Roma, nome nuovo per la fascia, Junior Firpo

Roma, nome nuovo per la fascia, Junior Firpo.

Alla Roma serve un terzino, in particolare a sinistra, vista l’età di Kolarov e le difficoltà fisiche di Spinazzola, che oltretutto è spesso utilizzato a destra, visto anche il futuro poco chiaro di Florenzi e Zappacosta.

L’ultima idea in casa Roma è quella di un profilo usuale ai propri bisogni, un terzino giovane e di prospettiva che si sia fatto già un po’ di esperienza, ed il nome ideale potrebbe essere il giovane terzino del Barcellona, Junior Firpo, classe ’96, dominicano di nascita, di nazionalità spagnola. 11 presenze in stagione, condite da un goal ed un assist, un bottino non ricchissimo ma considerando i mostri sacri a disposizione del Barca, numeri che bastano per candidarsi a prospetto per il futuro giallorosso, che permetterebbe al giocatore di crescere sotto l’ombra degli ultimi anni di carriera di Kolarov e poi prendersi la maglia da titolare.

Preso in questa stagione per una cifra di 18 Milioni dal Betis Siviglia, ex squadra anche del romanista Pau Lopez, e la società balugrana potrebbe intavolare la trattativa iniziando da un prestito con diritto di riscatto, opzione che permetterebbe alla Roma di valutare il giocatore per il futuro.

Un nome nuovo che potrebbe stuzzicare Petrachi ma anche i tifosi giallorossi.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La riunione odierna della UEFA ha ufficializzato la cancellazione delle partite delle nazionali originariamente in programma a giugno. La decisione è frutto della linea più volte ribadita anche dalle Federazioni nazionali: priorità ai campionati e alle competizioni europee per salvare quel che si può della stagione 2019-2020. Ora bisognerà capire quando ricominciare, cercando di non affrettare i tempi, è verosimile credere che i campionati nazionali ripartiranno prima delle manifestazioni europee che presuppongono spostamenti e viaggi al momento severamente vietati in quasi tutti i paesi del vecchio continente. Ad oggi infatti l’opzione più probabile per far ripartire Europa League e Champions League è quella di programmarne la ripresa per la seconda metà di luglio.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Sassuolo, Locatelli è richiestissimo!

Sassuolo, Locatelli è richiestissimo!

Manuel Locatelli, classe 98, esordisce in Serie A con la maglia del Milan, per lui una seconda pelle, nel 2016 appena raggiunta la maggiore età. Nella stagione successiva si mette in mostra, giocando 25 partite sotto la guida tecnica di Vincenzo Montella, segna due reti in campionato, una delle due nel grande classico contro la Juventus a San Siro; le buone prestazioni e la giovane età gli valgono ben presto l’etichetta di predestinato in un ambiente sempre meno abituato a vincere e disperatamente bisognoso di punti di riferimento. Locatelli è evidentemente troppo giovane per rispondere a questo tipo di pressione e nell’annata successiva ne paga il prezzo: con Gattuso trova poco spazio e spesso riceve dei fischi ingenerosi da una tifoseria sempre più ferita dalla schizofrenia societaria. Manuel capisce che è arrivata l’ora di cambiare aria e si accasa così al Sassuolo nell’estate 2018 con la formula del prestito con obbligo di riscatto,  fissato a 12 milioni. Nello scacchiere di De Zerbi Locatelli ci mette un pochino ad inserirsi, ma da un anno e mezzo a questa parte ne è diventato un perno a tutti gli effetti ed a suon di ottime prestazioni ha attirato su di sé l’interesse di grandi società, che notano la maturazione di un ragazzo equilibrato sia in campo che fuori. Locatelli segna poco anche con la maglia neroverde, ma è sempre più bravo a dare i tempi di gioco e ad aprire spazi per i compagni quando si muove senza palla, è ancora grezzo per certi punti di vista, ma la mano di grandi tecnici e la possibilità di allenarsi con dei campionissimi potrebbe far definitivamente esplodere l’ex centrocampista del Milan. Intanto il Sassuolo gongola, sapendo di poter guadagnare dall’investimento di due stagioni fa con la speranza che si scateni una vera e propria asta, cosa che, secondo la redazione di Tuttomercatoweb, è sempre più probabile. Sul ragazzo ci sono simultaneamente Juventus, Inter, Roma e Napoli, più qualche squadra della Premier League rimasta per il momento segreta.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Inter, deciso il futuro di Alexis Sanchez

Inter, deciso il futuro di Alexis Sanchez.

