Serie A, il futuro delle partite in tv è su Amazon Prime Video?

Serie A, il futuro delle partite in tv è su Amazon Prime Video?

Serie A, considerando il momento che stiamo vivendo anche la questione legata ai diritti tv del triennio 2021/24 è ferma ma è proprio in questi giorni stanno tornando forti le voci sul futuro scenario della trasmissione delle partite. Prendendo in esame la Premier League, possiamo vedere come Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, ha acquistato i diritti di ritrasmissione sulla sua piattaforma video Amazon Prime di 30 partite del campionato, con l’esclusiva di tutto il Boxing Day. Jeff Bezos, fondatore dell’impero di Amazon, sembra proprio voler includere anche la nostra Serie A.

Come già riportava Milano Finanza, in un articolo a firma di Andrea Montanari, anche Amazon starebbe studiando il dossier relativo ai diritti tv della Serie A. La concorrenza sarà con Dazn, che già si è affermato nel nostro Paese da 2 anni, e ovviamente Sky, che detiene attualmente il pacchetto maggiore di partite trasmissibile del campionato.

Nelle ultime assemblee di Lega il tema dei diritti tv non è stato affrontato ma sarà sicuramente argomento di conversazione delle prossime, considerando anche il fatto che, a causa della pandemia e dello slittamento del campionato sono susseguiti numerosi danni economici, perciò è facile aspettarsi che le società e la Lega Serie A stessa vorranno rimpinguare le loro casse.




Pirlo ha trovato la sua signora

Non è il caso di spingersi troppo nei complimenti e nemmeno di esaltare precocemente un tecnico così “giovane”, ma è innegabile che la Juventus che stiamo vedendo ultimamente è quella che assomiglia di più ai sogni tattici di Pirlo. Dopo troppe incertezze, coincise con i pareggi con: Crotone, Hellas e Benevento, la Juventus di Pirlo sembrerebbe aver trovato la quadra giusta, ma perché usiamo il condizionale? Cosa non ci convince della gestione Pirlo? Eppure i risultati giudicherebbero i primi mesi della sua gestione assolutamente positivi aldilà dei pareggi sopracitati. Da un paio di settimane a questa parte anche le prestazioni sembrerebbero convincere. Tutto è apparentemente cambiato dallo 0-3 rifilato dai ragazzi del “Maestro” al Barcellona nella sera dell’8 Dicembre. Uscire con un clean sheet dal Camp Nou è sinonimo di grande solidità difensiva, essa confermata dai numeri del campionato italiano in cui Szczesny e Buffon in 13 giornate hanno raccolto solamente 10 volte la palla dalla loro porta, un dato che fa sorridere e che concede alla Juve di guardare tutte le altre squadre dall’alto verso il basso, almeno in questa classifica. Poi ci sono le “grane”, quelle che riguardano Paulo Dybala ad esempio, diamante grezzo che quest’anno, vuoi per la perfetta coesione tra Morata e Cristiano, vuoi per la non perfetta sincro tra lui e Pirlo non riesce a brillare come gli anni passati. La Juve, lo diciamo sotto voce, sta tornando.




Milan: piacevole sorpresa o concreta realtà?

Il Milan di Stefano Pioli, rientrato in panchina dopo aver contratto il coronavirus, continua imperterrito a vincere e convincere. Le assenze importanti (vedi Ibrahimovic), le trasferte e gli impegni che si sommano, non fermano il diavolo che ora si trova primo in classifica con cinque punti di vantaggio sulla seconda. Ci siamo chiesti se il Milan fosse una piacevolissima sorpresa oppure una concreta realtà, ed analizzando vari punti siamo arrivati alla conclusione che per noi, il Milan è una CONCRETISSIMA E PIACEVOLISSIMA REALTA’. Ma attenzione a non esaltare troppo la banda rossonera, le partite sono ancora molte e l’insidia potrebbe nascondersi dietro l’angolo. Di questo e molto altro nel podcast odierno.




Roma-Sassuolo, la conferenza stampa di Fonseca

Paulo Fonseca ha presentato in conferenza stampa la gara in programma domani alle ore 15. La Roma, dopo la vittoria ottenuta in settimana contro lo Young Boys, affronterà il Sassuolo nella gara valida per il decimo turno di Serie A.

riuscirà a recuperare due leader come Smalling e Veretout?
“No, non sono pronti per la partita. Smalling si è allenato oggi, sta meglio ma aspettiamo la prossima settimana. Veretout ho deciso di non rischiarlo”.

Uno tra Fazio e Kumbulla è pronto?
“Vediamo domani. La verità è che non abbiamo molti centrali al momento, ma anche che Fazio e Kumbulla sono stati fermi tanti giorni e non sono nelle migliori condizioni fisiche. Vediamo domani”.

Ha paura che il problema di Smalling possa diventare più serio?
“No, non si trasformerà in un problema più serio. Oggi si è allenato e si è sentito bene. Tornerà a breve”.

Villar e Pellegrini possono essere una coppia di centrocampo o manca fisicità?
“In questa posizione abbiamo molte soluzioni adesso. Giocheranno due tra Pellegrini, Villar e Diawara”.

Ci dobbiamo aspettare un’altra partita con sei gol o la Roma affronterà il Sassuolo con una certa conoscenza dell’avversario?
“Roma e Sassuolo sono due squadre offensive. Mi piace come gioca il Sassuolo, è una squadra che ha vinto tutte le partite esterne. Offensivamente è molto forte, mi aspetto una partita aperta, con due squadre che vogliono avere la palla. Sarà una gara difficile, contro un avversario che sta molto bene”.

in fase offensiva il Sassuolo è perfetto nel tempismo delle giocate. Si è concentrato più sull’attacco o come difendere?
“Come sempre, in tutti i momenti della partita abbiamo preparato una strategia difensiva e offensiva. Anche in altri momenti di transizione offensiva e difensiva: è vero che non abbiamo avuto molto tempo, ma abbiamo preparato la squadra per tutti i momenti della partita”.

sta pensando di confermare Calafiori con Spinazzola al centro?
“Ho una visione un po’ diversa da voi. Per me Calafiori è un giovane che ha talento ma deve migliorare, imparare, crescere. E’ un giovane, è normale sia così. Per voi è il migliore del mondo in questo momento e questo non è una cosa seria per aiutare un giovane. Mi piace, sta crescendo, è un giovane su cui crediamo per il futuro ma punto. Non è di più in questo momento”.

Ibanez-Kumbulla-Fazio sarà la difesa di domani?
“Vediamo domani”.

Chi si sposa meglio per giocare accanto a Pellegrini?
“L’ho già detto”.

Giocherà Mirante o darà fiducia a Pau Lopez? Dopo la fine dei gironi di Europa League ci sarà più ballottaggio?
“Ho scelto il portiere per domani, ma non ho pensato a ciò che devo fare dopo questa partita”.

Affrontate una squadra che ha l’ossessione per il gioco dal basso. Dobbiamo aspettarci una Roma più aggressiva?
“Voi volete sapere chi gioca, come giocheremo nelle diverse fasi. Magari è meglio non sapere la partita perché prima sapete tutto (ride, ndr). Vedremo domani come sarà”.

E’ sorpreso di quest’inizio di campionato? Per lei domani è uno scontro diretto?
“Il Sassuolo è in questa posizione con merito. Stanno giocando molto bene. Non sono sorpreso: abbiamo 6-7-8 squadra che sono forti e questa classifica dimostra l’equilibrio che c’è in questo momento. Il campionato ha squadre molto forti, non sono sorpreso”.

I meriti sono più del gruppo, dei singoli o dell’allenatore?
“Dei giocatori. Quando si vince è più facile, se si ha un’identità è più facile entrare per i giocatori, che possono dimostrare di essere utili”.




Roma, la sconfitta di Napoli e le difficoltà contro le grandi del campionato

Il quattro a zero maturato in casa del Napoli, oltre ad essere una sconfitta pesante a livello numerico, apre un problema importante all’interno del campionato della Roma: le difficoltà nel vincere contro le grandi della Serie A. I ragazzi di Fonseca, fino a questo momento, hanno mostrato due volti: micidiali contro le medio-piccole e in crisi nei cosiddetti big match. Questo, se da una parte mostra una squadra implacabile nelle partite in cui deve obbligatoriamente conquistare i tre punti, dall’altra conferma i problemi quando si alza il livello di difficoltà. Due pareggi e una sconfitta con nove gol subiti: questo il bilancio dei giallorossi contro Juventus, Milan e Napoli.

