Milan, rispunta l’idea Luciano Spalletti!

Milan, rispunta l’idea Luciano Spalletti!

In casa Milan c’è aria di ennesima rivoluzione estiva, se Pioli dovesse lasciare la guida tecnica dei rossoneri, cosa molto probabile, si dovrebbe cercare l’allenatore numero 9 dal dopo Allegri. La parola continuità a Milanello piace sempre meno, anche se  ci inizia ad essere una sconfortante continuità e puntualità delle  prevedibili rivoluzioni estive. Per l’estate 2020 sembrava quasi certo l’approdo nella Milano rossonera di Rangnick, ma il tedesco sta tentennando un pò troppo e così la dirigenza milanista ha sondato il terreno per Luciano Spalletti, l’uomo perfetto per la qualificazione in Champions. Il tecnico toscano era stato contatto dal Milan anche a novembre per sostituire Giampaolo, ma alla fine non se ne fece nulla; Spalletti potrebbe essere veramente il tecnico più adatto per puntare al ritorno in Champions, nelle ultime quindici stagioni ha centrato la qualificazione in ben undici occasioni.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Bruno Giordano, ex attaccante di Napoli e Lazio, è intervenuto a Tuttomercatowebradio durante la trasmissione Maracanà, ed ha detto la sua riguardo alcune delle vicende attuali in casa Napoli, su un eventuale ripresa del campionato e su Lukaku, centravanti dell‘Inter.

Su Lukaku, alla domanda “chi è il più forte centravanti nerazzurro da dopo Ronaldo?”:  “Milito, mentre a Vieri è mancato il trionfo in campionato. Lukaku però è sulla buona strada. Lo preferisco a Icardi, perché sa giocare per la squadra. E’ meglio dell’argentino, almeno come approccio alla sua prima stagione”.

Riguardo la possibilità di tornare in campo: “Credo si possa tornare a giocare anche in 15-20 giorni. I giocatori sono professionisti, lo sono meglio di quanto lo eravamo ai miei tempi. Ci sono più modi per allenarsi a casa e poi sono seguiti con programmi specifici”.

Sul Napoli: “Koulibaly e Allan sono importantissimi, lo hanno dimostrato nel tempo. Un grande difensore e un grande centrocampista servono. Poi i giochi di mercato e gli screzi avuti sono un altro discorso. Allan andrà via, visti gli acquisti di gennaio,che si avvicinano alle sue caratteristiche. Arriverà Petagna, ma non vale Milik. Icardi con gli inserimenti degli esterni sarebbe a casa sua. Se gli chiedi di sviluppare un certo stile di gioco, non lo sa fare. Ma non tutti sono capaci a giocare per la squadra. E’ un attaccante che devi metterlo in condizione di fare gol, non è capace di inventarseli”.

Chiusura con una considerazione su Gattusto: “E’ questione di programmi. Bisogna vedere cosa gli chiedono. Al momento non può lottare per lo scudetto. Ha una grande dote: è onesto, dice tranquillamente se ha meritato la sua squadra o l’altra. Ha ricompattato l’ambiente in poco tempo. Ora dipenderà dai risultati e dai piani che farà il club”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lucas Leiva si opera al ginocchio, la pausa forzata dei campionati e delle competizioni europee ha spinto il centrocampista brasiliano a scegliere di fissare a questa mattina l’intervento per la pulizia del menisco, dopo averlo rimandato per mesi. Lo stop previsto dovrebbe essere di circa 30 giorni, difficile credere che la Serie A sia già ripartita i primi di maggio; Leiva ha infatti concordato questa scelta anche con lo staff medico biancoceleste, conscio che il campionato italiano, se dovesse ripartire, non potrà farlo prima di fine maggio. Il centrocampista brasiliano avrebbe così tutto il tempo di recuperare dall’operazione e di ritornare in gruppo un paio di settimane prima dell’inizio. Per la Lazio la presenza di Leiva è fondamentale, il brasiliano nonostante non abbia la corsa e la fisicità di un tempo ha un senso della posizione unico, che consente alla squadra di sostenere le 4 frecce offensive Milinkovic, Luis Alberto, Correa ed Immobile. 