Poche presenza, un infortunio pesante e uno stop al campionato che ha portato alla scelta definitiva sul futuro del Nino Maravilla con la maglia dell’Inter. La sua avventura milanese finisce qui. I vertici nerazzurri ed il tecnico si sono riuniti per valutare la rosa futura.

Non sarà riscattato, il cileno non è indispensabile per Conte, il quale da tempo ha richiesto Giroud come riserva nel suo attacco, e anche se si dovesse terminare in qualche modo la stagione, l’ex attaccante dell’Udinese tornerà a Manchester, dove potrebbe tentare di convincere i Red Devils a dargli una seconda chance e riprovare una nuova avventura.

Di certo a Manchester al momento non sono contenti di questo ritorno, anche perchè al momento, come riporta The Sun, dovranno comunque pagare i bonus di Sanchez, per un ammontare di 1 Milione, come da contratto. Un matrimonio che non è mai fiorito e che neanche la breve esperienza nerazzurra è riuscita a risolvere.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Mihajlovic, in arrivo il risarcimento dallo Sporting Lisbona

Mihajlovic, in arrivo il risarcimento dallo Sporting Lisbona.

Lo Sporting Lisbona potrebbe dover risarcire il tecnico serbo di ben 3 Milioni di Euro. Questa la notizia battuta dal giornale portoghese A Bola, che riporta come la questione tra il club e l’attuale tecnico del Bologna potrebbe finire in tribunale, con una richiesta di risarcimento da parte dell’entourage di Sinisa.

La questione nasce nel 2018, quando il club biancoverde scelse Mihajlovic per la propria panchina, ma dopo appena una settimana arrivò  la scelta shock di licenziare il tecnico serbo, a causa del cambiamento di proprietà, con il licenziamento del presidente Bruno de Carvalho. Miha aveva firmato un triennale da 2 milioni a stagione, e già all’epoca chiese una buona uscita che non arrivò.

Il caso è rimasto aperto in questi due anni ed ora sarà il tribunale a decidere sul da farsi, con il club portoghese che probabilmente sarà costretto a risarcire per danni l’allenatore del Bologna, per una cifra di circa 3 Milioni, valutata dall’entourage di Sinisa.

Una battaglia da vincere per Mihajlovic, anche se sicuramente non la più importante del suo anno delicato.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Uefa, oggi si decide: 3 piani per la ripresa delle competizioni

Alle ore 12, 55 federazioni si riuniranno in videocall per deliberare riguardo la ripresa delle competizioni nazionali e continentali. Questo il comunicato emanato dal massimo organo calcistico europeo:” La Uefa ha invitato i segretari generali delle 55 federazioni affiliate a una videoconferenza, mercoledì 1° aprile alle 12, per condividere un aggiornamento sui progressi compiuti dai due gruppi di lavoro creati due settimane fa e per discutere le opzioni individuate in merito alla potenziale riprogrammazione delle partite. L’incontro esaminerà gli sviluppi di tutte le competizioni Uefa a livello nazionale e di club, oltre a discutere i progressi a livello Fifa ed europeo su questioni quali i contratti dei giocatori e il sistema dei trasferimenti” . Aleksander Ceferin annuncerà presumibilmente che la data per chiudere la stagione slitterà al 31 luglio. Saranno esposte 3 possibilità per i prossimi mesi:

  • la ripresa dei campionati per la metà di maggio
  • la ripresa dei campionati, al massimo,  alla fine di maggio o l’inizio di giugno
  • la ripresa dei campionati entro il 21 giugno

Ognuna di queste sarà affiancata da un piano di modo che, in base all’evoluzione del virus, l’UEFA sarà in ogni caso pronta. Ovviamente più si allontana la ripresa, più complesso diventa recuperare il calcio perso, con l’eventualità della cancellazione di alcune partite o competizioni.

