Barcellona, è battaglia tra presidente e giocatori sugli stipendi

Barcellona, è battaglia tra presidente e giocatori sugli stipendi

Il coronavirus sta bloccando il mondo del calcio; in questi giorni sono tante le proposte per provare a terminare la stagione e fronteggiare le difficoltà che, nei prossimi mesi, si dovranno affrontare. Un’idea sta nel taglio degli stipendi dei giocatori; possibilità che sta causando una vera e propria battaglia all’interno del pianeta Barcellona. Il presidente del club blaugrana, Bartomeu, sta provando a convincere i suoi giocatori a ridursi lo stipendio ma Messi e compagni hanno declinato l’offerta. Nei prossimi giorni le due parti si risentiranno per trovare una soluzione. Il coronavirus va fronteggiato in ogni maniera possibile e, guadagnare di meno, non sembra una scelta così pesante per determinate persone.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus, Gattuso acquista un’ambulanza per Corigliano-Rossano

Coronavirus, Gattuso acquista un’ambulanza per Corigliano-Rossano

Corovirus Gattuso. Anche l’allenatore del Napoli Gennaro Gattuso si unisce alla lista di sportivi che stanno contribuendo in questo momento complicato in maniera decisiva. Notizia di oggi, infatti, è l’acquisto di un’ambulanza per la sua città natale in Calabria, il Comune di Corigliano e Rossano, dove è nato 42 anni fa nella frazione marina di Schiavonea e dove vive ancora la sua famiglia. Il comune aveva attivato qualche giorno fa un conto corrente bancario per la raccolta di fondi destinati all’emergenza sanitaria.

All’appello mancavano qualche decine di migliaia di euro che Rino Gattuso ha prontamente donato e che sono serviti per l’acquisto di un’ambulanza e di tamponi. Oltre a questo parteciperà alle donazioni anche la sua Fondazione “Forza Ragazzi”, che offre sostegno ai ragazzi del territorio.

Inoltre l’allenatore del Napoli insieme ai suoi ex compagni di Nazionale campioni del mondo capitanati da Fabio Cannavaro, hanno avviato la sottoscrizione per la Croce Rossa Italiana con l’obiettivo  di raggiungere un milione di euro.

 

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Calciomercato, Pedro: “Lascerò il Chelsea a fine stagione”

Calciomercato, Pedro: “Lascerò il Chelsea a fine stagione”

Il calcio è fermo ma il mercato prova ad andare avanti nella speranza che nel giro di poco tempo si possa tornare alla normalità. Uno dei nomi che potrebbe infuocare la prossima sessione di calciomercato è quello di Pedro; l’attaccante del Chelsea, infatti, ha annunciato il suo addio dai Blues. Ecco le sue parole: “A fine stagione lascerò il Chelsea. Il mio contratto si concluderà a giugno ma adesso non è neanche la cosa più importante visto quello che stiamo vivendo che non ci permette neanche di allenarci normalmente. Quello che accadrà in futuro arriverà in un altro momento”. Il futuro del giocatore potrebbe essere in Italia con Roma e Lazio interessate. Si preannuncia, dunque, un derby di mercato per aggiudicarsi un elemento in grado di cambiare le sorti dei due club della capitale.

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Immobile: “accetteremo l’annullamento della stagione”

Immobile: “accetteremo l’annullamento della stagione”

L’ emergenza Coronavirus, per quanto negli ultimi giorni vi siano stati dei lievissimi segnali positivi, è ancora in una fase acuta e la Serie A ha sempre meno tempo per decidere cosa ne sarà della stagione 2019/2020. A tal proposito si è espresso tramite il suo personale profilo Instagram anche Ciro Immobile, attaccante della Lazio ed attuale capocannoniere del campionato, affermando che sarà accettata ogni decisione, compresa quella di annullamento della stagione corrente:

“Annullamento per Coronavirus? Credo sia giusto accettare tutto quello che ci diranno di fare. Siamo in piena emergenza tutti e quello che conta è la salute, noi saremo pronti a fare tutto quello che verrà deciso».

 

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Coronavirus, Serie A ad un bivio: ripresa o tracollo

Coronavirus, Serie A ad un bivio: ripresa o tracollo

Il calcio sta vivendo uno dei momenti peggiori della sua storia causa coronavirus, l’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo. In questi giorni si valutano tutte le alternative possibili per far concludere la stagione; al momento le ipotesi sono molte ma non esiste nulla di certo essendo tutto legato allo sviluppo del virus. La Serie A, però, deve ripartire specie a livello finanziario e, da questo punto di vista, è stata indetta una riunione tra UEFA, ECA e le varie leghe europee per trovare una soluzione. L’annullamento della Serie A, infatti, porterebbe ad un indebitamento complessivo delle società pari a 2.5 miliardi di euro (1.5 nei confronti delle banche e degli istituti di factoring che hanno già anticipato i ricavi televisivi, al momento a rischio, alle varie società). La Serie A si trova ad un vero e proprio bivio: o riprende o rischia seriamente il collasso.