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Lazio, si tratta il rinnovo di Inzaghi

Si tratta il rinnovo di Inzaghi

La Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sulla situazione del tecnico della Lazio Simone Inzaghi: a breve l’allenatore ed il presidente Lotito avranno un contatto per parlare del rinnovo di contratto. L’idea è  di prolungare almeno fino all’estate del 2022, ma non si esclude un progetto diverso che potrebbe portare il tecnico  a firmare un prolungamento fino al 2025.

Simone Inzaghi è alla sua quarta stagione sulla panchina della Lazio. Subentrato dal settore giovanile nel 2016 dopo il flop della trattativa tra la società biancoceleste e Marcelo Bielsa, il fratello di Pippo è una delle più grandi rivelazioni degli ultimi anni, avendo portato la Lazio, della quale fu anche giocatore, a vincere 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e a competere per lo Scudetto nella stagione in corso.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Van Basten, il Cigno di Utrecht

Van Basten, il Cigno di Utrecht

Utrecht, così come Amsterdam e Milano, ha un clima piuttosto antipatico nei mesi invernali: generalmente da ottobre a marzo si hanno giornate piovose, fredde, talvolta nevica ed anche le raffiche di vento non scherzano. Queste tre città, oltre che il clima, hanno un momento preciso nella storia che condividono, ovvero il 31 ottobre 1964… un classico ottobre piovoso e freddo, che però diede al mondo una creatura che cambiò per sempre la storia del calcio: il 31 ottobre 1964 nacque Il Cigno, nacque Marco Van Basten.

Marco Van Basten inizia a giocare grazie al padre, ex calciatore anch’esso, che all’età di 6 anni lo iscrive a calcio. Cresciuto calcisticamente nel UVV Utrecht, piccola squadra della sua città natale, si trasferì nel più noto FC Utrecht nel 1980 (all’età di sedici anni) dove però rimase solo una stagione prima di fare il grande salto. Marco Van Basten è forte fisicamente, è alto, è molto tecnico ed anche piuttosto veloce, ed uno così a diciassette anni è merce rara e non passa di certo inosservato, perciò su di lui scommette l’Ajax di Cruijff che nel 1981 se lo porta ad Amsterdam. Cruijff in quegli anni è a fine carriera, medita l’addio al calcio che avverrà due stagioni più tardi, ma è ancora un fuoriclasse determinante e gioca ad altissimi livelli, ed il 3 aprile 1982 succede quel qualcosa che rende il calcio magico: l’Ajax sta vincendo per 2-0 contro il NEC e tanto per cambiare Cruijff ha segnato, così il tecnico dei lancieri decide di far riposare Il Profeta del Gol e lo sostituisce mandando in campo un giovane ragazzone di diciassette anni, tale Marco Van Basten, che per presentarsi bene al suo nuovo pubblico decide di segnare immediatamente la rete del 3-0 (la gara finirà 5-0). Quel giorno, quel 3 aprile 1982, iniziò la carriera professionistica di quello che sarebbe diventato poi uno dei più forti (se non il più forte) attaccanti di tutta la storia del calcio. Marco Van Basten inizia così la sua storia con l’Ajax, una storia durata ricca di gol e successi durata sei anni: vince 3 campionati nazionali, 3 coppe d’Olanda, 1 Coppa delle Coppe, 4 Capocannoniere della Eredivisie ed 1 Scarpa d’Oro (nel 1986). Diventa così Il Cigno di Utrecht, re di Amsterdam, ma cominciano anche i guai tra salute ed infortuni che cominciano ad allontanarlo dal campo: nel 1986 è colpito da epatite virale e successivamente si opera alla caviglia destra per un infortunio rimediato dopo un contrasto. Chiude la sua storia coi lancieri dopo aver segnato 152 gol in 172 presenze.

