FairPlay finanziario, Paolillo: “se lo bloccate, aumenterà il gap!”

FairPlay finanziario, Paolillo: “se lo bloccate, aumenterà il gap!”

Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato dell’Inter, è uno dei fondatori e dei primi sponsor del FairPlay finanziario ed oggi ha rilasciato una lunga intervista alla redazione di Tuttomercatoweb, nella quale dice la sua sui possibili interventi emergenziali della UEFA. Paolillo non capirebbe un abolizione totale del FFP, poiché potrebbe portare ad un aumento del gap tra le società, aprendo le porte ad una corsa agli acquisti di nuovi calciatori da parte delle società più ricche.

“Come la BCE aiuta i paesi in difficoltà, la Federazione aiuti i vari campionati. Non liquidità e soldi, perché la UEFA ha perdite per il rinvio degli Europei. Aumenteranno i debiti dei club, quel che può fare la UEFA è mettere mano alle normative pro tempore del FFP acconsentendo alcune deroghe. Non devono diventare una corsa all’acquisto dei calciatori e all’aumento dei debiti. Deve essere il consentimento delle perdite che sono la conseguenza della crisi e dello stop. Il FFP non deve essere bloccato. Bloccarlo per un anno o più aumenterebbe ancor di più il gap tra ricchi e poveri, certo”.

Quindi ben venga le deroghe, volte alla tutela delle società e dei suoi dipendenti, no al blocco totale del FFP che aumenterebbe lo squilibrio tra le società europee.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Il calendario dei compleanni: tanti auguri Ronaldinho!

Il calendario dei compleanni: tanti auguri Ronaldinho!

Tanti auguri Ronaldinho, l’ex centrocampista brasiliano compie oggi 40 anni, tutti caratterizzati dalla follia, dall’estro e da invenzioni suggestive dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Dentro il campo ci ha fatto sognare, facendo innamorare milioni di bambini, mentre fuori si è spesso messo in pericolo sopratutto nella lunga vicenda dei passaporti dei falsi, che si è ripresentata negli ultimi giorni con l’arresto del ex’calciatore blaugrana in Paraguay. Ronaldinho inizia la sua carriera al Gremio, esordendo a 18 anni, e con il club brasiliano vince una Copa Sul-Minas ed un Campionato Gaucho. Dopo una lunga diatriba legale tra PSG e Gremio, durata da gennaio 2001 fino a luglio dello stesso anno, Dinho riesce ad esordire nel calcio europeo con la maglia dei parigini nella seconda giornata della Ligue One con l’Auxerre, è l’inizio di una leggenda. Dopo due stagioni in Francia, in cui mette in luce sprazzi di talento e colpi da giocoliere, il Barcellona mette gli occhi su di lui e lo acquista per 30 milioni di euro. L’obbiettivo primario dei blaugrana era Beckham, che nella stessa estate si trasferisce al Real Madrid, la dirigenza catalana vira così sul brasiliano; con il senno del poi direi che a Barcellona non smetteranno mai di ringraziare l’inglese per aver scelto i blancos. In Catalogna Ronaldinho si consacra definitivamente come fuoriclasse assoluto e per due, tre stagioni è  il giocatore più forte del mondo, vincendo anche il Pallone d’oro nel 2005. Con la maglia blaugrana vince 2 Campionati Spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna ed una Champions League; inoltre a livello individuale, oltre al Pallone d’oro, viene eletto due volte  Fifa World Player, Calciatore dell’anno World Soccer, e miglior giocatore UEFA; è stato inserito per 3 volte nella squadra dell’anno ESM, ed in quella UEFA.  Nel 2008, dopo un evidente calo fisico, Dinho lascia il Barcellona e si accasa al Milan, dove per due stagioni e mezzo mostra ancora la sua immensa qualità, anche se non riesce più a trovare la brillantezza dei tempi passati; nel gennaio 2011 torna in Brasile, al Flamengo, per poi passare all’Atletico Mineiro. Con la squadra di Belo Horizonte conquista una Coppa Libertadores ed un Recopa Sudamericana. Chiude la carriera con la maglia della Fluminense, dopo una breve esperienza in Messico. Ronaldinho è amatissimo in Brasile, di cui è la perfetta incarnazione calcistica, genio incostante con un amore sconfinato verso il gioco; con la maglia della nazionale vince un Mondiale nel 2002, una Confederation Cup nel 2005, una Coppa America nel 1999 e la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 2002.

