Corriere di Verona, l’analista:” Il calcio ha 4 miliardi di debiti”

Secondo l’edizione odierna del “Corriere di Verona” , l’emergenza Coronavirus può arrecare al calcio danni più gravi del previsto, fino ad arrivare al crac finanziario. A sostenerlo è Marcel Vulpis, analista e esperto di informazione applicata all’economia e alla politica dello sport: «I proprietari dello società  dovranno ribaltare il proprio modo di gestire le aziende. Il Coronavirus ha peggiorato una situazione già grave. I club sommano già oltre 4 mld di debiti, perlopiù verso banche e fornitori. Riguardo al tema degli stipendi dei calciatori, siamo davanti a una situazione atipica: appaiono come dei liberi professionisti ma nella forma e nella sostanza sono dei lavoratori dipendenti. Il mondo del calcio si è reso conto di non rappresentare una necessità primaria per l’Italia, dovrà convivere con il ridimensionamento »

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Ronaldinho scarcerato, Messi non ha pagato la cauzione

 

Secondo quanto riportato dall’Ansa Ronaldinho, dopo che per tre volte era stata rigettata la sua richiesta di arresti domiciliari ad Asuncion, questa volta è riuscito a lasciare il centro di detenzione in cui si trovava, dopo una videochiamata che lui e suo fratello Roberto de Assis hanno avuto con il giudice Gustavo Amarilla, che si occupando del traffico di passaporti falsi in cui è rimasto coinvolto il Pallone d’Oro 2005. Ora Ronaldinho, uscito dal carcere senza mascherina anti-Covid 19, a differenza del fratello e degli agenti di scorta che invece l’avevano messa, si trova in un albergo a 4 stelle, il Palmaroga, che si trova nel centro di Asuncion, a 3,3 km dalla prigione in cui i due hanno soggiornato fino a ieri. Ronaldinho, che all’uscita dal carcere ha firmato autografi, e Roberto dovranno rimanere nella struttura agli arresti domiciliari, ma potranno usufruire della palestra, della piscina e delle altre strutture dell’hotel. I soldi depositati come cauzione servono a garantire che i due brasiliani non lascino il Paraguay. Se invece riuscissero a farlo, il denaro verrebbe immediatamente confiscato. Intanto in Brasile è diventato virale un video che Ronaldinho ha girato in carcere, assieme al suo compagno di cella Pablo Cesar Morales, un ex poliziotto condannato per vicende legate al traffico di droga, in cui un sorridente ex fuoriclasse blaugrana saluta i familiari dell’altro detenuto.

Fonti vicine alla famiglia di Lionel Messi smentiscono la voce diffusa dall’emittente televisiva argentina ‘Tnt Sports’ secondo cui sarebbe stata la Pulce a pagare, tramite bonifico proveniente da Barcellona, la cauzione di circa un milione e mezzo di euro per far uscire Ronaldinho di prigione. La stessa fonte fa anche notare che, nei giorni scorsi, era risultata essere una ‘fake news’ quella secondo cui Messi aveva messo a disposizione dell’ex collega e mentore nel Barcellona quattro milioni di dollari e un pool di legali. L’attuale numero 10 blaugrana, si fa notare, è molto dispiaciuto per ciò che è successo all’ex compagno, ma non è intervenuto nella questione.

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Serie A, le scommesse per ripartire ma il governo dice no

Serie A, le scommesse per ripartire ma il governo dice no.

Con l’economia calcistica a rischio le proposte per ripartire limitando i danni sono tante, univocamente in tutta Europa, dove una delle soluzione più fruttuose è quella dei proventi del betting. Infatti nonostante il calcio sia fermo, le agenzie di scommesse possono usufruire ancora del servizio, essendo spesso utilizzate online e soprattutto inerenti a tanti fattori, non solo le partite e comunque alla ripresa sarebbe un modo per tenere i tifosi maggiormente incollati alle TV, non potendo recarsi allo stadio.

Una soluzione però che al momento non è percorribile in Italia, per via del decreto che impedisce le sponsorizzazioni di società di betting, in vigore dall’ ottobre del 2019, che ha causato già una perdita economica di 250 milioni di Euro, considerando che in Inghilterra sono stato investititi circa 600 milioni, una cifra che anche solo dimezzata potrebbe aiutare i club italiani in questo momento di difficoltà.

