi difficoltà: Genoa e Sampdoria. Rossoblù e blucerchiati, infatti, già non versavano in acque tranquille dal punto di vista economico ma con la chiusura delle aziende di giocattoli (Preziosi) e cinema (Ferrero) rischiano seriamente il collasso. Come salvarle? La proposta, che aiuterebbe tutto il mondo del calcio, arriva direttamente dalla Lega Calcio pronta a chiedere una mano al Governo. L’idea è quella di abolire il Decreto Dignità per consentire alle società di tornare a pubblicizzare le agenzie di scommesse. Azione necessaria se non si vogliono rischiare conseguenze ancora più gravi di quelle che già si stanno verificando.

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Fiorentina, Commisso blinda tutti: il piano per il futuro

Fiorentina, Commisso blinda tutti e studia il futuro della viola, individuando i punti saldi da cui partire, considerando che la squadra toscana è ricca di talenti appetibili.

Primo su tutti, forse il miglior talento italiano in circolazione, Federico Chiesa, il quale da tempo sembra destinato ad un futuro bianconero. L’idea di Commisso è quella di blindare il figlio di Enrico, alzando la valutazione intorno ai 70 Milioni, comprensibile se si pensa ai prezzi dei talenti degli altri campionati. Una cifra che potrebbe scoraggiare la Juventus, pronta però ad inserire contropartite importanti, come riporta Tuttosport, Mandragora ed Orsolini, riscattandoli e poi rigirandoli alla Fiorentina. L’idea del patron americano è quella di mettere Federico Chiesa al centro del progetto, facendo diventare il talento classe ’97, la Star “Hollywoodiana” del suo modello di società all’americana.

Altro talento sotto i riflettori è sicuramente Castrovilli, bramato da tante società, PSG all’estero e Roma ed Inter in primis in Italia. Il centrocampista, esploso questa stagione, rimarrà sicuramente a Firenze per la prossima stagione, considerando che una possibile partecipazione ad Euro 2021 potrebbe far schizzare ancora di più il prezzo del cartellino dell’ex Cremonese. Ma al momento la rosa verrebbe costruita intorno alla sua presenza stabile e fissa nel centrocampo viola.

Ultimo tassello è Patrick Cutrone, attualmente di proprietà del Watford, giocatore che Commisso vuole riscattare e mantenere in rosa, per delineare l’ossatura di giocatori giovani, italiani e di talento. Un’idea che andrebbe oltre le poche prestazioni viste fin qui dell’ex milanista, nata per stabilire un potere anche di commercio sulla Serie A, tenendo in scacco le squadre che vogliono accaparrarsi questi nomi, per poter rifondare la squadra e riportarla ai fasti di una volta.

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Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio

Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio.

Lo diciamo senza problemi e senza voler provocare nessuno, anzi, l’intento è solo quello di fare un po’ di ordine tra le chiacchiere, fuori luogo, in questo periodo così unico nella storia del nostro paese.

Priorità, di questo si tratta, la priorità della salute del paese e di seguire le indicazioni del governo. Chiaramente in tutti gli ambiti si sta discutendo su chi stia realmente dando priorità e su chi stia cercando ancora di fare i propri interesse, tutti comportamenti opinabili e soggettivi ma che qualcuno però deve pur mettere in ordine. E l’unico strumento che può mettere ordine è la realtà dei fatti.

Il calcio si è fermato, a fatica, fatica dovuta dalla bramosia di ottenere un premio, un obiettivo, un agognato risultato del sudore e della fatica, dei soldi spesi e delle scelte effettuate. Un pensiero umano, un pensiero di tutti coloro che si chiedono che fine farà il proprio lavoro dopo questa emergenza. Pensiero non lecito di fronte però a quello che sta accadendo: tornando alla realtà infatti, non serviamo noi per dire cosa sta succedendo.

Delle squadre di Serie A si stanno valutando i singoli comportamenti, la Lazio chiede di proseguire, una delle squadre più in forma e più lanciate al momento dello stop, altre hanno optato per il silenzio, altre ancora stanno lottando direttamente con il Coronavirus; poi c’è l’Atalanta. L’ultima squadra italiana a mettere piede su un campo di pallone, l’ultima emozione calcistica prima di tutto questo ce l’hanno regalata gli uomini di Gasperini, battendo il Valencia in casa loro, dove per un attimo ci è sembrato tutto normale.

Atalanta, squadra di una città in ginocchio, squadra della città dei carri armati,  una delle immagine forse più iconiche del nostro millennio, che finiranno nei libri di storia. Una squadra che stava vivendo fin qui la migliore stagione della sua storia, con dei quarti di finali di Champions che chissà se giocheranno mai, con un quarto posto da difendere, con un calcio emozionante da voler ancora esprimere. Lo ha detto anche Gasperini, sarebbe piaciuto divertire ancora la gente, dichiarazione che in parte sono sembrate fuori luogo, ma una verità la lasciano: l’Atalanta ha fatto divertire tutti.

Quindi se veramente c’è tutta questa brama di assegnare un trofeo, un premio, una qualsiasi cosa, datelo all’Atalanta, o datelo direttamente a Bergamo, come volete: ma il centro d’Italia ora è lì ed il centro del nostro calcio se deve ancora esistere, si spostasse lì, sui piedi di Ilicic, sulla voglia del gruppo, sulla mente geniale di Gasperini. Se proprio vogliamo che il calcio conti qualcosa in questa situazione, facciamolo con l’Atalanta.

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Gattuso-Napoli: matrimonio fino al 2023

Gattuso-Napoli: matrimonio fino al 2023

Come riportato da Tuttosport, il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha finalmente scelto l’allenatore per la stagione 2020/2021: verrà riconfermato Gennaro Gattuso! Ringhio si è guadagnato la riconferma sulla panchina dei partenopei, quando lo scorso 6 marzo il patron De Laurentiis, il tecnico Gattuso e l’uomo dei conti Chiavelli si sono incontrati a Castelvolturno gettando le basi per un principio di accordo fino al 2023.

Raffaele Auriemma ha ricostruito così la vicenda: “Il tecnico calabrese si è guadagnato la riconferma sul campo per aver recuperato una squadra in piena bagarre ed anche in virtù delle 7 vittorie nelle ultime 9 partite. Nell’incontro avuto a Castelvolturno lo scorso 6 marzo con De Laurentiis e Chiavelli sono state gettate le basi per un accordo fino al 2023, però serviranno altri appuntamenti in futuro per sistemare l’aspetto economico”.

Il Napoli ha iniziato un processo di rinnovamento già da gennaio, quando nel mercato di riparazione è intervenuto pesantemente andando ad acquistare Demme, Lobotka e Politano per raddrizzare la stagione in corso, oltre ad aver messo le mani su Petagna e Rrahmani per l’estate.

 

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Calciomercato, cambiano i parametri: gli aggiornamenti

Calciomercato, cambiano i parametri: gli aggiornamenti

Sono giorni complicati per il mondo dello sport; il coronavirus ha bloccato il calcio e in questo periodo si sta cercando di capire come poter fare per concludere (sempre che l’emergenza sanitaria lo permetta) la stagione. Dopo aver deciso le date per l’Europeo, spostato al 2021, e per le finali di Champions ed Europa League sono altre le questioni da risolvere. Il primo punto riguarda le date per la prossima sessione di calciomercato e la soluzione sembra essere quella di accorciare il periodo facendolo diventare simile al mercato invernale. Il secondo problema sono i prestiti che dovrebbero terminare, da regolamento, il trenta giugno; nell’eventualità, non troppo impossibile, che il campionato debba essere ripreso in estate inoltrata ecco che il termine ultimo dei prestiti slitterebbe per consentite alle squadre di utilizzare i giocatori. L’ultimo punto è quello degli stipendi e, da questo punto di vista, la proposta è quella di congelare i guadagni dei calciatori in modo tale da evitare una fuga dei campioni.

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Lazio, si avvicina Lovren

Lazio, si avvicina Lovren

Lotito e Tare sono alla ricerca di un altro centrale difensivo, che possa assicurare anche esperienza internazionale, data la quasi certa partecipazione alla prossima Champions League. Il primo obbiettivo dovrebbe essere Dejan Lovren, difensore centrale croato, attualmente in forza al Liverpool, il suo contratto è in scadenza nel 2021, cosa che mette la Lazio in una situazione di vantaggio nella trattativa. I contatti tra i due club sono già stati avviati e tutto sembrerebbe portare Lovren a vestire biancoceleste, dato che il Liverpool non sembrerebbe intenzionato a rinnovargli il contratto, ma allo stesso tempo non vorrebbe perderlo a parametro zero;  se le richieste dei Reds fossero dunque in linea con la situazione, Lotito e Tare potrebbero offrire a Lovren un contratto più oneroso del previsto, risparmiando sul prezzo del cartellino. Il centrale croato porterebbe fisicità ed abilità nei colpi di testa nella rosa biancoceleste (188 cm x 84 kg) , mentre resta qualche perplessità sul suo possibile adattamento alla difesa 3; d’altro canto sarebbe una cartuccia in più per Inzaghi, che all’occorrenza potrebbe schierare una difesa a 4 con Acerbi e Lovren come coppia centrale, con Luiz Felipe in panchina.

 

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Tommasi: “mettere da parte gli interessi personali”

Tommasi: “mettere da parte gli interessi personali”

Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori (AIC), ha rilasciato numerose dichiarazioni a Radio Uno parlando dei vari punti sui quali si sta discutendo tra club, leghe e sindacati: ripresa della Serie A, organizzazione delle leghe inferiori, rivisitazione contratti e tagli degli stipendi.

