Alla scoperta di Darío Benedetto: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Darío Ismael Benedetto nasce a Berazategui, una città di periferia dell’area denominata Grande Buenos Aires, il 17 maggio 1990. È soprannominato El Pipa. Darío Benedetto è da sempre un grande tifoso del Boca Juniors, squadra in cui milita, e da piccolo andava a vedere la sua squadra del cuore sugli spalti della Doce, la curva dei tifosi azul y oro. Ha un amore viscerale per il Boca Juniors che lo ha portato a tatuarsi lo stemma del club sul ventre. È alto 177 cm e pesa 80 kg. Il grintoso centravanti argentino, con passaporto messicano, è l’uomo individuato da Daniele Pradè come giusto colpo di mercato per ridare vita all’attacco della Viola e scaldare un po’ i tifosi al momento fortemente giù di morale. Darío Benedetto è valutato circa 15 milioni di euro dal proprio club ed ha ancora due anni di contratto con gli Xeneizes.
Storia:

Darío Benedetto cresce calcisticamente nell’Independiente ma a soli dodici anni decide di dire basta col calcio per via della prematura scomparsa della madre, per un attacco cardio respiratorio, mentre era sugli spalti per seguire una sua partita. Decide quindi di lasciare sia il calcio che la scuola per andare a lavorare col padre come bracciante. Nel gennaio del 2006, a sedici anni, decide di sostenere un provino con l’Arsenal de Sarandí che lo tessera ed inserisce nelle proprie giovanili. Torna dunque a giocare a calcio dopo quattro anni lontano dai campi e più tardi in un’intervista dichiara “fino alle 14 lavoravo come manovale per poi correre al campo ad allenarmi”. Dopo due buone stagioni nelle giovanili del Sarandí, il tecnico della prima squadra Gustavo Alfaro lo aggrega ai big e lo fa esordire in Primera División il 9 novembre 2007 proprio contro il Boca Juniors, a soli diciassette anni. La stagione 2008-2009 Benedetto la passa interamente in prima squadra sotto la guida del tecnico Daniel Granero che però lo vede poco, tanto che a fine stagione racimolerà solamente 12 presenze ed 1 gol. Essendo giovane ed utilizzato col contagocce, Benedetto lascia momentaneamente l’Arsenal de Sarandí in prestito, scendendo di categoria, per andare a giocare nel Defensa y Justicia una stagione e mezza, mentre nel Gimnasia Jujuy quella successiva (2009-2011, 2011-2012). Nel Defensa y Justicia colleziona 23 presenze e 2 gol, mentre nel Gimnasia Jujuy gioca 15 partite segnando ben 8 gol. Torna all’Arsenal de Sarandí sotto la guida del tecnico Gustavo Alfaro che lo promuove titolare e lui risponde con 13 gol in 47 partite nel giro di una stagione e mezza, vincendo una Clausura ed una Supercoppa argentina entrambe nel 2012. Nell’estate del 2013 il club messicano del Tijuana lo acquista dall’Arsenal de Sarandí per 1,5 milioni di euro e lì il talento di Benedetto esplode: colleziona 23 reti in 50 presenze nel giro di una sola stagione e mezza, prima di venir acquistato dai campioni in carica del Club América per 8 milioni di euro. Con il Club América gioca una stagione e mezza segnando ben 26 gol in 61 match, vincendo ben 2 CONCACAF Champions League (una da capocannoniere) ed un campionato messicano. Il 6 giugno 2016, all’età di 26 anni, viene acquistato dal Boca Juniors per circa 5 milioni di euro, tagliandosi anche l’ingaggio di un milione, realizzando così il sogno di una vita. Alla stagione d’esordio col Boca diventa immediatamente l’idolo dei tifosi siglando addirittura 21 gol e 3 assist in appena 23 partite e vincendo il campionato. La stagione successiva, quella 2017-2018, segna 13 gol in 15 partite prima di rompersi il legamento crociato anteriore del ginocchio destro che lo allontanerà dai campi per otto mesi, compromettendogli il finale di stagione e l’inizio di quella successiva (2018-2019). A fine stagione comunque il Boca Juniors vince campionato e Supercoppa nazionale. L’ultima stagione, la 2018-2019, è stata fortemente condizionata dal grave infortunio patito in quella precedente ed in uno più leggero avuto in questa, così a fine stagione Benedetto siglerà solamente 5 gol e 2 assist in 21 partite. Con la Nazionale Albiceleste Darío Benedetto gioca solamente 5 partite senza mai andare in gol. Darío Benedetto sarebbe la punta centrale ideale per il 4-3-3 di Vincenzo Montella, aggiungendo esperienza e grinta ad una Fiorentina molto giovane.

Caratteristiche tecniche:

Darío Benedetto è un attaccante estremamente grintoso, dotato di discreta forza fisica e buona velocità. Le caratteristiche migliori del ragazzo sono sicuramente l’elevazione, la potenza del tiro dalla distanza e la freddezza sotto porta. È inoltre abilissimo nell’aggirare la trappola del fuorigioco e giocare in linea con la difesa avversaria. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la precarietà fisica dopo gli ultimi infortuni avuti e la troppa aggressività che in campo lo porta talvolta a litigare fino a prendersi spesso dei cartellini. È un attaccante che per via della sua foga e aggressività recupera molti palloni. Date le sua abilità balistiche, la sua freddezza e l’aggressività ricorda molto Jamie Vardy nel modo di giocare. Può tranquillamente giocare sia in coppia con un altro attaccante che da solo al centro, essendo in grado di fare reparto da solo.

Numeri:

Darío Benedetto nonostante gli infortuni ha sfondato il muro dei cento gol ed in carriera ha siglato anche numerosi assist. Un dato negativo è sicuramente quello dei cartellini presi, mentre la statistica sulle palle recuperate nonostante il suo ruolo dimostra quanto il ragazzo sia dedito alla causa.

Partite: 269     Gol: 110     Assist: 34     Cartellini gialli/rossi: 20/2    Passaggi completati: 73%

Palle recuperate metà campo avversaria: 70%     Dribbling riusciti: 67%     Duelli offensivi vinti: 40%