#Nazionali – Argentina, Bauza: “Incantato da Dybala, convocherò Icardi”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il CT dell’Argentina, Edgardo Bauza, ha parlato di tre grandi argentini protagonisti della serie A che questo pomeriggio si sfideranno nel “Derby d’Italia”, Paulo Dybala e Gonzalo Higuain contro Mauro Icardi: “La passata stagione di Higuain nel Napoli è stata straordinaria. Ora è in un processo di adattamento a un nuovo club, a nuovi compagni. Sono sicuro che darà grandi frutti alla Juventus. La coppia con Dybala sulla carta è molto buona, Higuain potrà essere decisivo in Europa. Higuain? Per me, e parlo da CT, è un grande attaccante. Nelle partite di settembre mi ha chiesto di non essere chiamato perché voleva recuperare la forma migliore e ho rispettato la sua volontà. Ora torna con noi per giocare contro Perù e Paraguay. Dybala? È un giovane che può migliorare, si è già consacrato a livello internazionali. Ovviamente troverà spazio nell’Argentina. Icardi? È uno dei giocatori che siamo seguendo. La mia fortuna, e la sfortuna di Mauro, è che in quella posizione ho 4-5 uomini di ottimo livello. È un giocatore esplosivo, ha il goal facile e pur essendo ancora giovane e già capitano dell’Inter, cosa che testimonia una grande personalità. In qualsiasi momento potrà esser chiamato in Nazionale”.




Juventus, Chiellini: “Paragonarci a Barca e Real è pericoloso, non saremo mai come loro”

Sono parole forti quelle di Giorgio Chiellini nella intervista concessa al quotidiano La Stampa. Il difensore ha commentato il momento della squadra bianconera due giorni dopo il pareggio in Champions League contro il Siviglia e a due giorni dal match contro l’Inter: “Non c’è euforia, credo ci sia equilibrio e consapevolezza della situazione. Fuori, invece, sembra tutto scontato. È il pericolo è continuare a sentire: ‘Avete già vinto il campionato e in Europa. Siete come il Barcellona’. Qualcuno inconsciamente abbassa un po’ la tensione, non è la storia della Juve. Che il Real Madrid può vincere 6-2, il Milan di Ronaldinho poteva farlo 5-2, noi 1-0 o 2-0: la storia di questa società è questa e si parla di decenni. un concetto che l’allenatore sta inculcando ai nuovi e ai vecchi perché è sempre bene tenere la retta via. Siviglia? Sabato avevamo giocato peggio, concedendo troppi tiri al Sassuolo che, con tutto il rispetto, non è il Siviglia. La strada è questo. L’Inter? Loro la stanno caricando come la partita della vita, per noi è l’occasione di ribadire tutta la nostra forza”.




#ChampionsLeague – Napoli, Milik fra i candidati della UEFA per il “Giocatore della settimana”

La UEFA ha lanciato il sondaggio per votare il giocatore della settimana in Champions League. Fra i candidati c’è anche Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli che, con la sua doppietta  ha guidato i suoi alla vittoria sulla Dinamo Kiev. Oltre al polacco, ci sono anche Aguero, Bernardo Silva, Mahrez, Gotze, Messi, Kimmich e Saul.




Bologna, Donadoni in conferenza: “Napoli forte anche senza Higuain. Destro? Non è al meglio”

Roberto Donadoni, tecnico del Bologna, ha parlato in conferenza stampa prima del match della quarta giornata contro il Napoli, sua ex squadra da giocatore e allenatore. Proprio su questa sua esperienza passata non è mancata la domanda a cui ha risposto così:

“Non è stato un rimpianto, è stato uno step professionale della mia carriera. Ho cercato di vivere al massimo quell’esperienza, sono ancora legato alla città. Mi è servita molto a crescere, non voglio dimenticarla ma tenerla impressa nella mente”.

Le condizioni di Mattia Destro?:

“Ha qualche problemino, ora valutiamo ed insieme decideremo. Ha fatto lavoro a parte per il primo giorno, poi con la squadra. Non è al meglio però. Se si sente di essere disponibile ci sarà. Fastidio che lamenta da un po’ di tempo, bisogna venirne a capo.Dobbiamo continuare questo processo di crescita”.

Sul Napoli?:

“Il Napoli è tra le prime 3 del campionato quindi è un test complicato. La crescita non dev’essere solo tecnica ed atletica ma soprattutto mentale. Napoli ha dimostrato il suo valore anche in coppa, è stimolante confrontarsi con questa realtà. Ogni partita fa storia a sé, loro hanno cambiato tanti interpreti dall’anno scorso, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”.

Come tenere Milik?:

“I difensori devono sapere trovare le contromisure giuste, non bisogna fermarsi di fronte alle difficoltà ma superarle. Che ci sia Oikonomu o qualcun altro bisogna sapersi adattare. Affronteremo la partita come facciamo sempre, non ci difenderemo e basta. Contro queste squadre bisogna essere cinici nelle poche occasioni che concedono. Utilizzeremo tutte le nostre caratteristiche e l’entusiasmo giusto, davanti ad un pubblico importante contro una squadra molto forte”.

