Pres. Imolese: “Serie C insostenibile, chiuderà tutto”

Pres. Imolese: “Serie C insostenibile, chiuderà tutto”

Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese ed ex stella del Cervia del reality Campioni, il sogno, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttomercatoweb dove ha parlato, tra i tanti argomenti toccati, anche della precarietà del sistema calcio e della Serie C. Queste le sue parole:

Parlare di progetti ora è complicato
“Ora cambia tutto, siamo entrati in un’epoca che non abbiamo mai vissuto. Dobbiamo capire in che era entriamo e tutti i discorsi che c’erano in ballo, i progetti, le idee le vanno messi parte, cercando di capire cosa succederà”.

Il mondo della C diventa ormai insostenibile
“Il mondo della Serie C era insostenibile anche prima della pandemia. Se non cambiavano riforme, se non aiutavano i 60 club la C era destinata a morire lentamente. Adesso ancora di più, non si può parlare di Serie C, siamo al default: gli sponsor hanno dato la disdetta, i propri presidenti hanno le aziende in difficoltà, per non dire chiuse e non abbiamo più la forza di mettere di tasca nostra un milione, un milione e mezzo. Era sbagliata già prima come Lega, perché i presidenti non devono mettere un milione così. Il calcio era messo male, adesso non c’è più. Sento di proposte per giocare a giugno-luglio: mi piacerebbe, ma in Serie C non si può: solo un pullman per andare in trasferta non ce lo possiamo permettere. E per quel che riguarda gli stipendi anche i calciatori devono capire che si sta entrando in un’altra epoca. È possibile che la Serie C non sia più un lavoro a tempo pieno”.

Come pensate di muovervi a riguardo?
“L’immagine dei calciatori è passata in modo sbagliato, l’Assocalciatori non vuole la cassa integrazione. Stanno lavorando male. Non hanno capito che si chiuderà tutto e i calciatori non prenderanno un soldo per causa di forza maggiore. Io dico che il calciatore deve fare la cassa integrazione e se ti opponi ti devi vergognare. Tommasi e Calcagno ci vogliono far credere che in Serie C prendono 1.500 euro. Una cifra simile la percepiscono giusto i diciottenni, quelli che si sono appena affacciati al professionismo. Gli altri arrivano a prendere molto di più e non sono certo quattro mesi di cassa integrazione a rovinarli, anche perché in molti casi non hai nemmeno una casa da pagare. Non voler accettare questa cosa è un insulto a chi è a casa e prende 800 euro, dovendo per giunta mantenere una famiglia”.

I calciatori non possono trovare l’accordo col club?
“Sì, ci arriveremo perché non c’è scelta. Ma non accetto che l’AIC dica che i club vogliono approfittare della situazione per non pagare. Venissero a vedere le aziende dei proprietari dei club: quelle dei miei familiari sono chiuse, con gente in cassa integrazione. Abbiamo coccolato e viziato i calciatori. E sentirci dire dall’Assocalciatori che ce ne approfittiamo mi fa venire il vomito”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Torino, 5 punti da cui ripartire

Torino, 5 punti da cui ripartire.

Con la sospensione del campionato molte squadre avranno il tempo per riflettere sul proprio futuro e su come ripartire, considerando che si tratterrà comunque di un nuovo inizio e soprattutto un’occasione per recuperare qualcosa di perduto o da riparare.

Una delle squadre che potrà pianificare la massimo una ripartenza è il Torino di Urbano Cairo, che anche nelle dichiarazioni  ha tenuto una linea diretta, discostandosi dalle polemiche e da chi in questo periodo sta facendo proclami. Stessa linea per il tecnico Longo che si è limitato a parlare dei suoi ragazzi e dei modi per tenerli uniti.

