Calcio e criptovalute, i due mondi sempre più vicini

Apparentemente due mondi completamente agli antipodi, ma nei fatti, due realtà che mai prima d’ora sono state così vicine. Il calcio e le criptomonete hanno da tempo siglato accordi di collaborazione che hanno visto le parti unirsi in un matrimonio di intenti davvero proficuo per entrambe. Da una parte un settore che muove milioni di appassionati e che ha un potere mediatico come pochi a questo mondo; dall’altra una tecnologia in rapida espansione che molto presto entrerà nella quotidianità di tutti noi.

Due mondi, quindi, che sono legati da un filo comune, e cioè la diffusione di massa. Il calcio lo è già da tempo, mentre le criptomonete lo saranno tra poco. Uno rappresenta il presente, l’altro il futuro. Insieme daranno vita a un nuovo mondo in cui la moneta virtuale sostituirà quella fisica.

In parte questa transizione sta già accadendo. Sono già molte le aziende che accettano pagamenti in criptomonete e che scelgono anche di pagare i propri dipendenti attraverso la moneta virtuale. Esistono stati nel mondo, come il Venezuela o El Salvador, che hanno sviluppato la loro moneta virtuale e la riconoscono come metodo di pagamento nazionale. Tra gli altri utilizzi delle criptovalute c’è anche il gioco online, come anticipato da bestcriptocasino.com, alcuni siti le accettano come metodo di deposito.

Insomma, manca davvero poco alla nuova realtà, e il calcio diventa l’ambasciatore delle cryptocurrecies nel mondo. Già alcune squadre della Premier League inglese, come il Tottenham o il Leicester, hanno dei contratti di sponsorizzazione con società di criptomonete che pagano utilizzando monete virtuali.

In Italia l’Inter e la Roma hanno scelto come sponsor di maglia l’azienda canadese Digitalbits, che promuove la rivoluzione in chiave crypto per il mondo del commercio; la Lazio ha come main sponsor per questa stagione il servizio di cambio virtuale Binance; l’Udinese ha utilizzato il meme-coin Kibainu; la Juventus ha adottato dei token sul proprio sito, grazia alla collaborazione con Socios.com, con i quali i propri tifosi possono acquistare prodotti di merchandising e biglietti per le partite.

Il rovescio della medaglia, ed è anche normale in un contesto di sperimentazione e di crescita iniziale, sta nell’alta volatilità del mercato valutario. Basti pensare che il valore di un singolo Bitcoin è passato da oltre 56 mila euro a poco più di 18 mila in soli sei mesi. Lo stesso destino che è capitato a Digitalbits e che è costato ai nerazzurri il mancato provento stabilito tra le parti. Ma è un rischio che si deve correre se si vuole andare verso la direzione giusta.

I recenti mondiali in Qatar hanno visto la nascita dei Fan Token delle nazionali che potevano essere scambiati sulle apposite piattaforme dedicate. L’Argentine Football Association fan token (ARG), la Brazil National Football Team fan token (BFT) e la Spain National Football Team fan token (SNFT) sono solo alcune di queste. Pur non partecipando, anche l’Italia ha sviluppato il proprio fan token. Questo per dare un’idea della portata della cosa.

Attualmente esistono più di 17 mila diverse monete virtuali. Alcune del valore di pochi centesimi, altre di diverse migliaia di euro. Per certi versi possono sembrare investimenti che suonano più come scommesse sportive, e per certi versi è anche così. Criptomonete nate da un giorno all’altro, senza una reale base e senza un futuro mettono a rischio i risparmi degli investitori.

Ma esistono realtà più concrete, come la più famosa Bitcoin e anche altre, che sono invece basate su solide tecnologie di sicurezza e criptazione dei dati che avranno una sicura applicazione. Non solo negli scambi di valute, ma anche nella stipula di contratti o nelle compravendite di prodotti fisici. Insomma, una realtà che oggi ci sembra molto confusa e complessa, ma che, tra qualche anno, sarà il pane quotidiano di ognuno di noi.




