#WeeklyReport – 10 all’Ottimo Empoli, 2 all’incredibile Chelsea in caduta libera

VOTO 10 alla vera rivelazione del nostro campionato: l’Empoli! La vittoria per 3-0 contro il Carpi è la terza consecutiva in questa stagione e nelle ultime 5 partite ha totalizzato ben 10 punti. La media è da metà classifica e attualmente si trova in 9° posizione, a meno 5 punti dal 5° posto che vuol dire Europa League. La grande sorpresa non è tanto la coesione del gruppo, vera arma dei toscani, ma l’exploit del tecnico Marco Giampaolo che finalmente ha trovato la quadratura del cerchio con la squadra di Maccarone & Co. Grande tattico e stratega, l’allenatore nato a Bellinzona non è mai riuscito a esprimere il proprio valore attraverso le proprie squadre, ottenendo quasi sempre dei magri risultati. Speriamo davvero che il tecnico e la squadra possano scrivere un altra bella favola del nostro calcio.
UMILI

VOTO 9 al Gent che è riuscito a battere lo Zenit e a qualificarsi agli ottavi di Champions League, eliminando squadre ben più attrezzate e blasonate come Valencia e Lione. La cenerentola dell’attuale Champions, dovrà lottare contro il Wolfsburg per poter accedere ai quarti, squadra sicuramente temibile ma non imbattibile per i bufali. Campioni in carica del campionato belga, comandano la classifica della JupilerLeague e ora punta al miracolo europeo. Dove potranno arrivare i ragazzi di Hein Vanhaezebrouck?
INDEMONIATI

VOTO 8 all’Angers, neo promossa in Ligue 1 e seconda in classifica dietro al solito PSG che stacca tutti con 17 punti di vantaggio. La piccola squadra del Nord Ovest della Francia, sta dando prova di un campionato eccezionale grazie al suo tecnico Moulin e alla sua stella N’Doye, calciatore monitorato dal Chelsea e dal Manchester City. Un vero e proprio miracolo per i bianconeri che ora sognano un posto in Europa. Guardando i numeri, non si direbbe che questa piccola sorpresa, riesca a stare tra le prime del campionato, visti i soli 17 gol realizzati in 18 partite. Ma la vera forza dell’Angers si trova nel reparto difensivo, solo 10 gol subiti e seconda miglior difesa alle spalle del PSG. Semplicemente
ROCCIOSI

VOTO 7 alla meravigliosa favola chiamata Leicester City, primi in Premier League e a + 2 da Arsenal e Manchester City. La vittoria incredibile di ieri sera contro il Chelsea, non è solo la rivincita di Claudio Ranieri su Jose Mourinho, ma è la più bella e incredibile storia sportiva dell’anno. Vardy, Mahrez, Fuchs e tutta la rosa delle Foxes, stanno trascinando un’intera città sul tetto d’Inghilterra, disintegrando tutto lo scetticismo delle prime giornate.
FAVOLOSI

VOTO 6 al sorteggio europeo di Nyon. Con la solita sfortuna che caratterizza le nostre squadre in ambito internazionale, i nostri non beccano per niente un sorteggio facile. Sembra quasi che i nostri club abbiano voluto dare man forte alla Nazionale nostrana che affronterà Svezia, Irlanda e Belgio, in uno dei gironi più difficili di tutto l’europeo francese. Per par condicio, nazionale e club vanno a braccetto, ma occhio, Italians Do It Better!
C’EST LA VIE

VOTO 5 alla Roma. Abbiamo voluto graziare i giallorossi senza infliggere troppe accuse, visto il passaggio del turo in Champions League. Incredibilmente, la squadra di Garcia passa agli ottavi con 6 punti ed il record della peggior difesa di tutta la competizione. La partita dell’Olimpico contro il Bate Borisov, ha messo in evidenza la scarsa concentrazione dei calciatori romani che per più volte hanno rischiato di capitombolare contro la modesta squadra della Bielorussia. Serve una scossa immediata perché il Real Madrid e l’Inter in campionato, non staranno di certo a guardare.
PENSIEROSI

VOTO 4 al Milan che recrimina troppo e gioca male. I rossoneri mancano di serenità mentale e ciò porta alla poca coesione e allo scarso rendimento di gioco. Contro il Verona e il Carpi i tifosi hanno potuto ammirare l’ennesima versione tattica e caratteriale di questo Milan targato Mihajlovic. Gli scarsi risultati portano società e tecnico a recriminare per presunti torti arbitrali subiti, unico appiglio di una squadra lasciata al proprio destino.
SOLITARI

