Le avversarie delle italiane in Champions League

In vista della prima giornata della massima competizione europea, che partirà stasera alle ore 20.45, analizziamo nel dettaglio le avversarie delle italiane in Champions League.

Roma, Juventus e Napoli troveranno 3 avversari davvero non facili al debutto: i giallorossi di Di Francesco ospiteranno il temibile Atletico Madrid di Simeone mentre gli uomini di Allegri andranno nella tana del Barcellona. Trasferta in Ucraina, invece, per l’11 di Sarri che se la vedrà contro lo Shakhtar Donetsk.

Ma vediamo nel dettaglio, uno per uno, precedenti, uomini chiave, moduli e tattiche di gioco di queste 3 squadre:

Atletico Madrid

Prima gara del girone di Champions League per la Roma che, davanti al proprio pubblico, affronterà martedì sera l’Atletico Madrid. I giallorossi di Di Francesco troveranno davanti una squadra che non si è rinforzata ma che ha la sua forza nel collettivo pronto a seguire mister Simeone anche all’inferno. All’Olimpico è atteso un esame importantissimo visto che, secondo molti, questo può essere lo scontro che deciderà chi potrà passare il girone insieme al favoritissimo Chelsea di Antonio Conte. Importante, in tal senso, schierare la formazione migliore possibile per contrastare il gioco molto “italiano” dell’Atletico.

Rosa

La squadra a disposizione del Cholo Simeone è pressoché la stessa della stagione passata. Come ben sappiamo, infatti, l’Atletico Madrid è stato bloccato dal TAS per i movimenti del mercato in entrata. Nonostante questo ha comunque concluso l’acquisto di Vitolo dal Siviglia, immediatamente girato in prestito al Las Palmas fino a gennaio, data del termine dello stop. I biancorossi hanno poi provato a ripetere questa formula anche con Diego Costa, ma il Chelsea si è sempre opposto all’ipotesi. Le cessioni di Hernandez, Oliver Torres, Kranevitter e Javi Manquillo hanno portato però circa 70 milioni nelle casse degli spagnoli. Ma andiamo nel dettaglio; in porta è sempre presente Oblak seguito da Moyà che si è dimostrato un’ottima alternativa. In difesa, il reparto più funzionale dei biancorossi, oltre a Juanfran, Savic, Godin e Filipe Luis, è importante la presenza di Vrsaljko e Gimenez, seguiti poi da Lucas Hernandez, che piano piano sta cercando di farsi posto in una delle difese più solide d’Europa. Il centrocampo si poggia su due calciatori eccellenti come Koke e Saul, seguiti dal capitano Gabi. In avanti, tra Griezmann, Carrasco e Torres, si fanno spazio anche Gameiro, Correa e Nico Gaitan. Il valore di mercato totale della rosa, secondo Transfermarkt, è di 511 milioni.

Stella della squadra

Antoine Griezmann è senza dubbio il calciatore più importante per l’Atletico. Le Petit Diable è una seconda punta dal fisico gracile ma con una raffinata tecnica, uno straordinario mancino e una grande velocità. E’ un buon incursore d’area come testimoniano le reti messe a segno in carriera, anche se, a volte, tende a estraniarsi dal gioco. Il suo talento nel portare palla dalla trequarti per attaccare la porta, hanno forzato Simeone a scegliere un sistema che cerchi il più possibile di portare il francese a concludere.

Stile di gioco

Il Cholismo è ormai un marchio conosciuto in tutta Europa e le sue parole chiave sono comunione, lavoro di gruppo e rifiuto del compromesso. Difesa solida e uomini intenti principalmente a correre, a intervenire in maniera dura sugli avversari e a ripartire in velocissimi contropiedi, questo il credo dell’argentino. La formazione si presenta con un 4-4-2. Gli elementi principali sono un costante pressing, una marcatura a zona, un contropiede veloce, il gioco laterale fornito dalla sovrapposizione dei terzini e la densità a centrocampo che porta a stringere gli interi reparti della squadra. Il reparto difensivo è quello più importante. Il centro dell’area è protetto come in nessun’altra parte al mondo: da lì l’Atletico ha subito davvero pochi tiri in tutta la stagione della  Liga. Il merito principale non può che essere attribuito a Godin, capace di gestire il reparto alla perfezione.