Ma analizziamo ora i punti da cui la squadra granata potrà ripartire per il nuovo corso:

 

–Imparare dagli errori: Prima della sospensione del campionato per l’emergenza Coronavirus, il Torino veniva dalla peggior serie di risultati della stagione, 6 sconfitte di fila, 15 goal subiti, solo 3 segnati, un cambio di allenatore al 3 febbraio dopo il pesante 4-0 subito dal Lecce. Un trend negativo che ha dissipato le speranze di qualificazione europea e che ha gettato ombre su di una rose che sembrava competitiva. Dunque Cairo e Longo, così come tutta la squadra, avranno modo di riflettere su cosa è stato sbagliato fino ad ora. A partire dagli errori difensivi e dai tanti cartellini presi da Izzo e co., che hanno rivelato le problematiche tattiche della difesa a tre utilizzata da Mazzarri. Altro problema quello del goal, troppi pochi e troppo sulle spalle di Belotti, che con 9 reti è stato l’unico trascinatore dell’attacco granata. Questione dalla quale esce un altro problema, quello tattiche e delle scelte, spesso troppo varie e inconsistenti, come la gestione di Iago Falque, poi ceduto al Genoa, o quella di Berenguer, una figura mai continua nello scacchiere granata. Tanti dunque i punti negativi da valutare e soprattutto da non ripetere.

– Il mercato: Sarà fondamentale il lavoro in entrata ed in uscita del club piemontese. Il mercato estivo aveva regalato quella che sembrava una rosa molto competitiva, cosa però smentita nel tempo dalle prestazioni. Tanti dubbi, alcuni già sciolti a gennaio come il già citato Falque, o come Zaza, uomo mercato e spesso ai margini della rosa. Grande anche in difesa, dove N’Koulou, nonostante le scuse ed il rientro in campo, rimane una grana da sciogliere per Cairo. Da valutare anche due giovani difensori, ai margini della rosa come Lyanco e Bonifazi, con molte richieste e tante promesse, ma che al Torino pare non trovino spazio. In entrata si sta lavorando proprio per la difesa, dove piace il giovane Amione, conteso con il Genoa, argentino classe 2002 del Belgrano, acquisto che servirebbe al Torino di fare maggiori valutazioni sulle scelte per la difesa. Altro obiettivo sarà quello di mettere dentro un nome importante e Giacomo Bonaventura, in scadenza di contratto, potrebbe essere il nome giusto, con Cairo pronto a mettere sul piatto 1,5 Milioni di Euro di contratto. Oltre al grande nome l’idea è quella di trovare finalmente il partner adatto a Belotti, quell’attaccante che si possa sposare al meglio con il “Gallo“. Ultimo nome quello di Andrea Petagna, promesso sposo del Napoli ma che potrebbe andare in prestito ai granata per farsi ancora un po’ le ossa.

– Moreno Longo: Un tecnico da testare e da valutare. Arrivato da poco, dopo l’esonero di Mazzarri, l’ex tecnico del Frosinone ha avuto pochissimo tempo per lavorare con il club granata, guidando le ultime due gare, entrambe perse, rispettivamente con Milan e Napoli, di certo non due impegni semplici. Ora il tempo sarà dalla parte di Longo, il quale ha già fatto capire di voler rivoluzionare la squadra, ripartendo da Belotti: “E’ il presente e il futuro del Toro”, ha dichiarato. Un tecnico giovane che conosce l’ambiente, avendo già allenato la primavera granata, che potrebbe portare quella ventata di nuovo di cui ha bisogno una squadra priva di stimoli fino allo stop del campionato.

– Andrea Belotti: Come detto da Moreno Longo, Andrea Belotti è l’uomo immagine del Torino, capitano e top player, nonchè anche uomo mercato, essendo sicuramente il più richiesto. Sarà dunque fondamentale trattenere il “Gallo” a Torino e costruirgli la squadra attorno, partendo dal compagno di reparto alla tattica di gioco, incentrata sulle capacità di gioco di squadra ed individuale dell’ex attaccante del Palermo. Il contratto scadrà nel 2022, la società potrà pensare anche ad un rinnovo nel futuro prossimo, per blindare definitivamente il proprio capitano e legare il suo nome ancor di più al club granata.

