15 aprile 1992, il Torino irrompe tra le grandi d’Europa

15 aprile 1992, una data memorabile per i tifosi del Torino, ma in generale per gli amanti del calcio italiano, è il giorno del riscatto granata, la rivincita di una società gloriosa quanto disgraziatamente sfortunata.

Tornato in Serie A da appena una stagione, nella quale aveva conquistato un incredibile quinto posto, il Torino di Mondonico nella stagione 1991-1992 si gioca le sue carte in Coppa Uefa. Al tempo l’attuale Europa League prevedeva che ogni squadra partisse da i 32esimi di finale, la competizione procedeva sino all’assegnazione del titolo con turni ad eliminazione diretta costruiti sulla doppia sfida con le reti segnate in trasferta che valevano doppio in caso di parità nella differenza reti. Prima di affrontare il Real Madrid, il Torino eliminò in sequenza: KR Reykjavik (8-1); Boa Vista (2-0) , formazione che aveva superato l’Inter nei 32esimi; AEK Atene (3-2); BoldKlubben 1903 (3-0). Nelle quattro squadre semifinaliste c’erano ben due italiane, i granata se la dovevano vedere con il Real, mentre nell’altra sfida il Genoa sfidava l’Ajax.  La gara d’andata con i blancos si gioca il 1 aprile 1992 ed il Toro fa capire di che pasta è fatto, nonostante la sconfitta di misura per 2-1, con Hagi e Hierro che ribaltano la rete del vantaggio di Casagrande. La sfida di ritorno si gioca in un Delle Alpi stracolmo, ci sono ben 60mila persone caricate dagli ultimi due successi in campionato, in trasferta con l’Hellas l’11 aprile e nel derby con la Juventus giocatosi il 5 aprile, la città crede nella finale, nonostante lo svantaggio maturato nell’andata e la qualità dell’avversario. Le due formazioni si schierano con lo stesso modulo, il 4-4-2, per il Real Madrid: Buyo tra i pali, difesa con Chendo, Lasa, Rocha e Hierro, a centrocampo Milla, Michel, Maqueda ed Hagi, in attacco Butragueno e Paco Llorente; il Toro schiera Marchegiani in porta, Annoni, Cravero, Bruno e Mussi in difesa, Fusi, Scifo, Venturin e Lentini a centrocampo, l’ex Vazquez a supporto di Casagrande. Al settimo minuto arriva il primo boato del Dell’Alpi: cross di Lentini che Rocha spedisce nella sua porta, 1-0 per il Torino, che sarebbe già qualificato; la gara resta pericolosamente in bilico fino al 74esimo minuto, quando un altro cross di Lentini lacera la difesa del Real, finendo stavolta sui piedi di Fusi, che spinge in rete da pochi passi. 2-0. Torino in finale di Coppa Uefa. Purtroppo nella doppia sfida in finale la spunta l’Ajax per la regola delle reti in trasferta, 2-2 al Delle Alpi: alla doppietta di Casagrande, rispondono Jonk e Pettersson, mentre la partita di Amsterdam terminerà 0-0.  A distanza di 28 anni la cavalcata  del Toro di Mondonico  rimane ancora oggi il miglior risultato nelle competizioni internazionali dei granata, condita da quel 15 aprile 1992 e frenata ad un passo dal sogno da una formazione carica di giovani talenti (Berckamp, Winter, De Boer, Blind), che per tutti gli anni 90′ vincerà in Olanda ed in Europa. In campionato i granata si piazzano terzi alle spalle del Milan di Sacchi e della Juventus, conquistando un’altra qualificazione alla Coppa Uefa.

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