Falli di mano, rigori e Var: ecco le nuove regole dell’IFAB

Falli di mano, rigori e Var: ecco le nuove regole dell’IFAB

In attesa di capire quando si potrà continuare a giocare a calcio l’IFAB ha emesso nuove regole che partiranno dalla prossima stagione anche se i club possono decidere di metterla in pratica qualora si dovesse riprendere. I punti presi in esame dall’organo internazionale che decide le regole del gioco del calcio sono sul fallo di mano, sui rigori e su Var. Andiamo ad analizzarle

Falli di mano

-Il fallo di mano di un giocatore sarà penalizzato solo se porta alla realizzazione di un goal o ad una chiara occasione da rete per la squadra.

-Per stabilire, con certezza, il fallo di mano il limite del braccio è nel punto inferiore dell’ascella.

Calcio di rigore

-Il rigore verrò ribattuto solo se il portiere influenza in maniera significativa il tiratore

-Se il calcio di rigore viene ripetuto per l’infrazione del portiere, l’estremo difensore sarà prima avvertito e poi sanzionato con il cartellino giallo in casa di seconda infrazione.

-Se il portiere viene ammonito nell’arco dei 90 o nei 120, minuti, nel referto dell’arbitro risulteranno due cartellini gialli e non uno rosso.

-Se il portiere e il tiratore commettono nello stesso tempo l’infrazione, ad essere penalizzato sarà colui che calcia il penalty.

VAR

-Sarà richiesto un segnale televisivo per avere una revisione basata sul VAR

-Se il fallo ha una valutazione oggettiva, la revisione deve essere fatta attraverso il monitor sul campo

-Non si possono ascoltare le conversazioni degli arbitri durante la revisione di una revisione

-I metodi di comunicazione vanno migliorati per capire meglio la decisione presa dagli arbitri

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus, si va verso le porte chiuse fino a Natale

Coronavirus, si va verso le porte chiuse fino a Natale.

Uno scenario che con il tempo si fa sempre più chiaro, la ripresa del calcio sarà complicata e soprattutto lenta in tutte le sue forme. Nei giorni scorsi si è parlato tanto di metodologie di allenamento, di cambiamento del lavoro, di sospensione del Var, ma la questione più complicata è quella del pubblico, il vero polmone di questo  sport.

I tifosi allo stadio potremmo non rivederli più fino a Natale. L’assembramento è un problema che esisterà ancora per molto, almeno fino alla scoperta del Vaccino o al debellamento totale del Virus. Secondo il Corriere dello Sport, il periodo coinciderebbe con il Natale 2020, dunque metà stagione senza pubblico e senza introiti derivanti da esso. Di certo per la Serie A il problema potrebbe essere ovviato con i diritti TV, che a questo punto diventerebbero fondamentali.

Il reale problema sarà per i campionati minori i quali non avrebbero più gli introiti delle sponsorizzazioni, non avendo grossi contratti per i diritti TV.

Una situazione preoccupante, che verrà definita, speriamo, il prima possibile.

 

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Serie A, entrano in gioco gli avvocati per il taglio sugli stipendi

Serie A, entrano in gioco gli avvocati per il taglio sugli stipendi

Sono giorni veramente complicati per il calcio italiano, e non solo, causa il coronavirus; l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, infatti, ha bloccato la stagione calcistica e ora si stanno cercando di valutare varie ipotesi per tornare in campo. Tra le proposte messe sul tavolo ci sta quella riguardo gli stipendi dei calciatori; idea è partita dalla Juventus che ha deciso di tagliare ben quattro mensilità. L’obiettivo, ovviamente, è fronteggiare al meglio le conseguenze economiche a cui i vari club stanno andando in contro (saranno maggiori qualora non si dovesse tornare in campo). Su questo argomento ci sono idee contrastanti con la Lega Serie A e l’AIC su due strade opposte destinate a non incontrarsi mai. Proprio per questo è venuta fuori l’idea di far intervenire gli avvocati; una consulenza legale, infatti, potrà chiarire meglio la via da percorrere sulla complicata questione del taglio degli stipendi. I giorni vanno avanti, il coronavirus continua a creare problemi. L’ultima arma per affrontarlo sono gli avvocati.

