L’occasione di Schick: ora è vietato fallire

Il calcio è una fonte inesauribile di chance a volte, hai un mazzo di carte in cui pescare il jolly e vari tentativi per farlo. A Patrick #Schick è evidente siano rimaste talmente poche carte che la goccia di sudore sulla fronte prima di pescare si allarga. Ma il destino (sotto il nome di Edin #Dzeko, che starà fermo quasi un mese per infortunio) gli ha regalato una parte del mazzo da cui pescare: un mazzo sconfinato di tempo ma con una possibilità sola. Non può fallire. E non deve perché le carte di questo bellissimo gioco le pagano i tifosi che ne hanno il “mazzo pieno” delle prestazioni inconcludenti del ragazzo ceco. Venti giorni precisi quelli che mancano a gennaio, quando sarà o un giocatore recuperato per la Roma o una meteora in prestito da recuperare. E nel secondo caso, la tempesta mediatica attorno al calciomercato della #Roma – dal momento che Schick è il calciatore più pagato della storia giallorossa – potrebbe far saltare qualche testa. Nel primo caso, però, assisteremmo alla nuova giovinezza dell’attaccante: tornasse quello visto alla Sampdoria, a Di Francesco farebbe certamente comodo viste le sue caratteristiche offensive. E alla sua Roma qualcuno che faccia goal serve, ora più che mai. A lui il lavoro. Per il momento basterebbe anche solo un paio di stop a partita: sarebbe un buon punto di partenza.

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Hecking è il nuovo maestro tattico del calcio europeo

La figura dell’allenatore tedesco fino a qualche anno fa era associata al classico generale duro e anziano rispettato da tutti, ma troppo spesso distante dalle innovazioni tattiche.
Negli ultimi anni, invece, in Germania si sono affermati una serie di giovani allenatori che hanno portato avanti l’idea tattica (nata da Heynckes e Klopp) del “gegenpressing“: la riaggressione del pallone una volta perso il possesso, pressando asfissiantemente l’avversario con due/tre uomini e andando a chiudere tutte le linee di passaggio.
Tra i vari giovani tecnici – Tuchel, Tedesco e Nagelsmann per citarne alcuni – c’è un allenatore 54enne che si sta mettendo in luce per la sua devozione allo studio della tattica: Dieter #Hecking, allenatore del #Borussia #Mönchengladbach.
Con 26 punti in 12 giornate il Gladbach occupa il secondo posto in #Bundesliga, e se sono lì non è proprio per caso: Hecking ha costruito una squadra capace di passare dal 4-4-2 al 4-3-3 e al 4-1-4-1 da un momento all’altro della partita, costringendo gli avversari a cambiare marcature e movimenti difensivi più volte nella stessa gara.
L’arma tattica imprescindibile ovviamente è il Gegenpressing a cui si vanno a sommare le verticalizzazioni immediate, l’occupazione della trequarti avversaria con almeno quattro uomini dietro la punta e la difesa alta per mandare gli avversari in fuorigioco. Perché i propri giocatori tengano dei ritmi di gioco elevatissimi per tutta la durata della gara, il tecnico dei Fohlen impone ai propri calciatori una dieta ferrea e un’accurata preparazione atletica.
Gli imprescindibili di questa macchina meravigliosa chiamata Borussia Mönchengladbach sono il portiere Sommer, il regista difensivo Ginter, l’esterno offensivo Hofmann trasformato da Hecking in mezzala, il mediano Zakaria e gli attaccanti abili nel dribbling e nel tiro Hazard e Plea.
De Filippo diceva che gli esami non finiscono mai: poco male se a 54 anni hai ancora voglia di studiare e migliorarti!