Marco Van Basten strega l’Europa intera, in particolare modo Silvio Berlusconi che nell’estate dell‘87 lo acquista (dall’Ajax) insieme ad un altro giovane olandese, Ruud Gullit (dal Feyenoord lui). Al comando del Milan c’è un tale Arrigo Sacchi, giovane tecnico avanguardista, grande fan del Calcio Totale che ripropone in rossonero implementandolo con dettami tattici italiani. Van Basten incide subito al Milan, segnando gol determinanti nonostante i sei mesi di inattività per via dei problemi che accusa alla caviglia sinistra in quella stagione. Messi da parte i problemi fisici, nell’estate del 1988 Marco Van Basten vince l’Europeo in Germania Ovest con la sua Olanda. Dal 1988 al 1993 Il Cigno di Utrecht domina la Serie A e le coppe: vince così 3 Serie A, 3 Supercoppa Italiana, 2 Champions League, 2 Coppa Intercontinentale e 2 Supercoppa Uefa, è inoltre due volte Capocannoniere della Serie A, una volta capocannoniere della Champions League e soprattutto vince per ben tre volte il Pallone d‘Oro. Fino al 1993 dicevamo, perché Van Basten ricomincia ad accusare forti dolori alla caviglia a dicembre del ‘92 e rimane fuori fino ad aprile del ‘93, per poi operarsi a giugno per cercare di risolvere definitivamente questo problema.

Si opera a giugno del ‘93, per la quarta volta in carriera viene sottoposto ad un intervento chirurgico. Ancora non lo sa Il Cigno, ma quell’intervento metterà fine alla sua carriera. Passa così due anni lontano dai campi, a cercare invano di recuperare la condizione atletica, fin quando il 17 agosto del 1995 ormai stanco e dolorante decide di ritirarsi definitivamente dall’attività agonistica. Lascia il calcio dopo solo 373 partite e 277 gol fatti.

«Il lutto per il suo ritiro anticipato non si è estinto e mai si estinguerà.», furono le parole di Carmelo Bene nel libro “Canto del Cigno“ di Andrea Scanzi.  Il più forte di tutti ritiratosi a soli 30 anni, inattivo dai 28. Il vero canto Il Cigno di Utrecht lo fece il 18 agosto 1995, quando in un San Siro gremito e piangente salutò per sempre i propri amati tifosi rossoneri, appendendo definitivamente gli scarpini al chiodo. Ricorderà quel giorno così: “C’era tristezza ovunque. Quella del pubblico, e la mia. Correvo, perché non volevo far vedere che zoppicavo, battevo le mani alla gente. E intanto pensavo che non c’ero già più, mi sembrava di essere ospite del mio funerale. Quella sera pensavo soltanto che la mia vita era stata il calcio. Adesso era diventata una fogna. Avevo il fegato a pezzi per gli antidolorifici. Avevo un dolore pazzesco a quella caviglia maledetta. Ero disperato. Dopo, quando ne sono uscito, ho capito di aver vissuto qualcosa di simile alla depressione”.

Quel giorno, quel 18 agosto 1995, le città di Utrecht, Amsterdam e Milano furono improvvisamente vicine e legate da un invisibile filo, come accadde il 31 ottobre 1964.

Emanuele Gamba scrisse su Repubblica, di Marco Van Basten, che era “Il più raffinato ed elegante centravanti del calcio moderno, l’unico che sapesse danzare sulle punte di un fisico ciclopico”… lui sì, come un cigno.

 

(Dati Wikipedia)

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

Il 3 aprile 1896, non può essere una data  indifferente per gli amanti dello sport, giorno ed anno di fondazione della Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più antico d’Europa. Il giornale venne fondato da due giornalisti piemontesi Eugenio Camillo Costamagna ed Elisio Rivera; i due furono chiamati a Milano dal direttore del Secolo, giornale democratico milanese, per rafforzare il settimanale il Ciclista. In pochi mesi i due riformarono totalmente il vecchio giornale, facendolo diventare un quotidiano inerente a tutte le discipline sportive, e gli diedero il nome di Gazzetta dello Sport; nel 1898 venne invece presa la storica decisione di modificare il colore della stampa, dal verde al rosa; il 2 gennaio 1899 fece il suo esordio la prima versione del quotidiano in rosa, che riscosse un grande successo ed ancora oggi è il marchio distintivo del giornale. In 124 anni la Rosea ha avuto il privilegio e l’onere di raccontare storie di sport agli appassionati, e lo ha fatto con grandissime firme come Brera, Palumbo, Giuseppe Ambrosini e tanti altri, arrivando ad essere il terzo quotidiano del paese, primo  per quanto concerne la categoria de giornali sportivi. Immortali alcune delle prime pagine della Gazzetta che scandiscono la nostra storia sportiva e inchiodano le sensazioni degli appassionati ad una pagina di giornale, creando un filo conduttore tra le generazioni con la capacità di rivelare e trasmettere la naturale forza coinvolgente di una manifestazione sportiva, che, bisogna sempre tenere a mente, non è MAI solo sport. Eccovi allora alcune delle più iconiche prime pagine della Rosea:

Prima pagina dell’8 luglio 1946 che celebra la storica vittoria di Gino Bartali alla 29esima edizione del Giro d’Italia, la prima dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

 

Prima pagina del 29 luglio 1980 che celebra Pietro Mennea, fresco vincitore dell’oro olimpico a Mosca nei 200 metri.

E per concludere le due prime pagine che celebrano ed omaggiano l’Italia Campione del Mondo, quella del 1982 in Spagna con Bearzot festeggiato dalla squadra, e quella del 2006 con il capitano Fabio Cannavaro che, gridando, alza la coppa al cielo.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




I 5 allenatori più vincenti d’Italia

I 5 allenatori più vincenti d’Italia

La nostra Serie A è storicamente uno dei campionati più prestigiosi d’Europa e come tale ha sempre avuto la fortuna di annoverare grandi tecnici alla guida dei club. In questo momento di pausa dal calcio giocato ci siamo divertiti a stilare una graduatoria dei 5 allenatori più vincenti d’Italia, e per farlo abbiamo inserito dei punti per ogni competizione al fine di rendere la classificazione il più “giusta” possibile, considerando che alcuni titoli oggi non esistono più (Coppa delle Coppe) ed altri non erano in vigore in passato (Supercoppa Italiana); inoltre ci siamo concentrati solo ed esclusivamente sulle vittorie ottenute alla guida di squadre italiane. I trofei considerati nel calcolo sono: Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League, Coppa Uefa/Europa League, Supercoppa Europea, Coppa delle Coppe, Coppa Intertoto e Coppa del mondo per club/Coppa Intercontinentale. 

Punti per trofeo:

Champions League= 4 punti

Scudetto, Coppa delle Coppe, Coppa Uefa/ Europa League = 2 punti

Coppa del Mondo per club/ Coppa Intercontinentale, Supercoppa Uefa = 1,5 punti

Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Coppa Intertoto = 1 punto 

I punti sono stati suddivisi in tale modo, considerando i fattori di competitività e prestigio. Andiamo finalmente a spulciare qual’è la classifica dei 5 allenatori più vincenti d’Italia:

 

 

5) Massimiliano Allegri, punti= 19

In quinta posizione, forse anche un pochino inaspettatamente, troviamo Massimiliano Allegri, non perchè non sia al livello, quanto per l’assenza di titoli internazionali nella sua bacheca, eppure l’ex tecnico di Juventus e Milan è riuscito a collezionare 19 punti al netto di ben 6 Scudetti, 1 con il Milan e 5 con la Juventus, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italia.

 

 

 

 

 

4) Fabio Capello, punti= 19,5

Con un vantaggio di neanche un punto al quarto posto si piazza Don Fabio Capello, un vincente con la V maiuscola sia da giocatore che da allenatore. Nel conteggio dell’ex allenatore di Milan e Roma non sono presenti i trofei ottenuti da allenatore del Real, ma nonostante ciò la bacheca fa invidia a molti: 5 campionati, 1 con la Roma e 4 con il Milan, 1 Champions League, 1 SuperCoppa Uefa e 4 Supercoppe Italia, 1 con la Roma e 3 con il Milan.

 

3) Nereo Rocco, punti= 20,5

Terza posizione per una leggenda assoluta del calcio italiano anni 60′, Nereo Rocco. L’ ex allenatore del Milan in 17 anni in rossonero ( intervallati dalle esperienze con il Torino e la Fiorentina) vinse: 2 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale e 3 Coppe Italia. Negli anni 60′  furono memorabili le sfide nella stracittadina milanese con l’Inter di Helanio Herrera ( non è entrato in classifica per un solo punto, si meritava una menzione. Bacheca: 2 Coppe dei Campioni, 2 Scudetti, 2 Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia ). Milano era veramente il palcoscenico più prestigioso d’Europa.