– I giovani: Tanti i giovani interessanti a disposizione di Longo, sul quale poter fare affidamento. A partire  dai già citati Lyanco e Bonifazi, uno dei due può definitivamente diventare un punto fermo della rosa, per arrivare alla consacrazione di Lukic, che già ha avuto molto risalto con Mazzarri e potrebbe fare il salto di qualità definitivo con Longo. Tra i giovani che ancora non hanno avuto grande spazio c’è sicuramente Vincenzo Millico, per il quale ha espresso parole al miele proprio il tecnico Longo: “È un giocatore davvero straordinario. Se continua a migliorare sotto l’aspetto della disponibilità anche senza palla può diventare veramente un grande prospetto”. Oltre Millico tornerà dal prestito il giovane Edera, talento inesploso ma che Longo conosce bene, e potrebbe tirar fuori il massimo delle qualità del ragazzo. Dalla primavera si aggregherà anche l’ivoriano Wilfired Stephane Singo, che con le giovanili del Toro ha collezionato 17 partite ed una rete. Inoltre con l’esperienza di Longo nelle giovanili del Torino, non dubitiamo che nel prossimo futuro potremmo conoscere un nuovo talento, in maglia granata.

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Le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni

Le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni

Gli ultimi venti anni giallorossi hanno un sapore agro dolce, stagioni di Serie A clamorose costellate da record e da ottime prestazioni, ma sempre poco per arrivare alla vittoria finale. Tralasciando la stagione 2000-2001, che ha visto trionfare la Roma, i giallorossi hanno collezionato ben 11 piazzamenti sul podio, 9 volte al secondo posto, 2 al terzo; c’è da dire che in molte di queste circostanze la Roma ha avuto poco da rimproverarsi poiché si è ritrovata davanti due armate che hanno fatto la storia del nostro calcio: la Juventus di Conte/Allegri e l’Inter di Mancini/Mourinho. Se con i primi, nonostante i buoni piazzamenti in campionato, i giallorossi hanno sempre  avuto difficoltà, con l’Inter invece qualcosa in più si sarebbe potuto fare specialmente nella magica stagione con Claudio Ranieri alla guida della squadra. Comunque nei primi dieci anni del millennio la Roma porta a casa uno Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.  Gli anni 2010 sono stati caratterizzati dalla nuova proprietà americana, dalle plusvalenze e dalle numerose e comprensibili tensioni con i tifosi, che spesso vedevano smantellare squadre validissime troppo velocemente, e nella stessa modalità  la dirigenza statunitense ha optato per cambiare un simbolo storico ed amatissimo dalla piazza. Nonostante questi dissidi, e l’incapacità di vincere trofei, la Roma americana, tranne un paio di stagioni in cui ha girato a vuoto, in Serie A ha sostanzialmente mantenuto, se non migliorato, il ritmo di quella di Sensi : sempre nelle prime posizioni, record di partecipazioni in Champions ed ottimi giocatori ad indossare la maglia giallorossa. Ad impreziosire questi ultimi anni è sicuramente l’annata 2017-2018, nella quale la Roma fatica in campionato (arriva comunque terza, ma non convince come nelle stagioni precedenti), ma riesce a raggiungere la semifinale di Champions vincendo il ritorno dei Quarti di finale in casa per 3-0 contro il Barcellona di Leo Messi. Scegliere le 5 migliori annate dei giallorossi non è stato facile, per questo meritano una menzione speciale la Roma 2013-2014 guidata da Rudi Garcia e la Roma 2006-2007 di Luciano Spalletti, vincitrice di una Coppa Italia. Andiamo allora a vedere le migliori 5 stagioni della Roma negli ultimi venti anni secondo RadioGoal24:

 

Roma

5) Roma 2001-2002

La Roma 2001-2002 è sulla carta una delle squadre più forti d’Europa ed una delle rose più complete della storia giallorossa, fresca vincitrice dello Scudetto e guidata ancora dal sergente Fabio Capello. Nella sessione estiva di calciomercato il presidente Sensi investe 50 miliardi di lire per portare a Roma il talento di Bari Antonio Cassano, e 27 miliardi di lire per il giovanissimo portiere dell’Atalanta Ivan Pellizzoli. Inoltre si aggiungono alla squadra anche gli esperti Panucci (dal Monaco) e Fuser (dal Parma); mentre dall’Argentina arriva il giovanissimo Cuffré, e dal Bologna l’esterno brasiliano Lima. La stagione inizia subito con un trofeo: il 19 agosto 2001, quando all’Olimpico si gioca la Supercoppa italiana contro la Fiorentina, detentrice della Coppa Italia. La partita è senza storia: 3-0 per la Roma grazie alle reti di Candela, Montella e Totti. In Serie A la Roma viaggia ai ritmi delle prime, ed arriva a giocarsi nuovamente lo scudetto fino all’ultima giornata, nonostante la stagione sottotono di Batistuta. Crocevia in negativo della stagione giallorossa sarà la gara di ritorno con il Venezia, alla 30esima giornata. La classifica in quel momento recitava: Inter 62, Roma 59, Juventus 56. La Roma non va oltre il pari con i veneti, l’Inter viene sconfitto dall’Atalanta, mentre i bianconeri superano 4-0 il Perugia. Nelle successive 4 ed ultime partite di campionato la Juve vince sempre, l’Inter ne vince due, pareggia con il Chievo e perde all’ultima con Lazio, scivolando al terzo posto, mentre i giallorossi vincono tre partite e ne pareggiano una con il Milan. Lo scudetto va così ai bianconeri nell’ultima giornata di campionato, in quel celebre 5 maggio.

4) Roma 2009-2010

La Roma 2009-2010 è forse una delle formazioni più amate dai tifosi, la squadra è andata ad un passo dal sogno Scudetto contro l’Inter del triplete, rendendosi protagonista di un girone di ritorno perfetto, impreziosito proprio dalla vittoria sui rivali per il titolo per 2-1 il 27 marzo 2010. Quella Roma inizia la stagione con Spalletti, esonerato dopo sole due giornate, dalla terza viene chiamato Claudio Ranieri. Con il tecnico romano la squadra cambia pelle, non è più quella macchina da goal a cui ci aveva abituato Spalletti, anzi la Roma segna poco, e non brilla per gioco offensivo, ma non prende mai goal, mai, e sembra avere una tigna ed una compattezza insolita. La squadra è mentalmente solida e riesce a tenere testa all’Inter per tutta la stagione, facendo sognare non solo i romanisti, ma tutti gli appassionati. Alla trentatreesima giornata la Roma sorpassa l’Inter, che pareggia a Firenze. Nell’ultima parte del campionato  sono due le sfide ostiche per i giallorossi: il derby, e l’ambiziosa Sampdoria in lotta per il quarto posto. Il primo ostacolo viene superato in rimonta, dopo che Lazio aveva dominato il primo tempo, nella ripresa Ranieri leva Totti e De Rossi, inserendo Menez e Taddei. Al ritorno in campo i biancocelesti conducono 1-0, poi Julio Sergio para il rigore del possibile 2-0 a Floccari e la gara cambia: doppietta di Vucinic e primo posto mantenuto. La Roma cadrà la settimana dopo sotto i colpi di Pazzini e Cassano e terminerà una stagione magica al secondo posto alle spalle di una delle squadre più forti della storia del calcio italiano.