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Inter, guarito dal Covid il medico sociale Piero Volpi

Inter, guarito dal Covid il medico sociale Piero Volpi

Una buona notizia dal mondo Inter in un momento complicato per il calcio. Il medico sociale Piero Volpi, infatti, è guarito dal coronavirus. Ecco le sue prole: “Questo male è assai peggio di quel che si creda. Le persone non si rendono conto. Solo nei reparti si può avere l’idea della portata di questa malattia. Il personale sanitario, sta pagando un prezzo altissimo”. Poi sulla cosiddetta “fase 2. Occorre valutare tutto con attenzione, perché correre rischi proprio adesso? Il via libera dovrà arrivare solo dalle autorità scientifiche e in special modo da virologi ed epidemiologi”. E il calcio? “La priorità deve essere sempre la salute. Serviranno visite mediche e dispositivi che permettano controlli regolari e puntuali”. Una notizia positiva per sperare in una ripresa della normalità.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Juventus, Montero: “Potevo essere un giocatore dell’Inter”

Juventus, Montero: ” Potevo essere un giocatore dell’Inter”.

Un “What if” a tutti gli effetti, cosa sarebbe successo se…

Cosa sarebbe successo se Pablo Montero avesse vestito la maglia dell’Inter? Chissà come sarebbe andato quel Juventus-Inter del 1998 e chissà se l’uruguagio avrebbe preso comunque così tanti cartellini (attualmente detiene il record in Serie A).

Tutto questo perchè lo stesso Montero ha rilevato a Tuttomercatoweb, un clamoroso retroscena di mercato sul suo trasferimento a Torino: “Avevo già avuto una riunione con l’Inter. Un giorno, quello decisivo, ero a Bergamo, sarei dovuto andare a Milano per firmare. All’improvviso mi hanno chiamato Moggi e Lippi“.

All’epoca, nel 1996, Montero indossava la maglia dell’Atalanta, squadra che lo ha portato in Italia, proprio per volere di Marcello Lippi, che lo allenò nella stagione 1992-1993. L’ attuale tecnico della Sambenedettese ha infatti rilevato quanto fosse stato decisivo il tecnico di Viareggio nella sua scelta: “Stavo discutendo con l’Inter sul contratto, ma ricevere la chiamata dall’allenatore, che avevo avuto all’Atalanta, è stato determinante. Poi Moggi facendo la trattativa mi ha fatto capire quanto mi volesse. E così rispetto all’Inter ho scelto Lippi e la Juventus”.

Non il primo intreccio da Derby d’Italia, tanti gli affari intrecciati tra Milano e Torino, storie di scelte, colpi di scena e sgarbi dell’ultimo minuto. Un Derby che non finirà mai.

 

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Torino, le notizie odierne di mercato

Torino, il punto odierno sul mercato.

Asse Milano-Torino

Non è un mistero che Antonio Conte apprezzi le qualità di Armando Izzo. Il difensore napoletano è un elemento avvezzo ai meccanismi della difesa a tre e non avrebbe difficoltà ad interpretare lo stesso modulo in nerazzurro, andando ad aggiungersi alle alternative a disposizione del tecnico nerazzurro nella prossima stagione. Inoltre, già da almeno un paio di sessioni il suo nome è tra i più caldi in prospettiva uscita da Torino e la prossima potrebbe essere la volta buona affinché l’operazione possa andare in porto. Nell’ottica di un mercato di scambi senza grosse fuoriuscite di denaro a causa della situazione economica provocata dall’allarme Coronavirus, attenzione al profilo di Roberto Gagliardini. Chiuso in nerazzurro da una concorrenza folta, in granata l’ex atalantino potrebbe trovare una prospettiva di rilancio da protagonista assoluto. Uno scenario di mercato ancora da concretizzarsi, ma sul quale sarà bene tenere i fari accesi.

Sliding doors in attacco

Il campionato è fermo, ma il direttore sportivo del Torino, Massimo Bava, è al lavoro per cercare rinforzi in vista della prossima stagione. Il dirigente granata sta cercando anche nuovi attaccanti da portare in rosa, sono tre in particolare gli obiettivi per rinforzare il reparto offensivo. Il primo nome è quello di Andrea Pinamonti del Genoa, giocatore che piace molto al tecnico Moreno Longo, il secondo è Andrea Petagna, anche se il Napoli difficilmente lo lascerà partire, il terzo è Alberto Cerri, che è considerato però un’alternativa ai primi due che restano invece gli obiettivi primari.

