Lazio salvata da Candreva, col Palermo termina 1-1: l’analisi

Partita dinamica, divertente e piacevole allo Stadio Olimpico di Roma, dove la Lazio ha ospitato il nuovo Palermo di Ballardini. I rosanero sono scesi in campo con un mobile 4-3-2-1, con Jajalo davanti alla difesa e Gilardino centravanti. Pioli ha risposto con il consueto 4-3-3, dove dietro giocavano: Lulic, Gentiletti, Hoedt e Basta. E’ proprio la difesa il problema principale dei biancocelesti (21 goal subiti in 13 partite di campionato, peggio solo il Carpi con 26). Ed infatti gli ospiti hanno avuto tante, troppe occasioni: dopo la rete al 21esimo di Goldaniga (primo in Serie A), i siciliani hanno tirato 8 volte in porta (a fronte di 3 tiri laziali). Nonostante la precisione sotto porta (il 61,5% dei tiri sono finiti fra i pali difesi da Marchetti), tuttavia, i ragazzi di Ballardini non sono riusciti ad infierire. La Lazio ha provato ad alzare il baricentro, arrivando al cross 36 volte e calciando da fuori in 9 occasioni. La precisione, però, a Keita e compagni pare mancare: 34% di passaggi sbagliati nella metà campo avversaria e solamente il 25% di cross riusciti. Al 69esimo, su spunto di Lulic, la Lazio guadagna un calcio di rigore, trasformato successivamente da Candreva (subentrato undici minuti prima ad uno spento Felipe Anderson).
Il Palermo sale dunque a 15 punti, 4 sotto la squadra di Pioli che al momento occupa l’ottava posizione.




I pensieri inquieti dei moderni

Conta maggiormente l’idea collettiva del singolo, in questa epoca di macchine e meccanicismi. Non vi è spazio per l’estro indomato. Non è permessa la bramosia di onnipotenza. Perché a prevalere deve essere necessariamente il risultato di squadra. Quindi il profitto: la contentezza degli sponsor, i bonus dei contratti, le tasche dei patron. Ma la fiamma…
La dicotomia fra caldo e freddo nel calcio moderno spinge a porsi delle domande. Poiché questo è il modulo, la strategia, lo schema. Quello la giocata geniale, il dribbling spettacolare, l’anarchismo tattico. Il vero fuoriclasse (portiere escluso) non ha ruolo. E’ oppresso dai dettami del tecnico. E purtroppo colui che è fuori-scena svanisce. I talenti vengono sempre più omologati ed amalgamati nel massume dei bravi soldatini.
La globalizzazione calcistica ha reso le partite tutte simili. Le nazionali non dispongono più di connotazioni distinguibili. Spaventa che le idee di calcio non siano più figlie della terra da cui provengono, dell’epoca cui appartengono. I romantici: i nuovi tormentati: dove sono? L’omologazione renderà questo sport emaciato. Che la fiamma sia con noi.




Frosinone, infortunato Russo: frattura alla mano destra

Come si legge attraverso una nota ufficiale sul sito del Frosinone, Adriano Russo, rimediato un colpo alla mano destra, dopo la seduta di ieri è stato sottoposto agli esami strumentali che hanno evidenziato una frattura del terzo e del quarto metacarpo. I tempi e le modalità di recupero verranno valutate nei prossimi giorni. Stellone dovrà dunque fare a meno del proprio difensore classe 1987, che in Serie A finora ha collezionato due presenze da titolare.




Francia, Domenech: “Nazionale deve incarnare i nostri valori”

Intervistato da La Gazzetta Dello Sport, il commissario tecnico della Francia fra il 2004 ed il 2010, Raymond Domenech, ha parlato del valore dello sport dopo gli attacchi terroristici di Parigi: “E’ lecito avere paura, ma non bisogna cedere. Lo sport porta un messaggio di integrazione, pace, tolleranza, anche nella diversità. Oggi abbiamo l’occasione di farlo valere contro la minaccia terroristica“. Riguardo all’importanza che ha adesso la Nazionale francese, Domenech ha dichiarato: “Se deve lanciare un messaggio? Spetta ai giocatori decidere, ma devono prendere coscienza del fatto che ormai rappresentano più di una nazionale di calcio“. Cosa simboleggiano dunque i bleus in un momento del genere? “I valori della Repubblica: eguaglianza, libertà, fratellanza. Gli stessi che i terroristi vogliono abbattere“.