Guardando all’Italia, le ultime valutazioni non escluderebbero le porte chiuse: un’ipotesi è quella di cominciare a giocare appena possibile, sfruttando quelle regioni che prima avranno totalmente superato l’emergenza. Pertanto, non si esclude che un Fiorentina-Cagliari si possa disputare a Verona. Secondo gli scenari prospettati dall’Einaudi Institute for Economics and Finance, i contagi dovrebbe arrivare in prossimità dello zero a metà maggio: ecco perché si pensa ad una ripresa intorno al 24 dello stesso mese. Queste possibilità dovrebbero ovviamente conciliarsi con le condizioni dell’Europa: oggi, ne sapremo di più.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Cagliari: Giulini tra taglio stipendi, danni economici e ripresa della Serie A

Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato all’emittente tv locale Videolina riguardo il taglio degli stipendi interno alla società, i danni economici causati dall’emergenza  Coronavirus e l’eventuale ripresa del campionato.

Sul taglio degli stipendi:”Sono stati alcuni tesserati  a cercarmi per chiedere in che modo poter dare una mano e tutti hanno mostrato un grande senso di responsabilità e appartenenza rinunciando a una mensilità. Questo ci aiuta”.

Sulle perdite economiche: “La stima dei quattro milioni di danni per la società si avvicina alla realtà. Questa stima non include i diritti televisivi. Se si dovesse perdere anche quelli sarebbe una catastrofe, non basterebbe certo quella mensilità. Vedremo in quel caso cosa fare per aprile e maggio, con molta serenità”.

Sull’eventuale ripresa della Serie A:””Non so se e quando saremo in grado di ripartire o meno, certamente ci sarebbero dei vantaggi, per esempio quello di richiamare tutti i lavoratori che sono a casa. Al contrario ci sarebbero anche degli svantaggi: se si dovesse ripartire lo si farà a porte chiuse e ci sarebbero dei rischi, anche se ci saranno dei protocolli rigorosi per evitare contagi. Non so come si comporterà la Sardegna per la stagione turistica, ma mi dispiacerebbe se fosse proprio il Cagliari a riportare il virus qua: ora non so dire cosa sia meglio, ma molti stanno parlando solo per i propri interessi. Vorrei capire cosa pensano i tifosi, che sono l’anima del calcio, magari con un sondaggio sul giornale. Da una parte vorrei tornare a giocare domani, ma dall’altra vedo tanto dolore e sofferenza negli ospedali: quindi lasciamo che siano anche i tifosi a decidere, se concludere la stagione o pensare già alla prossima”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Milan, addio Ibra, a fine stagione lascerà i rossoneri

L’addio di Ibra ora sembra cosa fatta. La nuova avventura dello svedese con il club rossonero sembra essere già arrivata al capolinea.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, nell’edizione odierna, Ibrahimovic non rinnoverà il contratto con la società rossonera, scelta dovuta dal cambio societario che non è piaciuto all’attaccante svedese. In primis per la decisione di mandare via Boban, colui che lo aveva convinto a tornare a casa, vero punto di aggancio di Zlatan con la società. Ora con Gazidis non è sbocciato l’amore e soprattutto non ci sono stati contatti tra il nuovo patron ed il fuoriclasse svedese, che difficilmente accetterà un trattamento superficiale, visto che Boban aveva l’idea di costruire il nuovo Milan intorno a lui.

Ora la scelta più importante, continuare altrove, nonostante l’età, o dire addio al calcio, un passaggio sempre complicato, soprattutto per chi si sente ancora in forma, e chi più di Zlatan si sente di poter superare ogni limite?

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Quando potremmo riparlare di Grande Milan?

Quando potremmo riparlare di Grande Milan?