VOTO 3 al Manchester United che clamorosamente non riesce a passare agli ottavi di Champions League per via della sconfitta rimediata contro il Wolfsburg. In questo caso, le parole di Paul Scholes, non uno da poco, sono azzeccate. La squadra non esiste in campo, mancano quegli attributi che caratterizzavano le formazioni guidate da Sir Alex Ferguson. Fergie ha lasciato un vuoto incolmabile in quel di Manchester, ma ora sta alla “vecchia” guardia risollevare le sorti di una nobile caduta.
DISCENDENTE

VOTO 2 al Chelsea che perde anche contro il micidiale Leicester. Siamo indecisi a chi dare il voto, ma alla fine decidiamo di dividere il 2 tra società, tecnico e calciatori. Ad ognuno di questi individui o gruppi nel caso di dirigenza e organico tecnico, è indirizzato il nostro voto. Una squadra gloriosa come il Chelsea, con tanti campioni nella rosa, con una grande società ed un grande tecnico, non può permettersi di galleggiare appena al di sopra della zona retrocessione senza un minimo di reazione e prendere così tante partite fino a questo punto.
OSCENI

VOTO 1 ai diritti TV e a tutti gli sponsor che rovinano ogni sorta di Sport. I soldi modificano e decidono tutto, dagli orari alle regole. Il campionato spezzatino non ci piace ne adesso, ne in futuro. Rivogliamo tutto il calcio al solito orario domenicale! 




Inter, parla Javier Zanetti: “Speriamo di tornare in Champions League”

Intervistato dai microfoni di Sky, Javier Zanetti, ha detto la sua sul campionato di Serie A e, sui sorteggi degli ottavi di finale di Champions League che l’hanno visto protagonista: “Mi sento sempre interista, è stato un sorteggio con tante belle squadre, soprattutto con grande tradizione che si affrontano. La Juve sta tornando, sta crescendo partita dopo partita, se la può giocare alla pari. In Champions devi affrontare tutte, vediamo che accade. Mi auguro di tornare l’anno prossimo, nel sorteggio di Champions League, e non a pescare le palline. E’ strano non avere la competizione, speriamo di raggiungere almeno il terzo posto e ritornare qui. In Juve-Fiorentina i bianconeri potevano vincere, stanno tornando a livello, ci sarà da lottare fino alla fine. Ora Napoli e Juve sono le due squadre che possono arrivare fino alla fine. Miranda ha portato esperienza, in un reparto non semplice. Gli scudetti si vincono partendo dalla difesa, prendendo pochi gol abbiamo grande possibilità“.

Zanetti che in carriera ha collezionato ben 159 presenze e 5 reti in Champions League, tutte con la maglia nero azzurra, vincendo la competizione il 22 maggio 2010, battendo al Santiago Bernabeu di Madrid il Bayern Monaco

 




Roma, parla Garcia: “Real Madrid? Per me è un bel sorteggio”

Il tecnico francese della Roma Rudi Garcia ha parlato ai microfoni di Roma Radio appena dopo aver appreso che negli ottavi di finale di UEFA Champions League dovrà vedersela con il Real Madrid: “Sappiamo che abbiamo fatto un risultato importante ieri a Napoli. Pareggiare senza subire gol è sempre un gran risultato a Napoli. Real Madrid? Abbiamo visto il sorteggio tutti quanti insieme. Per me è un bel sorteggio. Potersi confrontare contro una squadra come il Real Madrid che è una delle favorite a vincere la Champions è una cosa buona. Dovremmo fare l’exploit per andare ai quarti di finali. Mi auguro che il 17 febbraio l’Olimpico sia strapieno“.

La compagine giallo rossa dovrà affrontare un’avversario dei più temibili in Europa, i “Blancos” di Ronaldo, Bale e Benzema, allenati da Rafa Benitez.