3) Roma 2017-2018

La Roma 2017-2018 probabilmente non sarebbe in questa classifica se non fosse per una partita, la partita che ha riportato la Roma tra le prime quattro formazioni d’Europa: Roma-Barcellona 3-0 . La squadra guidata da Di Francesco poteva contare su un portiere sensazionale come Alisson, una difesa solida composta dalla coppia Manolas-Fazio e dall’esperienza di Kolarov sulla sinistra. A centrocampo c’erano la classe di Daniele De Rossi e la dinamicità di Nainggolan, ai tempi uno dei migliori centrocampisti d’Europa, mentre davanti Elsharawy e Perotti supportavano Dzeko. La squadra in campionato con qualche fatica di troppo riuscì comunque a piazzarsi terza, mentre in Champions scaldò i cuori dei tifosi. Agli ottavi i giallorossi eliminarono lo Shaktar Donetsk, perdendo 2-1 in Ucraina e vincendo 1-0 a Roma; ai quarti dopo aver perso per 4-1 al Camp Nou, la Roma riuscì a ribaltare il risultato, vincendo 3-0 in casa con la rete finale di Manolas. I giallorossi in semifinale persero con il Liverpool di misura, al netto della sconfitta per 5-2 ad Anfield, e della vittoria per 4-2 a Roma, in una doppia sfida costellata da errori degli arbitri e dei calciatori.

 

 

 

2)Roma 2007-2008

La miglior versione della Roma Spallettiana, seconda in classifica, arrivata a giocarsi lo Scudetto fino all’ultima giornata, porta comunque a casa una Supercoppa Italiana ed un Coppa Italia, e raggiunge i Quarti di Champions League dopo aver eliminato il Real Madrid agli Ottavi. La Supercoppa fu decisa da un rigore di Daniele De Rossi a 12 minuti dal termine, mentre la Coppa Italia, sempre contro l’Inter, terminò con il risultato di 2-1 per i giallorossi grazie alle reti di Mexes e Perrotta. In Champions fu il Manchester United per la seconda volta consecutiva ad interrompere la corsa della Roma di Spalletti.

 

 

 

1) Roma 2000-2001

Il nuovo millennio giallorosso non comincia benissimo, sesto posto in campionato ed i cugini campioni d’Italia. Quella stagione smuove qualcosa nel cuore di Sensi che prepara una campagna acquisti da capogiro, convinto di poter scucire lo Scudetto agli eterni rivali. Alla corte di Fabio Capello nell’estate 2000 arrivano: Batistuta dalla Fiorentina, Emerson dal Bayern Leverkusen, Samuel dal Boca Juniors, Zebina dal Cagliari e Guigou dal Nacional. La formazione giallorossa guida la classifica per tutto il torneo con la Juventus e la Lazio alle calcagna. Le rivali dovranno però arrendersi a Totti e compagni, la squadra di Capello mantiene una costanza disarmante per l’intera stagione, perdendo solo 3 partite, e si aggiudica il titolo il 17 giugno 2001, superando il Parma per 3-1 in un Olimpico in festa.

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Commisso: “I nostri giocatori vogliono restare. Chiesa all’Inter? Non lo so”

Commisso: “I nostri giocatori vogliono restare. Chiesa all’Inter? Non lo so”

Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Tutti Convocati su Radio24 toccando vari argomenti, dalla situazione coronavirus, al futuro di Chiesa. Ecco le sue parole: “In pochi mesi abbiamo messo 300 milioni, soldi privati. Io posso andare avanti, dietro ho un’azienza come Mediacom, ma non tutti possono fare così. Abbiamo bisogno di un aiuto per le infrastrutture, il calcio italiano deve avere stadi moderni fruibili tutta la settimana. Serve meno burocrazia. Forse altri club non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema calcio e dal governo e anche con l’aiuto dei giocatori. Ho sempre parlato di infrastrutture, il calcio è un nostro patrimonio, il governo deve capirlo e deve lasciarci fare”. Sulla stagione: “Abbiamo iniziato non tanto bene, abbiamo cambiato con Iachini, fatto un buon mercato a gennaio e ci preparavamo per la seconda parte. Vorrei vincere qualcosa, non sono venuto qui per fare la principessa che va in Serie B, ma una principessa del calcio italiano”. Sul futuro: “Per il bene del calcio, la stagione sarebbe da finire. Ma prima viene la salute, lo dico dal primo giorno. Se non succede non possiamo rovinare la stagione 2020/21, bisogna guardare avanti e pensare al nostro business, ai giocatori…”. Infine due parole su Chiesa: “Renzi dice che Chiesa va all’Inter? Se non lo so io, come può saperlo lui? E’ un grande tifoso, amico, ma al calcio ci penso io, lui deve pensare alla politica. Ho mantenuto la promessa di tenerlo. In questo mese non l’ho incontrato, non si può trattare al telefono. Sono convinto che i nostri giocatori siano più convinti di voler rimanere rispetto ad andare via”.

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Benatia, duro attacco alla Roma: “Devono imparare a tenere i migliori”

Benatia, duro attacco alla Roma: “Devono imparare a tenere i migliori”

Benatia è stato un difensore importante nel campionato italiano dove ha vestito le maglia di Udinese, Roma e Juventus. Il centrale, oggi, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua esperienza nella capitale e sul modo di operare della dirigenza giallorossa. Ecco le sue parole: “Ho trascorso a Roma solo una stagione, ma rimarrà sempre nel mio cuore, perché è stata in assoluto la migliore: la mia Roma era troppo bella. Dopo sei mesi mi sono detto “Io non mi muovo più da qua”. Poi hanno deciso di vendermi al Bayern, ma avevo pensato davvero di finire la mia carriera a Trigoria. Auguro loro di avere una squadra all’altezza dei tifosi, che lotti ogni anno per vincere il campionato, la Champions, perché a Roma c’è una passione infinita. Tifosi come i romanisti, non ne ho mai conosciuti. Mi auguro che i dirigenti riescano a fare una grande Roma, che smettano di vendere tutti e imparino a tenersi i migliori, come la Juve, il Real, il Barcellona: la Roma deve lottare con loro e i tifosi meritano una squadra che li renda orgogliosi». Come fare? “All’Udinese siamo arrivati in Europa per tre anni: Pozzo prese me, Sanchez, Zapata, Handanovic, nessuno ci conosceva e ci ha venduti bene. Così si fanno i soldi. La Juve ripartì con un progetto serio: prese Pogba a zero, Barzagli quasi a scadenza, Bonucci dal Bari. Perché la Roma non ce la fa? In sette anni ha venduto Alisson, Salah, Nianggolan, Pjanic, Marquinhos, Osvaldo, Lamela, Benatia, Gervinho. Troppi. Se li avesse tenuti, avrebbe vinto qualcosa. II problema è nella gestione”.

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Napoli, pericolo Mertens: Inter e Monaco sull’attaccante belga

Napoli, pericolo Mertens: Inter e Monaco sull’attaccante belga

L’Inter, dopo una stagione difficile da giudicare visto lo stop causa coronavirus, pensa al futuro; i nerazzurri, infatti, si vogliono rinforzare in vista del prossimo campionato. Uno dei primi nomi nella lista di Conte sembra essere quello di Mertens; l’esterno del Napoli non ha ancora rinnovato il contratto (la proposta di De Laurentiis è di due anni a quattro milioni a stagione più due milioni di bonus alla firma e 500 mila euro legati a piazzamenti e goal) e non è escluso che possa cambiare aria. Non solo l’Inter; sull’attaccante belga, infatti, è forte anche l’interesse del Monaco. Uno dei nomi più pregiati nella prossima sessione di mercato è quello di Dries Mertens: rinnovo o addio? Solo il tempo potrà rispondere a questa domanda.