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Non solo chi sa di calcio può parlare di calcio

#Kolarov ha scatenato un putiferio sui social aprendo un dibattito: i tifosi non capiscono niente di calcio? Quello che ha sottolineato è che hanno diritto di arrabbiarsi per una sconfitta, ma allo stesso tempo non hanno basi per poter fare analisi tattiche: ha ragione? Probabilmente no. E anzi: benvenuti nel 2018, dove tutti hanno modo di esprimersi. Ed è giusto che sia così. Quest’ormai diffusa teoria secondo cui “chi sa può parlare” inizia a stancare: è affascinante e corretto che ci sia uno scambio di opinioni. Ovviamente il dibattito può avere un “vincitore”: c’è chi ne capisce di più di calcio, chi meno. E chi sparla e si incazza dettato dalla passione per la maglia. Nell’era dei social la vox populi non è più solo nei bar e nelle case, ma sotto gli occhi di tutti: basta aprire Instagram, Facebook o Twitter. Ma va benissimo così: il tifoso deve fare il tifoso. E ne va difeso il ruolo. Giochi male? Mi incazzo. Giochi bene? Ti esalto. Che tutto ciò venga veicolato da discorsi tattici è naturale: se voglio comunicare un messaggio, provo a spiegarlo. I tifosi sono il motivo per cui il calcio è popolare e gli stipendi dei giocatori così alti: senza tifosi nessuno saprebbe chi è Kolarov. I tifosi sono il business, e spendono soldi per sostenere la propria squadra e per seguire lo sport che li appassiona. Ed è anzi dimostrazione di civiltà il fatto che si provi a parlare di tattica anziché sfociare direttamente nell’insulto: il tifoso di oggi non si accontenta di tifare e basta, ma cerca di approfondire i motivi per cui qualcosa va o non va in campo. È in atto un tentativo di culturalizzazione del tifoso che va sostenuta, non rallentata. Il tifoso è l’origine di tutto questo mondo che noi chiamiamo “calcio”. Quindi lasciateci tifare. Stiamo solo scrivendo quattro cazzate in un commento di Instagram, non stiamo lanciando bombe carta o minacciando nessuno. Una cosa è vera: tu che stai leggendo non capisci niente di calcio, io che sto scrivendo neanche. Non possiamo sapere come si affronta il Real Madrid, come si gestisce uno spogliatoio di Serie A. Però è un gioco: fateci giocare a fare gli esperti. Non fa male a nessuno.

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La Roma ospita il Real Madrid per il primato nel Gruppo G

Sarà una sfida affascinante quella che si giocherà il prossimo martedì 27 novembre allo stadio Olimpico tra Roma e Real Madrid. La gara valevole per la quinta giornata della fase a gironi della Champions League 2018-2019, oltre a dare ai giallorossi la chance di riscattare il 3-0 subito all’andata al Bernabeu avrà un ruolo molto importante, se non decisivo, per determinare chi tra Roma e Real – entrambe in testa al Gruppo G con 9 punti – chiuderà al primo posto in classifica (circostanza che teoricamente dovrebbe portare benefici al momento del sorteggio degli ottavi di finale).

 

Dando un’occhiata alle quote di Roma-Real Madrid sul palinsesto di LeoVegas scommesse ci si può rapidamente rendere conto di come l’orientamento dei bookmakers, nonostante le difficoltà palesate in questa prima metà di stagione sia tutto a favore degli spagnoli.

La vittoria del Real Madrid allo Stadio Olimpico è quotata a 1,95 volte la posta iniziale. Quasi il doppio più alta la quota che prevede il successo della Roma con i giallorossi vincenti pagati a 3,95. L’ipotesi del pareggio, invece, è quotata a 3,75.

 

Entrambe le squadre in questa stagione hanno avuto un rendimento altalenante nella prima dozzina di giornate dei rispettivi campionati. Il Real Madrid del post CR7 ha addirittura cambiato tecnico in corsa, licenziando Julen Lopetegui, ex commissario tecnico della Spagna, che Florentino Perez aveva strappato proprio alle furie rosse per il post Zidane (un’eredità pesante, visto che l’allenatore francese ha compiuto una vera e propria impresa vincendo consecutivamente le ultime tre edizioni della Champions League).

 

Ora sulla panchina dei blancos c’è Santiago Solari, ex calciatore che i più appassionati ricorderanno proprio per aver vestito la maglia del Real Madrid detto dei galacticos e anche per un paio di stagioni vissute in Italia con l’Inter. All’ex c.t. della Spagna è stato fatale il 5-1 subito nel Clásico in casa del Barcellona, ma prima di allora erano arrivati altre sconfitte imbarazzanti con avversari sulla carte molto più deboli. Con l’avvento di Solari le cose sembrano cambiate: il Real Madrid ha ripreso a vincere, collezionando 4 successi in 4 partite da quando c’è l’argentino.