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La FIFA studia le date del prossimo calciomercato

La FIFA studia le date del prossimo calciomercato

La FIFA non starà a guardare mentre il Coronavirus distrugge economicamente il calcio fino a portarlo al default totale, dunque i vertici del calcio mondiale si stanno riunendo per studiare le contromosse e varare nuove regole che rilancino il calcio. In questi giorni, come riportato da OneFootball, si sta studiando un modo per aprire il calciomercato senza che interferisca con la possibile ripresa dei vari campionati e coppe che con tutta probabilità verranno recuperate e terminate in estate.

La prossima sessione di calciomercato potrebbe durare fino a gennaio 2021, questa è l’incredibile soluzione sulla quale i vertici della FIFA stanno ragionando in queste ore. Il Coronavirus ha sicuramente minato la quotidianità di tutti, sport compreso, ed ora è arrivato il momento di prendere decisioni coraggiose per rilanciare un movimento che altrimenti rischia di collassare senza gli introiti che i club avevano previsto ad inizio stagione. La decisione di tenere aperto il mercato fino a gennaio 2021 nasce da un’idea della FIFA per limitare i danni inevitabili che subiranno le società calcistiche dai mesi di inattività, così da dargli modo di riorganizzarsi e partecipare alla compravendita dei calciatori senza dover stravolgere troppo i piani di rinforzamento o ristrutturazione delle varie rose.

Nulla ancora è deciso, ma molti dei club europei sarebbero già d’accordo con questa soluzione dando pieno appoggio alla FIFA.

 

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River Plate, caccia agli argentini in Serie A

Il River pesca in Italia

Secondo il portale argentino fichajes.net, i Millonarios avrebbero messo nel mirino due calciatori argentini di Serie A, il centrocampista del Milan  Lucas Biglia e il fantasista della Roma Javier Pastore, entrambi poco protagonisti quest’anno con le rispettive squadre. La squadra di Marcelo Gallardo, che ha perso il campionato all’ultima giornata a favore degli storici rivali del Boca, ha bisogno di nuove pedine a centrocampo per far fronte ai problemi di gioco emersi nell’ultimo periodo, e vuole arrivare in fondo alla Copa Libertadores (persa anch’essa nella scorsa edizione in finale contro il Flamengo a novembre). Tra i nomi sul taccuino del dirigente uruguagio Enzo Francescoli, ex-giocatore del Cagliari e figura di culto del River, c’è anche un altro centrocampista, il cileno Charles Aranguiz del Bayer Leverkusen. Biglia, ormai ai margini del progetto tecnico tecnico rossonero e da tempo attanagliato dagli infortuni, in questa stagione ha collezionato 6 presenze (più una da subentrato) e 1 assist.Anche Pastore, da quando è arrivato nella Capitale quasi due anni fa, è costantemente ai box, un peccato se pensiamo alle prodezze mostrate nelle poche partite disputate in giallorosso, e quest’anno ha raccolto solo 13 apparizioni e 1 assist tra campionato ed Europa League. Due giocatori che hanno in comune le sfortune recenti, l’età ormai non proprio giovanissima e il fatto di essere approdati nelle rispettive piazze con molte aspettative, ma con caratteristiche diverse sul campo. Che il ritorno in patria possa essere occasione di rinascita?

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Giuntoli rifà l’attacco al Napoli