Andamento in campionato

Dopo le prime tre partite di campionato l’Atletico ha 5 punti frutto di un clamoroso pareggio alla prima, contro il neopromosso Girona, di una vittoria contro il Las Palmas e del pareggio a reti bianche contro il Valencia. Il debutto degli uomini di Simeone è shock: i Colchoneros vanno sotto 2-0 a causa della doppietta di Stuani mentre Griezmann si becca un doppio giallo che lascia i suoi in 10; Correa e Gimenez riescono tuttavia ad impattare sul definitivo 2-2. Contro il club canario, invece, le reti di Correa, Carrasco, Koke (doppietta) e Thomas portano all’Atleti la 1° vittoria, con un roboante 5-1 (rete di Calleri per i padroni di casa). 0-0, con pochissime emozioni, il terzo match contro il Valencia con alcuni calciatori chiave nemmeno scesi in campo in vista della Roma come Godin e Gabi. Griezmann assente invece per squalifica.

Formazione tipo

Dall’arrivo del Cholo Simeone, l’Atletico Madrid è salito di livello sposando alla perfezione il credo tattico dell’allenatore argentino. Difesa molto chiusa, centrocampo di corsa e grande pressing e contropiede, queste le armi principali dei Colchoneros che negli ultimi anni hanno fatto benissimo in Europa.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Juanfran, Savic, Godin, Filipe Luis; Saul, Gabi, Koke, Carrasco; Griezmann, Gameiro. Allenatore: Diego Pablo Simeone

Precedenti tra Roma e Atletico Madrid

Roma e Atletico Madrid si sono incrociate 2 volte in Europa, ma non in Champions League ma in Coppa Uefa. Parliamo dei quarti di finale nell’edizione 1998/99, quando i giallorossi di Zeman resero durissima la vita ai Colchoneros. In Spagna finì 2-1 per i padroni di casa: Di Biagio, su punizione, dimezzò il doppio vantaggio di Josè Mari e Roberto, mentre nel match di ritorno Delvecchio fece sognare l’Olimpico prima della rimonta spagnola firmata Aguilera e Roberto. Decisiva e, tra l’altro, storica, l’indecente prestazione arbitrale dell’olandese van der Ende.

02/03/1999 Coppa Uefa: Atletico Madrid-Roma 2-1

16/03/1999 Coppa Uefa: Roma-Atletico Madrid 1-2

Barcellona

Prima gara del girone di Champions League della Juventus che, in trasferta, affronterà martedì sera il Barcellona. Rispetto agli ottavi di finale della scorsa stagione, nella formazione Blaugrana sono presenti molte novità. Innanzitutto sulla panchina non c’è più Luis Enrique ma Ernesto Valverde, ex tecnico dell’Athletic Bilbao. Quella più grande, però, è senza dubbio l’assenza di Neymar, accasatosi al PSG dietro pagamento della clausola rescissoria da 222 milioni di euro. Per sostituire O’Ney, dal Borussia Dortmund è arrivato, per la cifra di 105 milioni di euro (più 42 di bonus), Ousmane Dembele.

