Atalanta-Sampdoria: Baselli dietro Pinilla; Mihajlovic schiera il tridente pesante

All’Atleti Azzurri d’Italia l’Atalanta cerca la vittoria per aumentare il distacco dal Cagliari, terzultimo in classifica: sulla strada dei nerazzurri la Sampdoria, che deve ritrovare la miglior condizione e ricominciare la corsa all’Europa.

Colantuono dovrà fare a meno degli infortunati Zappacosta e Moralez: al loro posto verranno schierati Emanuelson e Baselli, che agirà alle spalle dell’unica punta, Mauricio Pinilla.

Mihajlovic potrebbe mettere dal primo minuto in campo il tridente pesante, composto da Okaka, Muriel ed Eto’o. Eder, Soriano e Obiang, invece, sono squalificati. Confermato Duncan sulla linea mediana.

Le probabili formazioni:

Atalanta (4-4-1-1): Sportiello; Masiello, Stendardo, Benalouane, Bellini; Emanuelson, Cigarini, Carmona, Gomez; Baselli; Pinilla.

Sampdoria (4-3-3): Viviano; De Silvestri, Romagnoli, Silvestre, Regini; Acquah, Palombo, Duncan; Eto’o, Muriel, Okaka.




Palermo-Empoli: Maresca in cabina di regia; Sarri manda in campo Tavano

Ci sono 6 punti di distanza fra due delle squadre rivelazione di questo campionato: il Palermo vuole vincere per confermarsi nella parte sinistra della classifica, l’Empoli per allontanarsi ancora di più dalla zona retrocessione.

Iachini si affiderà al modulo ad albero di natale, con Quaison e Vazquez sulla trequarti; sulla sinistra giocherà Daprelà, mentre a centrocampo si registrano il ritorno di Maresca come regista ed il possibile utilizzo dal primo minuto del 22enne bulgaro Chochev.

Sarri, invece, dovrà fare a meno di Pucciarelli (mandato in tribuna a seguito del rifiuto a rinnovare il proprio contratto): accanto a Maccarone, di conseguenza, spazio a Tavano. Sulla trequarti viene confermato Riccardo Saponara.

Le probabili formazioni:

Palermo (4-3-2-1): Sorrentino; Morganella, Gonzalez, Terzi, Daprelà; Rigoni, Maresca, Chochev; Vazquez, Quaison; Dybala.

Empoli (4-3-1-2): Sepe; Hysaj, Rugani, Tonelli, Mario Rui; Vecino, Valdifiori, Croce; Saponara; Maccarone, Tavano.




Udinese, Stramaccioni: “Col Cesena sarà uno scontro salvezza”

Nella conferenza stampa di ieri, il tecnico dell’Udinese, Andrea Stramaccioni, ha parlato della partita che andrà in scena al Manzi contro il Cesena di Di Carlo. La prima domanda a cui ha dovuto rispondere, tuttavia, riguardava la partita non giocata contro il Parma: “Per i motivi che sappiamo ci è dispiaciuto non giocare. Abbiamo però fatto di necessità virtù e ci siamo allenati per migliorare la condizione e presentarci al meglio alla gara di domenica. Abbiamo fatto dieci giorni buoni di lavoro, anche per migliorare la condizione di alcuni giocatori. Aver saputo all’ultimo minuto che non avremmo giocato con il Parma non ci ha nemmeno permesso di organizzare un’amichevole; abbiamo giocato tra di noi e provato a tenere il motore su di giri. Abbiamo cercato di mantenere questa voglia di far bene intatta per cercare di metterla in campo domenica dimostrando quello che valiamo. Forse se avessimo giocato a Parma, l’approccio al match di Cesena, nostro e degli avversari, poteva essere diverso. L’Udinese ha deciso di allinearsi alla scelta della Lega e non abbiamo giocato restando con i nostri 28 punti. Consideriamo questo uno scontro salvezza a tutti gli effetti, con il massimo rispetto del Cesena che nelle ultime due in casa ha battuto la Lazio e pareggiato contro la Juventus“.

