Lotito, trenta milioni di motivi per riprendere a giocare

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Sono giorni infuocati per il calcio italiano; la sensazione è che siamo di fronte ad un bivio per capire il futuro del campionato. Alcuni club ritengono complicato riprendere considerando sia i casi verificatisi in Serie A sia la necessità per i giocatori di almeno tre settimane di allenamento per riacquistare la forma migliore mentre altre società sono decise nel terminare la stagione. All’interno della seconda categoria troviamo, come ben noto, la Lazio; la società capitolina ha motivi piuttosto validi per voler tornare in campo. In primis uno stop definitivo del campionato costerebbe ben trenta milioni di euro al club biancoceleste: venti dai diritti TV e dieci dal botteghino. Il secondo motivo riguarda il futuro dei top player; una perdita così elevata a livello economico potrebbe portare al sacrificio dei vari Milinkovic-Savic, Correa, Acerbi, Luis Alberto e Immobile. Al momento Lotito nega qualsiasi cessione eccellente ma è abbastanza chiaro come la Lazio, forse più di altre società. abbia bisogno di tornare a giocare per non avere gravi conseguenze sull’aspetto finanziario e, di conseguenza, calcistico.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, ag. Veretout: “De Laurentiis ha chiamato i giallorossi”

Veretout cercato dal Napoli

Secondo quanto riporta TMW Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Jordan Veretout, ha svelato un retroscena dell’ultima sessione di mercato riguardante il centrocampista della Roma e l’interesse nei suoi confronti del club partenopeo: “Veretout? So che il presidente De Laurentiis aveva chiamato l’amministratore Fienga (Chief Executive Officer della Roma, ndr), il quale gli ha risposto che non se ne parlava neanche, la telefonata è finita lì. Taglio di stipendi? Non ne stiamo  discutendo, qualsiasi cosa si dica adesso può essere totalmente sbagliata e diversa dagli scenari futuri”.

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Pogba si allena con la maglia della Juventus

Pogba si allena con la maglia della Juventus

La Juventus riflette sul futuro; il club, in attesa di capire gli sviluppi per quanto riguarda il campo, prova ad anticipare la concorrenza per aumentare il livello di una rosa già abbastanza forte. L’obiettivo dei bianconeri è un centrocampista (reparto in cui serve l’investimento forte) e il sogno si chiama Paul Pogba. Il francese, attualmente al Manchester United, non sta vivendo la sua miglior stagione causa numerosi problemi fisici e non disdegnerebbe un ritorno a Torino. Un messaggio lo manda lo stesso giocatore che, in questo periodo di quarantena, ha deciso di allenarsi con la maglia della Juventus. Segnale di solidarietà con Matuidi, colpito dal coronavirus, o un messaggio per il futuro? La risposta potrà darla solo il tempo. Nel frattempo per rivedere Pogba giocare allo Stadium servono 250 milioni di euro; cifra importante ma i campioni d’Italia hanno bisogno di un forte investimento a centrocampo.

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Coronavirus, le iniziative del Napoli: Insigne in prima fila

Coronavirus, Insigne e compagni lanciano iniziative per far fronte all’emergenza

 L’emergenza Coronavirus  continua a diffondersi e tutto il mondo del calcio è impegnato ad esortare al rispetto delle regole emanate dal Governo, ma anche a lanciare iniziative benefiche per aiutare il paese. Secondo quanto riporta TMW, il capitano del Napoli Lorenzo Insigne è stato protagonista di un aiuto importante all’Ospedale Cotugno. Sui social ha invitato i tifosi a farsi avanti mentre l’entità della sua donazione è stata svelata dal governatore Vincenzo De Luca: “Vorrei ringraziare Insigne, tra le persone più attive della città per aiutare gli ospedali di Napoli. Ci ha donato 100mila euro“. Protagonisti anche gli altri compagni di squadra: Marta Ponsati, compagna di Callejon, ha subito invitato tutta la squadra ad una raccolta fondi per il Cotugno, arrivata quasi ad 800mila euro. Successivamente un’altra campagna è stata lanciata da Jessica Ziolek, compagna di Milik, appoggiata da tutta la squadra con offerte e condivisione sui social.