Vivere il calcio e la propria squadra a 360 gradi: ecco come

Lo sport in Italia è da sempre seguito con grande attenzione e passione, con particolare propensione verso il calcio. Ogni giorno milioni di tifosi discutono, si appassionano e si informano sulla Serie A, seguendo tutti gli appuntamenti principali della propria squadra del cuore e non solo.

Dati e statistiche sugli appassionati di calcio in Italia

La passione per il calcio abbraccia un pubblico smisurato, in particolare la Serie A risulta tra le competizioni più  apprezzate non solo nel nostro Paese ma anche all’estero.

L’utilizzo diversificato del mezzo digitale, unito a progetti di sponsorizzazione efficaci come quello con Infront, hanno generato una crescita stimata di oltre 1 miliardo di spettatori per giornata.

Sul territorio nazionale i dati parlano di circa 24,5 milioni di tifosi distribuiti per le 20 squadre che militano nella categoria. La squadra più tifata in assoluto nella Penisola resta la Juventus, con un totale di 8,56 milioni di tifosi, seguita da Milan e Inter, rispettivamente con 4,1 milioni e 3,9 milioni. Le tre squadre più amate attirano circa il 67% del totale dei tifosi in tutta Italia.

Tutti i modi per seguire la propria squadra del cuore

Sempre più persone scelgono di ottenere la tessera del tifoso per seguire la propria squadra direttamente allo stadio e vivere emozioni uniche durante le partite. Negli ultimi anni sono inoltre nettamente migliorati i servizi di streaming che consentono di seguire in diretta tutte le partite delle proprie squadre preferite, senza quindi dipendere dalle trasmissioni televisive a tema.

Non mancano anche le ottime offerte in termini di scommesse; si moltiplicano le modalità di gioco e possibilità di vincita grazie a piattaforme e siti dedicati proprio ai pronostici e alle scommesse sul calcio, lo sport più seguito in assoluto in Italia.

Scommettere sulle competizioni sportive e in particolare sul calcio è oggi ancora più semplice e stimolante, grazie alle diverse promozioni disponibili online. Tra i top player che le applicano troviamo Snai, per esempio, che offre dei bonus senza deposito per i neo iscritti alla piattaforma. Sfruttando una promozione di questo tipo si possono testare le diverse combinazioni possibili, consultare le quotazioni messe a disposizione dal sito e cimentarsi anche nei giochi di casinò e nei giochi arcade presenti in catalogo, che spesso richiamano proprio le atmosfere calcistiche.

Il mondo digitale è senza dubbio al centro dell’incredibile diffusione del calcio in Italia. Dallo streaming alle piattaforme per le scommesse sportive, tutto è funzionale per migliorare la qualità dei contenuti per ogni singolo tifoso e appassionato.




Classifica dei portieri in Serie A per parate

Italia patria di portieri! Quanti grandissimi numeri 1 abbiamo avuto dal dopoguerra in poi, dalla A alla Z ne possiamo nominare finché volete, da Albertosi a Zoff, passando per Buffon, Peruzzi, Bordon, Tancredi, Garella, Zenga. E la nuova generazione non tradisce la bontà della scuola italiana: in primis, il predestinato Donnarumma, lanciato in serie A a 16 anni da Sinisa Mihajlovic, e ora titolare fisso in Nazionale e nel Paris St. Germain di Mbappè, Messi, Neymar e Verratti.

Eppure, c’è questa insana voglia da parte dei club di serie A a ingaggiare portieri stranieri, tant’è che tanti bravissimi talenti nostrani finiscono per giocare in serie B e addirittura in serie C, pur di aver un posto da titolare.

Infatti, siamo andati a curiosare nella classifica dei portieri in Serie A per parate, che qui trascriviamo aggiornata dopo la settima di campionato, indicando tutti quelli che finora hanno giocato.

 

1 A. Radu Por CRE 40
2 B. Dragowski Por SPE 33
3 L. Montipo Por VER 29
4 L. Skorupski Por BOL 24
5 E. Audero Por SAM 24
6 W. Falcone Por LEC 24
7 L. Sepe Por SAL 24
8 S. Handanovic Por INT 23
9 M. Di Gregorio Por MON 21
10 I. Provedel Por LAZ 21
11 V. Milinkovic-Savic Por TOR 20
12 M. Silvestri Por UDI 19
13 M. Perin Por JUV 18
14 G. Vicario Por EMP 18
15 A. Meret Por NAP 17
16 J. Musso Por ATA 16
17 M. Maignan Por MIL 15
18 Rui Patricio Por ROM 11
19 A. Consigli Por SAS 8
20 P. Gollini Por FIO 6
21 M. Sportiello Por ATA 5
22 P. Terracciano Por FIO 5
23 W. Szczesny Por JUV 3

Sui 23 portieri finora scesi in campo, ci sono 14 giocatori italiani e 9 stranieri, il che è una discreta percentuale (ovvero il 61%), ma ci si aspetterebbe di più vista la bontà della nostra scuola.

Non sorprende che tra i primi posti ci siano portieri che giocano nelle squadre che lottano per salvarsi, è evidente che si devono difendere di più e che dunque i portieri siano più impegnati. Sorprende invece la presenza di Handanovic dell’Inter, un indicatore chiaro della difficoltà dei nerazzurri in questa prima parte di campionato, in cui hanno collezionato già 3 sconfitte. Poche parate per entrambi i portieri della Fiorentina, non a caso la squadra con più 0-0 ottenuti.

Gli appassionati di scommesse sportive trovano nelle quote calcio anche la possibilità di puntare su quante parate faranno i portieri durante una gara: ad esempio, si deve pronosticare se, nell’incontro di riferimento, il numero di parate effettuate dal portiere indicato saranno uguali o maggiori al valore X (ESITO SI) o meno (ESITO NO). Inoltre, ai fini della scommessa valgono solo i tempi regolamentari, inclusi eventuali minuti di recupero; in caso di mancata partecipazione all’incontro del giocatore indicato, le scommesse vengono rimborsate.

Questa classifica può dare dunque qualche indicazione su come effettuare le giocate!




Il nuovo Barcellona può tornare a sognare in grande

Il Barcellona di Xavi, alla guida del club blaugrana dal novembre del 2021 con l’obiettivo di farla tornare a sognare in grande dopo anni di delusioni in Spagna e in Europa, quest’anno ha deciso di rinnovarsi profondamente, con un campagna acquisti importante, nonostante le difficoltà economiche delle ultime stagioni. L’addio a Messi, passato clamorosamente al PSG l’anno scorso, ha infatti migliorato – e di molto – le finanze del club, alleggerendo la società di uno stipendio faraonico, inadeguato sicuramente per i tempi che corrono. E infatti, nella passata stagione, le cose sono andate un po’ meglio, il Barça è tornato a vincere qualcosa, la Coppa di Spagna, la trentunesima per la sua bacheca.

L’acquisto più eclatante di questo mercato è stato senz’altro quello di Robert Lewandoski, che ha fortemente voluto il club catalano dopo anni di successi al Bayern, dove forse il suo ciclo si era concluso. Il polacco, 33 anni, ha voglia e motivazioni forti per vincere nuovi titoli e conquistare nuovi traguardi – magari quel pallone d’oro che l’anno scorso gli è sfuggito, guarda caso, assegnato di nuovo a Lionel Messi – anche lontano da quelle terra germanica che, tra Dortmund e Bayern, è stata la sua casa per gli ultimi 11 anni.

Frank Kessie, Jules Koundè, Andreas Christensen, Raphinha: questi gli altri colpi già piazzati dal club. Rinforzi importanti e un profondo rinnovamento che cambierà decisamente il volto della formazione titolare. Starà a Xavi trovare la quadra con tanti campioni in rosa, anche se alla prima di campionato, in casa, contro il non irresistibile Rayo Vallecano, è andato in scena un tristissimo 0-0, risultato che al Camp Nou, il teatro del bel gioco, dello spettacolo e dei gol, è quasi un’offesa per il pubblico, incredulo di fronte all’incapacità di fare almeno un gol, nonostante le tante occasioni.

