Inter, Conte vuole rinforzare la difesa

Inter, Conte vuole rinforzare la difesa

Prima dell’interruzione del campionato l’Inter occupava la terza posizione in classifica ad 8 punti dalla Lazio seconda e 9 dalla Juventus prima. I nerazzurri sotto la guida tecnica di Conte hanno fatto un ulteriore salto di qualità anche se l’allenatore pugliese non è ancora convinto di alcuni interpreti. I reparti sotto accusa sono il centrocampo e la difesa; sul primo circolano molti nomi da tanto tempo e nel mercato invernale Marotta ha portato dal Tottenham ad Appiano Gentile Eriksen, centrocampista danese ambito da tutta europa, che però sta avendo qualche difficoltà ad inserirsi nei meccanismi del 3-5-2. Anche nel reparto difensivo alcuni calciatori stanno faticando, mentre De Vrij si è rivelato il centrale più completo, essendo affidabile sia in una linea a 4 che a 3; Skriniar non sembra quello della passata stagione, ma Conte non ha intenzione di rinunciarci, Bastoni è stato una piacevole sorpresa, ma sembra ancora acerbo, mentre Godin quasi sicuramente lascerà l’Inter date le difficoltà riscontrate a 34 anni nel calarsi in un nuovo ruolo. Sul taccuino di Marotta ci sono al momento 4 difensori: Kumbulla, Acerbi, Izzo e Vertonghen. Il primo è ambito da molte squadre italiane ed europee, abituato a giocare in una difesa a 3, è inoltre un classe 2000 e l’Hellas per cedere il suo cartellino chiede almeno 25 milioni; Izzo da tanti anni è seguito dall’Inter, ma quest’estate potrebbe essere quella giusta dato che il Torino verosimilmente rifonderà la squadra, per portarlo a vestire nerazzurro servirà una cifra vicina ai 30 milioni; Acerbi come gli altri due è abituato a giocare in una difesa a 3, a 32 anni si è rivelato uno dei migliori difensori del campionato, difficile credere che la Lazio lo lasci partire; infine abbiamo Vertonghen, la pista estera, il centrale belga è in forza al Tottenham ed è in scadenza di contratto, cosa che lo rende il più abbordabile tra i 4, anche se potrebbe richiedere uno stipendio decisamente più ricco, inoltre sul belga vertono dei dubbi legati all’adattamento al campionato ed ai dettami tattici di Conte, per quanto sia un calciatore di tutto rispetto.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Immobile: “accetteremo l’annullamento della stagione”

Immobile: “accetteremo l’annullamento della stagione”

L’ emergenza Coronavirus, per quanto negli ultimi giorni vi siano stati dei lievissimi segnali positivi, è ancora in una fase acuta e la Serie A ha sempre meno tempo per decidere cosa ne sarà della stagione 2019/2020. A tal proposito si è espresso tramite il suo personale profilo Instagram anche Ciro Immobile, attaccante della Lazio ed attuale capocannoniere del campionato, affermando che sarà accettata ogni decisione, compresa quella di annullamento della stagione corrente:

“Annullamento per Coronavirus? Credo sia giusto accettare tutto quello che ci diranno di fare. Siamo in piena emergenza tutti e quello che conta è la salute, noi saremo pronti a fare tutto quello che verrà deciso».

 

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Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Continua a regnare il caos in Serie A, le lunghe call per decidere il futuro del campionato sono ancora poco chiarificatrici, d’altronde fino a quando la situazione nel paese sarà così tragica è pressoché impossibile diramare un calendario affidabile di ripresa, ed allo stesso tempo c’è ancora un barlume di speranza che impedisce di mettere la pietra tombale sulla stagione 2019/2020. Stoppare definitivamente l’annata corrente porterebbe le società a dover prendere delle decisioni complicate sul prossimo campionato ed a rinunciare ad introiti importantissimi, specialmente per le medio-piccole. Lo scontro odierno vede protagonisti Lotito ed Angelli, il presidente della Lazio si è messo allo scoperto: vuole continuare la stagione  ed anche con una certa fretta, sembrando spesso insensibile alla forte crisi sanitaria, c’è anche da dire che il patron biancoceleste non abbia mai parlato in prima persona, diventa quindi complesso carpire cosa davvero frulli nella testa di Lotito. L’ edizione odierna di Tuttosport riporta alcune frasi del battibecco:

Lotito: “Avete visto i dati? Si sta ritirando; ho parlato con i medici luminari, quelli che stanno in prima linea, non quelli delle squadre”.