Giuntoli rifà l’attacco al Napoli

In estate il Napoli farà uno o più colpi in attacco, questo è certo, così come è certo che il DS Giuntoli vuole che uno dei prossimi attaccanti sia un bomber di razza che garantisca a Gattuso un numero alto di marcature nella prossima stagione. De Laurentiis e Giuntoli la scorsa estate ci avevano provato puntando tutto sul giovane talento Hirving Lozano, sul ristabilito Milik dopo i tanti infortuni e sull’esperta spalla Fernando Llorente… a distanza di mesi lo possiamo dire con certezza: missione fallita. Arkadiusz Milik continua ad avere problemi fisici che ne limitano la pericolosità e l’utilizzo (appena 16 partite giocate quest’anno), Hirving Lozano arrivato per 38 milioni ha disputato appena 16 partite segnando solo 2 gol, Fernando Llorente è quello che ha giocato più di tutti lì davanti avendo disputato 17 gare ma segnato un misero bottino di appena 3 gol; così non va, a Gattuso serve un bomber che si giochi il posto col nuovo acquisto Petagna già acquistato a gennaio per giugno.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, il DS Giuntoli ha messo nel mirino Luka Jovic, scontento e giovane attaccante in forza al Real Madrid. Luka Jovic, attaccante classe ‘97 passato in estate dall’Eintracht Francoforte al Real Madrid per 60 milioni di euro, ha deluso tutte le aspettative segnando solamente 2 gol in appena 15 presenza con la casacca dei Blancos, pertanto al momento la valutazione del ragazzo è crollata scendendo intorno ai 40 milioni e questo può voler dire due cose: che ora il ragazzo è alla portata del Napoli e che tanti altri top club si fionderanno sul centravanti serbo in estate, perciò Giuntoli dovrà giocare d’anticipo visto che si sono fatte già sotto Tottenham e Chelsea per il ragazzo. Ovviamente Giuntoli ha dei piani B pronti qualora non si dovesse arrivare su Jovic prima degli altri: nelle ultime ore si è registrato l’interesse del club di De Laurentiis per Sardar Azmoun, centravanti iraniano dello Zenit San Pietroburgo che ha una valutazione di circa 25 milioni di euro, mentre sono settimane che Giuntoli segue Loren Moron del Betis (classe ‘93, costo: 20 milioni) e Jean-Philippe Mateta del Mainz (classe ‘97, costo: 22 milioni).

Ovviamente c’è da far quadrare anche il bilancio, perciò c’è bisogno che Giuntoli ceda alcuni giocatori per averne di nuovi in entrata: Callejon andrà a scadenza e difficilmente verrà rinnovato, Llorente ha ancora un anno di contratto ma verosimilmente si tratterà per una rescissione consensuale qualora non dovesse presentarsi alcuna società interessata ad acquistarlo, Lozano ha pochissime chance di essere confermato e si proverà fino alla fine a cercare una società a cui venderlo anche per non vanificare del tutto l’investimento fatto in estate e possibilmente rientrarci, su Milik invece ci sono molte società interessate e tra le più attive c’è il Milan che propone uno scambio con Calhanoglu ma il Napoli vuole solo cash da reinvestire su un bomber.

De Laurentiis e Giuntoli monitorano poi anche un vecchio amico di Napoli che sarebbe un graditissimo ritorno per i tifosi ed un’eccellenza tecnica da regalare a Gattuso: si tratta di Edinson Cavani. Ne ha parlato il giornalista ed esperto di mercato della RAI Paolo Paganini a Radio Kiss Kiss Napoli, facendo anche altri nomi pesanti: “Il Napoli si sta muovendo per l’attacco della prossima stagione, circolano diverse voci negli ultimi giorni. Si parla di nuovo di un ritorno di Cavani, ma anche dell’arrivo di Ibrahimovic, anche se Zlatan ha 39 anni ormai e non credo possa fare al caso della squadra partenopea. In tutti questi nomi, oltre a valutare la situazione di Milik che piace al Milan, il Napoli sta pensando a Bonaventura. Pare che i contatti siano già stati avviati, essendo il giocatore gestito da Mino Raiola. Ma il colpo di De Laurentiis potrebbe essere proprio Mauro Icardi, che piace alla Juventus ed a Paratici. Il giocatore a fine stagione tornerà in Italia, il Napoli potrebbe lanciare un affondo nella persona di De Laurentiis per portarlo fin da subito in maglia azzurra”.

 

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Floro Flores attacca i politici: “Avete messo l’Italia al tappeto”

Floro Flores attacca i politici: “Avete messo l’Italia al tappeto”

Il calcio sta vivendo uno dei momenti più complicati della sua storia e, a causa del coronavirus, non è sicuro che si possa terminare la stagione per quanto riguarda. Mentre si cercano soluzioni per fronteggiare l’emergenza sanitaria, Floro Flores non risparmia un duro attacco alla classe politica. Ecco le parole dell’ex attaccante, tra le altre, di Napoli e Udinese: “Avete rotto il ca***, prima dicevate che potevamo svolgere la nostra vita regolarmente,ora tutto chiuso e blindato…. La colpa??? Dei calciatori che guadagnano troppo!!!! Mah. Almeno noi proviamo a far divertire le persone !! Voi cosa fate??? Avete messo l’Italia al tappeto. Vorrei dire a tutti sti geni che parlano sempre dei calciatori  (a prescindere che non lo sono più) però basta i calciatori sono sempre i primi che davanti alle difficoltà fanno beneficenza, quando c’è da aiutare al prossimo non si tirano mai indietro… ma sti geni di politici invece di parlare e avere i portaborsa dietro si riducessero lo stipendio e risolvessero il 50% dei problemi”. Attacco pesante e che, visto il periodo, poteva anche essere evitato.

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Coronavirus, cosa resterà dello Sport dopo la pandemia?

Coronavirus, cosa resterà dello Sport dopo la pandemia?

Il Coronavirus ha, molto banalmente, stravolto tutto. Quelli che stiamo vivendo sono tempi eccezionali e la stragrande maggioranza di noi sarà costretta a cambiare radicalmente abitudini, obiettivi e stili di vita (anzi, abbiamo già iniziato a farlo). La quarantena può essere un’esperienza molto dura. Alla separazione dalle persone che amiamo, l’impossibilità di muoverci liberamente e il cambiamento radicale delle nostre abitudini si aggiungono la noia e l’incertezza sul decorso della malattia. Ecco, le abitudini. Andare allo stadio, seguire un evento sportivo dal vivo. Per un tifoso questo è (era) dato per scontato.

E’ notizia di oggi lo slittamento al prossimo anno delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che segue di pochi giorni quello dell’Europeo di Calcio, sempre al 2021. La fiamma olimpica non si accenderà il prossimo 24 Luglio. Un evento epocale se considerate che dal 1896 nessuna Olimpiade è stata mai posticipata. Iinevitabile data la situazione e che ha suscitato molte reazione anche da coloro ai quali delle Olimpiadi non ha mai importato granché. Forse perchè è stata vista come l’ennesima privazione, l’ennesima rinuncia in questo momento buio. Le Olimpiadi sono il trionfo dello Sport per eccellenza, di tutte le discipline, oltre ad essere un evento mediatico di importanza mondiale. Ecco, lo slittamento alle Olimpiadi è l’ennesimo sipario che cala sullo sport in questo anno terrificante.

Ora, le domande che un cronista ha il dovere di porsi alla luce di queste decisioni (ma in generale del momento), sono molteplici, alle quali non si possono dare risposte certe ma solo ipotesi. Va da sé che la nostra visione del mondo cambierà dopo la fine dell’epidemia e tutto questo discorso può essere traslato anche per lo sport. Rimanendo nel calcio, stiamo assistendo a movimenti di grande solidarietà, specialmente tra tifoserie che fino a ieri si dichiaravano guerra senza esclusione di colpi. Questo è lodevole, senza dubbio, ed è a mio avviso una visione molto rugbystica del calcio. La domanda però è: quanto durera? Quanto questa vicinanza umana potrà resistere una volta tornati alla normalità? Il pensiero di chi vi scrive è pessimista, pessimista perché siamo quel che siamo, tifosi che si infervorano per la propria squadra e che torneranno a “odiarsi”, dimenticandosi di tutto quello che di buono è stato fatto ORA. No, il buonismo e la solidarietà non dureranno dopo l’epidemia. 

Lo stadio? Non si possono fare pronostici al momento perché fino a quando non uscirà un vaccino che debellerà il Covid-19 in maniera definitiva chi andrebbe in mezzo alla folla, dove la distanza massima possibile è molto vicina al centimetro? La psicosi rimarrà, per lo meno per alcuni mesi e ci sarà qualcuno abituato ad andare allo stadio a tifare la propria squadra che rinuncerà per paura, preferendo vederla comodamente seduto in poltrona. Si, ci sarà, è inevitabile.

Le trattative? Il mercato che gravita intorno a giocatori (ce ne sono molti) che sono risultati positivi al Covid-19 cambierà? Assisteremo ancora sugli spalti ad atti discriminatori legati a stermini o malattie?

Logicamente fare discorsi buonisti al momento è semplice, il bello sarà vedere la reazione di tutti una volta terminata l’epidemia. Ci si augura davvero che tra 12 mesi tutti i pericoli siano già rientrati e che possiamo gustarci Europeo e Olimpiadi. Il movimento calcistico, così come altri sport, ne risentirà parecchio, sia a livello organizzativo sia a livello economico.

Nessuno può dire se tornerà tutto come prima o ci saranno dei cambiamenti. Nessuno. Lo sport manca, il tifo manca, lo stadio manca ma bisogna fare i conti con la realtà.

E’ il mondo, non solo lo sport, che è cambiato.

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