Il match del San Paolo è stata la peggior prestazione stagionale dei giallorossi; squadra mai in partita e incapace di portare sul campo quanto preparato durante la settimana (aggressività nei confronti dei portatori di palla, ricerca della profondità e attenzione difensiva). La condizione di Dzeko e Pellegrini, rientrati da poco dopo aver contratto il coronavirus, e una difesa ridotta all’osso dopo l’infortunio di Mancini non può giustificare novanta minuti in cui la Roma non è mai scesa in campo. Fonseca dovrà lavorare sulle difficoltà riscontrate dai suoi contro le grandi perché, in una stagione come questa, vincere qualche scontro diretto potrebbe essere determinante nella corsa al quarto posto. Il problema più grande, riscontrato nella gara del San Paolo, è stato quello mentale; i giallorossi, dopo la perla di Insigne su punizione (Mirante ha qualche responsabilità), sono letteralmente spariti sciogliendosi come neve al sole permettendo ai padroni di casa di giocare senza nessuna resistenza.

Quello degli scontri diretti è un problema che Fonseca si porta avanti dall’anno scorso dove, esclusi i successi contro Milan e Napoli (affrontate in momenti decisamente complicati per rossoneri e partenopei), ha ottenuto risultati negativi. Da qui alla fine del girone di andata la Roma dovrà affrontare Atalanta, Inter e Lazio con la speranza di invertire un trend che vede i giallorossi in passivo.




Calciomercato, la Roma fa all-in su Nandez per gennaio

Calciomercato, la Roma fa all-in su Nandez per gennaio

Il club giallorosso vuole accontentare il proprio tecnico nel mercato di riparazione di gennaio: Fonseca è stato chiaro, servono rinforzi per allungare una rosa competitiva ma fin troppo corta. In tal senso si sta già muovendo la dirigenza nella figura dell’AD Fienga che a gennaio lavorerà insieme al neo General Manager Thiago Pinto (che sarà operativo solo dal 01/01/21) per mettere a segno quei colpi mirati richiesti dal tecnico portoghese per la sua Roma.
Come riportato da Calciomercato.com, i giallorossi sono sempre interessati al centrocampista tuttofare Nahitan Nandez del Cagliari, pedina fondamentale nello scacchiere di mister Di Francesco ma che un’offerta generosa potrebbe convincere la dirigenza rossoblù a lasciarlo partire. Nandez permetterebbe a Fonseca di trovare un uomo perfetto sia per giocare in mezzo al campo che sulla fascia destra, così da andare a coprire due posizioni che necessitano di essere rinforzate in un sol colpo. Il Cagliari valuta il centrocampista uruguaiano circa 30 milioni, cifra proibitiva nel mercato ai tempi del COVID che spaventa e non poco la società giallorossa, che per racimolare quel gruzzolo potrebbe privarsi di Amadou Diawara: il centrocampista guineano ha estimatori in Premier League e già nel mercato estivo i giallorossi erano pronti a sacrificarlo per una cifra intorno ai 20 milioni. Su Amadou Diawara c’è il forte interesse di West Ham e Leicester che potrebbero sborsare una cifra fortemente vicina alla richiesta del club giallorosso per il mediano classe 97 nel prossimo mercato di riparazione. Su Nahitan Nandez si registra anche un tiepido interesse di Inter e Napoli, anch’esse da tempo coi riflettori puntati sul centrocampista del Cagliari.

I discorsi tra Roma e Cagliari per Nahitan Nandez continuano, d’altronde tra il club capitolino e la società sarda scorre buon sangue dopo le molte trattative andate in porto negli ultimi anni.

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Napoli-Roma, la conferenza stampa di Fonseca

Paulo Fonseca, come di consueto, ha incontrato i giornalisti nella conferenza stampa pre match della gara contro il Napoli. La Roma domani affronterà al San Paolo gli uomini di Gattuso nella partita valida per il nono turno di Serie A.

Il punto della situazione sulle condizioni di Dzeko? Come stanno Smalling, Mancini e Ibanez?
Dzeko giocherà, è pronto. Mancini e Ibanez si sono allenati oggi, abbiamo grandi possibilità di averli entrambi per domani.

