Champions League: stasera il Bayern tenta l’impresa

Stasera la Champions League entra nel vivo. Il Bayern Monaco ospiterà il Barcellona, che all’andata ha annientato l’armata di Guardiola per 3 a 0. Riusciranno i tedeschi a restituire il favore?

All’Allianz Arena, i tifosi tedeschi ci credono, dopo aver rifilato in casa 7 reti allo Shakhtar e 6 al Porto, la rimonta è difficile, ma non impossibile. Formazione praticamente obbligata per Pep Guardiola, con Ribery, Robben, Badstuber, Martinez e Alaba ancora indisponibili, in difesa fiducia a J. Boateng, che nell’andata si fece sorprendere da una finta di corpo fantastica di Messi e Benatia. A centrocampo regia affidata a Xabi Alonso e davanti Muller e Gotze a supporto dell’unica punta Lewandowski. Dovrebbe invece partire dalla panchina Schweinsteiger. Cosi, un provato Guardiola commenta la super sfida di stasera:”in questi giorni si è parlato molto della disfatta dell’andata e sono piovute molte critiche su di me. Io do sempre il massimo, con grande entusiasmo, determinazione e sacrificio, proprio come facevo a Barcellona. Se poi ciò non è abbastanza per questo club…”. Dopo questa breve premessa, il tecnico spagnolo ha parlato della partita:” Questo Barcellona è uno dei migliori degli ultimi 20 anni, non ha nulla da invidiare al mio. Hanno giocatori fantastici e gioco corale e totale, è difficile trovare punti deboli. All’Allianz proveremo a fare una grandissima partita, ma sarà molto, molto, molto difficile ribaltare le sorti di questa semifinale.” Dall’altra parte, il momento dei blaugrana è straordinario. In Liga, a due partite dal termine, hanno 4 punti di vantaggio sul Real e la squadra sembra essere in una grande condizione fisica. Formazione tipo, tutti a disposizione e solito modulo con tre punte. Piquè e Mascherano in difesa dovranno neutralizzare gli attacchi avversari, Rakitic a centrocampo dovrà impostare, Iniesta e Busquets a completare la mediana e lì davanti il trio da fantacalcio, con Suarez, Messi e Neymar. Luis Enrique ha parlato di una partita difficile e guai a perdere la concentrazione:” i tre goal dell’andata sono senza dubbio un buon vantaggio, ma noi ancora non siamo qualificati. In Germania sarà molto difficile, loro hanno grandi campioni e non mi dimentico della rimonta ai danni del Porto e delle sette reti contro la squadra ucraina. Se necessario ci difenderemo e giocheremo con le ripartenze, proveremo a tenere il possesso palla ed il pallino del gioco, ma per tutti i 90’ minuti non sarà facile, per cui arriverà anche il momento in cui ci dovremo compattare dietro.”.

Martedì 12 Maggio, Allianz Arena, ore 20.45, Bayern Monaco – Barcellona

Probabili formazioni:

BAYERN MONACO (4-3-3): Neuer; Rafinha, J. Boateng, Benatia, Bernat; Lahm, Xabi Alonso, Thiago Alcantara, Muller, Gotze, Lewandowski. All. Guardiola. A disposizione: Reina, Dante, Weiser, Gaudino, Schweinsteiger, Rode, Pizarro

BARCELLONA (4-3-3) : Ter Stegen; Dani Alves, Piquè, Mascherano, J. Alba; Rakitic, Busquets, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar. All. Enrique. A disposizione: Bravo, Adriano, Vermaelen, Bartra, Xavi, Rafinha, Pedro




Barcellona, Luis Enrique: “Dovremo mantenere la calma”

Alla vigilia della semifinale di ritorno di Champions League contro il Bayern Monaco, ha parlato in conferenza Luis Enrique, tecnico del Barcellona: “Non possiamo rilassarci. I giocatori dovranno mantenere la calma per controllare le emozioni. Abbiamo analizzato le varianti dei nostri rivali e dove ci possono colpire. Scenderemo in campo seri, concentrati, pronti a vincere la partita“. L’allenatore ha poi risposto riguardo ad un giocatore in particolare, Rakitic: “E’ diventato un giocatore imprescindibile, ci dà molta qualità tattica e fisica“.




Cessione, prestito o comproprietà: la dura legge dell’ex

Nel calcio le cessioni, prestiti o le comproprietà dei giocatori sono all’ordine del giorno. Tanti modi per “scaricare” un dato giocatore in maniera più o meno evidente. Ma nel calcio esistono anche le rivincite (per fortuna) sul campo che molto spesso fanno male, facendo pentire, chi di dovere, per quella scelta. Mi riferisco, ovviamente, al “gol dell’ex”.