La rosa del Barcellona può contare su tantissimi fuoriclasse, oltre ai nuovi acquisti; infatti, in rosa ci sono in difesa gli spagnoli veterani Gerard Pique, oramai trentacinquenne, Jordi Alba, 33 anni, e il nazionale francese Samuel Umtiti. A centrocampo, il veterano nazionale spagnolo Sergio Busquets, i talenti emergenti Gavi e Pedri, l’olandese Frenkie De Jong oltre a Sergi Roberto e Miralem Pjanic, ex Juventus. In attacco, i giovanissimi Ferran Torres e Ansi Fatu scalpitano per avere un posto fisso di fianco al bomber polacco, oltre a Aubameyang, Braithwaite e Dembele.

Una squadra che ai nastri di partenza di questa nuova stagione sembra avere tutte le carte in regola per contendere la vittoria della Liga alle due squadre di Madrid, che negli ultimi 3 anni si sono divisi il titolo di Campione di Spagna, e per dire la sua anche in Champions, trofeo che manca oramai dal 2015, dalla finale vinta per 3-1 contro la Juventus di Max Allegri. Erano ancora i tempi di Messi, Iniesta, Xavi e Neymar, allora guidati da Luis Enrique.

E dunque, secondo i bookmakers, osservando le attuali quote per le scommesse calcio, il Barcellona è dato a 2.50 per la vittoria finale della Liga, poco dietro il Real Madrid quotato a 2, mentre l’Atletico di Madrid per ora è considerato un outsider.




El Loco Bielsa esonerato dal Leeds United in Premier League

L’eccentrico allenatore argentino Marcelo Bielsa, più noto come El Loco (in italiano, letteralmente, il pazzo), fino a pochi  giorni fa allenava in Premier League il Leeds United, squadra di grande tradizione nel campionato inglese, vincitore di 3 titoli nazionali, 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Coppa di Lega, 2 Community Shield e 2 Coppa delle Fiere tra gli anni 60’ e 70’. Erano gli anni d’oro del tecnico Don Revie, ricchi di successi e ottimi piazzamenti in Inghilterra e nelle Coppe Europee. I tifosi di lunga memoria ricorderanno anche la vittoria in Coppa delle Fiere contro la Juventus, nel 1971.

Bielsa è stato ingaggiato dal Leeds a giugno del 2018, quando la squadra militava in Championship (l’equivalente della nostra serie B). Conclude la sua prima stagione al terzo posto, ed è eliminato dal Derby County di Frank Lampard nello spareggio promozione. Ma si rifà l’anno dopo conquistando il primo posto e la promozione con due turni di anticipo, e riportando così il Leeds in Premier League dopo ben 16 anni di assenza.

Nella prima stagione di Premier League, il Leeds naviga tutto sommato in acque tranquille per tutta la stagione, classificandosi al nono posto con 59 punti, grazie anche ai 17 gol di Patrick Bamford e al talento del brasiliano naturalizzato spagnolo Rodrigo, acquistato dal Valencia.

Quest’anno però le cose si sono complicate, e la squadra lotta per non retrocedere. Dopo 26 giornate, con sole 5 vittorie all’attivo e 23 punti in classifica, a soli 2 punti dalla zona salvezza, e dopo 4 sconfitte consecutive e una difesa colabrodo che ha subito 20 reti in 5 gare, la società di Andrea Raddrizzani (che aveva acquistato il Leeds dalla famiglia Cellino nel 2017) decide per l’esonero del Loco, affidando la guida tecnica dei Whites a Jesse March, americano, ex allenatore del Salisburgo.

Vediamo ora le quote vincente Premier League. Favoritissimo oramai è il Manchester City di Pep Guardiola, dato a 1.30. Più staccati i campioni d’Europa in carica del Liverpool, quotati a 3.50 e a 6 punti dalla capolista con una gara da recuperare. Il Chelsea di Tuchel (ex tecnico del Paris Saint Germain), campione d’Inghilterra in carica, è molto staccato dalla testa della classifica a 16 punti dal City ma con 2 gare da recuperare: la vittoria dei blues è quotata a 11.

A 11 giornate dalla fine, tutto può ancora succedere in vetta alla classifica.

E il Leeds? Deve sperare che il nuovo tecnico Jesse March riesca a invertire la rotta e a sfruttare quel piccolo vantaggio in classifica, anche se Everton e Burnley devono recuperare qualche gara, per portare i whites in salvo anche quest’anno.