Il club invita i tifosi a non uscire, pubblicando quotidianamente sui social i video degli azzurri che si allenano da casa. Tanti i calciatori che condividono con i tifosi le loro sessioni, e Lorenzo Insigne in questo caso ha provato a sfruttare anche l’ironia. il capitano ha lanciato la #PizzaChallenge, mostrandosi in cucina ed invitando i tifosi a fare lo stesso. Una clip arrivata a mezzo milione di utenti su Instagram mentre ieri, in un altro video, ha coinvolto i tifosi nel mostrare altri momenti creativi della loro giornata a casa.

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Sampdoria, Linetty: “Vicino al Torino a gennaio, ma non volevo lasciare”

Linetty retroscena di mercato

Il centrocampista della Samp Karol Linetty, intervistato dal portale polacco Newonce Sport,  ha svelato un retroscena dell’ultima sessione di mercato e ha spiegato il motivo che lo ha spinto a rimanere a Genova. Nonostante l’interesse del Torino, ha prevalso la voglia di guidare i blucerchiati fuori dalla zona retrocessione:”Non volevo lasciare la Sampdoria in una situazione difficile, in piena lotta per la salvezza, cambiando improvvisamente squadra. Devo molto a questa società. Sono contento per tutto quello che ho vissuto qui a Genova. E quest’anno possiamo ancora regalare tante gioie ai tifosi blucerchiati. Futuro? Cosa accadrà in estate lo vedremo più avanti”.

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Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano

Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano

Il Coronavirus ha messo in ginocchio il Paese e, di conseguenza, il calcio italiano. In questi giorni i club di Serie A si sono riuniti coi vertici delle Lega A e della FIGC per trovare soluzioni ai tanti problemi che si sono presentati dopo lo stop del calcio per l’esplosione del virus.

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, club e vertici del calcio italiano hanno concordato quattro punti di un vero e proprio “Piano Marshall” da presentare al Governo per rilanciare il calcio e non condurlo al collasso:

1) Esenzione fiscale per tutto il periodo di inattività. In più verrà chiesto di accelerare il processo per varare delle nuove leggi per stadi e diritti TV.

2) Ritorno degli sponsor legati alle scommesse con una percentuale sul volume delle giocate che finisca direttamente nelle casse dei club. Verrà quindi chiesta l’abolizione del “decreto dignità”.

3) Taglio degli stipendi dei giocatori proporzionato al periodo di stop dei campionati.

4) Un nuovo gioco tipo “Totocalcio” i cui proventi siano destinati solo al calcio e ai club.

Come riportato da Tuttosport, durante l’ultima assemblea virtuale della Lega di Serie A alcuni presidenti si sono scontrati verbalmente: Lotito ha battibeccato dapprima con Cellino qualche giorno fa, ieri poi con Agnelli ed infine con Preziosi; non sono comunque mancate le repliche del patron bianconero e le dichiarazioni del presidente Ferrero e del DG friulano Marino. Il presidente biancoceleste è tra tutti il più ottimista circa un ritorno in campo: «Avete visto i dati? Oh, se sta a ritirà! Ma poi lo so: io parlo coi medici luminari, quelli che stanno in prima linea, no co’ quelli delle squadre…», al che Agnelli ha replicato con una battuta: “Eh certo, ora sei diventato anche virologo”, più cauti di Lotito sono sicuramente Ferrero che ha dichiarato: “C’è gente che muore, combattiamo una guerra che non si vede e parliamo di calcio? Scudetto? So che Lotito mi odierà ma così è la vita, la prima adesso è la Juve e per me finisce così” e Marino, che alla ripresa di questa stagione non pensa proprio: “Sono preoccupato per la sopravvivenza del prossimo campionato, non per questo”, ai quali si allinea anche il patron rossoblù Prezioni: “Per me il campionato finisce qui”.