#ChampionsLeague – I sorteggi: Juventus contro Bayern. Roma, c’è il Real

Il sorteggio degli ottavi di Champions League si realizza in uno degli scenari peggiori per le italiane. La Roma trova il Real Madrid, mentre la Juventus ospiterà il Bayern Monaco schiacciasassi in Bundesliga. PSG-Chelsea replica la sfida della stagione scorsa, mentre per l’Arsenal torna l’incubo-Barça. Ecco il quadro del turno:

Gent-Wolfsburg

Roma-Real Madrid

Psg-Chelsea

Arsenal-Barcellona

Juventus-Bayern Monaco

Psv-Atletico Madrid

Benfica-Zenit

Dinamo Kiev-Manchester City




Ajax, il segreto del club di Amsterdam si chiama De Toekomst

Il calcio moderno si evolve rapidamente e di anno in anno troviamo tante nuove scuole di pensiero che, con i loro metodi, puntano ad entrare nell’olimpo dello sport più bello al mondo. Il tempo che avanza ad una rapidità incredibile, mette a dura prova le società calcistiche moderne, ponendole alla ricerca di nuove soluzioni rapide ed immediate, per riuscire a stare al passo con i tempi ed a non perdere nemmeno un colpo. L’exploit di nuovi metodi gioco, con qualche pizzico di retrò in alcune società che tornano ad utilizzare metodi ed impostazioni vincenti, ma nettamente non al passo con i tempi, non ha sicuramente oscurato due società che sin dalle fondamenta, restano al top nel calcio europeo. L’Ajax rappresenta una delle migliori scuole calcio di tutti i tempi, basando il suo lavoro sui giovani calciatori ed esaltando le caratteristiche dei singoli, mettendole al servizio dell’intero organigramma.

Il settore giovanile dei Lancieri è forse il miglior centro scouting in Europa e da sempre offre al calcio europeo talenti straordinari. La città multiculturale di Amsterdam offre un ambiente accogliente per qualsiasi ragazzo, che sia olandese o no. La formazione dei calciatori avviene in modo curato, badando soprattutto ai dettagli tecnici e fisici. Basti pensare che una società come l’Ajax ha prodotto ogni anno dal 1950 ad oggi, un gruppo o due di top player. L’exploit del Barcellona negli ultimi anni, e la globalizzazione che ha portato all’elevazione alla massima potenza dei campionati inglesi, tedeschi, spagnoli e italiani, hanno oscurato quella che era la vera forza del calcio europeo, capace di spendere poco ogni anno, ma di ottenere dei risultati enormi, visto l’apporto di giocatori che ne segue dal vivaio alla prima squadra. Lo spazio in Olanda è però un problema, ma non per i Lancieri, abili ad organizzare delle strutture all’avanguardia e sempre avanti rispetto alle altre società. “De Toekomst” (Il Futuro), è il nome attribuitogli al loro vivaio, non a caso il lungo processo di scouting inizia dall’età di 6-7 anni. I criteri per la selezione non sono ne i gol segnati e tanto meno quanto corrono, ma quanto si divertono nel giocare a calcio! Il desiderio e la passione sono i veri criteri che gli scout dell’Ajax valutano con più accuratezza. Secondo punto di forza è la territorialità. Raramente i dirigenti dei biancorossi, sconfinano il territorio dei Paesi Bassi o addirittura quello della stessa città di Amsterdam.

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Wim Jonk, responsabile del settore giovanile dell’Ajax

 

Tuttavia, essendo un club ai vertici nazionali ed europei, la selezione è molto accurata e chi non sopravvive al sistema Ajax, viene inesorabilmente fatto fuori e rispedito al mittente. Non c’è compassione a certi livelli. Di quasi 200 giovani calciatori dell’Academy, quasi 30 vengono eliminati ogni anno. Oltre a voler valorizzare i calciatori per poter ottenere dei risultati con la prima squadra, la società investe costantemente sul vivaio anche per un tornaconto economico. Di fatto il vivaio è un business, che converte in moneta la vendita dei migliori talenti provenienti dalle giovanili. Ma pur avendo ambizioni personali, essere un membro dell’Ajax vuol dire far parte di un meccanismo che funziona solo se ogni singolo pezzo lavora al meglio per tutta la macchina che muove l’intera società. Ecco che entra in gioco la mentalità vincete impostata sin dalla tenera età. La società di Amsterdam cura perfettamente ogni minimo particolare, dalle lenzuola alla tazza da tè. Questo permette la valorizzazione del singolo calciatore che si tramuta poi in entrate per la stessa società. Ma il ricavato dalle vendite non viene sperperato per l’acquisto di fenomeni, ma viene speso quasi interamente sul vivaio e l’organizzazione societaria. Fin da bambini, i selezionati non convivono in un collegio ma tramite una serie di bus, vengono presi dalle scuole e portati nei centri di allenamento, nei quali troveranno degli insegnanti che gli aiuteranno negli studi teorici e poi negli allenamenti. Tutta l’educazione al mondo Ajax viene ripagato dalla vendita dei campioni, mentre al genitore del ragazzo, viene chiesto un contributo di circa 100€ all’anno. In più, ogni calciatore ha una vita privata, tornano a casa loro stanno con la famiglia e gli amici fino al momento in cui vanno a dormire. Gli allenamenti sono rigorosamente seri e questo fa dell’Ajax una scuola di vita per giovani uomini.

