Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Chiellini (LIVE)
In occasione del media day Massimiliano Allegri e Giorgio Chiellini, alle 14.30, parleranno in conferenza stampa. Per seguire la diretta testuale basta aggiornare la pagine con il tasto F5!
Ha aperto il tecnico bianconero:
“Prima di iniziare la conferenza e di parlare della finale che ci aspetta sabato prossimo, voglio ricordare che nel 1985, nella giornata di oggi, perdevano la vita 39 persone, in una serata che doveva essere di sport, di calcio, di festa, si trasformò in una tragedia. Quindi credo che un pensiero vada alle famiglie, quindi qualche secondo di silenzio per ricordare quella tragedia del 1985”.
Ora la parola passa al difensore bianconero:
Come si può definire la difesa della Juve? Tu ti senti meglio a tre o a quattro?
“Innanzitutto credo che i numeri alla fine siano relativi, poi la fase difensiva di questa squadra la facciamo in undici, che sia a tre, quattro, cinque, sei, non cambia niente. La cosa importante è la disponibilità al sacrificio e credo che il segreto quest’anno sia stato questo, perchè c’è stata da parte di tutti, soprattutto da parte delle persone che ci giocano davanti, che sono quelle più importanti, grande disponibilità e grande aiuto. Poi per il resto siamo sicuramente una difesa solida, dovremmo dimostrarlo anche sabato contro dei grandissimi attaccanti”.
Tu a Berlino non c’eri due anni fa. La stai vivendo in maniera particolare questa attesa?
“Io la sto vivendo come i miei compagni che c’erano due anni fa, sicuramente ci sentiamo diversi e migliori di due anni fa, a prescindere dalla qualità tecnica che sicuramente è aumentata nella rosa. Essere abituati o comunque aver fatto certe partite, ti aiuta ad arrivarci in maniera migliore. Poi è chiaro che dovremo dimostrarlo sabato in campo perchè troveremo una squadra che sicuramente ha più abitudine di noi e lo ha dimostrato con due vittorie negli ultimi tre anni”.
Quali pensi possano essere le chiavi tattiche del match?
“Il Real alla fine è una squadra che sembra sia sempre lì a giochicchiare, ma appena tu pensi di poter avere il sopravvento ti colpisce. Io mi ricordo perchè avevo seguito bene la partita con il Napoli, anche quella con il Bayern Monaco, è sempre lì che sembra ti dia l’opportunità di vincere, però hanno dei giocatori straordinari in tutte le zone del campo. Da parte nostra dovremo continuare sulla strada intrapresa in questo ultimo periodo, fondamentale sarà l’approccio alla partita, cercare di vincere più duelli possibili quando verrà richiesto e soprattutto mantenere sempre un ordine che poi una partita secca come la finale ti aiuta a leggere meglio certi episodi che sono poi determinanti”.
Dicono che Bonucci sia più lanciatore della palla e lei più marcatore puro. Si sente così?
“Ma queste sono caratteristiche abbastanza visibili e palesi. Alla fine dietro siamo cinque centrali di altissimo livello e anche sullo stesso livello, dove ognuno ha caratteristiche leggermente diverse di rispetto agli altri. Anche perchè sono tanti anni che giochiamo insieme, parlo di me, Barzagli e Bonucci, però non dobbiamo dimenticarci che gli altri due centrali veramente giocherebbero titolari in tutte le squadre in Italia con le mani basse, ma anche nel 90% delle squadre d’Europa. Siamo fortunati ad avere tante persone così brave e speriamo di continuare a fare così, per questa ultima partita ma anche nei prossimi anni”.
La finale persa due anni fa inciderà mentalmente?
“Io sono stato abituato a cercare sempre di trasformare le sconfitte in esperienza positiva poi per le partite successive. Sicuramente rimane sempre una traccia, ma credo che per quanto ci riguarda sia una traccia positiva, nel senso che saremo più abituati nella preparazione all’arrivo di una finale, nella gestione di determinati momenti di una partita che può essere una finale, perchè due anni fa avevamo fatto sicuramente un primo tempo con un po’ troppo di tensione e nel secondo tempo, nel momento in cui avevamo ripreso la partita e ci sembrava di poterla andare a vincere – avevamo avuto 3-4 tiri dal limite dell’area e situazioni importanti – ci siamo fatti cogliere non dico impreparati, perchè ti trovi comunque di fronte dei campioni, ma un pochino più scoperti di quello che avremmo dovuto essere e siamo stati puniti. Credo che l’esperienza di due anni fa ci servirà come l’esperienza singola che abbiamo avuto in altre finali o in partite di questo livello che abbiamo giocato noi nel passato”.