Chi sta giocando un ruolo fondamentale per il futuro del calcio è Andrea Agnelli, che non è solo presidente di un top club come la Juventus ma è a capo anche dell’ECA ed ha dunque un continuo dialogo coi vertici UEFA e FIFA, tra i quali spicca un’amicizia importante con Ceferin. Il numero uno bianconero – scrive il Corsport – ha portato avanti le esigenze delle società che vogliono vedere assegnati i titoli domestici e definite le classifiche sul campo. La volontà è quella di creare un calendario omogeneo nel quale la ripresa dei principali 12 campionati europei sia più o meno contemporanea, ma il fatto che Champions ed Europa League verranno disputate a luglio inoltrato metterà tutti sullo stesso piano e non ci sarà concorrenza sleale. Secondo La Gazzetta dello Sport la Lega e FIGC vogliono terminare la stagione ma non sarà possibile se il campionato italiano non riprenderà entro maggio. Chi non sarà occupato nelle coppe europee andrà in vacanza a luglio inoltrato e quando la Serie A riprenderà sarà inizialmente a porte chiuse e qualcuno giocherà lontano da casa per motivi logistici. Le coppe europee potrebbero essere completate con la formula delle Final Four per semifinale e finale mentre la prossima stagione potrebbe partire dopo settembre con la fase a gironi che terminerebbe tra dicembre e gennaio e gli ottavi già a febbraio. Entro il primo giugno ci sarà da terminare la stagione in vista di Euro 2021.

Al momento, dunque, vince la linea voluta da Andrea Agnelli.

 

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Coronavirus, solo applausi per la Roma in prima linea

Coronavirus, è encomiabile la presenza in prima linea della Roma nella lotta al Covid-19, frutto di una serie di iniziative messe in atto fin da subito.

Lo stesso capo della Protezione Civile Borrelli, dopo la conferenza stampa giornaliera di ieri pomeriggio ha tenuto a ringraziare l’impegno della società giallorossa ai giornalisti de Il Romanista: “Mi fa piacere sottolineare, grazie alla sua domanda, il grande contributo che la Roma in particolare ci sta dando. Ne approfitto per ringraziare anche l’Inter e tutti quelli che in questo periodo stanno donando, giocatori, allenatori e e club. Però di sicuro la Roma sta facendo molto, grazie al tramite del nostro comune amico Francesco Pastorella, già a capo dei comitati per aiutare i terremotati. La Roma non solo dona, ma acquista i materiali e provvede alla consegna. E li ringrazio di cuore”.

Parole di encomio, quelle di Borrelli, sostenute dalle reali iniziative, tra cui l’ultima, ma non la meno importante, quella delle consegne a domicilio di beni di prima necessità a tutti gli abbonati over 70 della società giallorossa, la categoria più a rischio in questa epidemia.

Ma sono veramente tante le iniziative a sfondo Roma in questa situazione, prima fra tutte, l’acquisto di 13mila mascherine donate e consegnate successivamente allo Spallanzani, l’ospedale che per prima ha iniziato la lotta al Covid-19. Altra iniziativa importante è quella dell’apertura del fondo aperto per le donazioni dirette da parte di tifosi (QUI il link per donare), atleti e tesserati, o da chiunque voglia aderire, dirette sempre allo Spallanzani di Roma. Tante altre consegne, come quella di giovedì scorso, la società giallorossa ha consegnato alla parrocchia di San Giovanni Maria Vianney, a quella di San Paolo della Croce, a quella di Santa Maria Madre del Redentore e allo Studio poli-medico Solidale ODM Onlus 500 flaconi da 80 ml di gel igienizzante per mani e 2.000 guanti in lattice ciascuno.

Ovviamente in prima linea anche giocatori ed allenatore, che nei giorni scorsi hanno donato un intero giorno di stipendio per poter arrivare alla cifra di circa 200mila Euro, per l’acquisto di tre ventilatori respiratori. Da non dimenticare anche le iniziative social, con dei post celebrativi di infermieri e medici in prima linea o con i tutorial su come prevenire il contagio o le vendite all’asta di cimeli come una maglia dell’ex capitano, Francesco Totti, o gli scarpini autografati. Inoltre sono stati tanti anche gli ex calciatori giallorossi che hanno aderito alle donazioni: Mexes, Borriello, Samuel, Cafu, Nainggolan e Candela.