Milan, Abate torna ad allenarsi in gruppo: la situazione

Notizie confortanti per il Milan. Nell’allenamento di ieri, infatti, Ignazio Abate ha ha iniziato la seduta in gruppo: dopo una parte tecnica di controllo palla e passaggi differenziata, è tornato coi compagni per le serie di allunghi. Il resto della squadra si è invece dedicato ad una sessione di tipo atletico.
Mihajlovic spera di poter schierare Abate nella sfida alla Juventus, che andrà in scena a Torino sabato 21 novembre. Il terzino ha una settimana per tornare al 100%.




Roma, De Sanctis: “Smettere? Non ci penso proprio”

Intervenuto durante l’evento TedxYouth svoltosi all’Auditorium di Roma, Morgan De Sanctis ha risposto anche ad alcune domande relative al suo futuro: “Io mi sento bene, lo dimostro ogni giorno, in allenamento e quando vengo chiamato in campo. Ho il dovere di farlo, certamente, ma non mi sento e non mi vedo in nessun altro ruolo se non quello del calciatore“. E a giugno? “Se queste saranno le mie condizioni non ci penso proprio a smettere. Adesso però non è il momento di pensarci, abbiamo una stagione importante, dobbiamo darci tutti una mano e fare le cose per bene“. Per le decisioni concernenti il contratto, il portiere della Roma aspetta dicembre: “In quel mese vedrò la società, la mia priorità è continuare con la Roma, ma io non metterò spalle al muro nessuno e nessuno lo farà con me“.




Napoli, infortunio Higuain: si attendono novità

Nella giornata di ieri, successiva alla sfida fra l’Argentina ed il Brasile (terminata 1-1), Gonzalo Higuain ha svolto un allenamento differenziato. Il motivo? Un trauma contusivo al piede destro. Nelle prossime ore dovrebbero giungere novità dalla Nazionale vice-campione del mondo. L’obiettivo è quello di schierarlo nella prossima partita valida per la qualificazione a Russia 2018, che si giocherà martedì contro la Colombia.
A Napoli, intanto, la preoccupazione è alta: perdere il proprio bomber e trascinatore in un momento così positivo sarebbe un brutto, bruttissimo colpo.




Speciale Serie A – 12° Giornata

Alle 10:00 inizia Speciale Serie A, programma dedicato alla dodicesima giornata di campionato. Parleremo degli anticipi (Verona-Bologna e Milan-Atalanta) e delle partite di oggi attraverso notizie, dichiarazioni e tanti ospiti. Fra questi Mario Giunta, Alessandro Sugoni e Xavier Jacobelli. Conduce Filippo Tabelli.
Seguiteci –> http://radiogoal24.it/radio/




Speciale Serie A – 11° Giornata

Alle 10:00 inizia Speciale Serie A, programma dedicato all’undicesima giornata di campionato. Parleremo degli anticipi (Juventus-Torino ed Inter-Roma) e delle partite di oggi attraverso notizie, dichiarazioni e tanti ospiti. Fra questi Furio Fedele (Corriere Dello Sport) e Nicola Binda (Gazzetta Dello Sport). Conduce Filippo Tabelli.

Buon ascolto su –> www.radiogoal24.it/radio/




Fiorentina, Mario Suarez può partire: i club interessati

Un amore mai sbocciato. Mario Suarez e la Fiorentina potrebbero già a gennaio prendere direzioni differenti. Lo spagnolo, infatti, arrivato durante l’ultima sessione di mercato ed annunciato come colpo fondamentale per un salto di qualità in mediana, sta trovando poco, pochissimo spazio negli schemi di Paulo Sousa. Il suo minutaggio parla più chiaramente di qualsiasi commento tecnico: 4 presenze in Serie A (su 10 giornate) e 2 in Europa League (3 incontri). In totale sono 390 minuti su 1170 giocati finora dai viola. Circa mezz’ora a partita di media. Troppo poco per un giocatore che, arrivato a 28 anni, ha la possibilità di ambire a qualcosa di più. Lo spagnolo, infatti, assieme ai suoi agenti, sta lavorando ad una cessione. Dalla Spagna sono insistenti le voci secondo cui Della Valle stesso abbia dato l’ok alla ricerca di una nuova destinazione. Su di lui è forte l’interesse del Siviglia. Attenzione, però, anche a Liverpool e Marsiglia. A riportarlo è il quotidiano As.