Goal&Cash – I diritti TV in Premier League
Inizia oggi Goal&Cash, la nuova rubrica di RadioGoal24 che tratterà il punto di vista finanziario rispetto ai maggiori campionati di calcio europei. In questa nuova avventura cercheremo di raccontare, e spiegare nel dettaglio, il funzionamento economico nel grande calcio del Vecchio Continente, soffermandoci specialmente sui ricavi che hanno le società proveniente dai diritti tv.
Oggi parleremo dell’Inghilterra che vanta un modello studiato con grande efficacia e che garantisce grandi ricavi. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio come funzionano i diritti TV in Premier League.
Diritti TV Premier League
In Inghilterra solo il 45% delle partite viene trasmesso dalle Pay TV, in modo da spingere sempre più tifosi ad andare allo stadio. Questo funziona anche grazie al grande lavoro che è stato fatto a partite dagli anni ’80, dopo il disastro di Bradford in cui morirono 56 persone perché lo stadio, costruito con i legno, prese fuoco.
Da 20 anni l’Inghilterra vanta stadi all’avanguardia, che invogliano la gente a gremire gli spalti. Questa programmazione televisiva, meno invadente ma più efficace, permette agli stessi club di guadagnare nettamente di più, anche grazie al seguito che arriva dall’estero. Tutti i diritti nazionali sono ripartiti per il 50% in parti uguali e ciò garantisce ad ognuno dei 20 club più di 51 milioni di sterline all’anno.
Oltre a questa ripartizione uguale, vi è anche un 25% che viene assegnato a seconda del numero di volte in cui una determinata squadra viene trasmessa in diretta (bonus relativo alla popolarità mediatica). L’ultimo 25%, invece, viene spartito secondo bonus legati alle prestazioni di squadra e dunque a seconda del piazzamento nel massimo campionato inglese.
Come possono cambiare i diritti TV nella Premier League 2017/2018
Ma tale equità relativa agli incassi legati ai diritti TV sembra destinata a cambiare. Le 20 squadre della Premier League si sono riunite il 4 ottobre 2017, per discutere di tali divisioni e le squadre più blasonate del campionato (Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United, Manchester City e Tottenham) starebbero spingendo per avere maggiori ricavi in quanto piazze più importanti. Il punto del dibattito, che si deciderà tramite una votazione da parte di tutte e 20 le compagini, sarebbe quello sui guadagni che arrivano direttamente da Oltremanica.
Ad oggi ogni squadra ne riceve una fetta uguale, ma i 6 club più importanti del torneo stanno cercando di proporre una nuova formula, che permetta loro di avere un margine più ampio sui miliardi provenienti dall’estero. La tesi delle 6 squadre principali è che i nuovi mercati stiano fiorendo soprattutto grazie a loro: la nuova proposta prevede che, ad una ripartizione fissa del 65% a tutte le squadre, il restante 35% delle risorse televisive venga spartito a seconda del piazzamento in campionato. Stiamo parlando di ben 1,3 miliardi di dollari.
Il voto arriva in un momento critico per la Premier League, che si sta preparando a pubblicare in questi giorni l’ultima gara per i diritti TV interni, attualmente valutata 5,1 miliardi di sterline (6,75 miliardi di dollari), con un contratto triennale tra Sky e Bt.
Questa cifra è stata un sorprendente aumento del 70% rispetto al precedente accordo; già concordate, invece, quelle per i mercati di Brasile, Cina, Africa subsahariana e Stati Uniti, con un valore cresciuto del 1.000% per il mercato della cinese.
Se tale proposta passasse il modello di incassi legati alle TV verrebbe stravolto e quasi sicuramente assisteremmo ad un campionato diverso e forse più impari.
Incassi diritti TV Premier 2016/2017
L’anno successivo la situazione è addirittura migliorata, ritoccando verso l’alto i risultati della stagione precedente del 71%. A termine del 2016/2017 tutti e 20 i club inglesi sono partiti da una base di 79 milioni di sterline a testa (50%, circa 1,5 milioni), più la variante legata alle partite trasmesse in diretta (25%, da un minimo di 12,3 milioni ad un massimo di 32,8 per un totale di 407 milioni di sterline), ed infine quella del piazzamento di squadra (25%, 1,9 milioni alla squadra che si piazza ventesima, 38,8 a chi conquista il campionato, per altri 407 milioni di sterline).
Il totale è dunque di circa 2,39 miliardi di sterline incassati lo scorso anno a livello nazionale ed internazionale (781 sono i milioni arrivati dall’estero). Fa riflettere ancora una volta la cifra ricevuta da una squadra retrocessa: il Sunderland, arrivato ventesimo, ha incassato ben 93 milioni di sterline, circa 105 milioni di euro. Il Chelsea di Antonio Conte, campione d’Inghilterra, ne ha incassati, in euro, circa 177.
Incassi diritti TV Premier League 2015/2016
In totale il ricavato è stato di 1,638 miliardi di sterline grazie alla vendita dei diritti TV in Inghilterra e all’estero. Ma andiamo ora ad analizzare nello specifico gli incassi provenienti dai diritti TV della Premier League 2015/2016. Tale cifra è stata spartita tra i club del maggior campionato inglese in maniera molto più equa rispetto a come accade negli altri campionati europei, grazie ad un accordo sottoscritto nel 1992 dai club che diedero alla luce la Premier League. Considerando che la squadra che ebbe più introiti fu l’Arsenal ricavando 100,95 milioni di sterline, fa riflettere che l’Aston Villa, retrocesso, incassò ben 66,62 milioni con un rapporto 1,52 a 1, minimo storico per il campionato britannico.