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Il centro di formazione dell’Ajax, ovvero De Toekomst

La parte tattica viene impostata dagli inizi e mantenere lo stesso stile di gioco dal vivaio alla prima squadra, per anni e anni, aiuta l’integrazione durante il suo passaggio al livello professionistico. Il 4-3-3 non a caso, è un modello di gioco basato sull’attacco, sfruttando il bel gioco. Ecco che ritorna la voglia di divertirsi che avvolge ognuno di noi nel momento in cui la palla e fra i nostri piedi. Tramite delle strutture moderne e con l’utilizzo di mezzi tecnologici che aiutano ogni coach alla scelta degli allenamenti, i giovani hanno la possibilità di ottenere una formazione eccezionale che gli permette di diventare dei veri professionisti. Ogni allenatore dispone di una app che gli permette di seguire i suoi calciatori passo dopo passo, aiutandolo a capire con quali allenamenti specifici, ogni singolo calciatore può migliorare. L’ottima strutta dei biancorossi, impone ad ogni giocatore di dare il massimo perché la tolleranza non è accettata, questo fa si che solo i migliori possono accedere alla prima squadra.

Questo è un modello di vita e di gioco che funziona da decenni. L’Ajax fornisce alla Nazionale olandese tanti campioni. Quest’anno le cose per la Nazionale Orange non sono andate come al solito, infatti non sono riusciti a centrare la qualificazione ai campionati europei, ma ciò non significa che il loro modello sia finito, anzi, tutto ciò spronerà società come l’Ajax ad una maggiore attenzione nei particolari e in qualche anno, formeranno sicuramente nuovi top player, pronti a scalare la classifica in europa.




#ChampionsLeague – Chelsea, Mourinho: “Agli ottavi eviterei Juventus e Roma”

Intervistato dai microfoni di Sport Mediaset, l’ex tecnico dell’Inter, Josè Mourinho, parla della qualificazione del suo Chelsea come prima del girone, dopo il 2-0 inferto al Porto, altra sua ex squadra.

Lo Special One ora non ha dubbi, gli farebbe piacere evitare una delle italiane agli ottavi di Champions.

Ecco le sue parole: “Siamo tutti molto felici perchè siamo passati primi nel girone ed abbiamo evitato quindi di pescare le più forti d’Europa. Anche i tifosi alla fine sono sereni perchè abbiamo raggiunto una qualificazione difficile e ora possiamo pescare agli ottavi una squadra alla nostra altezza. Juve o Roma? Sono squadre di qualità, la Juve è finalista uscente e la Roma è una grande piazza. Assieme al PSG sono le più pericolose. Preferirei evitarle ma se la sorte assegnerà una di loro ci sarà da lottare. Magari col PSG vendicheremo la passata stagione”.




#ChampionsLeague – Roma, Pallotta furioso con i tifosi

L’ennesima prestazione deludente della Roma, che è comunque riuscita a qualificarsi per gli ottavi di finale di Champions League, ha deluso molto i tifosi giallorossi, che hanno salutato la squadra a fine partita con una pioggia di fischi. Reazione che non è piaciuta a James Pallotta, che una volta sceso in mixed zone, ha voluto dimostrare il proprio appoggio alla squadra, non risparmiando qualche pesante critica ai tifosi, rei, ad avviso dell’americano, di non supportare la squadra. Ecco quanto dichiarato da Pallotta: “Qualcuno di voi deve lasciare questi ragazzi in pace seriamente loro lavorano tutti i giorni. Noi continueremo a lavorare. È frustante per i ragazzi quando raggiungono un obiettivo sentire questi fischi. A un certo punto bisogna saper crescere e smettere di gettar merda su giocatori e staff, ci vuole un po’ più di rispetto. Nel secondo tempo i ragazzi qualcosa hanno fatto vedere. Questo è un gruppo di buoni giocatori e voi li lasciate soli. Questi ragazzi meritano applausi per il passaggio del turno, ma sono stati fischiati nonostante il passaggio del turno. La gente sente le radio e legge i giornali e li fischia. Siamo passati agli ottavi, però bisognerà anche smetterla di trattarci così male. Devono incitarci. I ragazzi lavorano giorno dopo giorno per migliorare, meritano un altro palcoscenico e un altro pubblico“.
Nonostante l’ottima notizia del passaggio del turno, in casa Roma non regna la tranquillità.