Quando potremmo riparlare di Grande Milan? La risposta è ovviamente sempre, ci sarà sempre un grande Milan quantomeno da ricordare, da ammirare e da porre come esempio, un esempio che definire scomodo è poco. In pochi sono riusciti ad onorare quel lustro, non eguagliandoli in grandezza ma riuscendo comunque a portare a casa trofei. La storia rossonera è ricca di squadre gloriose e vincenti, ma una sola è il Grande Milan, quell’armata guidata prima da Sacchi e poi da Capello con la difesa più forte della storia del calcio, un centrocampo arcigno e ricco di qualità ed il talento di Van Basten in attacco. Negli anni avvenire i rossoneri affrontano una breve transizione, impreziosita dallo scudetto del 1999, sotto la guida tecnica di Zaccheroni; in questi anni vengono poste le basi per un altro Milan fortissimo, forse quello che più si è avvicinato ai fasti della squadra formidabile degli anni 90′, inserendo in rosa un giovanissimo Ševčenko. La svolta arriva nell’estate 2001, quando Carlo Ancelotti lascia la panchina della Juventus e viene ingaggiato da Galliani, Carletto era stato grande protagonista da giocatore dei successi rossoneri con Sacchi e Capello e adesso è pronto per aiutare  in altre vesti. La sua esperienza da allenatore del Milan dura 8 anni, pieni di emozioni e successi, e crea un altro blocco di giocatori fedelissimi alla causa rossonera: Nesta, Pirlo, Inzaghi, Seedorf, Cafù e Gattuso, si aggiungono a Maldini, Costacurta e Ševčenko. Il Milan di Ancelotti è l’unico che è riuscito ad onorare la definizione di “Grande Milan”, nonostante gli alti e bassi che condizionarono alcune stagioni, specialmente in campionato, ma Carletto era uomo di Coppa. In Champions i rossoneri si esprimono al meglio, in 8 stagioni raggiungono ben 3 finali, due vinte ed una persa, poi conquistano lo scudetto nel 2004. Ad impreziosire la sua esperienza vi è anche la presenza di due vincitori del pallone d’oro: Ševčenko nell’anno dello scudetto, 2004, e Kakà nel 2007, anno della seconda vittoria in Champions League. Nell’estate 2009 arriva un’altra rivoluzione, dopo 8 anni Ancelotti lascia e si accasa al Chelsea, Kakà viene ceduto al Real, la guida tecnica del Milan è affidata ad un altro ex, Leonardo, che si affida a Ronaldinho, appena arrivato dal Barcellona, ed ai giovani Thiago Silva e  Pato. Nel 2009-2010 i rossoneri si piazzano terzi in Serie A ed escono al primo turno in Champions, qualcosa sembra cambiato. Nell’estate successiva viene ingaggiato Massimiliano Allegri e vine comprato dal Barcellona Zlatan Ibrahimović, nel 2011 i rossoneri si aggiudicano lo scudetto, e nei due anni successivi sotto la guida tecnica di Allegri arrivano secondi e terzi in campionato, ma la discesa è già partita. La Serie A non è più quella di una volta, Berlusconi e molti altri presidenti non riescono più a sostenere i costi faraonici del calcio europeo, arricchitosi con l’arrivo degli investitori arabi. Il Milan in europa fatica, come del resto tutte le squadre Italiane, Berlusconi decide così di  vendere la società a  Li Yonghong, la vendita va in porto dopo un calvario che lascia dei dubbi sull’affidabilità del compratore cinese, che nel 2018, a fronte di inadempimento economico lascia al fondo Elliot. Negli anni delle nuove proprietà il Milan non arriva mai sopra il quinto posto, collezionando una sfilza di stagioni deludenti anche dopo alcune sessioni di calciomercato caratterizzate da spese ingenti. Si sono inoltre susseguiti numerosi allenatori ed in pochi hanno convinto. L’ultimo ribaltone societario è di qualche settimana fa con Boban che lascia  il suo ruolo dirigenziale dopo i numerosi scontri con il direttore generale ed amministratore delegato Gazidis, mentre appare ancora incerto il futuro di Maldini e Pioli, che probabilmente sarà chiarito alla fine di questa crisi sanitaria. Ci siamo soffermati poco sugli ultimi anni del Milan, poiché li conosciamo tutti ed è abbastanza evidente di quanto siano lontani anni luce dall’idea di “Grande Milan”; questa sarebbe la settima stagione consecutiva che i rossoneri non rientrano nelle prime quattro del nostro campionato, inizia ad esserci una generazione di tifosi  che di Milan conosce solo questo, una squadra da metà classifica e niente più. Come uscirne? E’ una domanda difficilissima e certo noi non siamo i più adatti a rispondere, dato che ci limitiamo a scrivere di calcio, ma un’idea proviamo ad offrirvela a fronte delle tante stagioni seguite: ci vuole stabilità, ogni tanto si sbaglia e si prendono i fischi, ma a costo di sottoscrivere meno abbonamenti bisogna credere nel proprio progetto. Nel Milan degli ultimi anni si aspetta un salvatore e tutti i protagonisti si provano ad elevare a questa posizione, “il salvatore del Milan”, ed ad ogni ribaltone societario si susseguono puntualmente campagne acquisti folli che poche volte hanno dato i loro frutti (esempi: Bonucci, Higuain, Piatek). Ci vuole calma, per creare il concetto di “Grande Milan” ci sono voluti vent’anni di Berlusconi, non tutti sulla cresta dell’onda, ci sono state rivoluzioni, momenti di transizione e delusioni, tutti utili a ripartire per aggiornare la bacheca dei trofei. Ad ogni anno di transizione ne seguivano cinque, sei di successi. Ricreare il Milan di Sacchi è impossibile, ma lavorare per ambire a quel modello è possibile, bisogna mettere in conto che rinunciare ad un acquisto roboante potrebbe causare la perdita di qualche abbonamento, ma non minerebbe la stabilità dei piani.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




