Lenta, svogliata e senza grinta: la crisi della Roma

La #Roma entra ufficialmente in crisi dopo la trasferta disastrosa di #Bologna. Nonostante i risultati altalenanti di inizio stagione, i giallorossi cercavano il riscatto contro il club di Filippo Inzaghi. Ma ora le scuse sono finite. Il Bologna non è di certo il Real Madrid e quello che si è visto in campo è al limite dell’imbarazzante.

Al netto del risultato di 2-0, quello che lascia esterrefatti è l’atteggiamento degli uomini di Di Francesco. Lenti, svogliati e senza grinta. Il Bologna realizza la prima vittoria in Serie A alla quinta giornata, Santander e Mattiello i primi goal in carriera nel massimo campionato e tutto questo contro la squadra capitolina.

Evidente la carenza di idee in fase propositiva, allarmanti le lacune in quella difensiva. La squadra è già in ritiro punitivo in vista del turno infrasettimanale col Frosinone, ma soprattutto del derby con la Lazio, tappa forse decisiva per la permanenza del mister #DiFrancesco. Si riparte dunque da qui, dal disastro in terra emiliana, nel giorno in cui doveva essere onorata la scomparsa di Giorgio Rossi, con la testa alla partita che cambia le sorti di una stagione.

Non lo avete ancora fatto? Seguiteci su Instagram! 




La polemica per la telecronaca di Trevisani e Adani è ridicola

“Non siamo pronti”. E non lo saremo mai!
Siamo italiani e tutti pensiamo di essere più bravi degli altri. Ci chiediamo se quelli che criticano #Adani e #Trevisani non siano gli stessi che quando vanno dal medico hanno già la diagnosi pronta o di quelli che da anziani osserveranno i cantieri e regaleranno il loro immenso sapere sull’ingegneria idraulica. Ci chiediamo se fare il telecronista è un lavoro o no. Ve lo diciamo noi: è un lavoro, e anche rispettabile e complicato. Intrattenere una massa informe di “tifosi”, rendere interessante il fatto che qualcuno stia raccontando quello che già stai vedendo, rendere interessante una gara di cui potrebbe non importanti nulla o anche solo semplicemente farti alzare la testa dal cellulare per guardare quello che sta succedendo perchè qualcuno dietro a quel microfono sta strillando, è tutto molto complicato.

Vi piacciono i telecronisti brasiliani? Provate ad ascoltarne uno e ditemi se non impazzite o comunque non apprezzate l’enfasi al goal. Eppure lo fanno per qualsiasi gara, indipendentemente. Se il Sao Paulo giocasse una gara di Coppa del Mondo per club, nessun brasiliano si indignerebbe a quell’esultanza, il calcio è spettacolo, sempre e comunque. E se Trevisani ed Adani fanno il panico ad una rimonta impensabile in uno stadio, in cui l’effetto stadio si è fatto sentire più alto della stessa cronaca e un giocatore che segna solo goal decisivi porta un’italiana assente da 7 anni in Champions a segnare al 92esimo non c’è nulla di male.

La faziosità rovina il calcio, non gli addetti ai lavori. Siamo un paese calcisticamente ipocrita, che accetta solo ciò che rientra nei propri canoni, fatichiamo sempre ad andare oltre il nostro orticello colorato di rossonero, di bianconero o di giallorosso o di qualsiasi altro colore. Nulla contro il tifo anzi, tutto contro l’ipocrisia. Non è qualunquismo, ma siamo dieci passi indietro a tutti e ci rimarremo forse per sempre. Nel frattempo vi diciamo: che fomento #Vecino, l’uomo della #Champions!

Non lo avete ancora fatto? Seguiteci su Instagram! 




Mancanza di personalità ed atteggiamento imperdonabile: la partita di Schick

La Roma esordisce in #ChampionsLeague, confermandosi una squadra in netta difficoltà.
Certo, l’avversario di ieri ha vinto la Coppa dalle grandi orecchie per tre anni di fila, ma ciò che più preoccupa è l’atteggiamento con cui si è affrontato l’impegno al Bernabeu.