La Roma di Mou è la favorita secondo i bookmakers

Le coppe europee sono entrate nel vivo da qualche giorno con la fase ad eliminazione diretta, la più affascinante da sempre, a dir il vero. E mentre tutte le italiane qualificate sono alle prese con le loro gare in Champions o Europa League, l’unica che riposa è la Roma di Mourinho, già qualificata per gli ottavi di Conference League ed in attesa di scoprire quale sarà la sua prossima avversaria.

Infatti, nonostante il tribolato cammino nel girone di qualificazione in cui i giallorossi hanno subito l’onta della pesantissima sconfitta per 6-1 contro il Bodo/Glimt, girone che sono riusciti comunque a terminare al primo posto proprio davanti ai norvegesi, sono già qualificati per gli ottavi di finale, mentre le seconde classificate dovranno affrontare gli spareggi contro le retrocesse dall’Europa League (ovvero le squadre arrivare terze nei gironi eliminatori di questa competizione).

In attesa di conoscere il tabellone definitivo degli ottavi, i possibili avversari della squadra capitanata da Lorenzo Pellegrini sono gli altri sette vincitori dei gironi Lask, Gent, Alkmaar, Feyenoord, FC Copenhagen, Rennes e Basilea e gli otto vincitori degli spareggi in corso.

Dopo l’incredibile vicenda del favoritissimo, almeno inizialmente, Tottenham di Antonio Conte che non ha potuto disputare a causa del Covid la sua ultima gara decisiva contro il Rennes, perdendo a tavolino 0-3 – l’Uefa non ha consentito il recupero della gara, tra le perplessità degli addetti ai lavori – le squadre più blasonate considerate le favorite per la vittoria finale sono proprio la Roma, il Leicester (sconfitto dal Napoli 3-2 nella partita decisiva del girone), il Marsiglia (avversario della Lazio), e a seguire il Rennes, il PSV, il Feyenoord ed il Basilea.

Andando a vedere le quote per le scommesse Conference League, scopriamo dunque che proprio i giallorossi sono tra i favoriti con una quota di 6, la stessa del Leicester, mentre il Marsiglia è quotato a 7.5. Rennes e PSV sono quotati a 10, Feyenoord a 15 e Basilea e Bodo Glimt a 20.

Ma per vincere la prima edizione di questa Conference League, la squadra dello Special One dovrà ritrovare quella brillantezza di gioco che ha mostrato in questa stagione soltanto a sprazzi, alternando prestazioni davvero convincenti a incredibili battute di arresto e sconfitte preoccupanti. Avrà bisogno di ritrovare il miglior Tammy Abraham, attuale capocannoniere in Conference League con 6 reti, e una tenuta difensiva che nelle ultime gare è stata a dir poco disastrosa con 8 reti subite in 5 gare – con la porta inviolata solo nel pareggio interno per 0-0 contro il Genoa in lotta per la salvezza.

Stando dunque ai bookmakers, la vittoria sarebbe alla portata di mano: saprà il tecnico portoghese compattare la squadra e portare alla Roma il primo trofeo internazionale dopo la Coppa delle Fiere del 1961?




Walter Mazzarri e il nuovo Cagliari 2021-22

Un ricongiungimento che ha fatto sorridere e sognare, lo scorso settembre, quello tra Walter Mazzarri e il Cagliari, sua squadra di esordio in Serie A quasi quarant’anni fa. Un’accoppiata in cui tifosi e addetti ai lavori avevano riposto molte speranze e che i più romantici avevano visto di buon auspicio per la nuova stagione dei rossoblù. All’alba dell’ottava giornata di campionato, tuttavia, i sogni sembrano lasciar spazio a dissenso e delusione e le quote calcio lo confermano. Cosa sta succedendo?