 

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Coronavirus: la UEFA pensa alla sospensione del FairPlay finanziario

Coronavirus: la UEFA pensa alla sospensione del FairPlay finanziario

L’emergenza sanitaria sta continuando a sgretolare l’economia europea in ogni settore, non facendo sconti. La UEFA considera l’ipotesi di sopsendere il FairPlay finanziario per un anno; a Nyon sono state istituite due commissioni che hanno la finalità di prendere le decisioni in questa situazione delicata. Ceferin ha convocato per la prossima settima una riunione con tutti gli stakeholders del mondo del calcio europeo, e come riportato dalla Gazzetta dello Sport, circola l’idea di posticipare o di sospendere  il FairPlay finanziario. La UEFA non vuole rimanere indifferente alla strette economiche adottate dai vari Stati europei e manifesta l’intento di andare incontro alle società calcistiche, che saranno costrette ad indebitarsi per poter mantenere i lavoratori, dai calciatori ai magazzinieri (purtroppo i primi a pagare una situazione di questo genere).

 

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Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Il mondo del calcio è alle prese con problemi più grandi e pericolosi del calciomercato, eppure tutte le società quando si calmerà questa tempesta saranno chiamate a fare delle valutazioni. La Roma non è esclusa ed inevitabilmente uno snodo del prossimo calciomercato giallorosso sarà la questione terzini; alle porte c’è l’ennesima rivoluzione estiva, considerando che al momento in rosa ci sono: Santon, Zappacosta, Kolarov, Spinazzola, Bruno Peres (da gennaio) e Florenzi ( che tornerà in estate da Valencia). Kolarov inizia ad essere in là con gli anni e gli attriti con la tifoseria ne hanno messo a rischio la permanenza; Santon e Spinazzola saranno esaminati nel ritiro precampionato, ma restano i più accreditati a rimanere in giallorosso; Florenzi dovrà pensare a come gestire la prossima stagione, sapendo che a Roma difficilmente partirà dall’inizio, e con gli Europei fissati a giugno 2021 potrebbe optare per andare a giocare da titolare con un’altra maglia; Zappacosta dovrebbe tornare al Chelsea, ma la volontà di Petrachi è quella di tenere l’esterno ex blues, considerando anche che in questa stagione per lungo tempo è stato indisponibile. Ed infine c’è Bruno Peres, l’esterno ex Torino è tornato a Roma a gennaio ed inaspettatamente si è rivelato una pedina importante per Fonseca, non è da escludere una sua permanenza nella capitale.

 

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Moggi: “Serie A con 22 squadre e titolo non assegnato”

Moggi: “Serie A con 22 squadre e titolo non assegnato”

Luciano Moggi ha rilasciato un’intervista esclusiva a TuttoSalernitina, attraverso la quale ha espresso la sua impressione riguardo le eventuali soluzioni per la prosecuzione del campionato. L ‘ex direttore generale della Juventus si è detto scettico di una possibile sospensione fino a maggio, e considera più opportuno la non assegnazione del titolo di campione, congelare la classifica, validando solamente due retrocessioni e di conseguenza accogliere solamente due squadre dalla Serie B. A quel punto la stagione 20/21 di Serie A conterebbe 22 squadre, e bisognerà organizzare al meglio il calendario con la probabile cancellazione di alcune amichevoli della nazionale, nonostante vi siano gli Europei nel 2021. Le prime quattro in classifica parteciperebbero alla prossima Champions League, quinta, sesta e settima all’Europa League, mentre la Coppa Italia verrebbe cancellata. Le parole di Luciano Moggi:

“Non ha avuto senso giocare quelle gare a porte chiuse, forse bisognava fermarsi prima. Si potrebbe fare una previsione sui campionati se sapessimo con certezza quando si potrà tornare alla normalità, viceversa ogni ipotesi non sta in piedi. Secondo me non ci sono i tempi e i presupposti per concludere le stagioni. La soluzione è semplice: in A non bisogna assegnare il titolo considerando qualificate alla Champions le prime 4, stesso discorso per l’Europa League. Retrocedono le ultime due e salgono le prime due dalla B senza disputare i playoff. Mi sembrerebbe anche giusto per Benevento e Crotone. Non vedo altre alternative, sinceramente. Si passerà ad una A a 22 e l’anno prossimo, pur con l’incombenza degli Europei, si farà di necessità virtù annullando amichevoli inutili e cominciando prima come accade in tanti paesi europei”.