Rosa

Paragonata alla squadra che ha affrontato la Juventus qualche mese fa, il Barcellona attuale ha completamente un’altra faccia. Ha perso una delle sue pedine più forti, Neymar, e, dopo aver visto sfumare in extremis il passaggio in Blaugrana di Coutinho, ha acquisito i cartellini di Paulinho dall’Evergrande, Dembelé dal Borussia Dortmund, Semedo dal Benfica, Deulofeu dall’Everton e Marlon dal Fluminense. In porta ter Stegen è una certezza, mentre come suo sostituto c’è l’olandese Cillessen. In difesa, pronti a subentrare ai titolari Semedo, Piqué, Umtiti e Jordi Alba, ci sono Mascherano, Digne e Aleix Vidal. A centrocampo si impongono Rakitic, Busquets e Iniesta, ma in panchina ci sono nomi altrettanto forti come Rafinha, André Gomes, Denis Suarez, il neo acquisto Paulinho e Sergi Roberto che, considerate le buone prestazioni della stagione passata, ha di fronte un anno importantissimo per diventare uno dei migliori in quel ruolo. In attacco la partenza di Neymar lascia il posto da titolare al nuovo arrivato Dembelé, che completerà il tridente assieme a Messi e L. Suarez. Deulofeu e Alcacer saranno pronti per subentrargli. Il valore complessivo della rosa secondo Transfertmarkt è di 706 milioni.

Stella della squadra

La stella della squadra è, senza ombra di dubbio, Lionel Messi. Il 5 volte Pallone d’Oro è un giocatore tecnico, veloce e molto agile, ed ha ottime qualità nel controllo palla e nell’accelerazione. Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede fornisce per lo più assist per i compagni e finalizza le sue azioni. A volte arretra fino a centrocampo e va a prendersi da solo il pallone, per poi avanzare e cercare l’assist o il goal.

Stile di gioco

In fase difensiva Valverde porta avanti da tempo l’idea di un calcio che ha la pressione come parola chiave; per questo nelle sue squadre si è visto un pressing molto alto per ostacolare sul nascere la manovra avversaria, con l’obiettivo di chiudere le corsie laterali. Dal punto di vista prettamente tattico il tecnico ha trovato già incorporati nella sua nuova squadra alcune delle sue idee. Una tra tutte è l’abbassarsi di Busquets per giocare come terzo centrale in fase di impostazione o, ancora, l’alzarsi degli esterni bassi per guadagnare campo in avanti. L’inserimento di Dembelé è fonte di curiosità un po’ per tutti: una delle possibilità nel presumibile 4-3-3 sarà quella di occupare una delle due fasce, oppure di variare nella stessa partita su entrambe le corsie cosi da disorientare le difese avversarie.

Andamento in campionato

Tre partite e tre vittorie, questo il cammino del Barcellona in Liga. Nel debutto di questa stagione contro il Betis Siviglia i catalani, con un Deulofeu in grande spolvero, si impongono per 2-0 grazie all’autorete di Tosca e al goal di Sergi Roberto. Nella seconda gara, in trasferta contro l’Alaves, i Blaugrana riescono a trovare la seconda vittoria in campionato grazie ai due goal di Messi nella ripresa dopo l’errore dal dischetto del primo tempo. L’ultima gara è terminata 5-0 contro i rivali cittadini dell’Espanyol grazie ad un super Messi (tripletta), Piqué e Suarez (appena tornato dall’infortunio); durante il match ha fatto il suo esordio anche il giovane Dembelé.

Formazione tipo

Da ormai molti anni il Barcellona ha l’abitudine di presentarsi in campo con un 4-3-3 dotato di eccellenti palleggiatori in mezzo al campo e di terzini di spinta. I fari puntati sono però sul reparto offensivo che presenta calciatori veloci e con un gran senso del goal, rendendo dura la vita ai difensori avversari.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; SEMEDO, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, DEMBELE. Allenatore: Ernesto Valverde

Precedenti tra Juventus e Barcellona

Importanti quanto recenti gli incroci tra bianconeri e spagnoli: è della scorsa primavera il quarto di finale con cui la squadra di Allegri ha vendicato la finale del 2015, persa 3-1 a Berlino contro i Blaugrana. Senza dimenticare, nel 2003, la grande serata di Zalayeta, quella con la quale la Juventus superò il Barça ai supplementari, grazie a una rete dell’uruguaiano che regalò alla Juve la semifinale col Real Madrid, sulla strada che portò alla finale di Manchester.