Dopo, ha commentato così le possibili difficoltà di giocare su un campo in erba sintetica: “Penso che possa incidere sul risultato finale, ma solo se non ti prepari. Per questo abbiamo chiesto di fare la rifinitura nel loro stadio, soprattutto per abituarci al modo di calciare, che sul sintetico è leggermente diverso. Abbiamo anche valutato alcuni episodi, come il rigore in Cesena-Torino, in cui il difensore granata non aveva calcolato bene il rimbalzo e l’ha stoppata con il braccio”. Circa la partita ha parlato così: “Noi guardiamo in casa nostra e cercherò di mettere in campo i migliori 11. L’Udinese dovrà essere tosta e concedere poco o niente. Loro in casa nelle ultime due hanno fatto 4 gol tra Lazio e Juventus. Dobbiamo non lasciare l’iniziativa agli avversari e cercare di essere sempre pericolosi“.

Infine, Stramaccioni ha risposto alle domande riguardanti il Cesena: “Djuric? Dobbiamo fare i complimenti al ragazzo e alla società che ha creduto in lui. Viene cercato spesso con le palle lunghe. Siamo stati tra i primi a visionarlo in Coppa Italia. E’ una risorsa che hanno in più e abbiamo cercato di preparare delle soluzioni che possano arginarlo, anche se la sua altezza e la sua larghezza di spalle costituisce un’arma importante, ma anche noi abbiamo le nostre. Lui è molto abile, ma con tutto il rispetto per il ragazzo, noi abbiamo la nostra qualità e cercheremo di rendergli la vita difficile, così come a Defrel e Brienza“.

Le probabili formazioni:

Cesena (4-3-1-2): Leali; Perico, Capelli, Krajnc, Magnusson; Renzetti, Mudingayi, De Feudis; Brienza; Defrel, Djuric.

Udinese (3-5-1-1): Karnezis; Heurtaux, Danilo, Piris; Widmer, Allan, Guilherme, Badu, Pasquale; Di Natale; Thereau.




Real Madrid, pronto il rinnovo per Isco

“Isco? Diventerà il più forte giocatore spagnolo. Non deve lasciarsi ammaliare dalle lusinghe, dai complimenti, perchè finirebbero solo per indebolirlo“: Iker Casillas ha parlato così del centrocampista Francisco Román Alarcón Suárez, in arte Isco. Il 22enne spagnolo, infatti, sta disputando una stagione strabiliante, dimostrando doti tecniche da fuoriclasse ed un carisma da giocatore d’esperienza. Non a caso, Carlo Ancelotti lo ha impiegato in 36 partite fra campionato e coppe, ed Isco lo ha ripagato con 5 goal e 13 assist.

Il Real Madrid, illuminato dalle prestazioni del classe 1992, dopo averlo pagato 30 milioni dal Malaga nel 2013, vorrebbe rinnovargli l’attuale contratto, che scade nel 2018: oltre ad un aumento dell’ingaggio e degli anni al Santiago Bernabeu (fino al 2020), Florentino Perez inserirebbe una clausola rescissoria di 150 milioni di euro.

Si attendono novità. Intanto, i blancos si godono la qualità e la temperanza di Isco.




Feyenoord-Roma: ci pensano Ljajic e Gervinho. E Rotterdam splende di signorilità, #vergogna

Non è stata una partita normale, questo no. Purtroppo, non per merito dei 22 calciatori sul terreno di gioco, fosse mai: i tifosi del Feyenoord, infatti, dopo aver calpestato l’ospitalità della capitale d’Italia, hanno dato dimostrazione di derivare da un ceppo di gentiluomini borghesi. Comunque la Roma ha passato il turno grazie alle reti di Ljajic e Gervinho, fra le quali era arrivato il momentaneo pareggio di Manu.

La Roma ha vinto senza convincere, ma ha vinto: nonostante una prova di squadra poco sufficiente, singolarmente ci sono state delle piacevoli letizie. In primis l’ottima prestazione di Pjanic, che ha dato il via a molte delle azioni offensive della Roma; in secundis Francesco Totti, che ha zittito gli olandesi con una classe senza tempo. Infine un solido Torosidis ha reso impossibile la manovra del Feyenoord sulla fascia sinistra.

Tuttavia, le note negative esistono: Holebas, ad esempio, è avanzato oltremodo per tutti i 90 minuti, lasciando scoperta la fascia destra del Feyenoord e mettendo in difficoltà Yanga-Mbiwa; va citata anche la prova incolore di De Rossi, che in campo ha messo molta grinta senza traslarla in quantità.

Nel complesso, la Roma ha meritato la vittoria, in virtù di un Feyenoord limitato qualitativamente e di un’espulsione discutibile. Garcia ha commentato così il match: “Era difficile vincere qui, lo abbiamo fatto ritrovando il gioco. I ragazzi hanno dato tutto: oggi c’era tanta voglia da parte di tutti. Siamo stati bravi a segnare subito dopo il loro pareggio. Non vincendo da tanto è normale che dopo il gol la squadra sia andata un po’ indietro“.

Ora è giusto nominare il migliore in campo: l’arbitro, il francese Turpin. Ok, direzione della gara non idilliaca (soprattuto l’espulsione rifilata a te Vrede), ma ieri da dirigere c’era ben altro: la primitività dei tifosi biancorossi è sfociata in un gravissimo gesto razzista, allorché veniva lanciata una banana gonfiabile in campo, ed in una sospensione di 15 minuti, causa lancio di oggetti. Il comportamento degli olandesi è stato pessimo e sorprendente; ora possiamo però affermare che i danni a piazza di Spagna non sono un unus, bensì la normalità di un tifo troglodita. In tutto ciò, l’arbitro è riuscito a mantenere tranquillità e fermezza, gestendo al meglio la situazione.

E, sopratutto, quanto successo sdegna per un motivo fondamentale: avete fatto far tardi a tutti i tifosi che l’indomani sono dovuti andare chi a lavorare, chi a scuola. Compreso il sottoscritto, maledetti.




Juventus-Borussia Dortmund termina 2-1. Allegri: “Risultato giusto.”

La Juventus divide il popolo italico, da sempre “espertissimo” di calcio, fulcro di aspiranti allenatori fra bar e piazze. L’amletico dubbio è: un 2-1 in casa contro il Borussia Dortmund è un buon risultato o no?

“Sì”. La Juventus era chiamata ad un cambio di mentalità in Europa e, visto più che altro il secondo tempo, il miglioramento c’é stato. Fattivamente, poi, il goal é arrivato da una situazione sfortunata: per il resto é stato concesso poco. Le note positive sono sicuramente Tevez, che ha confermato di essere un vero numero 10 in campo, ed Alvaro Morata, ieri protagonista di una prestazione ottima, pregna di qualità, velocità, movimenti e freddezza sotto porta. Al ritorno basterà entrare sul terreno di gioco con la stessa mentalità vista ieri per aggiudicarsi il passaggio del turno.

“No”. Partiamo dal presupposto che i bianconeri sfidavano la dodicesima del campionato tedesco in casa. Detto ciò, seppur considerando il valore reale del Borussia, il primo tempo non è all’altezza di un certo palcoscenico: gli avversari andavano al doppio della velocità, dimostrando un’abilità nel possesso palla superiore alla miglior Juve. I due goal sono arrivati grazie ad una fase difensiva “agghiacciante” del Dortmund, indi per cui il 2-1 può e deve andare stretto. Pogba e Vidal, gli uomini da cui probabilmente ci si aspettava di più, sono stati annullati dalla presenza di Gundogan, Mhkitaryan e Sahin. Al ritorno sarà dura ma non impossibile. Il pareggio in Germania è all’altezza della Juventus, aldilà di tutto.

“Ignavi”. Ovviamente, in questa sezione ci sono gli allenatori che, in quanto allenatori, si comportano da allenatori. Oscillano fra la giustificazione, il rammarico, la soddisfazione e la protezione dei propri calciatori. Allegri ha commentato così il match: “Vittoria giusta, peccato solo che poteva essere più larga. Dispiace perchè nel complesso abbiamo concesso poco o nulla a una squadra che ha qualità. Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, come l’avevamo preparata. Abbiamo difeso in modo ordinato, ma abbiamo sbagliato ancora qualche ultimo passaggio di troppo. Sapevamo che non potevamo dominare l’avversario, ma siamo contenti di questo test importante contro una grandissima squadra, anche se nella ripresa è un po’ calata. E’ stata una partita molto tattica, in cui noi a livello difensivo siamo stati più bravi di loro. A questi livelli i dettagli fanno la differenza”.

Alla fin fine, se si fosse andati ai punti il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, in virtù dell’ottimo primo tempo del Borussia e dell’eccellente secondo della Juventus: tuttavia, i fattori “stadium” e  “i gialloneri non sanno difendere” rendono il 2-1 un esito coerente.

Ecco il tabellino della partita:

Juventus-Borussia Dortmund 2-1 
Marcatori: Tevez (J) al 13′, Reus (BD) al 18′, Morata (J) al 43′ p.t.
Juventus (4-3-1-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio, Pirlo (dal 37′ p.t. Pereyra), Pogba, Vidal (dal 41′ s.t. Padoin), Tevez, Morata. (Storari, Caceres, Ogbonna, Coman, Llorente). All. Allegri.
Borussia Dortmund (4-2-3-1): Weidenfeller; Piszczek (dal 32′ p.t. Ginter), Papastathopoulos (dal 1′ s.t. Kirch), Hummels, Schmelzer; Gündogan, Sahin; Mkhitaryan, Reus, Aubameyang; Immobile (dal 30′ s.t. Blaszczykowski). (Langerak, Kagawa, Kehl, Ramos). All. Klopp.
Arbitro: Lahoz (Spagna).



Manchester United: vicino il rinnovo di De Gea

L’attuale contratto di David De Gea, portiere del Manchester United, scade nel 2016: il club inglese, di conseguenza, é al lavoro per cercare un accordo per quanto riguarda il rinnovo. Negli ultimi giorni, in particolare, l’interessamento del Real Madrid ha fatto scattare l’allarme: la necessità di trovare un’intesa non è mai stata così grande.

Nelle ultime ore, tuttavia, Carlo Ancelotti sembra aver raffreddato l’ipotesi secondo cui lo spagnolo diventerebbe il sostituto di Iker Casillas; ciò significherebbe un’esponenziale miglioramento della trattativa, all’interno della quale, però, resta in bilico un punto: lo United, infatti, vorrebbe inserire nel nuovo contratto una clausola rescissoria pari a 65 milioni di sterline che non entusiasma il portiere 24enne, al quale piacerebbe tenersi aperte diverse porte per il futuro.

Per De Gea, che i red devils acquistarono per 20 milioni dall’Atletico Madrid, 163 presenze con la maglia del Manchester United dal 2012 ad oggi.




Historia magistra calcis: AS de Monaco FC

E’ il 23 agosto del 1924 quando, dalla fusione di cinque piccoli club della zona, quali Swimming Club, Monaco Sports, A.S. Beausoleil, Étoile de Monaco e Riviera A.C., nasce l’Association Sportive de Monaco Football Club. In quel periodo, il Principato vive un momento di tranquillità quasi atipica trattandosi di dopo-guerra, ma il Trattato di Versailles del 1919 rese estremamente pacifici i rapporti del piccolo stato con la Francia, che ne garantì la protezione.

La squadra monegasca inizia a giocare dapprima nelle divisioni regionali e successivamente in seconda divisione. Nel 1937 viene inaugurato lo Stade Louis II, che dà ai giocatori in campo una spinta incredibile. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, frena l’entusiasmo e l’evoluzione del club, che disputerà ottimi campionati a livello regionale fra il 1941 ed il 1948, anno in cui riottiene lo status di club professionistico.

