Non solo Salah: i 5 più grandi errori di mercato negli ultimi anni

Nelle memorie del calcio, negli ultimi anni ci sono stati colpi di mercato che hanno segnato la storia di questo sport. Dalle mega offerte ultra milionarie per i top player, a quelle che sono risultati grandissimi flop. E questi flop di mercato sono dovuti probabilmente ad errori di valutazioni, con sopravvalutazioni e sottovalutazioni che hanno segnato decisamente le carriere di molti calciatori. Ad esempio, il giocatore che da inizio stagione si trova sulla bocca di tutti è Mohamed Salah. Il giocatore egiziano ha cominciato la sua stagione con il trasferimento per quarantadue milioni dalla Roma verso il Liverpool, ed ha stupito sin da subito i suoi nuovi tifosi, a suon di goal. Partita dopo partita, settimana dopo settimana e mese dopo mese, sta dimostrando il suo indiscusso talento, arrivando sinora a 43 gol stagionali in 47 partite giocate, portandolo in cima alla classifica dei migliori marcatori al mondo. Ma il rimpianto più grande non l’ha avuto la Roma, che ha comunque guadagnato un’ottima somma dalla sua cessione, bensì il Chelsea che non credette il lui, relegandolo in panchina e costringendolo al trasferimento definitivo. Il Chelsea infatti lo comprò per 15 milioni dal Basilea, ma dopo due stagioni lo cedette in prestito alla Fiorentina, e dopo una serie di trattative nel mercato estivo dello stesso anno, Salah venne acquistato dalla Roma per 15,5 milioni. Ora al Liverpool il suo valore è decisamente aumentato e per i Reds è incedibile, a meno che non arrivi un’offerta superiore ai 200 milioni. Ma Salah è solo l’ultimo di un grande elenco di giocatori che vennero ceduti e che hanno fatto le fortune di altri club. Analizziamo quindi i 5 più grandi errori di mercato degli ultimi anni.

Edwin van der Sar

Il portiere Olandese, diventato leggenda del Manchester United, iniziò la sua carriera professionistica nell’Ajax nel 1991, vincendo tutti i titoli nazionali ed internazionali con il club di Amsterdam. Nel 1999 dopo otto anni di vittorie, ha però lasciato il suo club e fu acquistato in estate dalla Juventus, per una cifra di 17 miliardi di lire, circa 9 milioni di euro, diventando il primo portiere non italiano nella storia del club torinese. Nella sua prima stagione in bianconero, dopo un inizio un po’ incerto, offrì buone prestazioni vincendo anche la Coppa Intertoto. Nella stagione successiva peggiorò il suo rendimento, con errori decisivi che portarono la squadra alla perdita dello scudetto a favore della Roma. Nell’estate del 2001 passò al Fulham dove trascorse 4 stagioni, prima di trasferirsi al Manchester United, dove dimostrò appieno con gli anni il suo talento. Con i Red Devils van der Sar ha vinto vinto tutti i titoli nazionali, mentre in campo europeo una Champion’s League ed una Coppa del Mondo per Club. Durante la sua longeva carriera, chiusa nel 2011, il gigante Olandese si è distinto per senso di posizione, atletismo, riflessi, freddezza ed affidabilità, dotato di una notevole abilità palla al piede, facendo da apripista ad una nuova e moderna interpretazione del ruolo. Per la carriera che ha fatto, di sicuro la Juventus avrà avuto qualche rimpianto a riguardo, ma grazie a questa cessione abbiamo potuto ammirare la crescita e la grandissima carriera di Gianluigi Buffon, ha fatto e sta facendo con i bianconeri.

Roberto Carlos

Roberto Carlos sicuramente rimarrà nelle nostre menti grazie al suo gol su calcio di punizione contro la Francia, ma quello di certo non è stato l’unico episodio per il quale lo ricorderemo. Infatti nella sua splendida carriera ha collezionato molti gol di pregevole fattura, in particolar modo con la maglia del Real Madrid. Con i blancos infatti è diventato uno dei migliori terzini sinistri che la storia del calcio abbia mai avuto, ma la sua carriera non è stata tutta rose e fiori, poiché precedentemente era stato in Italia con la maglia dell’Inter, dove non brillò a sufficienza. Nell’estate del 1995 infatti, passo dal Palmeiras ai nerazzurri per circa 10 miliardi di lire (5 milioni di Euro circa). Durante l’esperienza all’Inter collezionò 30 presenze con 5 gol all’attivo, ma al termine della stagione il tecnico, all’epoca Roy Hodgson, gli preferì Alessandro Pistone perché lo ritenne indisciplinato tatticamente. Questo avvenimento rese ancor più facile il trasferimento del terzino brasiliano al Real Madrid, con il quale collezionò in 527 partite ben 69 gol, cifra molto rilevante ed insolita per un terzino. Con il club vinse tutti i titoli internazionali in circolazione e vinse 4 campionati e 3 Supercoppe spagnole. Chissà se lo staff tecnico dell’Inter di quegli anni, si sia ricreduto riguardo alle impressioni avute su Roberto Carlos.

Thierry Henry

Divenuto una leggenda del calcio inglese con la maglia dell’Arsenal, Henry ha espresso un modo di giocare unico nel suo genere. La sua carriera cominciò nel Monaco nel 1994, allenato da Arsene Wenger. L’allenatore francese lo schierò come ala ma rimase sempre indeciso sul suo ruolo naturale, perché poteva essere schierato anche come attaccante puro, grazie alla sua propensione al gol. Con la maglia del Monaco ha totalizzato in cinque stagioni 105 presenze e 20 gol, prima di passare nel gennaio 1999 alla Juventus per la cifra pari ad 11,5 milioni di Euro. La stagione del talento francese in maglia bianconera non fu però così soddisfacente: Carlo Ancelotti, allenatore di quella stagione, gli cambiò ruolo facendolo giocare esterno di centrocampo e terzino. Inizialmente confermato per la successiva stagione 1999-2000, dopo aver esordito in Coppa Intertoto nei quarti, a sorpresa venne ceduto all’Arsenal per 10 milioni di sterline, anche a causa di contrasti con Luciano Moggi. La svolta della sua carriera è arrivata quindi con il trasferimento all’Arsenal, voluto da Arsène Wenger, che lo aveva allenato già a Monaco. È stato proprio a Londra che Thierry si confermò come uno dei migliori giocatori al mondo. Nella permanenza di otto anni nei gunners, Henry esplose il suo enorme talento affermandosi come arma letale dell’attacco londinese, siglando in 254 partite la bellezza di 174 reti. Con l’Arsenal vinse due campionati inglesi, tre coppe d’Inghilterra e due Supercoppe. Ma le strade tra il talento francese e i gunners si separarono nel 2007 quando il giocatore venne ceduto al Barcellona per 24 milioni di Euro. La cessione fu dolorosa per Henry, poiché è stato veramente molto affezionato al club e ai tifosi, ma le sue intenzioni erano di vincere in Europa, e in quella squadra sapeva di non potervi riuscire. Infatti nel 2009 vinse a Roma con i catalani la finale di Champion’s League; ha indossato la maglia dei blaugrana per tre stagioni, nelle quali ha segnato in 80 partite giocate 35 gol. La sua carriera arrivò quasi al termine della sua corsa, ed esportò il suo talento anche negli USA, nei New York Red Bulls, dove vi chiuse la carriera. Thierry Henry ha dimostrato al mondo intero il suo enorme talento, portando spettacolo con le sue giocate in ogni stadio nel quale ha messo piede. Sicuramente la Juventus avrebbe potuto gestire meglio il giocatore francese, dandogli più fiducia e rendendolo un vero protagonista del nostro campionato.

Kevin De Bruyne

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Gent, dove venne ingaggiato a 12 anni e inserito nel settore giovanile. Due anni più tardi viene acquistato dal Genk, che nel 2008 lo fece esordire in prima squadra. Diventò uno dei punti cardine della sua squadra, guadagnandosi l’attenzione del Chelsea, che nel gennaio 2012 lo acquistò, lasciandolo però in prestito in Belgio fino a fine stagione. Il 31 luglio successivo passò ufficialmente in prestito per un anno al Werder Brema, dove si impose all’attenzione internazionale, giocando con continuità e mettendo a segno 10 reti in 32 presenze in campionato. La stagione 2013/2014 iniziò ai Blues allenati da Mourinho, ma già nel gennaio 2014, chiese esplicitamente la cessione al Wolfsburg, per 16 milioni di sterline. Complessivamente con la maglia dei lupi ha giocato 73 partite mettendo a segno 20 reti tra tutte le competizioni. Nell’agosto 2015 passò poi al Manchester United per la cifra di 78 milioni di Euro, affermando il suo incredibile talento, che Mourinho bocciò clamorosamente quando giocava nel Chelsea.

Coutinho

Uno dei più grandi rimpianti nella storia del calcio, è proprio Philippe Coutinho, il trequartista brasiliano che proprio durante questa stagione, ha fatto la fortuna delle casse del  Liverpool. Il giovane talento iniziò la sua carriera al Vasco da Gama, per poi arrivare alla corte dell’Inter che tanto lo aveva desiderato. La sua permanenza nei nerazzurri però, fu ricca di infortuni anche gravi, che non permisero al giocatore di esprimere il suo talento. Con l’Inter infatti mise a segno solo 3 gol e nel gennaio del 2013, venne ceduto per soli 10 milioni al Liverpool. La sua carriera nel club inglese ha avuto per fortuna del claciatore, risvolti diversi da quelli avuti nei nerazzurri, poiché è riuscito ad esprimere il suo calcio ed il suo talento, tanto da diventare veramente decisivo in ogni partita giocata. Il colpo di scena però arriva appunto nel gennaio di questa stagione, con il suo trasferimento in Barcellona, rimasto orfano di Neymar, ceduto al PSG. Il club catalano infatti, offrì la bellezza di 120 milioni per portarsi a casa il talento brasiliano, facendo la fortuna dei Reds e soprattutto generando per gli inglesi, una plusvalenza di 110 milioni di Euro. Un vero rimpianto per l’Inter che aveva in casa un vero talento, gestito purtroppo male sia per gli infortuni, che per il rendimento in campo.

Questi sono stati i 5 più grandi errori di mercato commessi da grandi club, per errori di valutazioni di giocatori che però hanno fatto le fortune di altre squadre, con le quali sono diventati giocatori di grande importanza in questo sport. Sicuramente negli anni a venire vedremo altri casi  simili, perché il calcio è uno sport imprevedibile fatto da episodi. Ogni giocatore può vivere episodi favorevoli e meno, e a rimetterci o guadagnarci sono proprio le squadre che credono o non credono in loro.