20/10/1970 Coppa delle Fiere: Barcellona-Juventus 1-2

04/11/1970 Coppa delle Fiere: Juventus-Barcellona 2-1

05/03/1986 Coppa dei Campioni: Barcellona-Juventus 1-0

19/03/1986 Coppa dei Campioni: Juventus-Barcellona 1-1

10/04/1991 Coppa delle Coppe: Barcellona-Juventus 3-1

24/04/1991 Coppa delle Coppe: Juventus Barcellona 1-0

09/04/2003 Champions League: Juventus- Barcellona 1-1

22/04/2003 Champions League: Barcellona-Juventus 1-2 (dts)

06/06/2015 Champions League: Juventus- Barcellona 1-3

11/04/2017 Champions League: Juventus Barcellona 3-0

19/04/2017 Champions League: Barcellona-Juventus 0-0

Shakhtar Donetsk

Prima gara del girone di Champions League per il Napoli che se la vedrà al debutto contro lo Shakhtar Donetsk. La squadra di Maurizio Sarri, secondo le previsioni, è la 2° forza del girone dopo il Manchester City e visto il grande inizio di stagione parte con i favori del pronostico. L’ottimo mercato degli azzurri (tenuti tutti i big e rinforzato alcuni reparti) fa ben sperare i tifosi. Dall’altra parte gli ucraini hanno 5 partite in più nelle gambe ma hanno perso nel corso degli ultimi anni molti calciatori di spessore ed hanno fatto un mercato low cost.

Rosa

Lo Shakhtar Donetsk è un club ucraino venuto alla ribalta del calcio europeo negli ultimi anni del 2000. Nel maggio del 2014, all’inizio della crisi del paese, è stato costretto a spostarsi ed oggi gioca a Charkiv, nello stadio del Metalist, esattamente a 300 km dalla città natale. I problemi politici hanno frenato lo sviluppo della squadra, Paulo Fonseca ha ereditato la panchina di Lucescu nel 2016, a pochi mesi dall’ultimo vero exploit europeo (semifinale di Europa League). Da allora, il club ha ridimensionato il suo mercato: acquisti e cessioni a zero, rinnovamento della squadra inesistente, riciclo dei giovani e tentativo di valorizzazione dei brasiliani rimasti in organico. In difesa, il terzino destro Srna è l’unico calciatore che vanta una certa esperienza internazionale. Sul fronte opposto c’è Ismaily, brasiliano, abile in fase di spinta ma vulnerabile, invece, in quella di recupero palla. A centrocampo l’altro brasiliano, Fred, è un calciatore da tenere molto in considerazione. In attacco ci sono l’argentino Facundo Ferreyra ma soprattutto Bernard, il numero 10 e giocatore più talentuoso. Da tenere d’occhio anche Marlos e Taison, altri due calciatori dell’assoluto valore e che possono mettere in difficoltà tutte le difese avversarie. Il valore del mercato della rosa è di 103 milioni di euro secondo Transfermarkt.

Stella della squadra

Bernard è sicuramente il calciatore più talentuoso dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, classe ’92, è il classico giocatore con il baricentro basso che ha una grande facilità di dribbling, oltre ad un’ottima velocità di base. Molto abile anche su calcio piazzato, sarà sicuramente il pericolo n° 1 per la difesa del Napoli. Destro di piede, Bernard parte largo a sinistra nello schieramento di Paulo Fonseca ma tende ad accentrarsi e ad svariare su tutto il fronte offensivo con la capacità di imbeccare i propri compagni in ogni momento.