Una squadra rimaneggiata, senza idee, senza voglia, senza una logica di base, che ha cercato di creare qualche occasione più per inerzia che per costruzione di gioco. Ma per tutto questo non si può dare colpa solo all’allenatore, bensì anche agli interpreti.
Il giocatore che ha rappresentato meglio il periodo disastroso dei giallorossi è Patrik #Schick.

L’attaccante ceco, autore di un ottimo precampionato, è entrato al minuto 69 non riuscendo ad incidere sul match. Anzi se vogliamo è riuscito a farlo, ma in maniera negativa. Controlli sbagliati, passaggi regalati agli avversari ed un occasione colossale ,sul suo piede sinistro, gettata al vento. 
In pochi si sono salvati ieri sera, ma le movenze del numero 14 rimangono impresse negli occhi di tutti. Perchè ci sono giocatori che aspettano una vita per palcoscenici del genere, mentre altri sembrano non riuscire ad apprezzare a pieno il momento che si sta vivendo.
Mancanza di personalità e atteggiamento imperdonabile per quello che è tutt’ora l’acquisto più oneroso nella storia dell’A.S. #Roma, che per un motivo o per un altro, deve ancora regalare un sorriso ai suoi tifosi.

Non lo avete ancora fatto? Seguiteci su Instagram!  




Benvenuta Inter: la tua stagione è iniziata ieri sera

Ultimi minuti, palla in area, #Vecino di testa. No, non è il 20 aprile, ma il ritorno in #ChampionsLeague dell’Inter ha ancora una volta sfumature uruguayane.

Una partita complicata, sofferta, contro un’ottima squadra come il Tottenham, vinta al 92′ in rimonta. Mauro #Icardi esordisce col botto segnando un goal bello quanto importante. Il capitano nerazzurro è di sicuro una delle certezze da cui l’ #Inter deve ripartire in questo momento.
La stagione è iniziata da poco, ma i punti persi con Sassuolo, Torino e Parma hanno messo già in discussione l’operato di Luciano #Spalletti. Spesso partite europee di questo calibro possono far rinascere una squadra e cambiare le sorti di un’annata calcistica.

L’Inter, dunque, deve ripartire da qui. Dalla grinta, dalla voglia e dalla compattezza di ieri sera, perchè il cammino è ancora lungo e c’è tutto il tempo per tornare ad essere grandi.
Per adesso il tifo della Milano nerazzurra può sorridere, grazie ad una vittoria che fa morale, ma soprattutto che regala i primi tre punti in un girone europeo più che complicato.

Archiviando i primi passi falsi, si riparte da ciò che di bello si è visto lo scorso anno. E se il film della vittoria è identico a quello della trasferta decisiva contro la Lazio, allora la Pazza Inter può tornare a sognare in grande.

Non lo avete ancora fatto? Seguiteci su Instagram! 




L’importanza del primo goal di Cristiano Ronaldo

Dopo 320 minuti e 28 tiri è arrivato il momento tanto atteso. Cristiano #Ronaldo entra di diritto nella storia della Serie A, segnando la prima marcatura nel massimo campionato italiano. Poco dopo riesce addirittura a fare doppietta, per la gioia di una tifoseria che non aspettava altro. Palla nel sacco, delirio sugli spalti e la sua classica esultanza, proprio lì dove segnò in rovesciata uno dei suoi goal più belli il 3 aprile 2018 in semifinale di Champions League.

I goal di Cristiano saranno fondamentali nel corso della stagione. La #Juventus è gia in fuga, con dodici punti in quattro partite e la consapevolezza di poter vincere contro chiunque. Sì, le frecce a disposizione di Massimiliano Allegri sono tante, ma da quest’anno c’è un fenomeno in più. E se anche #CristianoRonaldo decide di segnare, allora diventa tutto più semplice.

Con quelli di ieri il portoghese raggiunge quota 658 goal in competizioni ufficiali, dopo essere stato per tre volte consecutive capocannoniere della massima competizione europea, la dirigenza bianconera dimostra ancora una volta di aver avuto ragione. Un investimento molto oneroso che però garantisce un apporto fondamentale in fase realizzativa soprattutto in vista degli impegni europei. Perchè l’obiettivo Champions è concreto più che mai e, con quel ragazzo che veste la numero 7 bianconera, ora si può veramente sognare.