Quando un giocatore ritrova una sua ex squadra ha sempre delle motivazioni extra per fare bene. Molto spesso è rabbia, voglia di dimostrare il proprio valore a chi non ha creduto in lui o che lo ha reputato troppo giovane e immaturo per quella squadra. Il gol dell’ex è sempre un qualcosa da tenere in conto e che molto spesso può essere fatale. Ne sanno qualcosa, solo prendendo come esempio gli ultimi giorni, Roma e Real Madrid. I giocatori in questione sono rispettivamente Mattia Destro e Alvaro Morata. Situazioni diverse quelle dei 2 che hanno portato le società ad “allontanarli” momentaneamente ma i loro gol hanno un peso uguale, pesantissimi.

La Roma ha, abbastanza palesemente, scaricato Destro. La formula del prestito con diritto di riscatto al Milan lo dimostra. La squadra capitolina ha sperato che l’attaccante marchigiano aumentasse il proprio valore di mercato per poi riuscire a venderlo a maggior prezzo in estate. Obiettivo fallito, visti gli appena 3 gol del giocatore, e la beffa di essere puniti ieri sera al Meazza dal più classico dei gol dell’ex, che ha condannato l’11 di Garcia ad una sconfitta inattese e che ha complicato la corsa Champions.

Discorso diverso da fare per il Real Madrid che ha ceduto alla Juventus Morata, inserendo però nell’accordo il diritto di “recompra” con un prezzo fissato a 30 milioni di euro per il 2016 e a 25 milioni nel 2017, ossia i Blancos avevano capito che il giocatore “valeva” ma non sapevano ancora quanto ed allora mandarlo in una squadra, blasonata come quella bianconera, per capire il suo effettivo valore in un altro contesto. Ora si dovrà decidere il suo futuro ma Morata ha avuto comunque il tempo di punire la sua ex squadra, e non in un match qualsiasi, ma in una Semifinale di Champions League siglando il momentaneo 1-0 allo Stadium, una soddisfazione non da poco.

Di altri esempi ce ne sarebbero tantissimi. L’unica cosa che li accomuna è: “Quando un ex gioca contro una sua precedente squadra, il suo gol va messo in preventivo”.




Bayern – Götze se la ride e i tifosi lo accusano

Dopo la pesante sconfitta nella semifinale d’andata di Champions League , Mario Götze è finito nell’occhio del ciclone.

La stella del Bayern Monaco infatti oltre ad aver fornito una prestazione deludente, è uscito dal Camp Nou al termine del match abbracciato al portiere avversario Ter Stegen. Rilassato e sorridente, l’attaccante è stato pesantemente accusato di scarso attaccamento alla maglia e di essere stato poco rispettoso nei confronti dei tifosi dopo una sconfitta che compromettere il cammino dei bavaresi in Champions.

Attraverso la sua pagina Facebook il tedesco ha pubblicato un messaggio di scuse, giustificando l’accaduto: “E’ vero che sono uscito dal campo con il mio compagno in Under 21 Marc-André ter Stegen e che ridevamo, ma chi pensa che la sconfitta non mi interessava sta completamente sbagliando. Ero deluso come i miei compagni e come i nostri tifosi e se non si è capito mi spiace e mi scuso. Darò sempre il massimo per questo club cercando di conquistare più vittorie possibili per il Bayern e i suoi tifosi”.




Mezzo pieno o mezzo vuoto?

Analizzando a mente fredda questa tre giorni di coppe europee, ci vengono in mente troppe domande, dubbi.

Partiamo dalla Juventus di Max Allegri, che dire, i bianconeri hanno svolto bene il compitino,ecco, magari se dobbiamo trovare un neo e certo non è piccolo, è sicuramente il goal di Cristiano Ronaldo, rete che è arrivata proprio con la Juve in vantaggio. La davanti continuano a segnare, Morata fa valere alla grandissima la legge dell’ex di turno insaccando la rete appunto per il vantaggio bianconero, mentre l‘Apache fa il lavoro sporco per tutta la sua permanenza in campo, va a prendersi palla nella propria metà campo in praticamente tutte le azioni juventine, poi la sua classe, la sua intelligenza ed il grossolano errore dei Galacticos,timidi martedì sera, di salire in occasione di un calcio d’angolo a favore in 8,lasciando il povero Carvajal solo su Tevez,che non è per niente un cliente semplice, andare fino in porta per poi guadagnarsi il penalty che vale il 2-1 finale,ma non solo, vale la speranza di un popolo e non solo quello bianconero ma di tutta la nazione, giocare al Santiago Bernabeu non è proprio come bere un bicchier d’acqua, a proposito,io grazie appunto al risultato maturato allo Juventus Stadium vedo proprio questo bicchiere mezzo pieno,non riesco a capire se dentro ci sia un bel  Bicerin oppure si tratta di una bella e fresca Limonà. Entrambe le bibite citate vorrebbero essere bevute a Berlino ma nei luoghi di ristoro tedeschi ci sarà spazio solo per una delle due,tra meno di una settimana comunque sapremo.