Nuove leve per la difesa

Nell’attesa che la situazione portata dal Coronavirus si risolva, il Torino continua a guardarsi intorno per eventuali colpi di mercato da mettere a segno quando tutto sarà tornato alla normalità. L’ultimo entrato nella lista, come riportato da Tuttosport, è Bruno Amione. Amione è un difensore argentino classe 2002, attualmente in forza all’Atletico Belgrano, club con sede a Cordoba (in Argentina) che milita in Primera Division. Il giovane centrale è uno dei giovani talenti visionato dagli osservatori nel corso di una serie di viaggi all’esterno fatti negli scorsi mesi, ed è tra i giocatori che più ha impressionato il DS Bava. Sul giovane difensore si registra anche un forte interesse delle spagnole Valencia e Villareal, oltre che del Genoa che già nelle scorse sessioni di mercato aveva provato a mettere le mani sul ragazzo che però avendo passaporto extracomunitario complicava e non poco la trattativa. Problema comunque risolto: in estate Amione otterrà il passaporto comunitario.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Inter, per il mercato tutto sulla difesa

Inter, per il mercato tutto sulla difesa.

Momento di riflessioni di mercato per Marotta e Conte, per organizzare il futuro nerazzurro, a partire dai rinnovi di giocatori come Candreva, Handanovic e D’Ambrosio, all’addio di Berni, e quindi alla caccia ad un nuovo portiere, fino alla difesa, dove Godin non ha convinto e Bastoni non è ancora pronto.

Sarà dunque il reparto arretrato il campo di lavoro per Marotta. I nomi sul taccuino sono due: Kumbulla, difensore classe 2000 dell‘Hellas, finito da tempo nei radar nerazzurri, e che sia per età che per qualità sarebbe il profilo ideale per la difesa di Conte. Se invece si dovesse ricercare esperienza e doti utili anche a livello internazionale, il nome nuovo è quello di Verthongen, sponsorizzato dal connazionale Lukaku, ma anche molto richiesto non solo in Serie A.

Oltre i centrali, si lavora anche per le fasce, alla ricerca di giocatori in grado di svolgere la doppia fase di gioco. Young verrà confermato, ma come alternativa Conte ha richiesto un suo pallino dai tempi del Chelsea, Emerson Palmieri, che si sposerebbe benissimo con il 3-5-2 interista.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Esistono i giocatori di calcio, poi esiste Di Bartolomei…

Esistono i giocatori di calcio, poi esiste Di Bartolomei…

“Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso.” Queste parole le ha scritte Agostino Di Bartolomei nel suo “Manuale del calcio“.

E questo ha un significato profondissimo, perchè oggi mi trovo a scrivere di lui, nel giorno del suo compleanno e la cosa migliore che potessi dire su Ago, l’ha scritta proprio lui. La semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. In effetti era complicato vincere uno scudetto con la Roma, era complicato arrivare in finale di Champions, era complicato andarsene, era complicato segnare contro il proprio amore, era complicato farsi perdonare, era complicato a quanto pare vivere, era complicato farci tutti piangere.

Quando si parla di Agostino Di Bartolomei le parole fanno rumore, secco, netto, forte, come quando il pallone veniva scagliato dritto per dritto con la gamba d’appoggio che va dietro ed il piede che segue la traiettoria. Un rumore che si confonde con il vociare della gente che sta per urlare “OH AGOSTINO! AGO, AGO, AGO, AGOSTINO GOAL”.

Non è facile parlarne senza versare una lacrima, o anche più di una. Non è la mancanza in sè a renderci tristi, ma è la presenza assordante nel calcio, nei ricordi, nelle parole e nella storia che rende quest’uomo un simbolo dell’umanità calcistica, quel sentimento scomparso. Nessuno è stato più uomo, nudo e crudo di Agostino Di Bartolomei. La fragilità contrapposta alla tenacia di un centrocampista di altri tempi, che in campo tutto era tranne che fragile.

Per rendergli omaggio veramente ad Agostino avrebbe fatto sicuramente piacere essere ricordato per quel suo lato romanista. Perchè quell’addio al Milan, quell’esultanza rabbiosa è solo frutto di uno dei lati dell’amore, quella rabbia mista ad odio di chi ama tanto, forse troppo. Agostino è stato perdonato, forse tardi, ora è la Roma, il suo più grande capitano con Francesco Totti, Daniele De Rossi e Giacomo Losi, se ora fosse qui, sarebbe osannato per quello che ha sempre meritato.

Un’intera generazione di romanisti vorrebbe chiedere scusa ora ad Agostino, sapendo che sicuramente viceversa lui scusa lo ha già chiesto, quello stesso giorno che con i pugni alzati è andato sotto i tifosi giallorossi, perchè lo sapeva che “Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma”.