Non lo avete ancora fatto? Seguiteci su Instagram! 




Il caos della Roma: qual è il progetto? [3/6]

Su Youtube abbiamo pubblicato il terzo video del ciclo “Serie A al via”, format in cui analizziamo i temi del campionato attraverso quanto visto nelle prime tre giornate.

Oggi parliamo di Roma. Dalla semifinale di Champions ai 4 punti nelle prime tre partite: parliamo della confusione della Roma, figlia di una gestione societaria rivedibile e di un mercato che ha fatto discutere.




È colpa del Napoli se non c’è l’anti-Juve? [2/6]

Su Youtube abbiamo pubblicato il secondo video del ciclo “Serie A al via”, format in cui analizziamo i temi del campionato attraverso quanto visto nelle prime giornate.
Oggi parliamo del Napoli

Un presidente che fa discutere, ma che ha provato a fare un salto di qualità prendendo un grande allenatore come Ancelotti: commentiamo le scelte di questo Napoli.




La Juventus ha già vinto lo scudetto? [1/6]

Su Youtube pubblicheremo 6 video del ciclo “Serie A al via”, format in cui analizzeremo i temi del campionato attraverso quanto visto nelle prime giornate.

Abbiamo iniziato parlando della Juventus: Ronaldo a secco, Dybala in panchina, vittorie sofferte. Eppure la Juventus è a punteggio pieno e già staccata dalle rivali. I bianconeri hanno già vinto lo Scudetto?




In Serie A giocano troppi pochi italiani?

Mancini lancia l’appello. Troppi pochi italiani in Serie A.
Il buon Robertone ha osservato cin cura le prima due gare di campionato, comparendo in diversi stadi per andare a vedere chi? Forse fa prima a scegliere chi NON andare a vedere. Perché in effetti i giocatori italiani utilizzati sono stati meno di quelli stranieri, soprattutto quelli convocabili a livelli importanti.
Per l’esattezza 123 gli italiani utilizzati nelle due giornate, a fronte dei 157 stranieri. Un dato che a sentirlo così non darebbe grosso scalpore, ma come già detto bisogna parlare di valori e soprattutto di giocatori abituati a grandi palcoscenici.
Nel dettaglio di questi 123 la maggioranza proviene dalla medio bassa classifica: sono infatti Parma, Frosinone e Cagliari le tre squadre che hanno utilizzato più italiani: Tra queste squadre solo giocatori in orbita nazionale, vedi Inglese, o che sono passati sporadicamente in maglia azzurra, vedi Pavoletti.
Salendo di blasone il dato diminuisce, 7 i giocatori italiani di Empoli e Sassuolo, 6 quelli del Torino, appena 3 in Sampdoria e Fiorentina. Ma il dato preoccupante è nelle big: Napoli ed Inter sono le regine della legione straniera, solo 2 a testa gli italiani in campo. La Juventus è simbolo di questa difficoltà: ne ha schierati soltanto 3, avendo in rosa almeno 7 italiani nel giro della nazionale e possibili convocabili. Positivo invece il bilancio di Roma e Milan, 5 per i giallorossi e 6 per il Milan, anche qui tutti nell’orbita di Mancini. Sganciata la Lazio a 4 che però potrebbe regalare a Mancini un nuovo oriundo, Luiz Felipe.
Mani nei fluenti capelli per mister Mancini, che dovrà andare a pescare a mani piene nelle squadre minori, cercando di individuare giocatori arruolabili, ai quali sicuramente non manca la voglia e la qualità, ma manca certamente l’esperienza e l’abitudine alla vittoria. Vincere o comunque lottare per farlo è la migliore palestra per un giocatore chiamato a risollevare una nazionale a pezzi.
Per Mancini è come quando completi un puzzle, ordini i pezzi, e te ne mancano vari e a quel punto cominci a guardare sotto al tappetto o al divano. Con la pazienza il pezzo alla fine lo trovi. Dunque Mancio abbi pazienza! Tanta!