 

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Juve, parla Luca Toni: “ottima gestione di Cristiano Ronaldo”

Juve, parla Luca Toni: “ottima gestione di Cristiano Ronaldo”

Luca Toni, l’ex centravanti azzurro e pluricapocannoniere della Serie A, è stato intervistato dal quotidiano TuttoSport. Toni ha detto la sua sulla gestione di CR7 da parte di Maurizio Sarri, soffermandosi sopratutto sulla capacità del porteghese di stare in campo ogni 3 giorni a 35 anni, e specificando che, nel caso la stagione dovesse continuare, Cristiano Ronaldo dovrà concordare con il tecnico toscano qualche partita da saltare, poiché il calendario sarà fittissimo:

“Quello che mi stupisce è il numero di partite che gioca. L’età in sé non è un problema, io ho giocato in Serie A fino a 39 anni. Però un conto è fare una partita a settimana come facevo io e tutto un altro essere in campo ogni tre giorni come lui. È davvero una macchina. Anche se credo che se e quando riprenderà la stagione, il calendario sarà talmente compresso che CR7 dovrà stabilire con l’allenatore un tot di incontri a cui rinunciare. Sarri finora ha gestito benissimo Cristiano. Quando lo scorso novembre non era al top, ha fatto bene a sostituirlo, toccandolo anche un po’ nell’orgoglio. E infatti Ronaldo si è ritrovato ed è ripartito con medie mostruose”.

Inoltre Toni ha anche detto la sua su alcuni degli attaccanti più forti d’europa in questo momento ( Kane, Icardi, Gabriel Jesus, Werner, Haaland), ed ha dichiarato come per lui Harry Kane sia il migliore, mentre Gabriel Jesus potrebbe essere il più adatto a condividere il reparto offensivo con Cristiano Ronaldo:

“Kane. Centravanti vero, prestante, che riempie l’area come pochi altri: è tecnico, bravo a giocare con la squadra e soprattutto letale negli ultimi metri. Segna tantissimo. E avendo 26 anni possiede ancora margini di crescita”.

«È veloce, tecnico, serve assist. Di questi attaccanti, il brasiliano del Manchester City è il meno bomber, però… Però sarebbe il più adatto per giocare con Cristiano Ronaldo. Poiché  CR7 non è un centravanti puro, ma è quello che alla fine segna di più e deve fare più gol. Un bomber troppo bomber, come ad esempio Kane che reputo il migliore degli under 30, non è detto che si trovi a meraviglia con Cristiano Ronaldo. Vedo molto meglio Gabriel Jesus, che al City segna ma fa anche segnare molto (18 gol e 9 assist, ndr), apre spazi per i compagni, pressa e poi ha soltanto 22 anni”.

 

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Inter: interesse per Tolisso del Bayern Monaco

Inter: interesse per Tolisso del Bayern Monaco

Antonio Conte e la dirigenza interista cercano ancora di rinforzare il centrocampo, non è bastato l’acquisto di Eriksen nella sessione invernale di calciomercato. La Gazzetta dello Sport riporta il forte interesse dell’Inter verso Corentin Tolisso del Bayern Monaco; classe 94, ex Lione, campione del mondo con la Francia nel 2018, veste la maglia bavarese dall’estate 2017. Il Bayern ha comunicato al ragazzo la volontà di interrompere il rapporto di lavoro, così gli agenti del giocatore sonderanno le varie opportunità. I tedeschi hanno fissato il prezzo: 35 milioni, l’Inter potrebbe anche arrivare ad offrire la cifra richiesta, dovrebbe poi discutere le cifre contrattuali con il centrocampista francese, che al momento percepisce 7 milioni a stagione. Conte sarebbe contento di accoglierlo in nerazzuro, considerando che lo cercò anche ai tempi del Chelsea nell’estate 2017, anno in cui il ragazzo decise di accettare la corte del Bayern Monaco.