Campionato senza padrone dopo 8 giornate, lei ha spesso ricordato che Inter e Juve sono partite con ambizioni diverse. Questo campionato dà possibilità diverse anche ad altre squadre?
Penso che siamo all’inizio, dobbiamo aspettare più giornate per fare una valutazione. Non ho dubbi che fino alla fine del campionato Juve e Inter lotteranno per vincere. Dopo abbiamo altre squadre, 6 o 7, che sono in un buon momento e possono arrivare vicino a queste squadre. Siamo all’inizio, dobbiamo aspettare per fare una valutazione.

L’importanza di Pedro e Mkhitaryan si vede più in campo o nella mentalità che hanno portato fuori?
In entrambi. Mi sembrano due ragazzi che hanno iniziato adesso a giocare a calcio. Hanno sempre un grande atteggiamento e una grande motivazione.

Ora che la squadra si esprime su alti livelli sorride, ma nelle ultime settimane c’è stato qualcosa che l’ha particolarmente infastidita?
No (ride, ndr), magari prima delle partite sono serio perchè sono concentrato.

Si parla tanto di insostituibili in rosa, Veretout è uno di questi?
Veretout è un giocatore molto importante per noi, con caratteristiche uniche. Ma penso che abbiamo dimostrato che non abbiamo giocatori insostituibili. Abbiamo una squadra con un’identità, pronta a giocare con tutti i giocatori.

La Roma sta facendo benissimo contro squadre sulla carta inferiori, è pronta a vincere e dominare anche contro rivali di pari livello o superiori?
Non abbiamo vinto, ma abbiamo giocato contro Juve e Milan. Tutti abbiamo visto che possiamo fare altri risultati, possiamo vincere. Vogliamo sempre essere forti e domani vogliamo essere la squadra che sta giocando bene, con coraggio.

Pellegrini e Dzeko pronti a tornare dal primo minuto dopo il test in Europa League?
Sì, sono pronti.

16 partite in Serie A senza perdere e ultima sconfitta contro il Napoli. Quattro mesi dopo quella gara la Roma è cambiata più tatticamente o mentalmente?
Abbiamo migliorato molte cose. La squadra sta giocando con fiducia e atteggiamento, ma quando si vince è normale avere fiducia. La squadra è migliorata molto.

Contro il Parma squadra brava negli ultimi 30 metri, abbiamo apprezzato Cristante e Villar. Contro il Napoli potremmo vedere una scelta simile?
Sì, fa parte del modo di giocare di questa squadra. Abbiamo preparato strategicamente la partita, ma le intenzioni sono le stesse.

Che partita si aspetta domani contro un avversario che ha avuto alti e bassi ma ha una rosa di grande qualità?
Mi aspetto una partita difficile. Il Napoli per me è una delle squadre più forti di questo campionato, anche io ho visto tutte le loro gare, in diverse partite non hanno meritato di perdere. Sono una squadra brava, coraggiosa e in grado di giocare un buon calcio. Mi aspetto una partita difficile.

Questa sarà la partita più difficile della stagione fino a qui?
Sono sempre partite difficili, anche quando giochiamo contro l’ultima del campionato. Mi aspetto sempre partite difficili contro tutti gli avversari. Domani sarà una partita difficile sicuramente.

 

“Voglio solo ricordare che la società ha fatto un’iniziativa contro la violenza sulle donne, dobbiamo partecipare e comprare questo calendario, è importante, anche perché ci sono tutte le mogli dei calciatori e sono tutte belle. Dobbiamo partecipare”.




L’avvio difficile dell’Inter. Ecco le difficoltà dei nerazzurri

L’uno a uno contro l’Atalanta ha confermato le difficoltà di inizio stagione dell’Inter.  Tre vittorie (contro Fiorentina, Benevento e Genoa) in sette gare di campionato e i soli due punti conquistati nel girone di Champions; ruolino di marcio negativo per i nerazzurri che si immaginavano tutta un’altra partenza considerando gli arrivi, nel mercato estivo, di gente come Hakimi e Vidal. Ma quali sono le difficoltà dei ragazzi di Conte? In primis il tecnico è troppo attaccato alla sua idea di calcio; il 3-5-2 (o 3-4-1-2), infatti, non sembra fornire le giuste garanzie soprattutto dal punto di vista difensivo e i ventuno gol subiti tra Serie A e Champions lo dimostrano chiaramente. Una soluzione potrebbe essere il passaggio alla difesa a quattro considerando anche le difficoltà mostrate dal trio Kolarov-D’Ambrosio-Darmian (in particolare l’ex Roma autore di prestazioni decisamente sotto tono).