Le società sono pronte a richiedere una deroga sul decreto, per riaprire la possibilità di sponsorizzazione, ma dal governo è arrivato subito un secco no, e sembra difficile che la questione possa riaprirsi, considerando che fu uno dei punti focali della campagna elettorale del M5S, che anche in questa situazione sembra essere irremovibile.

 

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Nocerino, il Mister X rossonero

Nocerino, il Mister X rossonero

Voglio festeggiare Antonio Nocerino, che oggi spegne trentacinque candeline, ricordando la strepitosa annata 2011-2012 che lo vide protagonista nonostante fosse arrivato al Milan solamente a fine mercato e per una cifra esigua. Il 31 agosto del 2011 Adriano Galliani annuncia al popolo rossonero di aver acquistato Antonio Nocerino dal Palermo per soli 500mila euro.

Dopo un’estate rovente alla ricerca di un “Mister X per il centrocampo”, come disse Galliani mentre sognava di Lassana Diarra, ecco che al Milan arriva un centrocampista ventiseienne reduce da tre buone stagioni a Palermo. Ma si sa che a San Siro sono sempre stati abituati a ben altri nomi, per questo Nocerino viene accolto dallo scetticismo generale, ma passa fin troppo in sordina il fatto che sia stato il tecnico campione d’Italia in carica Max Allegri a volerlo fortemente per il suo centrocampo. Comincia così la pazzesca annata di Nocerino in rossonero: tra lo scetticismo generale, un posto in panchina ed un ultimo posto nelle gerarchie dietro ad Ambrosini, Aquilani, Van Bommel, Seedorf e Gattuso. Comincia così la stagione 2011-2012 per Nocerino e finisce con San Siro che canta “Chiamato mister X per due soldi è giunto qua, adesso lotta, segna ed esulta con gli ultrà“.

Antonio Nocerino, il Mister X di Galliani, scala velocemente le gerarchie e si prende il posto da titolare come mezzala destra, d’altronde Allegri l’aveva chiesto perché vedeva in lui il perfetto erede di Gattuso. Roccioso, veloce e dotato di grande resistenza, Nocerino è anche un centrocampista dalle spiccate doti da incontrista che nei tre anni a Palermo si è reinventato come Box to Box (ovvero gli infaticabili centrocampisti che sanno rincorrere l’avversario, recuperare palla e buttarsi nell’area avversaria). Al Milan poi Nocerino trova tutti attaccanti e trequartisti che gioca ad altissimi livelli di qualità tecnica, quei tipici giocatori che hanno gli occhi anche dietro la testa e che sanno imbeccarti con giocate favolose di prima, quei classici giocatori strepitosi che vedono corridoi lì dove non ci sono… Robinho, Seedorf, Ibrahimovic, Cassano, Boateng, Aquilani, tanta qualità al servizio di un Milan forte ma a fine ciclo, tanta qualità che nel corso della stagione si metterà al servizio di un grande lavoratore come Nocerino, trasformandolo in un incursore goleador.

Antonio Nocerino termina la sua prima stagione in rossonero disputando 48 match (35 in Serie A, 10 in Champions League e 3 in Coppa Italia) e segnando 11 gol, e nonostante l’ultima giornata (vittoria casalinga contro il Novara per 2-1) San Siro la tributò agli addi di idoli rossoneri come Gattuso, Filippo Inzaghi, Nesta, Seedorf, Zambrotta, van Bommel e Roma, i tifosi riservarono anche in quella partita a Nocerino il celebre coro per Mister X. A fine stagione Nocerino venne convocato da Prandelli per la spedizione dell’Italia a Euro 2012, e durante il Gran Galà del calcio AIC 2012 venne inserito nella formazione degli undici migliori calciatori della stagione.

Il 9 aprile 1985 nasce Antonio Nocerino a Napoli, ventisette anni dopo il ragazzo verrà adottato da San Siro come un figlio rossonero di Milano. Tanti auguri Mister X!

