#Bundesliga – Bayern, Lewandowski: “Non ho fretta di rinnovare”

C’è ansia in casa Bayern Monaco. E paura. Perché Robert Lewandowski – che nell’ultima stagione ha segnato 42 gol in 51 partite – non sembra convinto di rinnovare con il club bavarese. Il contratto scade attualmente nel 2019, ed il prolungamento servirebbe a blindare definitivamente il classe 1988. Su di lui, infatti, è fortissimo l’interesse del Real Madrid (che, secondi alcuni, avrebbe già chiuso la trattativa) e del Manchester United. Il polacco ha dichiarato alla Bild: “Non ho fretta di rinnovare. Sono tranquillo, ora c’è l’Europeo e ho tante cose per la testa“. Ancelotti trema.




#Champions – Real Madrid, Perez: “Zidane? Felici di andare avanti con lui”

Florentino Perez, presidente del Real Madrid, celebra la vittoria della Champions League ai microfoni di Mediaset: “E’ sempre difficilissimo vincere questo trofeo, ci vuole un gran lavoro. Posso dire di guidare un club che ha vinto undici Champions League. Un grazie anche ai tifosi, che sono stati straordinari. Congratulazioni al mio Real, non è facile battere l’Atletico. Siamo stati anche fortunati, congratulazioni pure ai colchoneros“. Il merito va anche a Zidane, che ricopre il ruolo di allenatore della prima squadra solo da pochi mesi: “Siamo felici di andare avanti con lui. C’è una grande storia d’amore tra noi. Ha un contratto per altri due anni“.




#Champions – Real Madrid, Ronaldo: “Il gol decisivo? Sapevo che l’avrei fatto io”

Cristiano Ronaldo festeggia la vittoria del suo Real Madrid nella finale di Champions League, ottenuta battendo l’Atletico grazie al suo rigore: “Ho avuto una visione, ho visto che sarei stato io a segnare il gol della vittoria, perciò ho chiesto a Zidane di farmi calciare il quinto penalty“. Si tratta dell’undicesimo trionfo nella competizione per il club: “È un momento speciale, lo meritano i giocatori ed i tifosi, che ci hanno sempre sostenuto“.




#Champions – Real Madrid, trionfo ai rigori: il decisivo è di Ronaldo!

Per l’undicesima volta nella sua storia, il Real Madrid è campione d’Europa. Per battere l’Atletico ci sono voluti, dopo l’1-1 nei novanta minuti (gol di Sergio Ramos e Ferreira Carrasco) i supplementari prima, ed i rigori poi. Ed i ragazzi di Zidane l’hanno vinta proprio dal dischetto, grazie all’errore di Juanfran ed alla rete di Cristiano Ronaldo. Il portoghese, reduce da un problema muscolare, non ha giocato un match brillante. Tuttavia, ancora una volta, è il suo nome a finire nella storia.




Palermo, preso il centravanti Nestorovski: è ufficiale

Dopo una stagione difficilissima ed una retrocessione evitata solo nell’ultima partita, il Palermo non vuole correre rischi. Per farlo, Zamparini si sta già muovendo nel tentativo di rinforzare la rosa. Ed il primo acquisto è già stato compiuto: per 500mila euro, infatti, arriva in rosanero Ilija Nestorovski, centravanti macedone dell’Inter Zapresic. Il classe 1990 ha disputato un’annata straordinaria: 25 gol in 33 presenze nel campionato croato – l’HNL – e titolo di capocannoniere. L’attaccante ha già salutato i propri tifosi: “Sono contento di andare al Palermo. Ma anche triste per il fatto di dover lasciare la Croazia, dove ho passato tre anni meravigliosi“. La Serie A sarà il trampolino per l’ascesa del calciatore 26enne, dal momento che per ora ha solo giocato (oltre che in Croazia) in Repubblica Ceca ed in Macedonia: “Non vedo l’ora di iniziare. Mi piacciono le sfide, non mi spaventa nulla e mi farò valere sin dal primo allenamento, cercando di convincere l’allenatore delle mie potenzialità“.




#Liga – Atletico Madrid, ufficiale l’acquisto di Gaitan: le cifre

L’Atletico Madrid piazza il primo colpo di mercato in attesa della finale di Champions League contro il Real. Si tratta di Nico Gaitan, ventotto anni, esterno del Benfica. L’argentino ha disputato 37 partite nell’ultima stagione, con 10 gol fatti e 19 assist. Al club portoghese vanno 25 milioni. Simeone dovrà però aspettare il primo luglio – primo giorno di calciomercato – per accogliere il classe 1988, che arrivò in Europa sei anni fa dal Boca Juniors.