Infine anche i tifosi giallorossi hanno dato un grandissimo contributo: oltre le donazioni dirette come abbiamo detto prima, gli Ultras della Roma hanno devoluto i rimborsi della trasferta cancellata di Siviglia interamente allo Spallanzani, raccogliendo una cifra intorno agli 8mila Euro, un gesto importante, considerando che ci si trovava nei primi giorni di emergenza.

Dunque tantissime iniziative targate giallorosso, che ci fanno dire ancora una volta “GRAZIE ROMA”

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Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Continua a regnare il caos in Serie A, le lunghe call per decidere il futuro del campionato sono ancora poco chiarificatrici, d’altronde fino a quando la situazione nel paese sarà così tragica è pressoché impossibile diramare un calendario affidabile di ripresa, ed allo stesso tempo c’è ancora un barlume di speranza che impedisce di mettere la pietra tombale sulla stagione 2019/2020. Stoppare definitivamente l’annata corrente porterebbe le società a dover prendere delle decisioni complicate sul prossimo campionato ed a rinunciare ad introiti importantissimi, specialmente per le medio-piccole. Lo scontro odierno vede protagonisti Lotito ed Angelli, il presidente della Lazio si è messo allo scoperto: vuole continuare la stagione  ed anche con una certa fretta, sembrando spesso insensibile alla forte crisi sanitaria, c’è anche da dire che il patron biancoceleste non abbia mai parlato in prima persona, diventa quindi complesso carpire cosa davvero frulli nella testa di Lotito. L’ edizione odierna di Tuttosport riporta alcune frasi del battibecco:

Lotito: “Avete visto i dati? Si sta ritirando; ho parlato con i medici luminari, quelli che stanno in prima linea, non quelli delle squadre”.

Angelli: ” Eh certo, ora sei diventato anche un virologo…”

La cosa che viene spontanea chiedersi è: anche se di dovesse riprendere con gli allenamenti e successivamente con le partite del campionato, sarà possibile riempire gli stadi? Difficile da credere che il Governo italiano, ma verosimilmente qualsiasi Governo europeo, conceda il via libera per assembramenti così imponenti di persone…

 

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La Roma che verrà

La Roma che verrà

Il Coronavirus ha fermato il calcio giocato, non la ristrutturazione e la programmazione della nuova Roma. Mentre si attendono novità circa il passaggio di proprietà, rallentato anch’esso dell’esplosione del virus, il DS Petrachi e l’AD Fienga lavorano per progettare la Roma che verrà tra rinnovi, riscatti, nuovi acquisti e cessioni.

Sul fronte societario, così come riportato da Corriere dello Sport, si registra sì un rallentamento della trattativa tra Friedkin e Pallotta ma non uno stop definitivo, tutt’altro: si procede a fari spenti e col motore al minimo, sperando che il Coronavirus lasci in pace il mondo quanto prima per riprendere a correre al più presto verso l’acquisizione del club. L’impatto che il Coronavirus ha avuto sul calcio, e quindi anche sulle casse della Roma che non hanno avuto gli introiti previsti ad inizio stagione, sicuramente farà rivedere le cifre della cessione del club da Pallotta a Friedkin. Nel frattempo la Roma resta a Pallotta ed il club ha bisogno di un’iniezione di denaro fresco quanto prima: entro la fine di dicembre andrà varato l’aumento di capitale da un massimo di 150 milioni per permettere al bilancio societario di respirare.

Fienga e Petrachi intanto lavorano sodo, c’è una Roma da costruire in vista della prossima stagione. L’AD ha avuto mandato di rivedere i contratti dei giocatori che non sono titolari per cercare di abbassare il monte ingaggi (decisamente troppo pesanti rispetto al minutaggio avuto sono i contratti di Jesus, Fazio, Peres e Perotti) e di risolvere la quesitone Pellegrini: l’entourage del ragazzo vorrebbe un contratto da top player (3 milioni di ingaggio) mentre la Roma vorrebbe togliere la clausola rescissoria da 30 milioni, le parti risultano comunque vicine ad un accordo.