(Dati Wikipedia)

 

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La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La Fiorentina 1998-1999 è una squadra fortissima, una delle Sette sorelle,  e può contare su grandi campioni come Batistuta, Edmundo e Rui Costa, ma è ancora a secco di titoli. Nell’estate 1998 il presidente Vittorio Cecchi Gori riporta in patria dal Bayern Monaco Giovanni Trapattoni, l’allenatore italiano più vincente di sempre, per puntare al bersaglio grosso: lo Scudetto; inoltre il patron viola fa i salti mortali per convincere Batistuta a rimanere a Firenze, respingendo il pressing insistente di Moratti, intenzionato ad affiancare l’attaccante argentino a Ronaldo. Inizia la stagione e sembra una di quelle annate uniche, costellate da momenti magici: alla terza giornata 1-3 al Milan con tripletta di Batistuta, alla decima, con lo stesso risultato, ma al Franchi, i viola affondano l’Inter grazie alle reti di Batistuta, Padalino ed Heinrich, mentre alla tredicesima basta un goal del solito Bati per superare di misura la Juventus. Nonostante le quattro sconfitte con Roma, Parma, Piacenza e Lazio, la Fiorentina si laurea campione d’inverno, vincendo con il Cagliari per 4-2 alla diciassettesima giornata. La squadra di Trapattoni gioca un calcio veloce, potendo contare su una qualità pazzesca e davanti Edmundo, Batistuta ed Oliveira sono l’incubo delle difese della Serie A. L’ attaccante argentino vive la sua miglior stagione in assoluto, nelle prime diciannove giornate segna ben diciotto reti. Tutto sembra andare a gonfie vele e la viola si prepara allo scontro diretto con il Milan al Franchi il 7 febbraio 1999, quando la classifica recita: Fiorentina 41, Lazio 38, Milan 36, Parma 34. Il Trap schiera un 5-3-2 con Toldo in porta, Torricelli ed Heinrich sugli esterni, Repka, Padalino e Falcone al centro della difesa, Cois e Ficini in mediana, Rui Costa tra le linee a supportare la coppia  d’attacco Batistuta-Edmundo; parte dalla panchina Oliveira. Zaccheroni risponde con un 3-4-1-2 con Abbiati tra i pali, Maldini, Costacurta e Sala in difesa, Guly e Ziege sugli esterni, Albertini ed Ambrosini in mezzo al campo, Morfeo sulla trequarti alle spalle di Weah e Bierhoff. Il Franchi freme, l’aria è tesa e 42000 cuori cantano per spingere la Fiorentina ad una vittoria che sarebbe fondamentale; il primo tempo è a tinte viola con i ragazzi di Trapattoni che sfiorano il goal in più occasioni, l’opportunità più ghiotta ce l’ha Edmundo che con un siluro da fuori l’area centra la traversa. Nel secondo tempo i rossoneri salgono in cattedra: Weah colpisce il legno e due miracoli di Toldo, uno su Weah e l’altro su Bierhoff tengono il risultato inchiodato sullo  0-0. Poi arriva quel maledetto minuto 88, un minuto che cambia il corso del campionato e della stagione della Fiorentina: Edmundo lancia Batistuta in campo aperto verso la porta milanista, ma dopo poco il Re Leone si accascia, alzando il braccio, la speranza di poter sbloccare il risultato si tramuta rapidamente nella paura di perder il proprio capitano e sul Franchi cala un silenzio gelido. Ma dopo pochi minuti, mentre Batistuta esce in barella, la sua gente continua a cantare  “Bati-Bati-Bati-Batigooool”; non bisogna mollare ora, i tifosi lo sanno. Purtroppo non basta, i tifosi spesso non bastano. La gara termina 0-0; l ‘attaccante argentino si ferma per un mese a causa di uno stiramento al legamento collaterale del ginocchio sinistro e con lui si ferma anche la cavalcata della viola che non riuscirà più a stare al passo di Milan e Lazio, che si contenderanno il titolo fino all’ultima giornata. Anche in Coppa Italia la Fiorentina si fermerà alla fine, in finale, contro il Parma dell’ex Malesani, che si aggiudicherà il trofeo grazie alle reti in trasferta. La viola terminerà la stagione in terza posizione, ritrovando un piazzamento Champions, ma non tornerà più così vicina a raggiungere l’obbiettivo Scudetto. La storia d’amore tra Batistuta e la Fiorentina si concluderà, solo formalmente, l’estate 2000 quando l’attaccante argentino  si accasa alla Roma, con la quale riuscirà a vincere il tanto bramato Scudetto dopo averci provato per nove anni a Firenze.