#HistoriaMagistraCalcis – La Roma per i tifosi romanisti

Le capacità maggiori dei romani sono insite nel loro linguaggio; si tratta di: icasticità e concisione. Sono epigrammatici. Hanno una forza espressiva monumentale e sanno comprimerla in poche parole. I romani. I romanisti ancor più. “Noi c’avemo er core grosso, mezzo giallo e mezzo rosso” (da Forza Roma Forza Lupi di Lando Fiorini): poche parole, un mondo. Perché il tifoso romanista è così: focoso, sentimentale, passionale. E queste virtù esplodono per i colori della Roma. D’altronde “semo romani ma romanisti de più“. E’ certo vero che qualsiasi supporter ami la propria squadra. Che per ogni curvarolo il giorno della partita sia il più importante. Ma c’è una straordinaria diversità: prima di essere romano od italiano od europeo è romanista: è questione viscerale e d’orgoglio. La Roma rappresenta – come canta Venditti – il “core de sta città“. Ar core nun se comanna, si direbbe. E per il tifoso giallorosso è una questione ontologica: quando indossa la sciarpa sa che non si tratta di un accessorio. Bensì di un vessillo che lo contraddistingue dal “monno ‘nfame“. E così la sua voce diventa centomila ed i suoi sudori e brividi sono condivisi. Tutti in uno spazio ben delineato. Ciò contraddistingue la Roma dalle grandi milanesi e dalla Juventus: tanti fan, ma nessuna concisione fra città e club. Per il romanista è questione di cieco e folle innamoramento, di alienazione straordinaria. Di fratellanza: “Dimmi cos’è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo. Dimmi cos’è che ci fa sentire uniti anche se siamo lontani. Dimmi cos’è, cos’è che batte forte, forte, forte in fondo al cuore, che ci toglie il respiro e ci parla d’amore” (Grazie Roma, Antonello Venditti). Di sovrapposizione di difetti e pregi insiti nelle caratteristiche della Capitale: senso di onnipotenza ed autoironia; speranze immotivate ma perpetue. Il vero tifoso giallorosso non smetterà mai di sognare. E per questo è deriso: è obiettivamente un perdente, un eterno secondo, un chiacchierone che “ad agosto ha già vinto lo scudetto“. Ma quale male possiamo trovarci? Parliamo pur sempre di calcio. Di canti e bandiere. E la forza del romanista sta proprio qui: nell’accettare la speranza – maledetta bastarda, astuta traditrice – a costo di vivere solo pochi attimi di gioia. Perché è vero che dopo ogni sconfitta “l’allenatore ha sbagliato e coso è una pippa“, e dopo ogni vittoria “io il mister l’ho sempre sostenuto, teniamolo finché nun more. Coso pallone d’oro“. Ma dove non sta la bellezza in questo? Nello sport del business e del marketing, non è più bella l’esplosione di cuori piuttosto che del portafogli? Probabilmente questa mentalità porterà sempre il tifoso della maggica ad essere un non-vincente. Ma è un problema? Le emozioni di una singola partita rimbalzano in Roma molto più veementemente di uno scudetto cosmopolita, senza un vero centro geografico e di singolarità culturale. Il romanista è di Testaccio, della Garbatella, di Trastevere. Va allo stadio con la porchetta e bestemmia. Puzza. Piange ed abbraccia la vecchietta accanto (a questo proposito, “Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciare ancora“). Piange di gioia. Di delusione. In novanta minuti perde la dignità guadagnata in una vita. Eppure è così paurosamente affascinante. Così orgoglioso. Forse burbero. Forse bislacco. Ma va bene così: è anzitutto romanista: “Dimmi chi è chi è che mi fa sentì importante anche se non conto niente, che mi fa re quando sento le campane la domenica mattina. Dimmi chi è chi è che mi fa campà sta vita così piena di problemi e mi dà coraggio se tu non mi vuoi bene“. L’inno di Venditti per lui è più soave di mille angeli. Non c’è tecnica o scienza. C’è sentimento ed innamoramento. Valori che nella freddezza sistematica sportiva non vanno solo preservati. Vanno osannati ed urlati. Perciò “grazie Roma“.




Empoli, Maccarone: “Giampaolo resta? Tocca a lui decidere”

L’Empoli ha raggiunto matematicamente la salvezza. Fra i beniamini della tifoseria toscana c’è naturalmente Massimo Maccarone, che a Sky Sport ha commentato così la stagione: “Abbiamo fatto meglio dell’anno scorso, merito anche della maggiore esperienza. Siamo soddisfatti“. Il club si appresta dunque a vivere la terza stagione consecutiva in Serie A. La speranza è che l’allenatore non cambi: “Giampaolo? Noi vogliamo tutti che resti con noi, ora tocca a lui decidere“.




Sampdoria, Ferrero conferma Montella: “Ce lo teniamo stretto”

Nonostante le difficoltà riscontrate nel corso della stagione, Vincenzo Montella rimarrà l’allenatore della Sampdoria anche il prossimo anno. L’augurio è che, avendo a disposizione l’estate per selezionare i giocatori e lavorare in ritiro, il bliancio 2016-2017 sia migliore dell’attuale: 6 vittorie, 6 pareggi e ben 11 sconfitte per il tecnico napoletano – il cui contratto, firmato lo scorso novembre, ha la scadenza fissata nel 2018.Il presidente Massimo Ferrero però non ha dubbi: “Montella? Sì, rimarrà con noi. Ce lo teniamo stretto“, ha detto a Sky Sport.




Roma, i convocati di Spalletti per il Genoa: la lista ufficiale

La Roma vuole continuare la propria rincorsa al secondo posto (occupato dal Napoli), che dista solamente due punti. Per farlo, i giallorossi dovranno battere il Genoa a Marassi. Luciano Spalletti ha dunque lavorato in settimana per selezionare i giocatori più in forma. Per la sfida agli uomini di Gasperini, il tecnico non potrà contare sugli infortunati Iago Falque, Alessandro Florenzi, Vasilis Torosidis e Salih Ucan, oltre che sullo squalificato Pjanic.

Ecco i ventidue convocati: Lobont, Szczesny, De Sanctis; Rudiger, Digne, Castan, Maicon, Gyomber, Emerson, Manolas, Zukanovic; Nainggolan, Strootman, De Rossi, Keita, Vainqueur; Perotti, Dzeko, Totti, Salah, El Shaarawy, Sadiq.