 

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Le difficoltà economiche della Serie A

Le difficoltà economiche della Serie A

L’ emergenza Coronavirus ha causato la perdita di quasi un miliardo euro, i club chiedono aiuto alle istituzioni, mentre la Lega prepara le contromosse per combattere le difficoltà economiche. Se la Serie A non dovesse ripartire andrebbero in fumo 720 milioni, ai quali vanno sommati i ricavi “indiretti”, che farebbero sforare la cifra ampiamente sopra il miliardo. Gravina e Dal Pino sono incaricati di far da tramite con il governo, portando sul  tavolo le idee dei club:

  • la cancellazione del bando pubblicitario imposto alle società di scommesse, con conseguente revisione del Decreto Dignità nella parte in cui vieta le sponsorizzazioni;
  • revisione della legge Melandri sui diritti televisivi;
  • una modifica della normativa sugli stadi, con un conseguente alleggerimento burocratico, che possa facilitare i progetti di costruzione.

Queste sono le proposte delle società, che  hanno la necessità che il governo si renda disponibile a rilanciare l’economia, compresa quella calcistica.  Nel frattempo si lavora anche ad una nuova contrattazione degli stipendi con i calciatori, allenatori e dirigenti, con la speranza che tutti possano rinunciare a qualcosa per il bene del paese.

 

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Lazio, Inter e Chelsea piombano su Acerbi

Lazio, Inter e Chelsea piombano su Acerbi

L’incredibile stagione della squadra di Inzaghi ha attirato l’interesse di grandi club italiani ed europei sui calciatori biancocelesti. Accanto a Luiz Felipe, Milinkovic, Luis Alberto e Correa, tutti giovani talenti, si fa spazio  un ragazzotto esperto, che da tanti anni calca i campi della nostra Serie A: Francesco Acerbi. Il difensore milanese è alla sua seconda stagione in biancoceleste ed all’età di 32 anni si sta rivelando uno dei migliori centrali del campionato, sta inoltre benissimo fisicamente ed Inzaghi raramente rinuncia a lui: la passata stagione Acerbi ha collezionato 50 presenze, ed in quella corrente è a quota 33. Tuttomercatoweb riporta che Inter e Chelsea si siano interessate al calciatore, che, però, pochi giorni fa ha dichiarato  sul suo profilo Instagram, come riporta la Gazzetta dello Sport, di voler chiudere la carriera alla Lazio.

“Futuro? Voglio fare l’allenatore, ci penso già da qualche anno. Finirei la carriera alla Lazio, ma mi piace pensare sempre anno dopo anno”

 

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Lazio, occhio! Il Barcellona sonda Luiz Felipe

Lazio, occhio! Il Barcellona sonda Luiz Felipe

Il Barcellona sonda Luiz Felipe ed il suo agente, Stefano Castagna, non ha perso tempo per mandare un segnale a Lotito, dato che ieri ha dichiarato al Mundo Deportivo: «Se ti segue il Barcellona è un onore. Comunque il giocatore ha la testa sulla Lazio e sullo scudetto. Per ora nessuno ha parlato con me, ma molti club si stanno muovendo. Non mi stupisce l’interesse dei catalani». Le buone prestazioni della squadra di Inzaghi non sono passate inosservate, ed alcuni dei suoi giocatori sono molto ambiti dalle grandi squadre europee. Lotito e Tare si sono tutelati con Luis Alberto, Milinkovic ed Immobile velocizzando le pratiche per il rinnovo, mentre con Luiz Felipe la situazione è ancora in standby; il ragazzo ha un contratto da 600 mila euro all’anno con i biancocelesti fino all’estate 2022, per trattenerlo la dirigenza dovrà adeguare le cifre avvicinandosi ai 2 milioni annui. Le dichiarazioni del procuratore potrebbero anche essere una strategia per mettere un pò di pressione alla Lazio, società alla quale in ogni caso Luiz Felipe è molto grato, dato che lo ha cresciuto ed aspettato nel corso degli anni, continuando a puntare su di lui anche quando le prestazioni  lasciavano a desiderare.

 

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