Il Cagliari di Walter Mazzarri: uno sguardo alla classifica

Nella prima intervista da allenatore del Cagliari Walter Mazzarri aveva promesso fatti e non parole, ma dopo sette giornate i risultati auspicati tardano ad arrivare. Dopo un pareggio nella gara d’esordio contro lo Spezia (2-2), infatti, due sconfitte contro Milan (4-1) e Genoa (2-3), un pareggio con la Lazio all’Olimpico (2-2), due sconfitte con Empoli (0-2) e Napoli (2-0) e nuovamente un pareggio in casa contro il Venezia (1-1) fanno vacillare le speranze. Nessuna vittoria, dunque, al momento per un Cagliari che così facendo si trova a stazionare in ultima posizione.

Vero che il distacco dalla zona salvezza è di due punti e che siamo “solo” all’ottava giornata, ma la retrocessione fa paura: e ne fa ancor di più a Walter Mazzarri che ora dovrà trovare il modo, nonostante il poco tempo e i numerosi giocatori assenti, di recuperare un equilibrio e iniziare a vincere prima che arrivino decisioni irreversibili sul suo futuro. Se la settimana di pausa per le qualificazioni ai mondiali 2022 lasciava infatti spazio e tempo all’allenatore toscano per rivedere le sue tecniche e ritrovare empatia con la squadra, Mazzarri dovrà ora fare i conti con il fatto che ben dieci rossoblù sono convocati nelle rispettive nazionali e pertanto saranno impossibilitati a prendere parte agli allenamenti con la squadra.

Ricordiamo infatti che Godin, Nandez, Pereiro, Caceres (Uruguay), Marin (Romania) e Keita Balde (Senegal) sono stati convocati per le gare valide alle qualificazioni ai Mondiali 2022; gli U21 Carboni, Bellanova (Italia) e Iovu (Moldova) parteciperanno alle sfide di qualificazione agli Europei di categoria, e lo stesso farà Cavuoti (Italia) con l’U19.

Rischio esonero?

Come spesso accade in queste situazioni le voci sul possibile esonero del tecnico toscano iniziano a circolare e si diffondono rapidamente. In realtà non c’è nessuna comunicazione ufficiale dalla dirigenza, quindi è probabile che Mazzarri abbia ancora tempo per recuperare e dimostrare che, quella che su carta appare una rosa decisamente migliore di tante altre in Serie A, possa arrivare a vincere e a raccogliere risultati a lungo termine. Ma la pazienza di Giulini e della dirigenza ha un limite che, se non superato, è sicuramente molto vicino alla linea di confine e le voci su eventuali sostituzioni sulla panchina si fanno sempre più insistenti. Liverani e Giampaolo sono i nomi che citati più spesso, ma fino a quando la notizia dell’esonero non sarà ufficiale Mazzarri avrà la possibilità di dimostrare che quel sogno può ancora diventare realtà.




Jorginho sfida Messi per il Pallone d’oro

Dopo la grande abbuffata estiva che ha visto il calcio mondiale impegnato a seguire sia l’Euro 2020 sia la Coppa America, ecco che inevitabilmente ci troviamo ad analizzare il rendimento dei migliori calciatori del momento, specialmente di quelli che hanno ben figurato con le loro nazionali. In questo momento è in ballo il dibattito su chi meriti davvero il pallone d’oro, ossia il premio consegnato ogni anno dalla rivista francese France Football al miglior giocatore della stagione. Dopo che la rivista transalpina ha deciso l’anno scorso di non consegnarlo, ecco dunque che si sta scatenando in questo momento una lotta serrata tra pochi eletti che potrebbero vincerlo alla luce dei titoli di squadra che hanno ottenuto negli ultimi tempi.

Nel periodo di pausa tra la fine degli eventi per le nazionali e l’inizio dei campionati di ogni singolo paese ha inizio la discussione su quale potrebbe essere il giocatore a vincere il prestigioso titolo internazionale. Il nome più risonante è il solito, ossia quello di Lionel Messi, che con il suo Barcellona sarà nuovamente uno dei favoriti a vincere la Liga secondo le quote delle scommesse live relative agli eventi calcistici attuali. L’argentino, che ha vinto la Coppa America con la sua nazionale spezzando una maledizione che durava da 28 anni, ha con questo trionfo messo le basi per la vittoria del suo settimo pallone d’oro. Protagonista della vittoria dei suoi nella coppa continentale, Messi ha realizzato anche un’eccellente stagione al Barça, squadra con la quale ha conquistato la Coppa del Re e ha vinto la classifica dei capocannonieri in Spagna con 30 reti all’attivo. Il numero 10 blaugrana ha fatto molto meglio del suo rivale di sempre Cristiano Ronaldo, anch’egli vincitore del titolo di massimo goleador in Serie A e della Supercoppa italiana ma a secco di titoli con il suo Portogallo, eliminato dal Belgio agli ottavi di finale dell’Europeo finito da poco che ha visto imporsi la nazionale italiana a Wembley contro l’Inghilterra.