Angelli: ” Eh certo, ora sei diventato anche un virologo…”

La cosa che viene spontanea chiedersi è: anche se di dovesse riprendere con gli allenamenti e successivamente con le partite del campionato, sarà possibile riempire gli stadi? Difficile da credere che il Governo italiano, ma verosimilmente qualsiasi Governo europeo, conceda il via libera per assembramenti così imponenti di persone…

 

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Lazio, bisogna trattenere i big ed allungare la rosa

Lazio, bisogna trattenere i big ed allungare la rosa

Il calcio e l’Europa intera sono nel caos e nell’emergenza più profonda per il flagello Coronavirus. La Serie A, le competizioni europee ed il calciomercato dovranno attendere, ora sono tutti impegnati a gestire problematiche diverse. La Lazio di Lotito e Tare è stata per tutta la stagione la grande sorpresa del nostro campionato e sia se la stagione si concluda sia che si fermi definitivamente, la dirigenza biancoceleste sarà chiamata ad intervenire sul mercato in estate per presentarsi con una squadra più forte alla prossima Champions League. L’ obiettivo principale sarà quello di tenersi stretti i big della squadra: Correa, Luis Alberto, Milinkovic ed Immobile. L’ attaccante argentino ha una clausola rescissoria di 80 milioni di euro valida sino al 31 luglio ed il contratto in scadenza il 30 giugno 2024; Luis Alberto sta per rinnovare, mentre Milinkovic ha rinnovato ad inizio stagione. Poi c’è Immobile, che almeno teoricamente, sarebbe il più facile da tenere, dato che ha 30 anni e la Lazio gli assicura un contratto da più di 3 milioni (scadenza nel 2023) all’anno ed un posto sicuro in squadra; l’attaccante ex Torino in settimana ha confermato la sua volontà di chiudere la carriera a Roma, trovandosi benissimo in città e con la tifoseria, ed inoltre la famiglia si è ambientata perfettamente. Sta mattina ha però parlato l’agente di Ciro, facendo capire che Napoli per l’attaccante di Torre Annunziata ha sempre un posto speciale, ed ha affermato come Giuntoli sia un suo grande estimatore. Resta da convincere la Lazio, cosa non semplice al momento, se non impossibile.

“Che Giuntoli sia un assoluto estimatore di Immobile non c’è dubbio, tant’è che voleva portarlo al Napoli quando Ciro è poi andato alla Lazio. Giuntoli era ed è un estimatore di Immobile, ma mi sembra difficile non esserlo per quello che ha fatto Immobile negli ultimi cinque anni. Oggi, però, al di là di quelli che possono essere gli interessamenti del Napoli e di altre società per un calciatore costante negli anni come Immobile, il mercato può soffrire una battuta d’arresto per l’emergenza Coronavirus. Lui ha un contratto fino al 2023. Se ci fosse qualcuno concretamente interessato dovrà bussare alla porta della Lazio, oltre a quella del calciatore. E’ prematuro parlarne ora. Ma che ci possano essere degli interessamenti, come già ci sono stati da Inter, Milan e dalla Cina un anno fa, è normale. Vedremo più avanti. Milik via per 40 milioni? Se col contratto in scadenza lui vale 40 milioni, ditemi quanto vale Immobile…”

Per quanto concerne i nomi in entrata c’è al momento una gran confusione ed un gran via vai di candidati. La pista Depay sembra complicata; mentre resta molto più percorribile la strada che porta a Giroud, conteso con l’Inter, l’attaccante francese ha rifiutato il rinnovo con il Chelsea: l’anno prossimo ci saranno gli europei e l’ex Arsenal vorrebbe guadagnarsi la convocazione, giocando da protagonista in un altro club. In difesa sono stati sondati Lovren, prezzo del cartellino alla portata, e Kumbulla, Tare sono mesi che cerca di convincere il centrale dell’Hellas ad accettare la corte della Lazio, ma le pretendenti sono tantissime ed il prezzo si aggira vicino ai 30 milioni. Per il centrocampo interessa il giovane Ianis Hagi, ex Fiorentina, in prestito ai Rangers dal Genk, la squadra scozzese non è intenzionata a riscattare il cartellino del ragazzo, che tornerebbe così al Genk, con 5 milioni la Lazio si assicurerebbe le prestazioni del centrocampista romeno. Si cerca infine un vice Strakosha, poiché Proto non ha mai convinto e si avvicina ai 37 anni: il primo nome sulla lista è Fernando Pacheco, spagnolo classe 1992 in forza all’Alavés.

 

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Lazio, Depay obiettivo concreto o sogno impossibile?

Lazio, Depay obiettivo concreto o sogno impossibile?

Il calcio è fermo e con esso anche il calciomercato, i dirigenti delle squadre italiane ed europee sono alle prese con problemi ben più importanti e sopratutto più imminenti: tenere i giocatori al sicuro, e tentare, per quanto sia possibile, di abbozzare un programma di ripresa nell’attesa che l’emergenza vada scemando. Eppure ci sono dei lavori e dei contatti che erano stati avviati prima della crisi sanitaria ed oggi li riportiamo anche nel tentativo di distrarci un pò da questa tragedia così totalizzante. Una delle squadre più attive sul calciomercato era la Lazio del presidente Lotito, che indipendentemente dal destino del campionato, è quasi certa di giocare la prossima Champions League. L’ ultima suggestione riguarda il giocatore del Lione Memphis Depay; l’attaccante olandese in Francia si è ripreso e, prima di rompersi il crociato, aveva ritrovato lo smalto di un tempo (14 goal in 18 partite). Il suo contratto scade nel 2021, e se il presidente Aulas non dovesse trovare un accordo per il rinnovo, dovrà necessariamente rivedere al ribasso la sua richiesta per il cartellino, che ad oggi si avvicina ai 50 milioni. Cifra decisamente non alla portata delle case biancocelesti, la Lazio quindi incrocia le dita e si augura che il ragazzo non rinnovi con il Lione per avviare una trattativa partendo da una base di 30 milioni. Gli ostacoli maggiori per portare in porto la trattativa riguardano le cifre che Depay potrebbe chiedere, dato che ad oggi guadagna più di 4 milioni di euro, ed inoltre l’agenzia che assiste il calciatore olandese è la SEG, che ha un rapporto compromesso con Lotito e Tare dopo la vicenda De Vrij di due stagioni fa.

 

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Lazio, si avvicina Lovren

Lazio, si avvicina Lovren

Lotito e Tare sono alla ricerca di un altro centrale difensivo, che possa assicurare anche esperienza internazionale, data la quasi certa partecipazione alla prossima Champions League. Il primo obbiettivo dovrebbe essere Dejan Lovren, difensore centrale croato, attualmente in forza al Liverpool, il suo contratto è in scadenza nel 2021, cosa che mette la Lazio in una situazione di vantaggio nella trattativa. I contatti tra i due club sono già stati avviati e tutto sembrerebbe portare Lovren a vestire biancoceleste, dato che il Liverpool non sembrerebbe intenzionato a rinnovargli il contratto, ma allo stesso tempo non vorrebbe perderlo a parametro zero;  se le richieste dei Reds fossero dunque in linea con la situazione, Lotito e Tare potrebbero offrire a Lovren un contratto più oneroso del previsto, risparmiando sul prezzo del cartellino. Il centrale croato porterebbe fisicità ed abilità nei colpi di testa nella rosa biancoceleste (188 cm x 84 kg) , mentre resta qualche perplessità sul suo possibile adattamento alla difesa 3; d’altro canto sarebbe una cartuccia in più per Inzaghi, che all’occorrenza potrebbe schierare una difesa a 4 con Acerbi e Lovren come coppia centrale, con Luiz Felipe in panchina.

 

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La FIFA modifica il piano delle competizioni internazionali

La FIFA modifica il piano delle competizioni internazionali

L’emergenza Coronavirus ha sconvolto il mondo e con esso anche lo sport ed ogni tipo di competizione. Olimpiadi, Europei di calcio, qualificazioni all’olimpiade di pallacanestro, campionati nazionali di pallavolo, rugby, master di tennis è tutto fermo ed in attesa che la situazioni migliori. La FIFA, tramite il presidente Infantino, ha comunicato alla Gazzetta dello Sport alcune possibili modifiche: il Mondiale per Club si dovrebbe disputare una volta ogni 4 anni, iniziando dal 2021, nella seconda metà di luglio con la partecipazione di 24 squadre, 8 europee, cioè le 4 vincitrici dell’Europa League e della Champions League; la Nation League dovrebbe rimanere uguale, ma spostando le partite programmate per giugno in altre finestre invernali. Poi sono anche stati individuati 5 punti per riformare il calcio mondiale: campionati a 18 squadre; limitare le competizioni internazionali, come la Champions, a non più di 17 partite; ridurre le gare di play-off tra nazionali; non aumentare i partecipanti agli europei; evitare di creare nuove competizioni che aumenterebbero il numero di partite. L’idea di fondo è quella di ridurre la quantità di match, ma assicurare un livello di competizione più alto, idea che va di pari passo con l’emergenza virale, che impone di ridurre gli spostamenti.