Un altro limite è la totale dipendenza da Lukaku; l’attaccante è fondamentale negli schemi di Conte e la sua assenza, contro Parma, Real Madrid e Atalanta (il belga è entrato nel finale), si è fatta sentire. Nel roster offensivo dei nerazzurri manca un giocatore con le caratteristiche dell’ex United capace di far salire la squadra e diventare un porto sicuro nei momenti di difficoltà. Da qui a fine stagione servirà trovare delle alternative perché, nonostante Lautaro abbia dato una dimostrazione importate, gli impegni sono tanti, ravvicinati ed è difficile pensare che Lukaku possa disputare tutte le gare allo stello livello.

L’ultimo problema riguarda i continui problemi fisici di Sensi. Nella scorsa stagione l’ex Sassuolo si è dimostrato determinante in mezzo al campo formando, con Barella e Brozovic, un terzetto di assoluto valore. In questa stagione si è visto poco e la squadra ne sta risentendo considerando anche un Vidal non ancora al meglio della forma. Questa sosta dovrà servire a Conte per riordinare le idee e presentarsi, al termine della pausa nazionali, con una squadra pronta ad accelerare; dal ventidue novembre al ventitré dicembre ci saranno dieci partite tra campionato e Champions e l’Inter non può permettersi ulteriori passi falsi.




L’importanza di Caicedo

La Lazio soffre ma riesce lo stesso a conquistare un punto prezioso; i ragazzi di Inzaghi, in pieno recupero, fermano la Juventus confermando di essere una squadra forte, solida e che non molla mai. In assenza di Immobile, positivo al coronavirus, ci ha pensato il solito Felipe Caicedo. L’attaccante 1988 ha segnato, come ormai suo solito, all’ultimo respiro; un vero e proprio marco di fabbrica del numero venti biancoceleste che era già risultato decisivo settima scorsa contro il Torino e nella sfida di Champions con lo Zenit. Tre gol che sono valsi cinque punti; da una stagione a questa parte la Lazio ha trovato in Caicedo il miglior dodicesimo uomo.

Tutte le squadre avrebbero bisogno di un giocatore come Caicedo, ragazzo disponibile, consapevole di partire dietro nelle gerarchie di Inzaghi ma sempre pronto a dare il proprio contributo una volta chiamato in causa. La Lazio, giustamente, se lo gode usandolo come arma letale nei finali di gara; questo perché l’ecuadoregno, quando entra in campo, sfrutta tutta la propria forza fisica (abbinata ad una discreta qualità come mostra il gol ai bianconeri) per irrompere nelle difese avversarie senza possibilità di essere fermato. Giocatore unico nel suo genere e infatti Roma, Inter e la stessa Juventus non hanno una riserva di questo valore in grado di far riposare i vari Dzeko, Lukaku e Cristiano Ronaldo.

Dove può arrivare questa Lazio? Difficile dirlo considerando che siamo ancora agli inizi e questo è un campionato particolare sia per l’assenza di tifosi sia per il ritmo serrato con cui si scende in campo. La cosa certa è che questa squadra non muore mai e sarà difficile da affrontare per chiunque perché, oltre ad un undici decisamente competitivo (come mostrato nella scorsa stagione), può contare sul miglior dodicesimo uomo che ci sia in Serie A: Felipe Caicedo, l’uomo dai goal nel finale.




Atalanta-Inter, la conferneza stampa di Conte

Antonio Conte ha incontrato i giornalisti nella conferenza stampa in previsione della gara di domani contro l’Atalanta. L’inter affronterà gli uomini di Gasperini domani alle ore 15.00.

Come arriva l’Inter alla fine di questo tour de force?
Ci arriva come tutte le squadre. È la settima partita in venti giorni, chiaramente c’è un po’ di stanchezza. Al tempo stesso c’è la voglia di fare una buona partita, cercheremo di fare i giusti calcoli, capire magari chi è più o meno stanco e gestire nei novanta minuti questo tipo di situazione.


Com’è l’umore dopo Madrid? Lukaku va a Bergamo?
L’umore è come dev’essere. Lukaku si è allenato con noi oggi, quindi molto probabilmente verrà convocato per la partita contro l’Atalanta.