Chi invece arriva da outsider a questa gara è Jorge Frello, più conosciuto come Jorginho. Il regista del Chelsea e della nazionale italiana è l’unico, insieme al suo compagno Emerson Palmieri, a essere riuscito a compiere l’accoppiata Champions-Europeo, il che lo rende sicuramente papabile a un’elezione, dato che il Pallone d’oro è spesso consegnato a chi ha vinto titoli importanti. Jorginho ha inoltre trionfato in entrambe le competizioni da vero protagonista: regista vecchio stampo, il naturalizzato italiano è in questo momento un calciatore unico per le sue abilità nel dettare i tempi e riuscire a far girare la palla con velocità e criterio. Rigorista quasi impeccabile, il centrocampista di origini brasiliane potrebbe rappresentare la grande sorpresa di quest’anno.

Dopo di lui si candida Kevin De Bruyne, campione d’Inghilterra con il Manchester City e secondo in Champions League dopo aver perso la finale proprio contro il Chelsea. Il centrocampista belga, per molti il migliore del momento, ha vissuto anch’egli una stagione straordinaria sia per rendimento sia per risultati.




A quale 11 titolare si affiderà Roberto Mancini?

Mancano poche ore all’inizio dei Campionati europei itineranti che in parte verranno giocati anche a Roma. In vista della partita inaugurale tra Italia e Turchia che andrà in scena venerdì 11 giugno alle ore 21 davanti ai 18.000 tifosi presenti all’Olimpico, cresce l’interesse nei confronti delle scelte di Roberto Mancini che, però, non dovrebbe concedere clamorose sorprese.



Cresce l’attesa per l’esordio contro la Turchia

Reduce da 27 risultati utili consecutivi, a tre gare dal record all-time dell’Italia di Pozzo, la Nazionale di Roberto Mancini continua a lavorare duramente nel ritiro di Coverciano in vista dell’imminente inizio dei Campionati europei. Cresce l’attesa nei confronti della squadra del tecnico di Jesi che nella partita inaugurale Italia-Turchia si giocherà una buona fetta del passaggio agli ottavi di finale. Vincere la partita contro i turchi sarebbe fondamentale per un infinito ordine di motivi, ma soprattutto consentirebbe a Insigne e compagni di approcciare ai successivi incontri contro Svizzera e Galles con la tranquillità di chi non ha il disperato bisogno di vincere a tutti i costi. Ma quale sarà l’11 titolare a cui si affiderà Mancini? Dalle ultime amichevoli è emerso che l’allenatore marchigiano abbia le idee piuttosto chiare e che difficilmente si discosterà molto dalla formazione che ha recentemente vinto per 4-0 contro la Repubblica Ceca. Donnarumma in porta è sicuro del posto, così come Emerson Palmieri, Chiellini, Bonucci e Florenzi, che dovrebbero formare la linea difensiva a quattro. A centrocampo Jorginho e Barella sono certi di una maglia da titolare, Verratti è ancora in dubbio mentre Pellegrini e Pessina scalpitano per ritagliarsi un ruolo da protagonisti. In attacco, invece, il tridente offensivo dovrebbe essere formato da Insigne, Berardi e Immobile, che hanno trovato un’ottima intesa e che sembrano essere gli uomini chiave della squadra azzurra.