 

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Coronavirus, Infantino: “prima la salute, poi la rivoluzione”

Coronavirus, Infantino: “prima la salute, poi la rivoluzione”

Il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, che può essere riassunta nello slogan: “prima la salute, poi la rivoluzione”. Andando nel dettaglio, il presidente, ha consigliato ai dirigenti di prepararsi al peggio; c’è il concreto rischio che la stagione calcistica si fermi, tale stop dovrà essere gestito senza panico e con la consapevolezza che appena si potrà si tornerà a giocare.

“Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Io ringrazio dottori, infermieri e tutti quelli che rischiano la loro vita per salvarne altre. Loro sono eroi.”

Infantino poi spiega anche le riforme che potrebbero essere istituite in questa situazione d’emergenza: meno partite, ma più combattute; un passo indietro generale per assicurare la salute e un sacrificio economico che verterà su tutti i rappresentanti del mondo calcistico:

“Si rischia. Serve una valutazione dell’impatto economico globale. Ora è difficile, non sappiamo quando si torna alla normalità. Ma guardiamo alle opportunità. Possiamo forse riformare il calcio mondiale facendo un passo indietro. Con formati diversi. Meno tornei, ma più interessanti. Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Non è fantascienza, parliamone. Quantifichiamo i danni, vediamo come coprirli, facciamo sacrifici – sarà avvantaggiato chi ha gestito la propria “azienda” in modo sano – e ripartiamo. Non da zero.”

Chiude con una frecciatina a chi si ostina a parlare di SuperLega:

“Mi viene da ridere. E cos’altro? Da quel che vedo, ci pensano già altri a progettare e organizzare tornei in giro per il mondo, al di fuori dalle strutture istituzionali, e senza rispetto per il modo in cui è organizzato il calcio nazionale, continentale e mondiale. In fu- turo dobbiamo avere almeno 50 nazionali che possano vin- cere i Mondiali, non solo 8 europee e 2 sudamericane. E 50 club che possano vincere i Mondiali per club, non solo 5 o 6 europei. E una ventina di questi 50 saranno europei, il che mi sembra già meglio dei 5 o 6 odierni.Ma non è il momento di parlarne ora.”

 

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Roma, Zappacosta verso la permanenza

Roma, Zappacosta verso la permanenza

Come riportato dal Corriere dell Sera, se si stesse giocando regolarmente, la Roma potrebbe contare su Zappacosta. L’esterno ex Chelsea ha vissuto una stagione sfortunatissima, condizionata da infortuni gravi, proprio nell’anno in cui si sarebbe dovuto giocare una convocazione ad Euro2020. Sappiamo tutti che l’emergenza Coronavirus ha causato lo slittamento degli europei al 2021, e sta creando numerose complicazioni a tutte le Federazioni. Tra le gatte da pelare c’è quella dei contratti e prestiti in scadenza il 30 giugno, come nel caso di Zappacosta. E’ notizia delle ultime settimane che Chelsea e Roma si siano incontrate per prolungare il prestito dell’esterno di Sora per un’altra stagione, in modo tale da assicurare al ragazzo di giocare con continuità; i giallorossi, inoltre, ritroverebbero una pedina importante in una posizione che ha detestato preoccupazione per tutto l’arco dell’ultima stagione, a causa di prove non convincenti e di continui forfait.

 

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Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Si è discusso tanto in settimana, e ci siamo chiesti: il 23 marzo ci si allena? In Lega negli ultimi giorni c’è stato uno scontro tra Marotta e Lotito (spalleggiato da Cellino e De Laurentis), con il secondo intento a far ripartire gli allenamenti della Lazio  con tutte le tutele del caso. E’ chiaro che vi siano delle zone d’Italia, nelle quali ad oggi è impossibile mettere in atto qualsiasi tipo di tutela, e dove quindi è impossibile tornare ad allenarsi, come a Milano, Brescia, Parma o a Bergamo. Facile dedurne che sarebbe scorretto se mezza Serie A si allenasse mentre l’altra no. In più si fa sempre più assordante la (normale, è il suo lavoro) pretesa  di Tommasi di mettere in sicurezza i calciatori. Infatti oggi Sassuolo, Lecce e Cagliari hanno ufficialmente posticipato il rientro sui campi; i neroverdi ed i giallorossi a “data da destinarsi”, mentre il Cagliari ha imposto ai giocatori di allenarsi in solitaria almeno fino al 31 marzo, inviando ad ogni calciatore una scheda personalizzata. Poi c’è la Lazio che, secondo quanto riporta Tuttomercatoweb, starebbe per posticipare il rientro al 26 marzo, con la certezza di rimandare ancora (anche perché la Lega ha espressamente vietato di ricominciare prima del 4 aprile).  Quindi si agli allenamenti, però a distanza; l’emergenza sta vivendo il suo momento più tragico e le società non vogliono mandare un messaggio di irresponsabilità.

 

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