Sul Napoli senza Higuain:

“Stanno facendo molto bene lo stesso, sicuramente non andiamo ad affrontare una squadra più debole dell’anno scorso.”

Su Diawara e Giaccherini:

“Sono stati importanti per noi, lo dimostra il loro arrivo a Napoli. Da un punto di vista professionale sono molto felice per loro, ma bisogna ormai guardare avanti. La storia di Diawara è chiusa, quelli che sono stati i rapporti e gli affetti per alcuni mesi rimangono, poi ognuno fa le sue scelte. Lo saluterò sicuramente, come tutti i compagni. Tutto il resto è un discorso mediatico”.




Juventus, grande interesse per Dahoud: la situazione

In Germania continuano a circolare indiscrezioni che vorrebbero la Juventus su Mahmoud Dahoud, promettente centrocampista del Borussia Monchengladbach. Secondo la Bild, oltre ai bianconeri, però sul classe ’96 ci sono anche Manchester City e Liverpool.




Inter, Ranocchia: “I fischi ci possono stare, ma fa più male la sconfitta”

Andrea Ranocchia, intervistato da Mediaset Premium dopo la sconfitta in Europa League, ha così commentato il difficile inizio di stagione e la deludente prestazione dell‘Inter contro l’Hapoel Be’er Sheva: “Fa più male la sconfitta rispetto ai fischi dei tifosi. Questi ci possono stare, loro ci hanno sostenuto per tutto il match, possono criticare a fine partita. Il cambio di allenatore? Non si parla di alibi, è un dato di fatto. Siamo partiti con un tecnico e dopo un solo mese abbiamo cambiato. Dobbiamo fare di più per tornare ad alti livelli”.




#PrimeraDivisión – Boca Juniors, tre giornate di squalifica a Tevez per insulti all’arbitro

Saranno solo tre le giornate di squalifica per Carlos Tevez. L’attaccante argentino rischiava 12 turni di stop, dopo avere insultato la sorella dell’arbitro dell’incontro vinto dal Boca Juniors  3-0 contro il Belgrano. L’episodio risale al 32′ di gioco quando Tevez, dopo un fallo commesso per eccesso di foga, subito dopo il vantaggio del Boca, viene ammonito e protestando con l’arbitro si lascia scappare una frase fin troppo eloquente: “La puta de tu hermana”.




Bologna, Di Francesco: “Qui mi piace tutto, non potevo chiedere di più”

Federico Di Francesco, talento del Bologna, protagonista e rivelazione di questo inizio campionato, ha parlato a La Gazzetta dello Sport del suo percorso per arrivare in Serie A: “Chi non mi conosce pensa solo che sia il ‘figlio di’, ho sempre dovuto dimostrare qualcosa in più. Fin da piccolo sognavo la maglia dell’Italia. Poi il primo gol in Serie A sotto la curva al debutto, tutto è stato magico. Non potevo chiedere di più”.




Napoli, ag. Milik: “Convinto dal progetto. Gli azzurri lo seguivano da un anno”

David Przemysław Pańtak, agente diArkadiusz Milik, ha parlato ai microfoni dei media polacchi soffermandosi sull’inizio dell’avventura del suo assistito con la maglia azzurra, queste le sue parole: “Sono andato due volte verso Napoli, ma ho trattato con loro anche a Milano e Bologna. Il Napoli lo seguiva dal novembre 2015. Era stato visionato prima dallo scouting di Belgio ed Olanda, poi dal capo del settore scouting ed infine dal direttore sportivo e dall’allenatore. Durante l’Europeo per il club sono stati importanti i rigori tirati da Arek, hanno dimostrato che è in grado di gestire le pressioni. Quando lui inciampa non si arrende, e lotta per rialzarsi. Anche nelle sue esperienze passate, ha sempre dimostrato caparbietà e determinazione. L’allenatore del Napoli è stato anche colpito dal fatto che Arek parla quattro lingue, oltre al polacco parla anche inglese, tedesco, olandese ed ora sta masticando l’italiano. A 23 anni parlerà cinque lingue. Ha dato l’impressione di un ragazzo maturo e consapevole. La trattativa fra Ajax e Napoli? Inizialmente l’allenatore non era d’accordo con la cessione di Arek, voleva costruire una squadra intorno a lui. Sono state trattative difficile, ma alla fine il club di Amsterdam ha pensato che sarebbe stato difficile fare un affare migliore in futuro. Alla fine l’Ajax ha ceduto alla proposta del Napoli ed ha rivelato la cifra per i tifosi. Con la Serie A è stato fatto un salto di qualità, in Eredivisie le avversarie importanti erano poche, mentre in Italia ogni settimana puoi incontrare una squadra forte come Roma, Milan, Inter, Juventus, Lazio, Fiorentina. Il contratto col Napoli? Lui ha stipulato un contratto molto importante con dei bonus, ma non voglio rivelare i dettagli del contratto. I benefit per accettare Napoli? Chi conosce Arek sa bene che queste cose non lo impressionano. Non sarebbe il massimo se lo avessero convinto così, e lui stesso non sarebbe stato contento, invece lo hanno fatto con delle prospettive di crescita e lui è rimasto convinto da questo e dall’affetto dei tifosi. Sono in tutti gli angoli del mondo e non ho mai visto un attaccamento e una devozione come quello dei tifosi del Napoli ai loro colori. Il club è come una religione per i tifosi, ci sono grandi giocatori. È vero che lo stadio non è modernissimo, ma la squadra è costruita bene, e chissà che anno dopo anno non possa raggiungere traguardi sempre maggiori. Il dopo Higuain? Sicuramente ci sarà un successore, ma lui adesso è solo Arek Milik e vuole dimostrare cosa è in grado di fare. La vera figura di culto è Diego Armando Maradona, sarebbe bello se Arek riuscisse a costruire una sua bella storia in questo club. Non vogliamo arrivare ai livelli di Maradona, ma sarebbe bello che i tifosi avessero anche il poster di Milik sotto quello di Maradona”.