Così sulla questione dei tagli degli stipendi: “Parlare degli stipendi dei calciatori è un segnale che testimonia di come non siamo allineati col resto del Paese. Si sta parlando delle mensilità di marzo, che scadono il 20 aprile, di una ripresa di cui non si sa ancora nulla, di danni che non sono ancora stati calcolati.”

Per quanto riguarda la ripresa della Serie A e l’organizzazione delle altre leghe ha dichiarato che: “Se si potesse tornare a giocare, che è quello che tutti noi vorremmo, significherebbe che la situazione si è normalizzata. Gli scenari possono cambiare e cercare di prepararsi a tutte le ipotesi, tutte plausibili, è sempre più complicato. C’è anche il tema organizzativo: sarebbe un sogno tornare a giocare in estate, ma questo comporterebbe degli interventi sui contratti dei giocatori, lo spostamento delle competizioni che potrebbe andare a incidere sulla stagione 2020-21 e bisogna programmare anche i campionati di Serie B e Lega Pro perché ci sono i salti di categoria e le iscrizioni ai campionati in tempi più stretti. Il tema delle competizioni va valutato anche sulla possibilità di spostarsi: arrivare a muovere una squadra per l’Italia è una cosa progressiva. E’ un lusso pensare a come programmare la ripresa.”

Tommasi non ha risparmiato un attacco velato a chi sta gestendo egoisticamente la situazione:  “Bisogna mettere da parte gli interessi personali. Qualcuno ha pensato e continua a pensare al particolare, al suo movimento, al suo mondo, senza pensare che siamo tutti collegati a un fenomeno globale. Siamo inseriti nel contesto e nel contesto bisogna trovare soluzioni”

 

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Riccardo Orsolini: “il calcio mi manca”

Riccardo Orsolini: “il calcio mi manca”

Riccardo Orsolini, talentuosissimo esterno del Bologna classe ‘97, si è raccontato in una lunga intervista su Instagram a Cronache di Spogliatoio dove ha parlato di se stesso come persona, del suo ruolo in campo e della sua carriera. Andiamo a vedere le cose più interessanti dette dal giovane attaccante dei rossoblù.

Parlando in generale del calcio ha dichiarato: «Il calcio mi manca un casino, è un dramma per tutti. Non potendo uscire di casa e fare attività fisica è un po’ dura. Mi sto attrezzando ma è difficile. In casa ho un tapis roulant per svagare la mente. Io non ho una villa con megapiscina e palestra, ma mi adatto»

Riguardo al suo modo di giocare: «Giocare con entrambi i piedi è una dote naturale, fin dalle giovanili sono stato predisposto a fare la giocata. Nel vivaio ero piccolino e facevo fatica, poi sviluppandomi in Prima Squadra ho rafforzato il mio fisico, mi sono sviluppato ma mantenendo le caratteristiche che mi contraddistinguono. La mia è una dote preziosa: sono un esterno mancino e non ce ne sono tanti a giro, soprattutto in Italia»

Sull’apporto che il tecnico Siniša Mihajlović gli ha dato: «Ho fatto uno step mentale che mi è servito per avere maggiore sicurezza in campo: sentirmi meno bellino in campo e più concreto. Mi ha aiutato molto Mihajlovic, mi sento completamente cambiato come giocatore e come uomo rispetto a due anni fa. Posso dare sicuramente molto di più, sono giovane. Mi sono trovato bene fin da subito. Venivo da una mezza stagione in cui non giocavo quasi mai titolare, mi avevano cambiato ruolo. Appena arrivato mi ha buttato dentro titolare ed esterno. Mi ha dato continuità e fiducia»

Sul passaggio dall’Ascoli alla Juventus:  «Venivo da una piccola realtà, avevamo le strutture ma non come a Torino. Mi sono trovato in un JMedical stracolmo di persone, dai giornalisti ai fotografi. Ho chiesto al mio procuratore: ‘Ma stanno qua per me, non è che c’è qualche altro giocatore a fare le visite?’. Vedere la loro organizzazione mi ha fatto effetto. Non la vedevo mai in allenamento. Andavano al doppio, venivo dalla Serie B e l’intensità era diversa. Mi sono trovato a disagio, non ne beccavo mezza. Mi dicevo: ‘Ma come faccio?’. Lì ho capito di non essere pronto per quel palcoscenico in quel momento. Ho capito che dovevo mettermi sotto per colmare quel gap. Sono convinto che fosse questione di ritmo: una volta acquisito, con le tue qualità riesci a confrontarti con campioni del genere»

Nonostante le parole di Walter Sabatini, che nella scorsa finestra di mercato dichiarò che Orsolini “vale 70 milioni” e che “non è comunque sul mercato”, nelle ultime ore si registrano gli interessi della Juventus, della Sampdoria e della Lazio sul ragazzo.

 

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