Speciale Serie A – 16° Giornata

Inizia Speciale Serie A, programma dedicato alla 16° giornata di campionato. Saranno con noi anche Marco Bellinazzo, Giovanni Capuano e Nicola Binda.

Conduce Filippo Tabelli.

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#ESCLUSIVA – Ag. Sarri: “Il suo sogno è allenare all’estero in futuro”

Durante la puntata di Speciale Serie A dedicata alla 15° giornata, è intervenuto Alessandro Pellegrini, agente di Maurizio Sarri.
Pellegrini e Sarri lavorano insieme da molti anni: “Eravamo colleghi in banca. Fra noi c’è un rapporto di amicizia ancor prima che di lavoro“. Sette anni fa forse era difficile prevedere un’ascesa così: “Non per me. So che è paradossale dirlo, ma me l’aspettavo“. Come mai? “Quando io ancora non ero il suo procuratore, lui aveva già sfiorato la Serie A in un paio di circostanze: a negargli l’opportunità erano state le sue idee di calcio. Quando poi ha terminato il suo percorso di crescita ci è arrivato in modo naturale e meritocratico, senza bisogno di amicizie o sponsorizzazioni. Questo, a mio avviso, lo rende unico“.
Negli anni, il suo stile di gioco è cambiato? “No, ha sempre portato avanti le stesse idee“. E tatticamente? “Ha cambiato sostanzialmente tre moduli, a dimostrazione che per lui il modulo non è un dogma, bensì un modo per raggiungere una determinata filosofia di gioco. Un metodo che è composto dall’unione tra i reparti, che tutti assieme devono lavorare sia in fase offensiva che difensiva, dall’aggressione alta sul portatore di palla avversario e dalla linea alta dei difensori. Ciò è stato possibile farlo sia con il 4-2-3-1, che con il 4-3-1-2, che con il 4-3-3 attuale“.
Tornando all’estate scorsa: è vero che il Cagliari lo aveva cercato per trionfare in Serie B? “Sì, c’è stato un contatto direttamente col presidente Giulini. Il progetto che propone è allettante ed ha affascinato anche Maurizio. Il Cagliari non è una squadra normale: rappresenta non solo una città, ma tutta la Sardegna. Un po’ come Napoli“.
Ora Sarri è proprio al Napoli, una piazza che fa sentire molto la pressione: “Lui le pressioni non le sente. Un po’ perché ci sono io che tento di alleggerire tutto, ed un po’ perché la paura non è una sensazione che deve provare. Un allenatore quando è convinto lo deve dimostrare quotidianamente, cercando di non far passare le sue convinzioni come arroganza“. Il fuoriclasse dei campani è certamente Higuain, con il quale Sarri sembra avere un rapporto speciale: “Con lui ha un rapporto come lo ha con tutti gli altri. Siamo di fronte ad un ragazzo con qualità eccezionali. A mio modo di vedere il centravanti più forte al mondo. Forse gli mancava qualcuno che lo facesse sentire artefice del progetto“.
Giusto accostare Sarri ad Arrigo Sacchi? “Per Maurizio è stato una musa ispiratrice. Del suo calcio ha ripreso tanto. Difficile però fare proporzioni: distano di 20 anni di calcio. Noi ovviamente lo prendiamo come complimento“.
E’ un allenatore che chiede alla società determinati giocatori? “Non ne ha tempo. Si concentra sul lavoro e sul migliorare i calciatori di cui dispone. Intendo studio, crescita, tattica. Lui è The Normal One“.
Ha particolari ambizioni per il futuro? “Il futuro è sempre al 30 di giugno. E’ una scadenza per tutti. Nazionale? E’ da escludere. Estero? E’ il suo sogno nel cassetto. Però rimane il fatto che ha un contratto col Napoli. La sua volontà è quella di rimanere“.