 

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Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Sulle pagine odierne di Tuttosport si affronta il tema mercato del Torino, più precisamente quello riguardante il portiere. Sembra, infatti, che il club granata si stia muovendo per trovare un sostituto dell’ex estremo difensore del Paris Saint Germain sia nel caso in cui Salvatore Sirigu dovesse partite per andare a giocare le Coppe europee, sia per avere un secondo di fiducia. Il nome che circola con insistenza è quello di Simone Scuffet, 23 anni ora in forza allo Spezia ma di proprietà dell’Udinese. Ora bisognerà vedere se la trattativa verrà fatta con gli Aquilotti, che vantano un diritto di riscatto, o con l’Udinese che ne detiene ancora il cartellino. Altri due nomi seguiti sono Alberto Paleari ventisettenne portiere del Cittadella e quello di Lorenzo Montipò del Benevento, da tempo seguito.

Non sarà per nulla semplice sostituire un portiere di esperienza e carisma come Salvatore Sirigu ma il Ds del Toro Massimo Bava si sta già muovendo con largo anticipo.

 

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Napoli, è Diego Carlos l’ultimo nome per sostituire Koulibaly

Napoli, è Diego Carlos l’ultimo nome per sostituire Koulibaly

Nella prossima stagione il Napoli potrebbe non avere più a disposizione Koulibaly; il difensore, infatti, potrebbe essere sacrificato sia per fare cassa sia per un processo di rivoluzione che al San Paolo stanno pensando. Sostituire il senegalese non sarà impresa semplice vista la sua capacità in marcatura, nel gioco aereo ma anche una velocità che lo rende difficile da superare. La società partenopea ha vari nomi anche se quello più probabile sembra essere Diego Carlos; il centrale del Siviglia è reduce da una stagione decisamente positiva e piace a varie squadre europee tra cui il Liverpool. Il problema per De Laurentiis sta nella clausola messa dal club spagnolo: settantacinque milioni di euro. Operazione non semplice ma il Napoli vuole provarci per rifare il look alla difesa.

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Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

A causa della diffusione del Coronavirus, secondo le stime del CIES, agenzia che studia il valore di mercato dei giocatori sotto contratto nei cinque maggiori campionati europei, potrebbe esserci un cambiamento radicale nel valore degli stessi e passare da 32.7 miliardi di euro a 23.4 miliardi di euro totali. Un cambiamento del 28%.

Come sono fatte queste stime? Sono state realizzate tenendo in considerazione l’età dei giocatori, la durata del contratto, le precedenti esperienze e il livello delle prestazioni.

Partendo da questo presupposto, l’Osservatorio ha effettuato una previsione dei valori di mercato di ogni singolo giocatore ipotizzando che i contratti in scadenza al 30 giugno non vengano estesi/rinnovati e che non si giochi più una partita ufficiale.

Sulla base di questi calcoli, ecco le dieci squadre della Liga Spagnola che potrebbero registrare la maggior perdita. Attualmente il valore totale della Liga è pari a 5,08 miliardi di € secondo Transfermarkt


10 – ATHLETIC CLUB (-24,8%)

Coronavirus

Coronavirus

Valore attuale: 238 milioni, valore al 30 giugno: : 179 milioni, Perdita: -59 milioni.

9 – ESPANYOL (-30,9%)

Valore attuale: 143 milioni, valore al 30 giugno: 207 milioni, Perdita: -64 milioni.


8 – REAL SOCIEDAD (-30,9%)

Valore attuale: 357 milioni, valore al 30 giugno: 282 milioni, Perdita: -75 milioni.


7 – VILLAREAL (-26,6%)

Valore attuale: 331 milioni, valore al 30 giugno: 243 milioni, Perdita: -88 milioni.


