#GiroDItalia – 10° tappa, vince l’esordiente Ciccone: Jungels in Rosa, ritiro per Landa

Incandescente la decima tappa del Giro d’Italia. E non per la tortuosità del percorso, con ben quattro salite di cui l’ultima coincisa col traguardo. A vincere la frazione è il debuttante Giulio Ciccone, la maglia rosa cambia padrone (da Brambilla al compagno Jungels), Mikel Landa clamorosamente è costretto al forfait.

Ma andiamo con ordine. Dopo il lunedì di riposo, riprende la corsa. La frazione, 219 km da Cambi Bisenzio (FI) a Sestola (Modena), sin dall’avvio è caratterizzata da plurimi tentativi di fuga. Tra gli attaccanti i due corridori della Bardiani Giulio Ciccone e Stefano Pirazzi, nonché Damiano Cunego della Nippo Vini Fantini. Al chilometro 66 l’evento inatteso: il capitano del Team Sky Mikel Landa si ritira dalla corsa a causa di un virus gastro-intestinale sorto nella notte. Stoico lo spagnolo, che ugualmente si mette in sella, salvo poi arrendersi per impossibilità totale di ulteriore proseguimento. I primi segnali, invero, si erano verificati su un gran premio della montagna di terza categoria, al raggiungimento del quale Landa già aveva accusato un ingiustificato ritardo di circa 5 minuti dai migliori.

L’edizione 99 del Giro perde pertanto uno dei suoi più attesi protagonisti, da molti addetti ai lavori accreditato alla vittoria finale.

Nel frattempo, la carovana prosegue imperterrita nell’attraversamento dell’Appennino tosco-emiliano e bisogna attendere gli ultimi venti chilometri per registrare scossoni di rilievo. L’unico elemento di novità e la virtualità di maglia rosa del fuggitivo Pirazzi. Si arriva alla terza della quattro salite, quella che conduce a Pian del Falco. Annullato un tentativo di allungo di Preidler, un terzetto si impossessa della testa della corsa. Sono i tre italiani Pirazzi, Ciccone (gregario del primo) e Cunego: quest’ultimo transita per primo sul GPM e con i punti conquistati si reimpossessa della maglia azzurra degli scalatori in danno di Wellens. Nel gruppo dei migliori, perdono contatto l’ex leader Dumoulin, la maglia rosa Brambilla e Jungels, maglia bianca riservata ai migliori giovani. Ma è nella successiva discesa che si verifica il terremoto di giornata. Ciccone, scevro ormai da ordini di scuderia, guadagna terreno ed imbocca l’ultima salita in netto vantaggio sugli ex compagni di fuga e sul gruppetto con tutti i migliori.

Giulio Ciccone, 22enne esordiente al Giro, conduce con autorevolezza l’ultima parte di gara e raggiunge solitario il traguardo di Sestola. Nel frattempo, dietro riescono a rientrare Brambilla e Jungels col primo che curiosamente, anziché badare alla conservazione della propria maglia, si mette a completo servizio del lussemburghese compagno di squadra. Brambilla, esaurito il proprio turno di “tirata” in cima al plotone, si stacca definitivamente; per altra via Amador (compagno di Valverde) si avvantaggia in virtù del proprio minimale distacco in classifica generale. Nell’ultimo chilometro, tuttavia, il gruppo dei big riesce quasi ad annullare lo scatto del costaricense, che alla fine guadagnerà un secondo appena. Non riuscendo, peraltro, ad evitare il nuovo cambio di maglia rosa, con Jungels nuovo comandante della corsa.

L’ordine di arrivo pertanto è: primo Ciccone, davanti agli altri fuggitivi Rovny e Atapuma. Sesto Amador, settimo il bravissimo Giovanni Visconti, ottavo Valverde. Il quale ultimo, come a Benevento, riesce a guadagnare ulteriori quattro secondi su Nibali, la cui prova individuale e di squadra rimane comunque soddisfacente.

Festa grande per il Bardiani Ciccone, alla prima vittoria fra i professionisti. Festa grande anche per Jungels, sempre più rivelazione della manifestazione e nuovo leader della generale, con 26’’ su Amador e 50’’ su Valverde, con Nibali quinto a 52’’. E gioia anche per Damiano Cunego, di nuovo in maglia azzurra.

 

 




#GiroDItalia – 9° tappa: Roglic vince la crono, Brambilla tiene la Maglia Rosa

Risultato a sorpresa nella nona tappa del Giro d’Italia, la cronometro di 40,5 chilometri da Radda in Chianti a Greve in Chianti: a trionfare è Primoz Roglic, al suo primo successo nella corsa rosa, mentre Gianluca Brambilla conserva la maglia per un solo secondo sul compagno di squadra Bob Jungels.