#ESCLUSIVA – Cavasin: “Dzeko? I compagni non lo aiutano”

Durante la puntata di Speciale Serie A dedicata alla 15° giornata, è intervenuto Alberto Cavasin, ex allenatore (fra le altre) di Sampdoria e Fiorentina.
A Cavasin abbiamo chiesto della Roma, reduce dal pareggio di Torino per 1-1. E’ un problema di condizione fisica? “No, non credo. Penso che in questo momento la Roma non abbia una fluidità di gioco. L’attacco gioca da solo, l’azione da dietro viene portata in avanti molto lentamente. Si punta solo sulle giocate individuali. Le avversarie tendono a chiudersi contro i giallorossi, che contro una difesa schierata perdono brillantezza. Non trovano mai passaggi che liberino un inserimento che possa portare al tiro. E’ un problema sia dei centrocampisti che delle punte. Quest’ultime sono ferme e statiche, gli avversari hanno sempre la meglio. Questo perché l’azione non è mai veloce, ciò penalizza il gioco negli ultimi trenta metri“. Il problema della Roma, dunque, è questo? “Credo proprio di sì. Lo è da sempre. Il primo anno sorprese, ma poi le squadre avversarie l’hanno studiata. Hanno preso le misure. In Italia è così“. Squadra troppo scollata: “La Roma dipende esclusivamente dai suoi attaccanti. Demanda a loro l’azione finale. Se non riesce l’uno contro uno è automaticamente in difficoltà: le manca un gioco di raccordo e di manovra“.
A proposito di attaccanti, Dzeko sta segnando poco. Può essere un problema? “Fa fatica a fare goal e fa fatica a costruirsi occasioni. E’ un giocatore che ha bisogno del supporto della squadra. Se non gli arrivano tanti palloni va in difficoltà. Oggi fa parte di una Roma che fa fatica ad attaccare. Dzeko non è un giocatore che può risolvere la partita da solo. Può avere il colpo, ma solo se viene sollecitato dai suoi compagni. Va servito meglio: al momento viene trovato male e poco“.
Sul banco degli imputati non può che esserci anche il tecnico, Rudi Garcia. Va esonerato? “Per me l’allenatore va giudicato a fine anno, a meno che non ci siano gravissimi problemi. E questi subentrano solo nel momento in cui non si ha più un rapporto con la squadra“. Dunque di chi sono le colpe? “Non bisogna trovare le colpe in certe situazioni. Si deve solo lavorare per fare meglio“.




Speciale Serie A – 15° Giornata

Alle 10:00 inizia Speciale Serie A, programma dedicato alla 15° giornata di campionato. Saranno con noi, fra gli altri, l’agente di Sarri, Cavasin ed Efe Bal. Conduce Filippo Tabelli.

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Juventus, Marotta: “Rugani? Difficile inserirsi con quei campioni”

Ai microfoni di Radio Sportiva, l’amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta, ha parlato della situazione di Daniele Rugani. Il difensore, infatti, non è mai stato schierato in questo campionato dal proprio allenatore: “Ha dei campioni come compagni di reparto, è difficile inserirsi. Però incarna i punti di questa società: senso di appartenenza, voglia di giocare la Champions“. Sul futuro: “È un ambiente che lo vedrà protagonista nei prossimi anni. L’occasione arriverà“.




#ESCLUSIVA – Bucchioni: “Inter? Senza Icardi può battere il Napoli”