Passiamo alla sorellina della Champions League . l‘Europa League, competizione che ci ha fatto sognare di vincerla concretamente quest’anno e attenzione possiamo ancora farlo. La Fiorentina ha rimediato 3 goal a Siviglia, segnandone zero, Al Franchi sarà difficilissimo segnare tre goal e non subirne per andare almeno ai supplementari,la palla è rotonda si sà, vedremo tra 7 giorni. Mati Fernandez e Mario Gomez da oggi forse non sono visti più molto bene a Firenze visto le monumentali occasioni che si sono divorati. La squadra andalusa ha dimostrato di non aver solo “Il Barbiere” ma anche un’esperienza internazionale che avrebbe comunque fatto la differenza.Ci sono due rigori netti non dati alla Viola,la storia sarebbe stata diversa. Poteva essere un bel Bicchiere di Chianti qui, ma purtroppo è mezzo vuoto.

Passiamo a Napoli,qui non parliamo di un bicchiere ma di una bella Pizza. Poco da dire sulla squadra di Benitez per 90 minuti ha dimostrato una NETTA superiorità sul campo, secondo il presidente De Laurentiis, ma che però è sfavorita dalla sestina arbitrale,sempre secondo il suo sfurione in sala conferenza. Il Dnipro pareggia al 79′, il momento perfetto per tagliare le gambe agli azzurri,che però hanno sottovalutato l’appuntamento alla grandissima,vedremo in Ubicchiere-mezzo-pieno-280x210craina se sarà ItalNapoli o EuroNapoli,comuque ora il bicchiere..oh perdon, il piatto è decisamente mezzo vuoto.




Tre motivi per stare Allegri

L’exploit di martedì scorso della Juventus,ai danni del Real Madrid, fa sognare i tifosi bianconeri sparsi per il globo terrestre. Il punteggio finale di 2-1 a favore della compagine allenata da Allegri non fa dormire sogni sereni per quanto riguarda il risultato in se (facilmente rimontabile dato il gol subito fuori casa) ma per il gioco espresso dalla squadra bianconera.

Nel rettangolo verde non si è sentita per niente la differenza del valore della rosa anzi la partita di martedì ci lascia il dolce sapore delle vittorie importanti in campo europeo e non ci fa sentire inferiori, almeno per una notte, a nessuno. La sensazione è che la Juventus abbia preso consapevolezza dei propri mezzi e, nonostante tecnicamente sia leggermente un passo indietro alle altre squadre impegnate nelle semifinali di Champions League, può giocarsela con chiunque nella partita secca. Ma quali sono i motivi che mi fanno pensare ad un esito positivo della spedizione europea della Juve? Sicuramente la famosa “fame” dei vari Marchisio, Vidal, Pirlo, Bonucci, Chiellini e Buffon potrebbe giocare un ruolo cardine nella marcia che porta alla finale di Berlino del 6 giugno. Tutti i giocatori precedentemente citati hanno stravinto tutto nei confini nazionali ma, a parte il 21, nessuno ha vinto la maggiore competizione europea e questo potrebbe dare quella “garra” in più agli uomini di Allegri. Altro fattore che fa ben sperare per un proseguo di competizione positivo è sicuramente l’Apache Tevez che è tornato decisivo in Europa. Mai così decisivo in Champions con la maglia bianconera. Gli anni precedenti faticava a trovare la via del gol mentre in questa stagione ha già collezionato 7 centri, dietro solo a Messi (10) e Cristiano Ronaldo (9). Ultimo fattore, ma non meno importante è che in Champions non conta essere i più forti, ma i più bravi. Di questa esclamazione devono farne tesoro tutti gli effettivi di Allegri tenendo conto che nella partita secca conta saper sfruttare gli episodi, anche quelli più marginali. Così si può sopperire alle carenze tecniche e magari portare in Italia, dopo 5 anni, il trofeo europeo.