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La Lazio sogna il colpo scudetto: piace Insigne del Napoli

La Lazio sogna il colpo scudetto: piace Insigne del Napoli

La Lazio, in questa stagione, ha sognato lo scudetto (difficile, quasi impossibile, che si possa terminare la stagione).  Il campionato giocato dai biancocelesti ha fatto sognare una città intera e, in vista del prossimo anno, la volontà è quella di lottare per le prossime stagioni. Per questo Inzaghi ha chiesto un duplice sforzo alla società: tenere tutti i big e prendere un giocatore che possa far fare il salto di qualità. Il nome è quello di Lorenzo Insigne. L’esterno del Napoli potrebbe essere convinto dall’amico Immobile ad abbracciare il progetto Lazio ma ci sono due problemi : il prezzo del cartellino (60 milioni) e l’ingaggio pari a cinque milioni l’anno. Ostacoli importanti per le casse di Lotito ma, se la Lazio vuole veramente fare il salto di qualità, ha bisogno di investire cifre importanti. Insigne potrebbe essere il primo passo.

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Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Il coronovarius, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, rischia di creare danni economici veramente importanti. Il mondo del calcio, ovviamente, non si salverà. Per provare a contrastare queste difficoltà i club si stanno attivando. Una delle società maggiormente impegnate in questo fronte è la Sampdoria; il club blucerchiato, infatti, donerà ben 610 pasti al giorno ai medici impegnati in prima linea. Altra società che sta facendo iniziative importanti è la Fiorentina; i viola stanno portando avanti una raccolta fondi per combattere l’emergenza. Fino a questo momento sono stati raggiunti ottanta mila euro. Iniziative importanti da parte di due società che stanno facendo di tutto per aiutare ad uscire, il prima possibile, dall’emergenza.

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Coronavirus, parla Galliani: “il sistema calcio rischia di collassare”

Coronavirus, parla Galliani: “il sistema calcio rischia di collassare”

Il coronavirus sta piegando il mondo del calcio e non solo; la stagione rischia seriamente di essere terminata con largo anticipo e questo porterebbe gravi conseguenze per tutto il sistema. A tal proposito si è espresso Adriano Galliani. Ecco le parole dell’amministratore delegato del Monza: “La stagione va portata a termine, ovviamente in sicurezza, altrimenti tutti il sistema rischia di collassare. In Serie D non ci sono ricavi, in Serie C quasi. La C perde 120 milioni l’anno che sono messi da 60 imprenditori con una media di due milioni di euro ciascuno. Ho un timore: la crisi economica che colpirà in maniera forte il nostro Paese impedirà a questi 60 signori di mettere i soldi anche l’anno prossimo. Ma Serie C e Serie D svolgono un compito sociale, tolgono i ragazzi dalle strade. Occorre valutare quale soluzione farà meno male al calcio. Ci sono differenze abissali fra il primo club per monte stipendi e l’ultimo. Si parla di cassa integrazione per i calciatori che guadagnano meno di 50mila euro, ma al Monza non ce ne sono”. Parole importanti che fanno capire, ancora una volta, la gravità della situazione.

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La FIFA ha deciso la data per iniziare la prossima stagione

La FIFA ha deciso la data per iniziare la prossima stagione

Il mondo del calcio sta vivendo un periodo complicatissimo causa coronavirus. In questi giorni si stanno cercando soluzioni per far terminare la stagione. Tornare in campo, infatti,è fondamentale per evitare gravi conseguenze economiche all’intero sistema calcistico. La soluzione è stata proposta dalla FIFA; l’idea è quella di far partire la prossima stagione o il 30 agosto o il 13 settembre con le squadre che, in questo caso, scenderebbero in campo pochi giorni dopo la finale della Champions League (dovrebbe giocarsi il prossimo 8 agosto). Non è, ovviamente, una soluzione definitiva; al momento nessuna data può essere considerata certa dal momento che bisogna aspettare gli sviluppi del virus.

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