La corsa contro il tempo è stata fortemente condizionata dalle condizioni meteorologiche, con la pioggia arrivata nel pomeriggio a rallentare la prestazione degli uomini di classifica. Ad approfittarne è il giovane sloveno della Lotto NL-Jumbo Roglic, che ferma il cronometro dopo 51’45” per la prima vittoria importante della sua carriera. Alle sue spalle si piazzano due corridori della IAM Cycling, Matthias Brandle (51’55”) e Vegard Laengen (52’02”), davanti a Fabian Cancellara (52’13”) e Anton Vorobyev (52’15”): tutti corridori partiti con il sole, prima che alle 15 iniziasse a piovere sul percorso.

Tra gli uomini di classifica il migliore è Bob Jungels, che parte per difendere la maglia bianca e finisce con lo sfiorare la rosa. Il lussemburghese chiude in 52’30” e sfiora l’impresa, rimanendo dietro a Gianluca Brambilla nella generale per un solo secondo. Dumoulin delude e arriva quindicesimo a 1’58”, Amador decimo risale qualche posizione in classifica. Tra i big Nibali fa registrare 53’58” e recupera una manciata di secondi a Valverde (54’09”) e Landa (54’05”), la gran sorpresa di giornata. Si difende bene anche Kruijswijk, che con 54’08” mantiene la terza posizione in classifica generale. Crollano  invece Rigoberto Uran (55’57”) e Ilnur Zakarin (55’36”), quest’ultimo fermato da due cadute e una foratura. Perdono terreno anche gli scalatori puri come Pozzovivo (55’24”), Majka (54’41”) e Chaves (55’33”).

La classifica vede quindi Gianluca Brambilla mantenere la maglia rosa con un secondo di vantaggio sul compagno di squadra della Etixx Bob Jungels e 32 sul gregario della Movistar Amador. Il capitano della Lotto NL-Jumbo Kruijwijk (a 51”) precede Nibali (a 53”) e Valverde (a 55”), con Domoulin rientrato in classifica a 58” e Landa vicino a 1’18”. Chiudono la top ten Majka (1’45”) e Fuglsang(1’51”), con Zakarin, Pozzovivo e Chaves a ridosso.




Giro d’Italia, 9a tappa: favoriti e radiocronaca

Il Giro d’Italia percorre oggi la nona tappa, con la cronometro da Radda in Chianti a Greve in Chianti che potrebbe allungare una classifica finora cortissima. La frazione è lunga 40,5 km e presenta numerosi saliscendi, che potrebbero mettere in difficoltà gli specialisti e favorire gli uomini di classifica. I distacchi saranno per questo relativamente contenuti, anche se la differenza tra cronoman e scalatori puri potrebbe superare il minuto e mezzo.

FAVORITI NONA TAPPA GIRO D’ITALIA

Come detto non sarà semplice per gli specialisti puri avere la meglio sugli uomini di classifica. Il favorito numero uno rimane Tom Dumoulin, anche se la giornata di crisi di ieri ha diminuito drasticamente le sue possibilità di vittoria. Occhi puntati allora su Rigoberto Uran, il più adatto tra i capitani nelle prove contro il tempo abbastanza mosse. Fuori forma anche Cancellara, è più facile che uno tra Roglic, Brandle e Kueng possa provare il colpaccio dopo un buon prologo. Da non sottovalutare anche Boaro e Moser, così come Ulissi che ha dimostrato di essere a suo agio su questo genere di terreno. Tra gli uomini di classifica Nibali ha la possibilità di guadagnare sui diretti avversari, ma attenzione a Zakarin e Valverde, pimpanti nella prima settimana. Per Brambilla sarà dura riuscire a tenere la maglia rosa.

RADIOCRONACA NONA TAPPA GIRO D’ITALIA




#GiroDItalia – 8° tappa, meraviglioso Brambilla: vince e conquista la Maglia Rosa!

Straordinaria cavalcata di Gianluca Brambilla che, al termine di una fuga di 166 chilometri, vince per distacco l’ottava tappa del Giro d’Italia. Da Foligno ad Arezzo, una progressione strepitosa dello scalatore lombardo che, altresì, diviene la nuova Maglia Rosa.