Di fatto è dal 2010 che una squadra italiana non veniva celebrata anche fuori i confini nazionali (l’ultima è stata l’Inter di Mourinho) e questo inorgoglisce tutti i tifosi di calcio. A prescindere dalla fede calcistica. D’altronde vedere Buffon alzare un altro trofeo nel cielo di Berlino ci fa riaffiorare splendidi ricordi legati al calcio. Che sia di buon auspicio.




Champions League, super-Messi stende il Bayern: 3-0

“Adesso Guardiola sa cosa si prova ad avere contro uno come Messi“: questo il ritornello che gira da ieri sera, dopo che che la Pulce in forma strepitosa ha stupito ancora il mondo con una doppietta al Bayern Monaco. E che gol, poi. Il primo è una staffilata da 20 metri che si infila sul primo palo, l’altro uno slalom vertiginoso concluso con un pallonetto (di destro!) sul portiere in uscita. Lo strepitoso Neuer deve inchinarsi, mentre Boateng addirittura finisce a terra ubriacato dalle finte del genio argentino. Che ora sale a quota-77 gol europei superando Cristiano Ronaldo.

E dire che il Bayern, fino al primo squillo di Messi (78′), non solo aveva retto bene il campo ma addirittura ha a tratti anche guidato il gioco. Nessun altro è riuscito quest’anno a fare qualcosa di simile al Camp Nou. Il bello è che ai tedeschi mancavano pezzi da novanta come Alaba, Robben e Ribery. Guardiola ha organizzato la squadra con lo scopo di contenere i prevedibili assalti del Barça e di provare a colpire con il fraseggio e le invenzioni di Muller. Una strategia che funziona anche se le qualità immense degli attaccanti blaugrana costringono la difesa agli straordinari. Poi, com’è successo anche l’anno scorso contro il Real Madrid, a sbloccare tutto è la giocata del campione: allora era Ronaldo, ora è Messi. Un terribile uno-due che schianta il morale del Bayern costringendolo nel finale a un’amnesia che porta al tris di Neymar. E che forse ha già deciso la semifinale più attesa di questa Champions League.




Champions, stasera la partita dell’anno: il Bayern nella tana del Barcellona. E Messi fa 100

Un pezzo di storia del calcio scenderà in campo stasera al Camp Nou per la supersfida tra Barcellona e Bayern Monaco. Per Guardiola sarà difficile trattenere la commozione nel tornare in quella che per trent’anni, da giocatore e da allenatore, è stata la sua casa. Difficile anche prevedere quale sarà l’accoglienza dei suoi ex-giocatori: giusto ieri Messi ha espresso una certa freddezza nei confronti di Pep (“Non lo sento da molto tempo”). Proprio il fuoriclasse argentino oggi festeggerà le 100 presenze in Europa: un traguardo notevole, come sempre nel suo caso, vista l’età (27 anni). In ogni caso sarà spettacolo data la caratura di entrambe le squadre. I bookmakers danno comunque favorito il Barcellona perché è la squadra più in forma del momento in Europa e perché i bavaresi contano molte defezioni: fra tutte, pesano quelle di Alaba, Robben e Ribery. Barça praticamente al completo, con davanti il trio delle meraviglie.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Jordi Alba; Rakitic, Busquets, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar. All: Luis Enrique

Bayern Monaco (4-3-3): Neuer; Rafinha, Benatia, Boateng, Bernat; Lahm, Xabi Alonso, Schweinsteiger; Thiago Alcantara, Lewandowski, Muller. All: Guardiola