Oggi, più che mai, ricordiamo con un sorriso quello che è stato semplicemente uno dei più grandi uomini che abbia vestito una maglia di calcio, uno che “Io, Agostino Di Bartolomei, se prendo un impegno vado anche nel fuoco per mantenerlo.” , una frase che tutti i tifosi di calcio e soprattutto della Roma non possono non amare, tante che se forse avessero letto prima quella lettera, forse Ago sarebbe ancora qui, come disse il suo amico Antonello:

Dal profondo del tempo come un rimpianto
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
mi ricorda Luigi pieno di amici
solo e lasciato lì
se ci fosse attenzione per il campione oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Mi ricordi di Marco e di un albergo
nudo e lasciato lì
era San Valentino l’ultimo arrivo
e l’hai tagliato tu
questo mondo coglione piange il campione
quando non serve più
ci vorrebbe attenzione verso l’errore oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più

(Antonello Venditti – Tradimento e perdono)

 

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Lazio, la situazione sul mercato

Lazio, il punto odierno su rinnovi e obiettivi di mercato.

Difensori in entrata

Per quanto riguarda il mercato in entrata,  il nome più caldo è quello di Kumbulla. Il difensore albanese classe 2000 dell’Hellas Verona si è messo in luce questa stagione, e Igli Tare potrebbe avere un certo ascendente su di lui. In campo internazionale resta vivo il nome di Lovren, vincitore della Champions League con il Liverpool. Il croato ha un ingaggio alto, ma pur di rimanere a certi livelli sarebbe pronto a qualche sacrificio. Per il resto alla Lazio, servirebbe un difensore mancino che possa dare spazio a Radu. Nell’ultima stagione Acerbi ha funzionato come un jolly andando a scalare sulla corsia mancina, ma sarebbe preferibile averne uno così in panchina. A distanza di un anno, in quel ruolo è ancora calda la pista Hinteregger del Francoforte.

Bastos in bilico: rinnovo o cessione?

Restando nell’ambito del reparto difensivo, il centrale classe ’91 della Lazio ha il contratto in scadenza nel 2021. Una condizione che impone rinnovo o cessione, per evitare l’addio a parametro zero. La società al momento non avrebbe pianificato l’allungamento (con adeguamento) dell’accordo con l’angolano, che nelle sue quattro stagioni in biancoceleste ha sempre alternato alti e bassi, tanto da essere finito dietro nelle gerarchie di Inzaghi prima dello stop della Serie A. In campionato ha giocato 8 volte (solo 4 da titolare), poi in 5 occasioni in Europa League e una in Coppa Italia. Se dovesse riprendere la stagione, il 29enne potrebbe avere ancora possibilità di convincere la Lazio a puntarci ancora. Altrimenti la direzione che verrà presa in estate è chiara: sia da parte del club, che dallo stesso Bastos.

 

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Juve, caccia grossa sul mercato

Juve, ecco il punto odierno sul mercato in entrata

Ferran Torres

 Uno degli oggetti del desiderio del prossimo mercato bianconero sarà  Ferran Torres del Valencia, esterno offensivo classe
2000. Il contratto del giocatore scadrà nel 2021 e senza il rinnovo sarà uno giocatori più richiesti sul mercato, con Real Madrid, Atletico, Barcellona, Liverpool e Borussia Dortmund già sul pezzo. La Juve segue da tempo lo spagnolo; l’alternativa resta Federico Chiesa della Fiorentina.

Tonali e Castrovilli

La Juventus è in pole per Sandro Tonali, talento classe 2000 del Brescia. Anche in queste settimane difficili i contatti continuano, con i bianconeri pronti a mettere sul piatto un paio di giovani del vivaio per abbassare le richieste economiche dei lombardi, visto che Cellino chiede 50 milioni di euro per il suo talento. Su Tonali avevano messo gli occhi anche il Paris Saint-Germain e i due Manchester, poi il Coronavirus ha bloccato le missioni appositamente organizzate per spiare il ragazzo dal vivo. Infine, occhi puntati su Gaetano Castrovilli, centrocampista classe ’97 della Fiorentina, fra le rivelazioni di questa stagione. Il talento viola piace tantissimo all’Inter. La Juventus però, si legge su Tuttosport, resta vigile, ed in estate potrebbe andare in scena un duello con l’Inter sia per Castrovilli che per Tonali.

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