 

Anche la Roma ha vissuto momenti difficili tra pareggi e sconfitte inattesi. Eppure, a inizio campionato la formazione allenata da Eusebio Di Francesco era accreditata come una delle potenziali concorrenti per lo Scudetto insieme a Juventus e Napoli, o perlomeno a concorrere per i primissimi posti in classifica.

 

Invece Dzeko e compagni, forse per via di una squadra che è cambiata molto dopo il calciomercato estivo (vedi le cessioni di Alisson, Nainggolan e Strootman) ha fatto molta più fatica del previsto al momento si trova al sesto posto in zona UEFA, lontana addirittura 15 punti dalla vetta, occupata dalla Juve.

 

Gli unici sorrisi per i giallorossi sono arrivati grazie alla netta vittoria nel derby contro la Lazio (3-1) e al buon rendimento che – escluso il tonfo al Bernabeu alla prima giornata – i capitolini sono riusciti ad avere in Champions League, sconfiggendo agevolmente CSKA Mosca e Viktoria Plzen e mettendo formalmente al sicuro la qualificazione.  

 




La sottile linea tra top player e riserva

Toh chi si rivede! Di certo nell’era Sarri eravamo abituati talmente bene con #Mertens da pensare che si trattasse di un Top Player, di quelli che mangiano triplette a colazione, di quelli che non vuoi mai affrontare da avversario e che vorresti sempre avere nella tua squadra. Eppure nelle stagioni precedenti il folletto belga era una riserva di lusso, quel dodicesimo uomo in grado di fare tanto ma non troppo. E all’inizio di quest’anno ci si è ripresentato allo stesso modo, niente più Top Player e niente più triplette, riecco il preziosissimo cambio di lusso. O forse no. Tornato alla tripletta con l’Empoli, Dries Mertens diventa un funambolo a cavallo di un filo sottile tra l’essere Top Player e riserva, una linea che può essere assottigliata solo da una squadra ricca di talento come il Napoli. Insomma rimaniamo con il dubbio, un po’ accigliati come Carlo #Ancelotti, che di scioglierlo questo dubbio non pare ne abbia troppo voglia. L’importante è che il #Napoli vinca. E che il funambolo strappi applausi.




PSV, Ajax e Feyenoord: 10% dei proventi Uefa agli altri club olandesi

Eredivisie 2.0″: questa l’ultima novità proveniente dall’Olanda calcistica. Le società di Ajax, PSV e Feyenoord sarebbero infatti disposte a devolvere il 10% dei proventi UEFA alle altre squadre del campionato olandese.

Tutto questo ovviamente favorirebbe lo sviluppo della competizione, implementando il livello delle squadre e del torneo. Questa percentuale legata ai diritti TV europei si traduce in una cifra intorno ai 10 milioni di euro, che però devono essere reinvestiti dagli altri club per la manutenzione delle strutture, per il passaggio dai campi sintetici a quelli in erba naturale e, ovviamente, per l’acquisto di giocatori.

Anche la nazionale olandese avrebbe vantaggi in questo, grazie alla maggiore probabilità di scovare talenti in casa propria. I tre club vorrebbero addirittura far passare le Eredivisie da 16 e 18 squadre con l’introduzione dei play off, cosa che abituerebbe i giocatori alle gare a scontro diretto in vista delle competizioni europee.
I club sono speranzosi di poter realizzare il tutto a partire dal 2021.




Ronaldo accussato di violenza sessuale: cosa sta succedendo

La situazione di #CristianoRonaldo non è delle più rosee. Come è noto il fuoriclasse portoghese è stato accusato di stupro da Kathryn #Mayorga. L’episodio risalirebbe al 13 giugno del 2009, al Palms Hotel di Las Vegas, luogo in cui l’attaccante juventino avrebbe violentato la ragazza.

La rivista tedesca Der Spiegel, ha pubblicato recentemente un documento che racconterebbe di un presunto accordo tra il giocatore e la Mayorga. Tale accordo si sarebbe basato sul pagamento di un lauto compenso (375mila dollari) da parte di #Ronaldo, con consegna del test HIV per tranquillizzarela donna. In cambio non si sarebbe più dovuto parlare di questa vicenda.