Champions League: Juve batte Real, decisivo il fattore Stadium

La Juventus si riscopre grande. Calciopoli, la Serie B, terzo, secondo, settimo e settimo posto in Serie A; Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Delneri. Poi quattro scudetti consecutivi, con Conte e Allegri. Così recitava la cronistoria della Juventus d.M. (dopo Moggi). La Champions? Mai oltre i quarti di finale. Una semifinale di Europa League “salvava” i ben poco entusiasmanti cammini in Europa. Tutto questo fino a ieri sera, quando, con tutti i dubbi del caso (età, emozione, esperienza), Allegri decide di schierare Stefano Sturaro al posto di Pereyra, il quale, comunque, non è che abbia più anni, meno emozioni, o maggiore esperienza. Lo scetticismo, ancora una volta, circonda il tecnico livornese, che, però, ancora una volta, riesce a scemarlo in breve tempo.
Il ragazzo ligure, nato a Sanremo, ma cresciuto a Genova, si dimostra uno dei migliori in campo. Suo il primo tiro della partita. Ricorre, gioca con semplicità e non risparmia scivolate veraci. E’ un ragazzo destinato probabilmente a diventare un beniamino dei bianconeri, come lo sono stati Davids o Ferrara o Montero. Tanta incoscienza, ma anche voglia e tenacia, come nel salvataggio miracoloso sul colpo di testa di James Rodriguez a porta vuota.
2-1, dunque. Di Morata, il figlio blanco rimpianto, il primo goal, su una respinta di Casillas, impegnato da un tiro velenoso di Tevez. Poi Ronaldo, a porta vuota su invito di Rodriguez, giocatore sublime sotto tutti gli aspetti. Infine Tevez su rigore, procurato da egli stesso dopo una traversata di metà campo. Il risultato è frutto di quello che potremmo definire un ibrido tra il possesso palla iberico e il catenaccio italico. 27 i passaggi per arrivare al primo goal di Morata, uno e tanta corsa per il rigore. Chiamale, se vuoi, emozioni.
Non è stato il migliore Real, orfano di Modric e Benzema, frenato dalle prestazioni inguardabili di Ramos e Bale. Non è stata la migliore Juve, con un Pogba in meno e tanta tensione in più.
Dicono che in partite come questi contino gli episodi, ma una tattica pressochè perfetta di Allegri, non guasta mai.
E’ solo l’andata. Stanno già aspettando il Bernabeu (nel 2003 cla chiamarono la “fossa dei leoni”) e dei merengues furiosi. Di mezzo, per loro, il Valencia.
Serve l’impresa, ora come ora, non impossibile.




Champions League, Massimiliano Allegri:”Juve credici!”

Stasera allo Juventus Stadium è previsto il pubblico delle grandi occasioni. La Juventus, per la prima volta dopo l’era post-calciopoli, approda in semifinale di Champions League. Fresco vincitore dello scudetto, il tecnico Massimiliano Allegri ha il morale alle stelle ed è sicuro che la sua squadra farà una grande partita. Dall’altra parte un habituè delle semifinali e il detentore del titolo: il Real Madrid di Cristiano Ronaldo e Bale. Sulla sponda bianconera, il tecnico livornese dovrebbe schierare una difesa a quattro, a centrocampo torna Pirlo assente nell’ultima gara di campionato contro la Sampdoria, Pereyra che fungerà da trequartista e coppia d’attacco neanche a dirlo composta da Tevez e Morata. Nelle consueta conferenza stampa, Allegri parla così della partita più importante della stagione: “Sarà sicuramente una partita off-limits. Loro sono i campioni d’Europa ed hanno tantissimi campioni. Noi non partiamo già sconfitti, dobbiamo crederci consci delle nostre qualità”. Inoltre Allegri, ha parlato anche del tecnico del Real: “Carlo è bravo e furbo e lo dimostrano i risultati che ha ottenuto. Ha vinto tutto e dappertutto, da lui si può solo apprendere”. Infine parla di chi sicuramente non ci sarà: “Peccato per Modric e Pogba, sono due campioni assoluti e sarebbe stato bello vederli in campo. Per quanto ci riguarda, speriamo di avere a disposizione Paul per la partita al Santiago Bernabeu”. Dall’altra parte, Ancelotti dovrà fare a meno di Modric e Benzema. Due le alternative di modulo, una con Isco, l’altra con Hernandez. Molto più probabile che il tecnico emiliano opterà per quella più difensiva, con Isco dunque a supporto di Bale e Ronaldo. Quasi certa la presenza di Sergio Ramos come centrocampista centrale e ballottaggio tra Marcelo e Coentrao sulla fascia sinistra, con il portoghese leggermente favorito secondo la stampa spagnola. Cosi Carlo Ancelotti ha presentato la gara contro la Juventus: “Contro i bianconeri sarà una partita completamente differente rispetto quella contro l’Atletico. Tutte e due hanno un buon possesso palla, ma per il resto sono due squadre totalmente differenti. Sara una semifinale e quindi una partita da non sottovalutare. Loro in casa sono molto forti ed hanno anche una buona esperienza internazionale. Io naturalmente ho già in mente chi schierare, ma non ve lo dirò. Benzema non sarà della partita a causa di un fastidio al ginocchio, mentre Bale è recuperato al cento per cento”. Alla domanda su Pirlo, Ancelotti dimostra di essere anche divertente: “Pirlo dice che per lui sono un padre? Bene, per me è come un fratello”. E poi sempre sulle dichiarazioni del numero 21 bianconero, che qualora vincesse la Champions cambierebbe area, dice: “Speriamo rimanga alla Juve anche l’anno prossimo”.