#ChampionsLeague – Pagelle e dichiarazioni giallorosse post Roma-Bate Borisov

Ecco le pagelle della Roma nello 0-0 col Bate Borisov:

Szczesny 7,5: il portiere polacco salva la Roma dall’eliminazione e dal 4° posto che avrebbe sancito il primo fallimento stagionale e, probabilmente, l’esonero di Garcia. Strepitoso il riflesso su Gordeichuk.

Florenzi 6: come al solito è ovunque. Fa su e giù sulla fascia risultando uno dei più pericolosi in fase offensiva. Sfortunato quando Chernik sfodera un grande riflesso sul suo destro a botta sicura.

Manolas 6: meno brillante del solito anche se non deve faticare molto. Talvolta la difesa viene bucata per alcuni suoi errori di posizionamento.

Rudiger 6,5: la miglior partita da quando è alla Roma; sfrutta la sua potenza fisica per sbrogliare le situazioni più complicate. Bravissimo a salvare di testa dopo la parata di Szczesny su Mladenovic.

Digne 5,5: palesa ancora problemi in fase difensiva ed inoltre oggi non punge come al solito in avanti. Tanti cross nell’area di rigore senza trovare mai la misura giusta per imbeccare la testa di Dzeko.

De Rossi 6: partita di ordinaria amministrazione per Daniele che si abbassa tra i difensori per impostare la manovra. Quasi mai nel vivo del gioco, gioca semplice e non sbaglia praticamente mai.

Pjanic 5,5: una grande punizione, ben parato da Chernik, e un errore sotto porta su assist al bacio di Salah; troppo poco per uno come lui che in partite come questa deve caricarsi la squadra sulle spalle ed entrare nel vivo del gioco.

Nainggolan 6,5: come al solito encomiabile. Lotta su tutti i palloni e nel primo tempo va vicino al gol con un destro da fuori. Tanta corsa e palloni recuperati, il solito ninja.

Iago Falque 4,5: dove è finito quel magnifico giocatore del Genoa? Lo spagnolo non riesce mai a saltare l’uomo e invece di proporsi in verticale viene sempre a prendere la palla a centrocampo facendo abbassare la squadra. Non è questo il lavoro che vuole Garcia da uno con le sue qualità. Dall’83’ Ucan s.v.

Iturbe 5: non riesce a fare quello che vorrebbe. L’argentino continua a litigare col pallone e la sua testa sembra ormai lontana dalla capitale. Solita corsa e impegno, ma di concreto nulla. Dal 59′ Salah 6: non è in condizione ma Garcia lo lancia nella mischia. Offre a Pjanic una ghiotta occasione ma il bosniaco calcia male.

Dzeko 5,5: fa a sportellate, fa salire la squadra ma sotto porta non è quell’attaccante ammirato al Manchester City. Ha almeno 4 occasioni per fare gol ma per meriti di Chernik e per demeriti suoi rimane a secco anche questa sera.

Garcia 5: deve rinunciare a Gervinho e non rischia Salah dal primo minuto, schierando Iturbe e Iago che però risultano sterili in fase offensiva. Non ha soluzioni e questo può essere un alibi ma il tecnico francese sembra in grande confusione, soprattutto quando a 10′ dalla fine inserisce un centrocampista per un attaccante, e l’Olimpico non gradisce. La sua Roma non gira più e, al posto di pensare ai tifosi, dovrebbe provare a cambiare moduli e tattiche per ritrovare quei 3 punti ormai perduti.

A fine partita sono intervenuti alcuni giallorossi:

Florenzi: “I tifosi pagano il biglietto o l’abbonamento per vedere uno spettacolo e possono fare quello che vogliono. Vediamo il bicchiere mezzo pieno e pensiamo che abbiamo raggiunto il primo obiettivo stagionale. Peccato non aver vinto perchè abbiamo tirato più di 20 volte in porta. I fischi? Avrei preferito che fossero stati in 70.000 a fischiarmi”.