Durante la trentatreesima puntata di Goalcafé, è intervenuto in esclusiva per RadioGoal24 Enzo Bucchioni, noto giornalista ed opinionista sportivo, nonché direttore di QS.
Come di consueto, ha analizzato step by step le partite della prossima giornata di campionato. Si inizia con Torino-Bologna sabato alle 18:00: “Partita interessante. Entrambe hanno delle qualità non da poco. Credo che Donadoni possa andare all’Olimpico facendo male. Pronostico? Un pareggio“. Alle 20:45 c’è Milan-Sampdoria: “Visti i ricordi e le nostalgie è la gara più interessante, lasciando ovviamente perdere Napoli-Inter. Forse è troppo presto per vedere un’impronta di Montella sulla Samp, che vuole un calcio tecnico, giocato palla a terra. Il Milan deve vincere per forza. Se non vincesse si riparlerebbe di esonero di Mihajlovic. Se dovesse giocare col 4-4-2, come io auspico, vincerebbero i rossoneri“.
Si prosegue poi coi pronostici relativi alla domenica, partendo da Chievo-Udinese: “Partita molto equilibrata. In casa, tuttavia, il Chievo può avere la meglio sui friulani, che in trasferta non vanno proprio benissimo“. Sfida per non retrocedere poi: “Frosinone-Verona? Partita delle speranze di salvezza. Vincerà il Frosinone, perché davanti avrà una squadra che sarà costretta a fare la partita e lascerà spazi. Tornerà Toni dal primo minuto, il che significa molto. Però in casa i ciociari hanno qualcosa in più“. Su Genoa-Carpi, Bucchioni ha affermato: “Vincerà certamente il Genoa. Il Carpi, nonostante la simpatia, non può nascondere i suoi evidenti limiti tecnici. In più i liguri a Marassi mettono in difficoltà chiunque“. Passando al match della Roma, “che dopo la briscola di martedì deve dimostrare di essere squadra“, il direttore ha proseguito: “Roma-Atalanta? Partita chiave. Ai giallorossi mancheranno Salah e Gervinho, che non è poco. I valori in campo sono nettamente diversi: dico che vincerà la Roma, anche se Reja dal punto di vista tattico batte Garcia 10-0. Il francese non ha ancora capito come si gioca in Italia“. L’altra romana: Empoli-Lazio: “L’Empoli in casa è molto forte. Secondo me finirà in pareggio, anche perché la Lazio non può perdere“. Si passa poi in Sicilia: “Palermo-Juventus? Vinceranno gli ospiti, nonostante i rosanero col nuovo allenatore possano avere una spinta in più“.
Lunedì alle 19:00 c’è Sassuolo-Fiorentina: “Altra partita molto incerta. Il Sassuolo in casa gioca un ottimo calcio, però mancherà un giocatore fondamentale come Berardi. Vincerà la Fiorentina“. Ed infine la partita più importante, Napoli-Inter alle 20:45: “Sarà la partita chiave di tutta la stagione. Un grande confronto. Sarri gioca un calcio brillante, organizzatissimo, bello, moderno. L’Inter dal punto di vista muscolare è la migliore del campionato. E’ dotata di fisicità e grandi individualità. Mancini gioca un calcio più antico ma molto redditizio. Se dobbiamo parlare di calcio dico che vincerà il Napoli, perché gioca meglio ed ha più qualità. Però l’Inter non prende mai goal e fa paura quando attacca: tenendo fuori Icardi, giocando con un tridente più tecnico, Mancini potrebbe vincere. E’ difficile dire chi vincerà; la partita potrebbe essere risolta da un episodio“.




#ESCLUSIVA – Pistocchi: “Napoli meglio dell’Inter. Roma? Colpa di Sabatini”

