Roma, 4-3-3 o 3-5-2? Quale è il modulo giusto da utilizzare

Il 3-0 al Barcellona, con cui la Roma si è aggiudicata il diritto di disputare la semifinale di Champions (l’avversario sarà il Liverpool), è arrivato grazie ad un cambio di modulo; in quella serata magica Di Francesco ha schierato i suoi con un 3-5-2 che, in fase di possesso, diventava 3-4-1-2. Risultato? Partita perfetta e blaugrana eliminati dall’Europa. Modulo vincente non si cambia ed infatti la Roma lo ha riproposto nel derby, portando a casa un punto. La domanda, per il finale di stagione, è “abbastanza” semplice: continuare con il 3-5-2 o tornare al 4-3-3, marchio di fabbrica del tecnico giallorosso? Cerchiamo di capire quale può essere la soluzione migliore.

4-3-3: mancano gli interpreti

Di Francesco, appena arrivato a Roma, ha sottolineato come avrebbe adattato la squadra al  4-3-3; la società giallorossa, in sede di mercato, ha provato ad accontentare il tecnico senza riuscirci in toto. Per poter sviluppare le idee del mister, infatti, servivano due esterni offensivi capaci di creare superiorità numerica; se la fascia sinistra era ben coperta visto la presenza di El Shaarawy e Perotti, lo stesso non si poteva dire per la corsia opposta. La partenza di Salah, infatti, ha lasciato un vuoto non colmato nel mercato estivo. E’ arrivato Schick, è vero, ma il giocatore ceco di mestiere fa la punta e non l’esterno. A destra si sono alternati, senza troppo successo, Florenzi, Gerson, Defrel, Under e appunto l’ex Sampdoria. Tanti esperimenti, tante prove ma mai la sensazione di aver trovato la giusta via. Il 4-3-3 porta un altro problema: Nainggolan. Il centrocampista belga ha vissuto la sua miglior stagione, dal punto di vista realizzativo, con Spalletti che lo faceva giocare a ridosso della punta. Da intermedio è, tatticamente, più bloccato e non porta il contributo che era abituato a fornire ai suoi compagni. Meglio cambiare modulo e passare al 3-5-2. Il sistema giusto? Proviamo a capirlo

3-5-2: il vestito perfetto per questa squadra

Zero goal subiti con Barcellona e Lazio non possono essere un caso; la Roma, nelle due partite più complicate, ha dimostrato di avere una solidità difensiva che può essere determinante in questo finale di stagione. Una solidità dovuta principalmente al cambio di modulo; con il 3-5-2, infatti, Di Francesco può schierare davanti ad Alisson il trio Jesus-Manolas-Fazio che garantisce più copertura degli spazi e permette agli esterni, Kolarov e Florenzi, di potersi sganciare con maggiore libertà. Questo tipo di sistema di gioco, inoltre, è ideale per Nainggolan e Schick; il centrocampista belga fa da raccordo tra centrocampo ed attacco e, grazie alla sua capacità di spezzare il pressing avversario, viene cercato spesso una volta che la squadra recupera palla. L’attaccante, invece, da seconda punta rende decisamente meglio rispetto a quando ha dovuto coprire il ruolo di esterno; Schick, con un attaccante (Dzeko) con cui dialogare si trova a suo agio e la partita con il Barcellona ne è la prova.

Per quanto detto ma soprattutto per quello che abbiamo potuto vedere in campo, la Roma deve finire la stagione con il 3-5-2. Un modulo perfetto con cui Di Francesco può esaltare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori.