UEFA, la Lazio rischia l’esclusione?

La Lazio, nel caso di una dura presa di posizione da parte dell‘UEFA, rischierebbe la clamorosa esclusione dalla prossima Champions Leauge e al suo posto andrebbe la quarta forza del nostro campionato, la Fiorentina. Questa situazione scomoda per i capitolini è dovuta alla condanna di sei mesi per omessa denuncia inflitta al capitano Stefano Mauri che rischia così di essere nuovamente inquisito. Le nuove dichiarazioni potrebbero inguaiare un’altra volta non solo Mauri, ma anche la Lazio. Una presa di posizione da parte dell’UEFA sarebbe una sconfitta per la Lazio e per il calcio italiano che non ha mai preso provvedimenti nei confronti dei capitolini lasciando passare tutto inosservato.




Barcellona, Luis Enrique: “Noi favoriti? Si vedrà sul campo”

Il suo Barcellona va a gonfie vele e, con Liga e Coppa del Re in tasca, sembra inarrestabile quest’anno. Sabato andrà di scena la finale di Champions League, ultimo tassello di una stagione esaltante. Ma Luis Enrique non ci sta ad assumere il ruolo di favorito. Contro la Juventus, assicura sarà una partita difficile perché “I bianconeri hanno disputato una grandissima stagione” e “hanno grossi meriti”. Ammette che hanno tanti giocatori di qualità, “non solo Pirlo”. Il tecnico catalano non può neppure nascondersi dietro un dito, vista la forza della sua squadra: “Faremo quello che abbiamo fatto sempre. I giocatori hanno già giocato delle finali di Champions e sappiamo come affrontarle.” La buona notizia è che Iniesta dovrebbe recuperare in questi giorni: il suo infortunio nel match contro l’Athletic Bilbao aveva fatto sussultare milioni di tifosi blaugrana.




Roma, Florenzi: “Giocare la Champions è stato un onore”

Il centrocampista della Roma Alessandro Florenzi ha parlato ai canali ufficiali giallorossi della sua prima esperienza quest’anno in Champions League: “È stata una grandissima emozione, un onore. Come ho già detto in passato, giocare una partita di Champions era un mio pensiero fisso da quando ero bambino e sono contento di avercela fatta. Nel match contro il CSKA c’era una cornice di pubblico fantastica. I nostri tifosi, in partite importanti come quelle di Champions e non solo, sono molto importanti: sono il dodicesimo uomo in campo, ci sono sempre dietro e speriamo di poter dare loro tante gioie nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è migliorare sempre, quindi vogliamo almeno passare la fase a gironi il prossimo anno”.




Champions League, brividi Lazio

Manca solo la Polonia con la sua rappresentante e il quadro Champions è completo. 22 squadre già qualificate alla fase a gironi, 10 arriveranno dai playoff così divisi: 5 dagli spareggi fra squadre campioni nazionali e 5 fra le piazzate dei migliori tornei. Possibile sorteggio di fuoco per la Lazio ai preliminari Champions.

Questo lo scenario:

SQUADRE QUALIFICATE

Teste di serie: Barcellona, Bayern, Chelsea, Benfica, Paris Saint-Germain, Juventus, Zenit, PSV Eindhoven.

Non teste di serie: Real Madrid, Atletico Madrid, Porto, Arsenal, Manchester city, Siviglia, Lione, Dinamo Kiev, Olympiacos, Galatasaray, Roma, Borussia Monchengladbach, Wolfsburg, Gent.

PLAYOFF

Squadre piazzate:Manchester United, Valencia, Bayer Leverkusen, Sporting Lisbona, Lazio

TERZO TURNO PRELIMINARE

Squadre piazzate: Shakhtar, Ajax, CSKA Mosca, Brugge, Monaco, Young Boys, Sparta Praga, Fenerbahçe, Panathinaikos, Rapid Vienna.