I 5 migliori Parma degli ultimi vent’anni

I 5 migliori Parma degli ultimi vent’anni

In quel di Parma si sono scritte sicuramente numerosissime pagine di grande calcio. Tra il ‘90 e il ‘00 soprattutto il Parma ha vissuto annate magiche condite da moltissimi trofei nazionali ed internazionali, noi abbiamo scelto di presentare invece le cinque migliori annate dell’ultimo ventennio (dal 1999-00 al 2019-20)!

1999-2000

Il Parma del 1999-2000 fu reduce dalla pazzesca annata precedente in cui vinse Coppa Italia e Coppa UEFA, classificandosi quarta in campionato sotto la guida di Malesani. Sicuramente la Champions League e la Coppa UEFA nel 99-00 non furono granché soddisfacenti, ma i gialloblù centrarono comunque il quinto posto in campionato (quarti a pari merito con l’Inter ma sconfitti allo spareggio) e vinsero la Supercoppa Italiana per 2-1 contro il Milan a San Siro. Quel Parma in estate salutò big come Chiesa, Veron, Sensini e Fiore, che furono Sostituiti dai giovani Di Vaio, Ortega e Paolo Cannavaro tutti e tre provenienti dalla Serie B, oltre che dai colpi Ousmane Dabo e Marcio Amoroso. Fu particolarmente azzeccata l’intuizione di prendere Marco Di Vaio dalla Serie B, visto che il ragazzo allora ventiduenne segnò 56 gol in 3 stagioni. Dabo e Ortega non ebbero certo lo stesso impatto di Di Vaio.