La frazione, inizialmente movimentata tra scatti, cadute (senza conseguenze) e forature, si accende al ventesimo chilometro, allorquando scattano ben 13 corridori. Tra questi, Brambilla e Trentin della Etixxx, Montaguti dell’ AG2R, De Marchi della BMC, Moreno Moser della Cannondale e Berlato della Nippo Fantini. Il gruppo dei migliori, compresa la Maglia Rosa Dumoulin, lascia consapevolmente correre via gli attaccanti. Che pian pianino incrementano il proprio vantaggio, fino ad un massimo superiore ai cinque minuti.

L’ingresso nel territorio aretino costituisce il punto di svolta. Si arriva alla attesa salita Alpe di Poti, con ben sette chilometri sugli 8,6 totali in sterrato. In avvio di ascesa si registra lo scatto degli italiani Montaguti e Berlato, ben presto ripresi da Brambilla che, favorito dal forcing dell’egregio gregario Trentin, riprende i connazionali e successivamente si invola tutto solo verso la linea del traguardo.

Movimenti cospicui anche nel gruppo dei migliori. Dumoulin perde contatto quasi subito, anche perchè privo di compagni di squadra, mentre Valverde detta l’andatura fra i favoriti. Tiene botta Nibali, così come Pozzovivo, che riconquista le ruote dei big dopo qualche minuto di difficoltà. Bene anche Chaves, Uran, Landa (seppur a corrente alterna), Majka, Kruijswijk e Zakarin, mentre salta la Maglia Bianca (riservata ai giovani) Jungels, non più quarto della generale.

Raggiunto il gran premio della montagna, per Brambilla gli ultimi 15mila metri sono di pura accademia. Il corridore lecchese di Bellano raggiunge a braccia alzate l’arrivo di Arezzo; seguono Montaguti e Moser, con un ritardo superiore al minuto. Il gruppo dei migliori, regolato nella volatina da Valverde, transita ad 1′ e 41”. Ancora più attardata la non più Maglia Rosa Tom Dumoulin.

Per Brambilla prima vittoria al Giro d’Italia. Il lombardo è il primo italiano della 99esima edizione ad indossare l’ambita Maglia Rosa ed è il secondo tricolore a vincere una tappa, dopo il Lampre Diego Ulissi.

In classifica generale il 28enne scalatore precede Zakarin (a 23”) e Kruijswijk (a 33”); seguono Valverde (36”), Nibali (quinto a 45”), il sorprendente Chaves dell’ Orica (a 48”), Rigoberto Uran (49”), Rafal Majka (54”). Tra i primi dieci anche il lucano Pozzovivo, nono e con lo stesso ritardo di Majka. Decimo, infine, il capitano SKY Landa, attardato di 1′ 03”.

E domani Gianluca Brambilla dovrà difendere lo scettro nella insidiosa cronometro di Chianti, di 40,5 chilometri.




#GiroDItalia – 7° tappa: bis di Greipel, Dumoulin sempre in Rosa

E’ un Giro d’Ital-Germania. Quarta vittoria tedesca su sette tappe fin qui disputate, l’ultima delle quali aggiudicata da Andrè Greipel, che si impone nella volata di Foligno. Per il 23enne della Lotto Soudal è la seconda vittoria in tre giorni, se si aggiunge lo sprint di Benevento dello scorso mercoledì; mentre per la squadra belga terza gioia consecutiva, considerata l’impresa in salita di Wellens. Dumoulin conserva agevolmente la Maglia Rosa.

La settima tappa, da Sulmona (AQ) a Foligno (PG) per un totale di 211 chilometri, è caratterizzata dalla vivacità di Kung della BMC. Il corridore svizzero prova la fuga ben due volte, al quarto ed al cinquantaquattresimo chilometro. Il secondo tentativo è il maggiormente probante ed a Kung si aggiungono altri cinque ciclisti, tra cui l’italiano Ciccone della Bardiani. Il gruppo controlla senza difficoltà e non concede grosso margine di manovra agli attaccanti.

Ai meno 80 dal traguardo, rovinosa caduta per lo spagnolo Moreno, che riporta una frattura alla clavicola. Per il compagno di squadra di Valverde giro finito (attualmente in corsa ne rimangono 190 sui 198 partenti).

L’ultimo a mollare tra i fuggitivi è proprio Kung, ripreso a 9 chilometri dall’arrivo. Il gruppo, compatto, si accinge alla volata finale. Cui non partecipa Kittel che, pur recuperando dopo essersi staccato nella seconda salita di giornata, è costretto a dare forfait a causa di una foratura.