Garcia: “Quando non c’è la Curva Sud per noi è tutto un altro ambiente, è più difficile. I ragazzi hanno fatto di tutto per vincere la partita ma non ci siamo riusciti. Momento difficile? Una squadra che calcia 24 volte non la definirei una squadra in crisi o che non gioca bene. Non siamo fortunati ultimamente ma questo è un pareggio ‘buono come il pane’. Abbiamo centrato il primo obiettivo della stagione”.

Digne: “Una buona partita, a tratti sfortunata, però siamo riusciti nel nostro intento. Adesso c’è la partita di domenica contro il Napoli, una grande gara, speriamo di vincere. Fischi dei tifosi? Normale, anche loro vogliono vincere come noi”.




#ChampionsLeague – La Roma vola agli ottavi ma col Bate finisce senza reti e tra i fischi

La Roma, nonostante lo 0-0 dell’Olimpico contro il Bate Borisov, approda agli ottavi di finale di Champions League approfittando del contemporaneo pareggio tra Bayer Leverkusen e Barcellona. I giallorossi, grazie alla vittoria casalinga contro i tedeschi, passano come 2° del girone con appena 6 punti conquistati e con la 2° peggior difesa della competizione (16 gol subiti, ndr).

La Roma mette tanto impegno nel match, tirando tantissime volte in porta (24 conclusioni), ma non trovando mai la via del gol, talvolta per meriti del portiere ospite Chernik (come le parate d’istinto su Florenzi e Dzeko, ndr), e altre volte per grandi imprecisioni (Dzeko sprecone un paio di volte e Pjanic nel finale ben servito da Salah). Ovviamente i giallorossi concedono le solite ghiotte occasioni e il Bate ha una chance clamorosa nella ripresa quando un miracolo di Szczesny salva la qualificazione parando un tap-in a botta sicura, da due passi, di Gordeichuk. Per gli ospiti c’è da segnalare anche l’ottima conclusione di Mladenovic ben parata ancora dal portiere polacco. Pareggio che alla fine rispecchia l’andamento altalenante della partita con la Roma che, ai punti, avrebbe meritato un qualcosa di più.

Alla conclusione del match, a qualificazione archiviata, l’11 giallorosso si è sentita fischiare, in maniera veemente, contro e tale comportamento rispecchia pienamente il periodo negativo che sta vivendo la squadra che non riesce a ritrovare i risultati e i tifosi, che in partite come queste, dovrebbero sostenere e incitare la squadra. L’ambiente è caldo e probabilmente domani ci saranno nuove contestazioni. A mente fredda, però, questa qualificazione pesa molto e può essere il trampolino di (ri)lancio per i capitolini; domenica c’è il Napoli e quella può essere la vera prova del nove.




#ChampionsLeague – Impresa Arsenal: Giroud stende l’Olympiacos con una tripletta

L’Arsenal centra l’impresa di battere con 2 gol di scarto l’Olympiacos in Grecia (finale 0-3, ndr) e approda agli ottavi di finale di Champions League. Gli uomini di Arsene Wenger si presentano al cospetto dei biancorossi ellenici con un unico risultato possibile: la vittoria. I Gunners interpretano alla perfezione i 90′ minuti di gioco tenendo sempre il pallino in mano e riuscendo ad alzare i ritmi a proprio piacimento. La serata di grazia di Olivier Giroud si apre al 29′ con il colpo di testa che porta in vantaggio gli inglesi (non benissimo il portiere di casa nella circostanza). Al minuto 49′ arriva il 2-0 con una grande azione dell’Arsenal conclusa con un diagonale sempre dallo stesso attaccante francese che, al 67′, trova la personale tripletta su calcio di rigore. Nonostante il girone d’andata folle l’Arsenal ha meritato il passaggio del turno soprattutto quando è riuscita nell’impresa di battere il Bayern Monaco all’Emirates.

A fine partita Wenger ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla performance dei suoi: “Partita perfetta la nostra, sia dal punto di vista psicologico che tattico. Avevamo bisogno di una prestazione di carattere e cosi’ è stato, questa cosa ci ha reso forti. Ci davano per spacciati visto anche le assenze ed invece devo ringraziare i miei, abbiamo centrato un grande obiettivo, è una notte speciale per noi”.