2000-2001

I gialloblù del presidente Tanzi continuarono a rivoluzionare la rosa anche nell’estate del 2000: furono ceduti per cifre importanti Hernan Crespo (alla Lazio per 57 milioni), Mario Stanic (al Chelsea per 8,5 milioni) e Dino Baggio (anch’esso alla Lazio per 7,5 milioni). In entrata quell’anno il Parma ricevette Conceição, Almeyda e Sensini (di ritorno dopo una sola stagione alla Lazio) nell’ambito dell’affare Crespo, in più arrivarono Lamouchi e Micoud dalla Ligue 1, M’Boma dalla Serie B, un giovanissimo Amauri dal Bellinzona, Serena in prestito dall’Inter e l’attaccante Milosevic dal Saragozza per ben 25 milioni di euro. Conceição, Almeyda e Micoud ebbero un ottimo impatto disputando una grande stagione, mentre Milosevic fu un flop da soli 8 gol in stagione. La stagione si concluse con un quarto posto in campionato che valse il ritorno del Parma in Champions League, mentre una sconfitta col PSV fermò i ducali agli ottavi in Coppa UEFA e la Fiorentina gli soffiò la Coppa Italia in finale nel doppio confronto. Quella stagione vide l’esonero del tecnico Malesani, l’addio per eccessivo stress dopo poche settimane da parte di Arrigo Sacchi e la chiamata di Ulivieri che sistemò le cose.

2002-2003

Dopo una difficile stagione 2001-2002 terminata al decimo posto, che però portò in bacheca una Coppa Italia, il Parma nell’estate del 2002 decise di ripartire in panchina con Cesare Prandelli. Nonostante i sanguinosi addii sul mercato di giocatori come Micoud, Cannavaro, Sensini, Laursen, Almeyda e Di Vaio, il Parma riuscì ad azzeccare le mosse in entrata acquistando alcuni calciatori che si rivelarono veri e propri crack: fu molto buono il rendimento dei nuovi Diana, Barone ed Emanuele Filippini, ma il vero upgrade si ebbe con Daniele Bonera, Mark Bresciano, Adrian Mutu, Alberto Gilardino e l’Imperatore Adriano (quest’ultimo in prestito dall’Inter). Prandelli riportò la squadra in quinta posizione ma perse di misura la Supercoppa Italiana contro la Juventus per 2-1, in Europa invece si fermò due volte al secondo turno (sia in Champions che in UEFA). Adriano e Mutu formarono una coppia inarrestabile, si classificarono entrambi terzi nella classifica marcatori segando 16 gol ciascuno.

2013-2014

Dopo diverse stagioni difficili, complice la discesa in Serie B della stagione 2007-08, con Donadoni alla guida i gialloblù tornarono ad assaporare posizioni d’alta classifica. La stagione 2013-2014 vide il Parma posizionarsi sesto e centrare il ritorno in Europa League (ex Coppa UEFA) che però saltò perché il Parma venne escluso dalle coppe europee a causa del mancato ottenimento della licenza UEFA, gli subentrò il Torino. Il Parma del 2013-2014 fece poco Di rilevante sul mercato in realtà, se non salutare l’attaccante Belfodil in direzione Inter ed acquistare Cassani, Felipe, Parolo e Cassano. Proprio Antonio Cassano ebbe un ottimo impatto al livello di numeri coi gialloblù, in appena un anno e mezzo disputò 56 presenze, segnando 18 gol e siglando 9 assist, ma con i tifosi fu guerra aperta dopo una furiosa lite a fine gara con la curva, con tanto di rescissione dal club il giorno subito dopo per la questione del mancato pagamento degli stipendi. Un altro giocatore dal rendimento molto alto quell’anno fu Marco Parolo che si ripeté anche nella stagione successiva diventando rapidamente un idolo della tifoseria: in appena due stagioni Parolo arrivò ad indossare la fascia di capitano, disputando 75 presenze e segnando 11 gol.

2018-2019

Una menzione va fatta anche al Parma della scorsa stagione, quando i ragazzi guidati da Roberto D’Aversa centrarono una salvezza tranquilla al ritorno in Serie A dopo il fallimento e la risalita dai dilettanti, stazionando per qualche giornata anche in zona coppe. In estate il DS Faggiano decise di optare per acquisti di una certa esperienza, così da non temere il salto in massima categoria e affrontare le difficoltà con giocatori che ne hanno viste di tutti i colori: arrivarono a parametro zero Gobbi, Gervinho e Bruno Alves, in più furono acquistati Kucka, Biabiany, Gagliolo, Grassi e Inglese. La stagione si concluse con un quattordicesimo posto e il duo formato da D’Aversa e Faggiano misero le basi per l’ottima stagione di questa stagione.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?