L’ultimo chilometro vede tutti i velocisti in prima linea. A 500 dal traguardo i più intraprendenti sono i nazionali Nizzolo e Modolo, mentre Greipel risulta attardato in undicesima posizione e senza compagni di squadra. Il velocista Lotto, purtuttavia, negli ultimi 40o metri compie un capolavoro, scattando centralmente, infilandosi fra gli avversari, vincendo sulla linea del traguardo.

Per la Maglia Rosa Tom Dumoulin classica giornata da spettatore non pagante e primato difeso agevolmente.

E domani l’infida ottava frazione, da Foligno ad Arezzo, per un totale di 186 chilometri e con una salita ai meno venti particolarmente insidiosa perchè in sterrato e con strada che attraversa il bosco di dell’Alpe di Poti.




Giro d’Italia – Live Tappa 7

Da Sulmona a Foligno, per un totale di 211 chilometri: ecco il percorso della settima tappa del Giro d’Italia Si prevede un arrivo in volata, con i velocisti super favoriti, anche se a 70 km dal traguardo vi è una fuga composta da sei corridori (tra cui l’italiano Ciccone) che vantano oltre tre minuti sul con i migliori. In maglia rosa sempre Dumoulin. Da segnalare due ritiri: Pelucchi, prima della partenza, e Moreno, compagno di squadra di Valverde, rovinosamente caduto ad 80 km dall’arrivo. Radiocronaca della frazione rosa a partire dalle 16.00 con il racconto dell’inviato Nicola Galloro.

RADIOCRONACA GIRO D’ITALIA – TAPPA 7

 




#GiroDItalia – 6° tappa: prodezza di Wellens. Dumoulin rafforza la Maglia Rosa, male Nibali

Ancora Lotto Soudal. Dopo Greipel, impresa di Tim Wellens nella sesta tappa del Giro d’Italia. Il 25enne corridore belga giunge da solo sul traguardo di Roccaraso, primo arrivo in salita dell’intera novantanovesima edizione. Tom Dumoulin rafforza la propria leadership conservando la maglia rosa; Nibali chiude in netta difficoltà.

Una frazione, da Ponte (Benevento) a Roccaraso (L’Aquila), contraddistinta da plurimi tentativi di fuga. Tra i più vispi l’albanese Zhupa della Southeast, in avanscoperta per oltre 100 chilometri. Sul primo gran premio della montagna di giornata, quello di Bocca della Selva, Wellens costruisce la propria vittoria, scattando e risucchiando gli originari fuggitivi. Aiutato, nel proprio tentativo, dal compagno di squadra Ligthart, affabile ed amorevole gregario.

L’imbocco dell’ultima salita, 17 km che conducono a Roccaraso, vede al comando cinque corridori: oltre ai due Lotto Wellens e Ligthart anche Zhupa, Didier e l’italiano Bisolti. Scatta Didier, risponde Wellens che contro-scatta e sigla il sorpasso decisivo. Dietro, nel gruppone della maglia rosa, i migliori si controllano fino a 5 chilometri dall’arrivo.

Nell’ultima parte la tappa si infiamma. Evade dal plotone dei migliori Fuglsang, compagno di squadra di Nibali. Si immagina uno scatto del messinese, che effettivamente parte ai meno due dal traguardo, salvo poi arenarsi davanti al rientro poderoso dei rivali. Il primo a riprendere il campione italiano è la maglia rosa Dumoulin che, pur senza compagni affianco, ostenta una forma fisica smagliante. Anche in salita.

All’arrivo, Wellens (prima vittoria al Giro) è seguito da Fulgsang, Zakarin (team Katusha) e Dumoulin. Il quale ultimo guadagna ben 21 secondi su Nibali, incrementando il vantaggio in classifica generale. Incoraggiante sesto posto di Domenico Pozzovivo, apparso in ottima condizione, che ha retto splendidamente il passo della Maglia Rosa. Bene gli altri big, da Valverde a Majka, da Chaves ad Uran. Sempre in crescendo il giro del capitano Lampre Diego Ulissi, unico italiano sin qui vincitore di tappa. Ancora in non perfetta forma Landa del Team Sky, giunto insieme con Nibali.

In classifica, dietro Dumoulin vanta 26 secondi di vantaggio Fuglsang e 28 su Zakarin. Primo italiano Ulissi, settimo a quarantuno secondi dal migliore. Nibali, invece, scivola al nono posto ed ora cede 47’’ al battistrada.

E domani 211 km da Sulmona a Foligno. Prevedibile l’arrivo in volata, anche se non è da escludere una fuga da lontano.