Squadre campioni: Basilea, Salisburgo, Viktoria Plzen

SECONDO TURNO PRELIMINARE

Steaua Bucarest, Celtic Glasgow, APOEL Nicosia, BATE Borisov, Ludogorets, Dinamo Zagabria, Maribor, Maccabi Tel Aviv, Partizan, Malmo, Qarabag, HJK Helsinki, Molde, Midtiylland, Videoton, Skenderbeu, Sarajevo, Ventspils, Dila, Trencin, Zalgiris, Astana, Milsami, Rudar, Vardar Skopje, Stjarnan, Fola Esch, Dundalk, Hibernians, campione di Polonia*

*ancora da determinare

PRIMO TURNO PRELIMINARE

The New Saints, Levadia, Pyunik, Santa Coloma, Crusaders, B36, Lincoln Red Imps, Folgore/Falciano




Barcellona, il Mundo Deportivo: “Suarez potrà giocare a Berlino”

Secondo il Mundo Deportivo, famosa testata giornalistica spagnola, Luis Suarez avrebbe svolto al meglio il percorso di riabilitazione post infortunio e per la finale di Berlino sarà sicuramente uno degli uomini fondamentali che scenderà in campo al fianco di Messi e Neymar. La cosiddetta “MSN” (Messi, Suarez,Neymar) fa paura e in particolar modo ai tifosi juventini che forse si auguravano di non veder scendere in campo il fenomeno uruguagio ma purtroppo per loro Suarez prenderà parte alla finalissima del 6 giugno e probabilmente sarà già disponibile per la finale di Copa del Rey contro l’Athletic Bilbao.




L’Expo distrae Milano: Inter e Milan salutano l’Europa dopo 60 anni

La Milano calcistica esce con le ossa rotte da questa stagione. Milan e Inter, infatti, sono entrambe fuori dalle competizioni europee, 60 anni dopo l’ultima volta (stagione 1955/56). La ferita è ovviamente profonda. Una città del genere come quella lombarda non può non prescindere anche dal calcio. Le due società dovranno fare mea culpa e ripartire al meglio per tornare ai fasti d’un tempo e alle posizioni che questi 2 club meritano.

Ci sono stati tanti, troppi, errori in questa stagione: l’inter, dal cambio di proprietà, sembra aver perso la voglia di lottare per quella maglia storica. L’abdicazione di Moratti ha lasciato un segno, pesante, che ha avuto conseguenze negative sulla squadra (e pensare che lui stesso aveva lasciato per il troppo amore neroazzurro per un futuro migliore, ndr). Forse allora la colpa non era di Mazzarri, scaricato forse troppo presto e la soluzione non era Mancini. L’allenatore ex Manchester City e Galatasaray è stato preso più per il suo “appeal” internazionale e per il suo ottimo rapporto con i tifosi piuttosto che per cercare una scalata all’Europa francamente complicata. Il problema di quest’Inter non sono gli allenatori o la dirigenza, ma bensi i giocatori, molti dei quali non all’altezza di questa società. Bisognerà pensare bene e fare le giuste valutazioni su chi dovrà andare via. Inoltre è stato errato anche il mercato che ha portato a Milano giocatori privi di motivazioni (Shaqiri e Podolski a gennaio, in estate Vidic, solo per fare qualche nome). Thohir dovrà essere più presente ed accompagnare la squadra in un processo di crescita oppure il futuro dell’Inter sarà ancora più buio.