Stile di gioco

Dal punto di vista tattico, questo Shakhtar si esprime come una squadra molto offensiva e con l’idea fondamentale di attivare gli uomini di talento in attacco. Il gioco si sviluppa sugli esterni, dove agiscono il capitano Srna, il brasiliano Marlos (a destra), Ismaily e Bernard (a sinistra). L’unica punta è Facundo Fereyra, ex bambino prodigio mai esploso definitivamente. Alle sue spalle, in una sorta di 4-2-3-1, agiscono Taison, Kovalenko o Alan Patrick. La coppia difensiva è composta da Fred e Stepanenko. Fatalmente, la rosa perde di qualità scendendo verso la difesa. Gli otto brasiliani a disposizione di Paulo Fonseca sono giocatori offensivi, più i due terzini sinistri (il già citato Ismaily e l’alternativa Azevedo), mentre in difesa il tecnico portoghese si affida soprattutto a uomini di molta esperienza, gli ucraini Pyatov, Kritsov e Rakitsky. Il tentativo di Fonseca è similare a quello di tutte le squadre costruite attraverso un’idea di mix tra fantasia offensiva ed equilibrio difensivo, e nel campionato ucraino funziona a meraviglia.

Andamento in campionato

Campione d’Ucraina in carica, lo Shakhtar Donetsk occupa al momento la prima posizione in classifica, frutto di 7 vittorie ed una sconfitta nelle prime 8 giornate di campionato. Il KO è però arrivato con l’unica squadra di un certo livello incontrata fino ad ora: la Dinamo Kiev, battuta solo qualche giorno prima nella finale di Supercoppa. La squadra di Fonseca sta mettendo in luce un eccellente attacco in questa prima parte di campionato (ben 17 le reti segnate) ma una difesa spesso ballerina (6 reti subite), che concede molto nell’arco del match.

Formazione tipo

Estro al potere. Questo potrebbe essere il motto della formazione di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese sfrutta il talento dei brasiliani inserendoli sulla trequarti per imbucare Ferreyra, vero e proprio terminale offensivo degli ucraini. Fondamentale, in fase di spinta, il lavoro di Srna, spesso una spina nel fianco delle difese avversarie.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kryvtsov, Rakitsky, Ismaily; Fred; Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard, Ferreyra. Allenatore: Paulo Fonseca

Precedenti

Il Napoli non ha mai incontrato lo Shakhtar Donetsk in gare ufficiali. La formazione ucraina, però, negli ultimi anni ha incontrato spesso club italiani ed i precedenti non sorridono alla squadra di Fonseca. In 18 scontri con le squadre del nostro paese, infatti, sono appena 4 i successi del club ucraino, 2 i pareggi e ben 12 le sconfitte. All’epoca del primo incontro, quello datato 2 ottobre 1976 in Coppa UEFA contro la Juventus, lo Shakhtar Donetsk rappresentava ancora l’Unione Sovietica, mentre nei successivi l’Ucraina.

24/11/1976 Coppa UEFA: Juventus-Shakhtar Donetsk 3-0

08/12/1976 Coppa UEFA: Shakhtar Donetsk-Juventus 1-0

23/10/1997 Coppa delle Coppe: Shakhtar Donetsk-Vicenza 1-3

06/11/1997 Coppa delle Coppe: Vicenza-Shakhtar Donetsk 2-1

12/09/2000 Champions League: Shakhtar Donetsk-Lazio 0-3

25/10/2000 Champions League: Lazio-Shakhtar Donetsk 5-1

14/09/2004 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-1

24/11/2004 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-0

10/08/2005 Champions League: Shakhtar Donetsk-Inter 0-2

24/08/2005 Champions League: Inter-Shakhtar Donetsk 1-1

12/09/2006 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 4-0

22/11/2006 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 1-0

24/10/2007 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-1

06/11/2007 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-3

16/02/2011 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 2-3

08/03/2011 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 3-0

02/10/2012 Champions League: Juventus-Shakhtar Donetsk 1-1

05/12/2012 Champions League: Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1