 

 

 

 

 

2) Marcello Lippi, punti = 22

Seconda posizione per il tecnico toscano Marcello Lippi, prima eroe juventino, dal 2006 eroe nazionale. Il tecnico Campione del mondo si piazza sul secondo gradino del podio al netto di : 5 Scudetti, 1 Champions League, 1 SuperCoppa Uefa, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane.

 

 

1) Giovanni Trapattoni, punti = 32

La medaglia d’oro, senza neanche tanti dubbi, va a Giovanni Trapattoni che distanzia addirittura di 10 punti il secondo classificato. Il Trap nei suoi 26 anni di esperienza in panchina in Serie A ( dal 1974 al 200) ha conquistato: 7 Scudetti ( record assoluto, ne ha vinti 6 con la Juventus ed 1 con l’Inter), 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 3 Coppe Uefa ( record assoluto condiviso con Unai Emery), 1 Coppa delle Coppe, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa ed 1 Coppa Intercontinentale. Giù al cappello per il miglior allenatore della storia italiana, ed uno dei migliori nell’intera storia del calcio.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Premier League: ripartenza dopo Maggio, ecco la decisione dei club

I 20 club del massimo campionato inglese, dopo la riunione tenutasi oggi in videoconferenza, hanno deciso che la Premier League non ripartirà a Maggio. C’è l’intenzione a concludere la stagione, ma solamente quando saranno garantite tutte le misure di sicurezza necessarie, con l’appoggio del Governo e delle autorità sanitarie.

Nel corso della riunione è stato anche deciso che tutti i club discuteranno con i giocatori la possibilità di operare un taglio agli stipendi del 30%, così da poter garantire il salario a tutti i dipendenti delle società.

Infine è stato deciso di stanziare 125 milioni di sterline per finanziare i club della English Football League e della National League, le federazioni che rappresentano i campionati di seconda, terza, quarta e quinta divisione.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Premier League

È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…




Tommasi: “Volontà di finire campionato ma servono almeno 45 giorni”

Tommasi: “Volontà di finire campionato ma servono almeno 45 giorni”

Il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’emittente radiofonica Radio 1 in merito al possibile taglio degli ingaggi: “Più della metà dei giocatori di Lega Pro, senza dimenticare la serie D, con lo stipendio paga l’affitto o i mutui e mantiene la famiglia. Non sono le cifre che uno immagina. C’è poi una parte alta dei professionisti e lì il tema è la patrimonializzazione di gestione delle società di Serie A. I giocatori sono già sulla lunghezza d’onda di capire come si possa sostenere il sistema e come andare incontro alle società, dipenderà molto dal fatto se si tornerà in campo o no. La cassa integrazione su cui lavoriamo riguarda i giocatori con i redditi più bassi, con il minimo contrattuale”.

Oltre a questo il presidente dell’AIC Tommasi ha aggiunto ancora: “La voglia e la speranza è quella di poter tornare ad allenarsi e a giocare, si stanno cercando le modifiche regolamentari per poter andare oltre il 30 giugno con il campionato. Almeno per la serie A serviranno 45 giorni e le settimane di preparazione per poter concludere tutto. Se si ha questa prospettiva siamo contenti di ripartire. Di sicuro il calendario è compresso per finire la stagione e per decretare i verdetti sul campo”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Milan, si lavora per Florentino Luis del Benfica. Paquetà la chiave

Florentino Luis, mediano classe ’99 del Benfica, è stato definito il “Pogba portoghese” e già in passato era stato accostato al Milan. Per il momento ci sarebbe stato solo un pour parler tra le società, con l’ad rossonero Gazidis che avrebbe offerto Paquetà al collega dei lusitani Rui Costa, essendo stati entrambi i giocatori poco utilizzati nel corso della stagione. Nato a Lisbona, Florentino è cresciuto nel settore giovanile del Benfica ed è entrato in prima squadra nella scorsa stagione, collezionando 14 presenze e un gol, mentre quest’anno ha disputato solamente 13 incontri (e collezionato 1 assist) tra tutte le competizioni. Sullo sfondo per il brasiliano del Milan rimane tuttavia anche l’interesse del PSG dell’estimatore Leonardo.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?