Ciò non è accaduto e ora la stella bianconera si trova al centro di un vero e proprio ciclone mediatico. Come se non bastasse i suoi principali sponsor si dicono preoccupati. #EASports è già corsa ai ripari eliminando le immagini dal proprio sito e dal gioco #FIFA19, di cui #CR7 è testimonial.
Anche #Nike, sponsor per la vita del calciatore, si è detta preoccupata e attende gli sviluppi della faccenda.




Come cambia la Juventus senza Marotta

Le strade di Beppe #Marotta e della #Juventus si separeranno a breve. Ad annunciarlo proprio l’amministratore delegato bianconero dopo la vittoria nel big match contro il Napoli: “Il mio mandato scade il 25 ottobre e la società ha deciso di non rinnovarlo: le nostre strade si separano”. Dopo aver partecipato attivamente alla vittoria di sette scudetti consecutivi, Marotta è stato messo alla porta dal presidente #Agnelli. Non è storia nuova per la Juventus, società che ha salutato icone come Del Piero ed allenatori del calibro di Antonio Conte con rispetto, ma anche con leggerezza.

Un dirigente del suo calibro sarebbe blindato da qualsiasi club al mondo, ma non dalla Juventus. Stiamo parlando del miglior manager d’Europa, appena premiato al World Football Summit.

Come cambierà il volto dei Campioni d’Italia? Difficile a dirlo, basti pensare che l’acquisto di #CristianoRonaldo è stato praticamente fatto senza coinvolgere Beppe Marotta. Dunque il progetto va avanti, gli interpreti cambiano, ma l’obiettivo resta sempre quello: vincere!




Lazio flop nei big match: quali sono le colpe di Simone Inzaghi?

La #Lazio perde il derby e lo fa anche male.
La sconfitta per 3-1 ai danni della #Roma fa preoccupare, e non poco, i tifosi biancocelesti per gli errori grossolani visti in campo. Ma da cosa dipende tutto questo?

In molti puntano il dito verso Simone #Inzaghi, lo stesso tecnico che restituì un’identità ad uno spogliatoio allo sbando. Lui che doveva essere solo un traghettatore, ha conquistato il cuore dei tifosi e, apparentemente, della società. Ma il mancato arrivo in #ChampionsLeague lo scorso anno e i tre incontri persi con le cosiddette “big”, fanno pensare che forse la difficoltà che sta avendo la squadra biancoceleste risiede nel preparare a dovere le partite che contano davvero.
Il mercato fatto dal presidente #Lotito di certo non ha aiutato. Basti pensare alla partenza di De Vrij che ha indebolito un reparto già vacillante e all’addio di Felipe Anderson rimpiazzato da un #Correa che ancora non convince.
Dal canto suo, il tecnico più volte ha cercato di sminuire le sconfitte parlando di episodi e di errori individuali, anche se alla lunga le carenze collettive iniziano ad essere evidenti. Dopo il #derby inizia una nuova stagione, sarà lui a dover rimettere insieme i pezzi e a far volare di nuovo in alto l’Aquila, cosa che in passato ha fatto in maniera eccelsa.




la differenza del Pipita: ora il Milan ha chi sposta gli equilibri

Il #Milan e Gonzalo #Higuain. Un’accoppiata che sembra già vincente, o quasi. Nella partita contro l’Atalanta, terminata 2-2, si è visto il miglior Milan degli ultimi tempi. La chiave del gioco di #Gattuso è sembrata chiara ed evidente: palla a Gonzalo e andiamo sul sicuro.

El #Pipita quest’anno si è presentato in campo in ottima forma, ma soprattutto in una versione inedita. Non è più solo l’attaccante che fa reparto da solo e risolve le partite, ma anche un uomo squadra che consente ai compagni di salire e che, all’evenienza, li fa anche segnare.
Contro la squadra bergamasca ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior numero 9 in Serie A, con un goal al volo che solo i grandi centravanti fanno.

Nonostante non sia bastata ad ottenere i tre punti, la prestazione dell’argentino fa ben sperare i tifosi che aspettavano da tempo una punta di questo calibro con la maglia rossonera. Perchè l’Higuain di Napoli e quello della Juventus facevano paura, ma quello del Milan sembra essere l’uomo decisivo per il ritorno del Diavolo nell’Europa dei grandi.

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