6 – SEVILLA (-28,8%)

Valore attuale: 399 milioni, valore al 30 giugno: 284 milioni, Perdita: -115 milioni.


5 – REAL BETIS (-33%)

Valore attuale: 367 milioni, valore al 30 giugno: 246 milioni, Perdita: -121 milioni.


4 – VALENCIA (-31,3%)

Valore attuale: 527 milioni, valore al 30 giugno: 326 milioni, Perdita: -165milioni.


3 – ATLETICO MADRID (-24,9%)

Valore attuale: 836 milioni, valore al 30 giugno: 628 milioni, Perdita: -208 milioni.


2 – REAL MADRID (-31,8%)

Valore attuale: 1100 milioni, valore al 30 giugno: 750 milioni, Perdita: -350 milioni.


1 – BARCELLONA (-31,3%)

Valore attuale: 1170 milioni, valore al 30 giugno: 804 milioni, Perdita: -366 milioni.

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Lazio, Diaconale: “Il Governo non si faccia influenzare dai tifosi juventini”

Lazio, Diaconale: “Il Governo non si faccia influenzare dai tifosi juventini”

Il responsabile della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, è tornato a parlare sulla questione della ripresa del campionato. Ecco le sue parole: “Sono molto affezionato a certi tifosi della Juventus perché mi danno sempre il pretesto per imbastire un po’ di polemica intesa non come guerra senza quartiere, ma solo come un tranquillo confronto di idee. L’ultimo di questi pretesti riguarda, ovviamente, la ripresa degli allenamenti delle squadre in vista della conclusione del campionato che secondo i tifosi juventini dovrebbe far adottare al governo una decisione ispirata alla tesi che Luigi Einaudi proponeva a beneficio di tutti i cittadini, quella dell’eguaglianza dei punti di partenza. Ma che c’entra Einaudi con la ripresa degli allenamenti? C’entra, perché la proposta dei tifosi juventini può essere sintetizzata nella formula dell’uguaglianza dei punti di ripartenza. Nel senso che a loro parere, poiché ci sono alcune squadre che hanno permesso ai propri giocatori di allontanarsi dall’Italia mettendosi nella condizione di dover essere sottoposti a quarantena prima di riprendere gli allenamenti che dovrebbero precedere la ripresa del campionato, la data di inizio di questi allenamenti dovrebbe essere fissata solo dopo il rientro di chi è all’estero e la fine della loro quarantena. Il tutto per non dare alcun vantaggio a chi ha preferito non dare permessi di espatrio nella previsione che presto o tardi si sarebbe ripreso a giocare e nella consapevolezza che i permessi avrebbero allungato a dismisura il tempo della ripartenza degli allenamenti e del campionato. È lecito immaginare che a favorire questi permessi abbia pesato anche la convinzione che il campionato andava considerato ormai concluso? Ed è troppo auspicare che il governo non venga influenzato dalla pressione dei tifosi juventini per una eguaglianza dei punti di ripartenza che però rappresenterebbe una ingiusta penalizzazione per chi ha avuto un comportamento virtuoso ed un premio non giustificato per tutti gli altri?”

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Stipendi Roma, accordo società-giocatori ad un passo

Stipendi Roma, accordo società-giocatori ad un passo

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport la trattativa riguardante il taglio degli stipendi dei giocatori della Roma è alle battute conclusive, tanto che il club capitolino si prepara ad annunciare l’accordo in tempi brevi. La decurtazione degli stipendi prevede i calciatori, l’allenatore Fonseca e i dirigenti. Restano esclusi dal discorso tutti i giocatori della Primavera e Fuzato, che ha uno stipendio equiparabile a quello dei giovani più pagati, Riccardi e Bouah: 500.000 euro netti. Il club giallorosso ora sta parlando intensamente con quelli che sono i rappresentanti della squadra, ovvero il capitano Edin Dzeko, Kolarov, Pellegrini e Fazio. Si prevede che il taglio sarà del 75-80% dello stipendio di marzo. Alla Roma dovrebbero a breve allinearsi anche tutte le altre squadre della Serie A.

La decisione verrà ufficializzata nei giorni successivi al 13 Aprile.

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