Formazioni ufficiali e radiocronaca Germania-Danimarca

Alle 20.45 si affronteranno le due nazionali under 21 Germania e Danimarca a Cracovia; entrambe sono inserite nel girone C, che comprende anche l’Italia di Gigi Di Biagio e la Repubblica Ceca.

Germania e Danimarca hanno cominciato l’avventura polacca con risultati diametralmente opposti: i tedeschi allenati da Stefan Kuntz hanno sconfitto i cechi con il punteggio di 2-0; i danesi arrivano dal ko per 2-0 contro l’Italia La squadra allenata da Niels Frederiksen è ora chiamata a vincere. Domenica prossima – 24 giugno – sono in programma le ultime due sfide del gruppo, entrambe alle 20:45: Italia-Germania e Rep.Ceca-Danimarca.

Germania e Danimarca sono anche le semifinaliste degli Europei Under 21  nella scorsa edizione del 2015, in cui i tedeschi sbatterono contro il Portogallo perdendo clamorosamente per 5-0, mentre i danesi furono sconfitti nel derby scandinavo con la Svezia – poi vincitrice del trofeo – per 1-4.

Nelle qualificazioni ad Euro 2017, la Germania ha registrato il miglior attacco con 35 gol; inoltre è stata l’unica squadra a vincere tutte le dieci partite del proprio girone. L’ultima vittoria della Germania negli Europei Under 21 risale all’edizione 2009: in finale i tedeschi batterono l’Inghilterra 4-0, con in campo futuri campioni del mondo come Manuel Neuer, Mats Hummels, Jerome Boateng, Sami Khedira e Mezut Ozil.

Nelle qualificazioni all’edizione corrente la Danimarca non è stata da meno, concludendo con 9 vittorie e un pareggio nell’ultima giornata e subendo solamente 3 reti, registrando così la miglior difesa assieme a Italia ed Inghilterra. La Danimarca ha raggiunto per due volte la semifinale agli Europei Under 21, nelle edizioni del 2015 e del 1992, quando la nazionale maggiore danese raggiunge il successo negli europei di categoria amssima.

Sono quattro i precedenti tra queste due compagini under 21 agli Europei di categoria. la prima volta risale al 13 aprile 1993, match valido per le qualificazioni al torneo del 1994: a Ronne i tedeschi s’imposero nettamente per 1-4; nel return match disputato a Celle la Danimarca si prese la rivincita, vincendo con il minimo scarto (0-1) grazie alla rete di Kristensen. Al 20 giugno 2015 risale il terzo precedente: la Germania ha battuto la Danimarca per 3-0. Infine, il 3 settembre successivo Germania e Danimarca Under 21 si sono riaffrontate in amichevole, in quella che risulta l’ultima sfida diretta col risultato finale di 2-1 per i tedeschi.

Germania-Danimarca Under 21 sarà diretta dall’arbitro Serdar Gozubuyuk, olandese nato ad Haarlem il 29 ottobre 1985; in questa stagione Gozubuyuk è sceso in campo 42 volte. I guardalinee saranno Bas van Dongen e Joost van Zuelien, gli assistenti di porta Dennis Holger e Jeoren Lanschot e il quarto uomo il lituano Vytenis Kazlauskas.

FORMAZIONI UFFICILI 

Germania (4-2-3-1): 
Pollersbeck; Toljan, Stark, Kempf, Gerhardt; Dahoud, Arnold; Weiser, Meyer, Gnabry; Selke. A disp.: Schwäbe, Vlachodimos; Anton, Jung, Platte, Klünter, Kehrer, Amiri, Hagerer, Öztunali, Rohr, Philipp. All.: Kuntz

Danimarca (4-4-2): Højbjerg; Hoolst, Bangaard, Maxsø, Blåbjerg; Hjulsager, Nørgaard, Christensen, Nielsen; Ingvartsen, Andersen. A disp: Hagelskjaer, Iversen, Zohore, Nissen, J. Andersen, Børsting, Pedersen, Jensen, Hansen, Rasmussen, Junker, Andersen. All.: Frederiksen.