Torino, Hart: “Juventus? Il Toro è unico, è un club con una enorme passione e una grande storia”

In casa Torino oggi è il giorno della presentazione del grande colpo a sorpresa di mercato, il portiere Joe Hart. L’inglese ha parlato oggi ufficialmente in conferenza stampa, queste le parole:

Che differenze ci sono con l’Inghilterra?

“Ci sono grandi differenze con l’Inghilterra. Il cibo è buono, più salutare, e sono contento di essere qui. Mi ispiro a David Seaman, è un amico che mi dà consigli. Buffon è un grande portiere, così come Neuer e il giovane Donnarumma. Il portiere deve aiutare la squadra e parare, tutto qui. Imparo ogni giorno dai compagni e dall’allenatore, ho 29 anni, sono giovane e ho la mentalità aperta per apprendere sempre. Il Manchester City mi ha dato tante opportunità, ma sono al Torino per migliorare”.

Come procedono questi primi giorni?

“Mi alleno e gioco allo stesso modo. Il calcio è la mia passione e al Toro mi trovo benissimo. Darò il massimo sempre, fino alla fine della stagione. Il tempo fino a ieri è stati bello, poco inglese. Mi alleno e sto bene, sto capendo cosa vuole Mihajlovic. La mentalità mia e del Toro sono identiche. Dobbiamo lavorare duro per ottenere risultati. Al City mi hanno dato l’opportunità di scegliere e l’ho fatto, ora sono al Torino e lavorerò per fare bene in Serie A con i granata. Sono contento di essere qui e non so perché in Italia non ci sono stati tanti portieri inglesi. Io sono qui ed è una grande opportunità per la mia carriera”.

Come mai hai deciso di lasciare il City?

“Sono stato bene per dieci anni a Manchester e adesso sono qui. E’ normale per un calciatore cambiare e sono grato al Torino per l’opportunità e la possibilità di confrontarmi con la Serie A. Da piccolo vedevo sempre le partite del campionato italiano. Conoscevo la storia del Torino e della tragedia di Superga. So che qui c’è anche la Juve, ma il patrimonio del Toro è unico. Al Manchester stavo vivendo una situazione particolare e il Torino mi ha dato un’opportunità importante di giocare come io volevo. Ci sono differenze fra le varie nazionalità e fra gli allenatori. So come allenano gli italiani, conosco Mancini e Capello, ma dopo ognuno ha le sue peculiarità”.

Cosa hai sbagliato a Bergamo?

“Gli errori possono succedere. A Bergamo sono stato bene, ho commesso un errore, ma i compagni e il pubblico mi hanno accolto molto bene e voglio fare bene per loro. Il presidente e lo staff tecnico mi hanno fatto subito sentire a casa. Il mister e io abbiamo un buon rapporto e questa nuova esperienza mi eccita molto e voglio migliorare ogni giorno”.

Stai prendendo lezioni di italiano?

“Sì, ho una buona insegnante e sto imparando in fretta perchè è molto importante per comunicare in campo e fuori con i compagni”.

A Manchester c’è un derby molto sentito, il Toro è un po’ il City italiano?

“Io penso al calcio 24 ore al giorno, qui mi hanno dato tutti un grande benvenuto. Io rispetto il campo, rispetto i sentimenti, ma penso solo a migliorare a livello personale da qui alla fine della stagione, lavorando tutti i giorni”.

Cosa hai capito finora del Toro e cosa hai trovato di inglese qui?

“È un club con una enorme passione e una grande storia. Mi trovo bene con le persone con cui lavoro, è stato fatto un grosso investimento per avermi qui. Devo lavorare fianco a fianco con tutti e portare il Toro in alto”.