L’importanza dei subentranti

In una competizione per Nazionali in cui si gioca ogni tre giorni e non c’è materialmente il tempo per recuperare tra una partita e l’altra, un ruolo decisivo lo giocano le riserve, o per meglio dire coloro che non trovano spazio nell’11 titolare. Dando un’occhiata alla lista dei 26 convocati da Roberto Mancini, notiamo come siano diverse le frecce nell’arco del tecnico marchigiano, il quale potrà permettersi il lusso di operare un vasto turnover. Federico Chiesa pare essere l’uomo destinato a fare la differenza da subentrante, con la sua freschezza fisica e il suo dinamismo che potrebbero letteralmente spaccare la partita quando le difese avversarie iniziano ad accusare la stanchezza. Anche Spinazzola, che può operare sia sulla destra che sulla sinistra, è un altro giocatore che potrebbe risultare fondamentale ai fini dei successi azzurri e la sensazione è che se dovesse recuperare appieno dall’infortunio muscolare che lo tormenta da un mese potrebbe anche insidiare Emerson Palmieri per una maglia da titolare. Il vero jolly, invece, sarà Giacomo Raspadori, che potrebbe essere una delle rivelazioni di tutta la rassegna continentale.

La Nazionale di Roberto Mancini è ormai pronta ad affrontare la nuova avventura e chissà che gli azzurri non possano riuscire nell’impresa di riportare a casa il trofeo continentale a distanza di 53 anni dall’ultima volta.




Chi sarà il capocannoniere della Champions League?

Riuscirà Robert Lewandowski a confermarsi anche in questa edizione oppure dovrà cedere lo scettro di
capocannoniere della Champions League alle nuove giovani stelle Haaland e Mbappe?
Chi sicuramente non potrà tornare più concorrere a vincere questa prestigiosa statistica individuale sono
coloro che, per oltre dieci anni, la hanno dominata. Parliamo di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, poiché le
loro squadre sono state eliminate agli ottavi di finale, i rispettivi bottini si sono fermati così a 5 e 4
realizzazioni, qui puoi vedere le quote complete vincitore capocannoniere, le quote vincente Champions
League.
Ben distanti dall’attuale capocannoniere Haaland che guida la classifica con ben 10 gol all’attivo. Il giovane
centravanti del Borussia Dortmund è il favorito per la vittoria di questa personale statistica con una quota
di 1,40. Ed ora nuovo golden boy del calcio Europeo si appresta a sfidare il Manchester City cercando, a
suon di gol, di ottenere l’accesso alle semifinali ed a consolidare il suo primato nella classifica dei cannonieri
dell’edizione 2020/21 della Champions League. Chi insegue il giovane ariete finlandese del Borussia, con 6
gol messi a segno, sono i due fenomeni del forte Paris St. Germain, ovvero Mbappe e Neymar. Il brasiliano,
già vincitore in coabitazione di questa statistica nel 2014/15, era partito fortissimo realizzando 6 gol in
appena 5 partite prima di doversi fermare per infortunio. Ora però è pronto per ricominciare a macinare
gol e guidare il suo PSG. Non gode però dei favori dei pronostici poiché viene quotato con un poco
probabile ma molto stimolante 12,00.
Quota decisamente inferiore (6,00) per l’attaccante francese, che dopo un avvio in sordina, ha decisamente
cambiato marcia e realizzato tutti i suoi 6 gol nelle ultime 3 partite. Ora i due attaccanti del PSG sono pronti
a sfidare, in una riedizione della finale 2019/20, il Bayern di Lewandowski. Il fortissimo centravanti polacco
vanta finora 5 realizzazioni in questa edizione della Champions League e non ha nessuna intenzione di
cedere lo scettro di capocannoniere come il suo Bayern di vedere alzata la “coppa dalle grandi orecchie” da
un altro club. Per queste motivazioni, infatti, viene considerato dai bookmakers come il maggior indiziato a
scalzare Haaland con una quota di 5,00.
Con all’attivo 5 realizzazioni messe a segno, gli outsider di questa scommessa sono Salah del Liverpool,
quotato 20,00, e Benzema del Real Madrid quotato 25,00. Il prossimo turno di quarti di finale però li vedrà
impegnati a sfidarsi direttamente per l’accesso alle semifinali, pertanto la possibilità di continuare a
realizzare gol nell’edizione 2020/21 della Champions League spetterà soltanto ad uno di loro.