Un anno dopo l’ingresso nel calcio dei professionisti del Monaco, il Principato vede salire al trono il principe Ranieri III, la cui ambizione era quella di far diventare Montecarlo uno dei punti cardinali del turismo internazionale: da qui in poi l’evoluzione urbanistica, il matrimonio con Grace Kelly e l’interesse del mondo ricco e famoso nei confronti della città-stato. Ciò porta denaro e nomea, e contribuisce alla crescita della squadra locale, che nel 1953 raggiunge la massima serie.

Il Monaco si classifica in zone medio-alte nei primi 4-5 anni di Ligue 1, solidificando partita dopo partita l’importanza della squadra. Nel 1958, poi, viene chiamato a sedere sulla panchina del club Lucien Leduc, che da calciatore giocò anche con il Venezia in Serie A: il suo arrivo porta ad un evoluzione tecnico-tattica esponenziale, che sfociò nella conquista del primo titolo nel 1961, anno in cui la principessa Grace Kelly ideò la maglietta disegnata con diagonali bianche e rosse: da quel momento, la divisa non verrà mai cambiata. E nel 1963 arriva il secondo titolo, al quale va aggiunta la conquista della coppa nazionale: al termine di quella stagione, Leduc lasciò Monaco per andare ad allenare in Svizzera, al Servette.

Negli anni successivi, il club del Principato disputa campionati conditi da alti e bassi, che lo vedono retrocedere nel 1969 e nel 1972: nel 1973 viene richiamato l’uomo dei primi successi, Lucien Leduc, e le cose non migliorano; nel 1976, infatti, la squadra finisce nuovamente in seconda divisione. Un lampo di genio, tuttavia, Leduc lo aveva avuto anche durante un periodo del genere: tornò a Monaco ad una sola condizione, ovvero che gli venisse acquistato Delio Onnis, attaccante italo-argentino che aveva allenato allo Stade Reims. Onnis, nei 7 anni nel Principato, segnerà 157 goal in 232 partite.

Nel 1978, stagione in cui il Monaco è appena risalito in Ligue 1, i biancorossi dominano il campionato e vincono il loro terzo titolo di campioni di Francia. L’anno successivo, Leduc conclude la sua avventura monegasca e la squadra perde la sua guida: fino al 1987, infatti, otterrà solamente una coppa nazionale.

Nel 1987 viene chiamato sulla panchina del club Arsene Wenger, un giovane allenatore che al Nancy aveva dimostrato molto coraggio attraverso scelte tattiche particolari ma, purtroppo, risultati pessimi: arrivato al Monaco, si laurea al primo anno campione di Francia.

Da qui in poi sarà tutta un’altra historia…




Cagliari: il Manchester City visiona Donsah

Il Manchester City è interessato a Godfred Donsah, 18enne centrocampista che il Cagliari ha acquistato per 2,5 milioni dall’Hellas Verona: degli osservatori del club inglese, infatti, lo hanno visionato durante la partita fra i rossoblù e l’Inter.

Il ghanese, ai microfoni di Sky, ha dichiarato: “Io nel mirino del Manchester City? Ovviamente sono contento, però sto bene al Cagliari, stiamo facendo molto bene“.




Borussia Mönchengladbach: ufficiale il riscatto di Hazard

Thorgan Hazard è ufficialmente un giocatore del Borussia Mönchengladbach: il fratello di Eden, infatti, è stato riscattato dal Chelsea (suo club di provenienza) per una cifra vicina agli 8 milioni, da aggiungere al milione e mezzo speso per il prestito. Il trequartista classe 1993 ha firmato un contratto di 5 anni.

Il direttore sportivo del club tedesco, Max Eberi, ha commentato: “Negli ultimi mesi ha dimostrato tutto il suo talento. Siamo lieti di essere riusciti a firmare con lui e siamo contenti che abbia deciso di giocare con il Borussia per le prossime stagioni“.

Per il belga, durante questa stagione, 29 presenze condite da 4 goal ed 8 assist fra campionato e coppe.