Gianluca Petrachi lavora al mercato invece, sia in uscita che in entrata. Il DS ha come priorità quella di risolvere la questione legata ai riscatti di Smalling e Mkhitaryan: per il difensore inglese il Manchester United chiede 25 milioni di euro ma nelle ultime ore la squadra di Solskjaer si è fiondata su Koulibaly per rinforzare il reparto difensivo, l’eventuale acquisto del centrale del Napoli da parte dei Red Devils permetterebbe a Petrachi di ottenere uno sconto per Smalling che diventerebbe un esubero in casa United, discorso diverso invece per Mkhitaryan (come si legge su La Gazzetta dello Sport) che ha la stessa valutazione di Smalling (anch’esso 25 milioni) ma gli infortuni e l’età stanno spingendo Petrachi a ragionare su un’altra stagione in prestito oneroso nella capitale più che ad un acquisizione a titolo definitivo, in tal senso torneranno utili i rapporti col procuratore Raiola che spingerà l’Arsenal a rinnovare Mkhitaryan (scadenza 2021) magari spalmando l’ingaggio per permettere così alla Roma di richiederne il prestito (anche biennale). Ci sarà poi da trovare una sistemazione definitiva agli esuberi: Patrick Schick è promesso sposo al RB Lipsia che con tutta probabilità riscatterà il ragazzo per 29 milioni, per Nzonzi al Rennes verosimilmente si procederà con un rinnovo del prestito (per risparmiare un altro anno di ingaggio) e puntare al riscatto nell’estate del 2021, discorso diverso invece per quanto riguarda Rick Karsdorp che col Feyenoord stava facendo bene ma non era stata inserita alcuna cifra per il riscatto post prestito, il club olandese vorrebbe comunque tenere il terzino e sembra che nell’affare potrebbe rientrare l’esterno offensivo Steve Berghuis che piace molto a Petrachi. Difficili, se non impossibili, i riscatti da parte di Sassuolo e Almeria per Defrel e Coric che quindi rientreranno alla base. Infine ci sarà da capire il futuro di Alessandro Florenzi ma qui sia confermalo che cederlo sembra più semplice, le pretendenti non mancano ma il ragazzo vorrebbe convincere Fonseca. Intanto per il mercato in entrata si registra un interesse di Gianluca Petrachi per il difensore Gonzalo Montiel: terzino destro del River Plate, classe ‘97, argentino, viene valutato circa 10 milioni di euro ma sul contratto ha una clausola rescissoria da 20 milioni sulla quale il club di Buenos Aires potrebbe giocare per alzare il prezzo, sul ragazzo si registrano gli interessi anche da parte del Betis Siviglia, del West Ham e del Crystal Palace.

Fienga e Petrachi lavorano, Pallotta e Friedkin trattano, tutti per costruire la Roma del futuro, mentre i tifosi sognano che i capitani storici Totti e De Rossi tornino a casa e non è escluso che possano farlo con la nuova proprietà. Sognare è lecito, d’altronde Totti in un’intervista a DAZN (risalente a gennaio) rispose “mai dire mai” riguardo alla domanda su un suo futuro ritorno alla Roma…

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Musacchio, il Milan riflette sul rinnovo del contratto del difensore

Musacchio, il Milan riflette sul rinnovo del contratto del difensore

Il Milan, in un periodo in cui non può giocare a calcio, riflette sul futuro. Tanti i nodi da scogliere a partire dal discorso societario fino ad una possibile, ennesima, rivoluzione di squadra per provare a tornare competitivi. Uno dei giocatori in dubbio è Musacchio; il difensore, in questa stagione, non ha trovato grande spazio specie dopo l’acquisto di Kjær. Il contratto dell’argentino scade nel 2021 e per questo, nei prossimi giorni, le parti si sentiranno per permettere al classe 1990 di continuare la sua avventura in rossonero. Il Milan prende tempo ma sembra intenzionato a rinnovare la fiducia a Musacchio.

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