D’altra sponda di Milano non se la passa di certo meglio il Milan. Dall’arrivo di Barbara Berlusconi come amministratore delegato al fianco di Adriano Galliani i rossoneri hanno perso molto, in termini di gioco e di risultati. Sarà un caso? Al Milan, come detto qualche tempo da Gattuso, “decideva una persona sola: Galliani” . Inoltre anche le tante, troppe, insistenti voci sul possibile cambio di proprietà hanno influito molto sulle prestazioni della squadra, spesso distratta da tutto ciò. Altro errore, inevitabile, è quello di aver affidato la panchina ad un giovanissimo come Filippo Inzaghi (a cui auguro un grande futuro, ndr), troppo inesperto ed acerbo per sostenere il peso di una panchina del genere (eppure c’erano già cascati con Seedorf! Perchè rifare lo stesso errore?). Anche il Milan dovrà ripulire la sua rosa da giocatori che non sono utili, che non sono all’altezza di questo club e che non credono al progetto (i vari Essien, Muntari ecc), ma puntare su giocatori giovani (come spesso detto da Berlusconi) e soprattutto italiani, con un allenatore “da Milan” come Carlo Ancelotti, che sembrerebbe proprio vicino al ritorno (i tifosi del Diavolo incrociano le dita).

La prossima stagione i 2 club milanesi dovranno, per forza di cose, dimostrare qualcosa, tornare in alto e riprendersi le posizioni di alta classifica che hanno sempre occupato durante la loro gloriosa storia. Speriamo, soprattutto per il futuro europee italiano che questi 2 club hanno l’onore e l’onere di rispettare.




Amarcord: 22 Maggio 2010, l’Inter di Mourinho vince la Champions League

E’ il 22 Maggio 2010, esattamente 5 anni fa, quando dopo 45 anni l’Inter torna sul tetto d‘Europa battendo per 2-0 il Bayern Monaco nella finale di Madrid grazie alla doppietta del “principe” Diego Alberto Milito. Fu capitan Zanetti ad alzare la coppa dalle grandi orecchie, riuscendo così a coronare il sogno di una carriera devota ai colori nerazzuri. Quella messa a punto da Mourinho era una macchina perfetta, capace di sconfiggere l’imbattibile Barcellona dei marziani Messi e Iniesta in semifinale, passando per l’impresa di Londra contro il Chelsea e la finale del Bernabeu con il Bayern. L’Inter ottenne così la terza Champions o Coppa dei Campioni della sua storia che consentì al presidente Massimo Moratti di eguagliare il padre Angelo, che conquistò la coppa con Helenio Herrera in panchina.




Sogno di una notte di mezza estate

Il 6 giugno per molti sarà semplicemente un sabato come gli altri, trascorrendolo magari al mare e a divertirsi con gli amici, ma non per i tifosi juventini. Una finale di Champions non è cosa da tutti giorni, soprattutto per una squadra che ha avuto un percorso, negli ultimi anni, a dir poco sofferto. Contro il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar non sarà certo facile, ma comunque vada quel 6 giugno sarà una data storica, da ricordare, da raccontare. Tornare per la prima volta in finale di Champions League dopo l’inferno della B, tornare in finale a distanza di 12 anni, tornare in finale per urlare al Mondo intero (quello calcistico s’intende), che la Juve c’è e che una squadra italiana si gioca il titolo di campione d’Europa. I supporters bianconeri sono al settimo cielo, entusiasmo alle stelle e tanta gioia. A Berlino sarà una partita difficilissima, contro l’avversario più forte, contro un allenatore sottovalutato ed una squadra che gioca a meraviglia. Fosse solo per quei tre lì davanti, Allegri dormirebbe sonni più tranquilli, chissà magari sognando di alzare la coppa dalle grandi orecchie. Ma il Barça, purtroppo per noi, non è solo Messi, Suarez e Neymar. In difesa due come Piquè e Mascherano farebbero la differenza ovunque, un terzino con le caratteristiche di Dani Alves ancora lo devono inventare e la velocità di Jordi Alba farebbe invidia anche al mio vecchio motorino. Rakitic a centrocampo serve palloni con la stessa genialità con cui Michelangelo scolpiva la pietra, Iniesta, beh neanche a dirlo e Busquets, che forse in questa squadra vive un po’ all’ombra, è di un’importanza cruciale. Alla fine della fiera, quei tre in attacco sono solamente la ciliegina sulla torta, una torta deliziosa. Chissà se Massimiliano la notte, il trio da fantacalcio se lo sogna, se si sogna quei 115 goal, (badate bene non è un errore), segnati nel corso di una stagione. “Fermare le furie blaugrana è come lottare contro il mulini a vento” direbbe Miguel de Cervantes, eppure Allegri i mulini li deve abbattere, quantomeno arginare, limitare, contenere. Esiste un modo? Risposta che forse sapremo tra due settimane, ma intanto, come si dice, la notte porta consiglio ed allora caro Massimiliano dormi tranquillo, che magari “un sogno di una notte di mezza estate” s’avvera.