 

L’anno scorso, probabilmente, in Atalanta-Inter si è vista la miglior partita. Cosa deve fare per ripeterla?
Penso che l’anno scorso ci siano state molte partite fatte molto bene. È inevitabile che, andando ad affrontare l’Atalanta, ci si ricordi dello 0-2 finale. Affrontarla non è facile: è allenata da un buonissimo allenatore, Gasperini, che negli anni ha dato credibilità. È difficile giocare con loro, danno molta pressione sui portatori di palla e sono bravi in fase offensiva. Dovremo fare sicuramente una grande gara per uscire indenni dalla trasferta di Bergamo.

 

C’è preoccupazione da parte di Conte per il discorso classifica, rispetto al distacco dal vertice?
Preoccupato di cosa? Noi dobbiamo fare il nostro percorso. Al di là delle preoccupazioni o meno se meritiamo è giusto che vinciamo le partite, e la classifica migliora. Se non meritiamo è giusto che non vinciamo le partite e la classifica rimane più bassa. Dipende da quello che faremo.

 

Qualche settimana fa aveva detto che preferiva un 5-4 rispetto a uno 0-0. Adesso, rispetto a com’è la situazione, in vista di domani preferirebbe una vittoria giocando male o comunque un’altra buona prestazione ma non i tre punti?
Di solito le buone prestazioni portano i tre punti, quindi non posso pensare di giocar male per ottenere i tre punti. Di solito giocando bene si ottengono i risultati.

 

Nelle partite di livello più alto, Real Madrid, Siviglia, Barcellona e Juventus, è mancato poco per riuscire a fare risultati. Dall’alto dell’esperienza di Conte quel poco come lo si può raggiungere in tempi brevi per fare lo step che manca?
Per adesso manca quel “poco”. Quello che dobbiamo fare è lavorare sodo, in maniera intensa, per far sì che si annulli. Per adesso quel “poco” è determinante: l’ho detto ai miei calciatori, significa che ancora non ci siamo.

 

Domani Atalanta-Inter, assieme a Torino-Crotone, sono le prime due partite fra squadre entrambe in zona rossa. Questo influisce un po’ per il momento particolare?
È inutile dire che tutto questo non influisca. A differenza del passato oggi siamo molto più colpiti: sono colpiti tanto i calciatori, a casa le famiglie, le mogli e i bambini. Fai allenamento non contando sui giocatori, perché ci sono improvvise positività che hanno del clamoroso. Sicuramente la situazione è difficile, non è semplice per nessuno. La dobbiamo affrontare, lo stiamo facendo: spesso qualcuno se ne dimentica, perché al di là dell’aspetto sportivo c’è anche quello umano, che spesso viene tralasciato in favore di altre cose. Sicuramente non è semplice, soprattutto per chi deve gestire queste situazioni.

All’inizio della conferenza parlava di dover gestire le forze, sia durante la partita sia fra le regole. Per un allenatore come cambia la gestione in base ai cinque cambi? A volte perché si è un po’ frenati dal farlo presto, magari già all’intervallo o a inizio secondo tempo?
A Madrid si vede che c’era poca necessità. Menomale l’ha fatto anche Zidane, altrimenti sarei solo io il matto. Partiamo dal presupposto che, per fare cinque cambi, devi avere i giocatori. Noi, in queste partite, siamo partiti con sei giocatori positivi, a cui se n’è aggiunto un altro, Sanchez e Sensi infortunati più ora Lukaku. Devi avere la rosa, pianificare le situazioni e un piano A e B. Si può partire con una squadra meno offensiva e poi farla diventare più offensiva a gara in corso, con cinque sostituzioni. Oppure puoi fare l’opposto: partire forte, andare in vantaggio e diventare più ermetico. Fa parte di una strategia ma devi avere i giocatori a disposizione: quando non li hai perché positivi o rientranti dal Coronavirus, oppure infortunati, diventa difficile per qualsiasi allenatore.

Per Sensi ci sono delle tempistiche più o meno certe sul suo rientro in campo? Si sta lavorando per permettergli di giocare con continuità?
Per quanto riguarda Sensi bisogna parlare coi medici, con l’aspetto dell’area riabilitativa. Per il resto è da un po’ che stiamo cercando di fare qualcosa per cercare di dare continuità al giocatore, però purtroppo non sta dando dei buoni risultati. Il giocatore è quasi sempre indisponibile.