Durante la trentatreesima puntata di Goalcafé, è intervenuto in esclusiva per RadioGoal24 Maurizio Pistocchi, noto giornalista e conduttore sportivo.
La prima considerazione è su Napoli-Inter, big match della prossima giornata di Serie A: “Si sfidano due scuole di gioco completamente differenti: l’Inter fa un gioco più di forza, sfruttando il contropiede e meno la manovra; il Napoli fa un gioco più di tecnica, sfruttando moltissimo il possesso palla. Sono agli opposti. L’Inter ricorda la Juventus di Conte, che impostava il gioco su organizzazione ed intensità. Il Napoli, per ciò che ha mostrato finora a livello di gioco, è la squadra più forte del campionato: nelle ultime 15 ne ha vinte 13, segnando 36 goal e subendone 3. Numeri impressionanti, così come le prestazioni. Quindi credo che le valutazioni vadano aldilà del risultato che ci sarà lunedì, in quanto può essere dettato da casualità. Sul piano della qualità di gioco la risposta ce l’abbiamo già: il Napoli è nettamente più forte“.
Pistocchi ha poi proseguito parlando delle due italiane impegnate in Champions League: “La Roma? Sta confermando che il lavoro non è approfondito. La squadra non scende bene in campo. Non c’è un’organizzazione generale. Non c’è un gioco che consenta di mettere in luce le qualità dei singoli. La fase difensiva è approssimativa. La squadra è in difficoltà, così come la società: esonererebbe volentieri Garcia, ma ha una clausola rescissoria da 15 milioni di euro. A mio modo di vedere Garcia ha delle responsabilità, ma non quante ne ha la società. Parlo soprattutto di Sabatini, perché un direttore generale dovrebbe essere il primo a sapere i problemi della squadra, lavorando per risolverli. E comunque, in ogni caso, da lui dipendono le strategie: non è Pallotta che decide se Garcia va tenuto o meno. Sinceramente non so come questi problemi si possano risolvere. E’ da novembre che esistono ed ancora non si è fatto nulla“. Giallorossi male in Europa, al contrario della Juventus: “Quest’annata è davvero complicata, ed è un’attenuante per la situazione in campionato. In Champions si basa molto sui concetti forti di questa squadra: la solidità difensiva ed il ritorno al 3-5-2. Allegri ha optato per una scelta conservativa: i giocatori conoscono meglio certi dettami. Col City (partita terminata 1-0, ndr) è stata una partita in grande equilibrio. La differenza la sta facendo il portiere, Buffon. E’ lui il vero pallone d’oro di questa stagione. Le sue parate stanno portando avanti i bianconeri. La squadra va migliorata. Secondo me si faranno interventi già a gennaio, poiché l’unico che ha rispettato le attese è Dybala, un grandissimo giocatore. Perlomeno il trequartista va preso. Penso a Saponara, Praet, Chalanoglu: calciatori di grande livello“.




Palermo, si lavora al prolungamento di Sorrentino

Al Palermo dal luglio del 2013 (per 2 milioni dal Chievo), Stefano Sorrentino è fra i pilastri dell’attuale squadra rosanero. Il portiere, 36 anni, ha il contratto in scadenza alla fine di questa stagione. Per questo motivo, la società e l’agente di Sorrentino, Federico Pastorello, si incontreranno nelle prossime settimane per prolungare l’accordo.
Il portiere ha totalizzato 13 presenze quest’anno, di cui 12 in campionato ed una in Coppa Italia.




Lazio, Parolo: “Dobbiamo tirar fuori qualcosa in più”

La Lazio è ufficialmente in una situazione di crisi: un punto nelle ultime quattro giornate di campionato a dimostrarlo. Ha commentato questo periodo Marco Parolo, centrocampista biancoceleste da luglio scorso: “Dobbiamo lavorare sugli errori con lucidità e capacità di critica. Dobbiamo aiutarci l’un altro per uscire da questa situazione, con gli individualismi non si risolve niente, sarebbe l’inizio della fine. Abbiamo tanti giocatori che possono farci vincere le partite, dipende tutto dalla voglia di aiutarsi“. A complicare l’andamento della stagione anche gli infortuni, troppi in casa Pioli: “Quando perdi diverse partite e ci sono anche degli infortuni il lavoro è condizionato. Però ora stiamo recuperando tutti e dobbiamo pensare a lavorare. Ognuno di noi deve tirare fuori qualcosa di più, facciamoci un esame di coscienza e torniamo a pedalare. Se corriamo l’uno per l’altro è più difficile per gli avversari farci gol“.




Fiorentina, Borja Valero: “Poco lucidi nel primo tempo”

Battuta d’arresto per la Fiorentina di Paulo Sousa, che in casa è stata fermata dall’Empoli per 2-2. Uno dei leader viola, il centrocampista Borja Valero, ha parlato ai microfoni di Mediaset: “Conoscevamo le potenzialità dell’Empoli, ci hanno messo in difficoltà e noi non siamo riusciti a fare pressione come siamo abituati a fare“. Gli ospiti, infatti, nella prima frazione erano andati sul 2-0. E’ nei secondi 45 minuti che la Fiorentina ha mostrato il suo consueto gioco: “Nella ripresa siamo stati bravi e siamo andati vicini alla vittoria. Forse siamo stati poco lucidi nel primo tempo, ma poi ci siamo ripresi“.