Simeone: “Finale di Champions difficile… per il Barça!”

A tu per tu con l’allenatore dell’Atletico Madrid, Simeone, in esclusiva su Onda Cero, al ‘Al Primer Toque’.

Si è parlato di mercato, e di chi potrebbe vestire la maglia rojiblanca: “Io cerco l’essenza del club, uno deve sentire la maglia. Se capisci dove sei, rendi di più. Non è facile giocare nell’Atletico, non ottieni risultati solo con il talento. Messi e Ronaldo non dureranno 100 anni quindi in un qualche momento potremo esser più vicini”.

Riferimenti anche al campo, quel derby di Champions nel Bernabeu… “Ho lasciato fuori Gabi, giocatore a cui io devo la vita… perché pensavo che Saul potesse avere più gamba nella ripartenza dalla seconda linea. C’è sempre il rischio che la mossa venga male, è il calcio. Ma se Saul non fa esperienza non crescerà mai”.

Pensiero per Ancelotti: “Mi fa arrabbiare che non lo si valorizzi, è molto difficile vincere quello che ha vinto lui.”

In chiusura, un pensiero alla finale di Berlino. “Vedo la finale tremendamente difficile, per il Barcellona però. La Juve è una squadra da Coppe, e quando squadre così arrivano in fasi così elevate della competizione sono davvero complicate da affrontare. Sembra come quelle squadre da Mondiali, come l’Italia, che supera il turno e la gente dice: “Ha avuto fortuna, ha incontrato quella squadra piuttosto che un’altra”. Si fortuna, ma ci arriva. E quando ci arriva vuole e può vincere. Nella rosa della Juve ci sono tantissimi giocatori che desiderano fortemente quella Coppa, non darei una percentuale di vittoria finale maggiore al Barcellona rispetto che alla Juve mai e poi mai”.




Inter, Moratti: consigli alla Juve per Berlino? “li darei al Barça…”

Massimo Moratti ha parlato del momento dell’ Inter e del prossimo mercato: “Faremo anche noi una grande squadra ; Thohir merita rispetto perchè è una brava persona “. Si aspettava di più da Mancini ? ” E’ lui che si aspettava di più dalla squadra . Cerchiamo giocatori d’esperienza e giovani che possono esplodere, con un po’ di fortuna si può costruire una grande squadra. Io lascio la responsabilità a Mancini, ha occhio e li dovrà allenare lui i giocatori. Sta facendo il massimo, con un po’ più di grinta, carattere e personalità forse si riuscirà ad ottenere risultati migliori “. Europa League ? “Speriamo di poterci entrare ma prendiamo il positivo anche nel non esserci, cioè che potremo prepararci al meglio per il campionato”.

Infine Moratti dice la sua sulla stagione della Juventus e scherza in vista dalla finale del 6 giugno contro il Barcellona : “Ognuno vuole ottenere qualcosa di fantastico , giusto che la Juve ci provi . Noi avevamo giocatori formidabili nell’anno del Triplete”. L’Inter ha battuto il Barcellona, 5 anni fa, arrivamdo alla finale di Champions poi vinta col Bayern. Consigli da dare alla Juve per battere il Barça? “Consigli da dare a chi? Al Barcellona…”.