Cosa cambia per la vostra difesa affrontare un Bale, quindi con la BBC, o con Isco?
“Qualche piccola differenza c’è, proprio nelle caratteristiche dei giocatori e nel modo di giocare che magari ha la squadra, con quei giocatori in campo. Meglio o peggio non esiste perchè sono due fuoriclasse, però sicuramente dovremo avere qualche accorgimento a seconda della formazione iniziale con Isco o con Bale in campo. Sono due giocatori diversi ma di uguale valore, perchè secondo me Isco negli ultimi due mesi che ha giocato quasi sempre al posto di Bale è stato veramente il valore aggiunto di questa squadra, oltre ai classici gol di Cristiano. Ma Isco è il giocatore in campo che ha determinato tanto, tanto, tanto in questi ultimi due mesi del Real”.
In tanti hanno sostenuto negli ultimi giorni che Buffon meriti il Pallone d’Oro. E’ d’accordo? Può dirci qualcosa di Gigi che non sappiamo già?
“Sapere, sapete tutto, perchè ormai nel mondo di oggi si sa sempre tutto. Io sono stato fortunato che sia alla Juventus che in Nazionale ho fatto tutta la carriera insieme a lui e probabilmente non mi rendo neanche conto di cosa vuol dire non avere un portiere di quel livello, perchè per me determinati tiri, determinate situazioni sono – tra virgolette – semplici, ma in realtà sono semplici perchè c’è lui dietro. Quindi da quel punto di vista mi ritengo molto, molto fortunato. Per il resto credo non sia giusto dare un Pallone d’Oro alla carriera come ho letto da alcuni, Gigi se lo meriterebbe per quello che fa, non per quello che ha fatto. Mi auguro che lo vinca e che lo meriti perchè sicuramente un Pallone d’Oro a lui sarebbe una conseguenza di una nostra vittoria sabato. Però non mi piace che sia dato alla carriera, ma per la stagione che ha fatto, per questo sicuramente ha fatto sicuramente di straordinario. Purtroppo e sicuramente ci sarà bisogno di qualcos’altro di straordinario nella partita di sabato perchè è impensabile non concedere qualcosa a una squadra come il Real”.
Il Real ha fatto gol per 64 partite consecutive. Come affrontate una circostanza del genere?
“Chiaramente noi in questi giorni studieremo ancora più nel dettaglio, perchè conosciamo le caratteristiche della squadra, li abbiamo visti spesso, ma quando ci devi giocare contro devi essere molto più minuzioso e cercare di vedere tutti gli aspetti. E’ impensabile che sabato non concederemo neanche un’occasione al Real Madrid perchè fa parte del gioco e quando si incontrano squadra di questo livello qualcosa sicuramente dovremo concedere. Cercheremo di concedere il meno possibile, di limitare al massimo i loro attaccanti e poi bisognerà fare qualcosa di importante, perchè sicuramente ci sarà bisogno del 100% di ognuno di noi e a volte anche di quel pizzico in più che ci ha permesso poi di non prendere magari gol nelle due partite contro il Barcellona, anche lì è successo un paio di volte nella storia. L’ordinario serve, ma per pensare di non prendere gol dal Real serve anche lo straordinario e mi viene in mente la parata di Gigi su Iniesta, per intenderci”.
Ogni volta che parliamo con Gonzalo, Paulo o Juan, loro dicono che c’è tanta fiducia in voi. Qual è il vostro punto di vista prima di questa finale?
“Il gruppo sudamericano – perchè noi abbiamo un gruppetto sudamericano abbastanza consistente – è una parte importante di questo spogliatoio, importante perchè c’è grande rispetto e stima reciproca, ma anche perchè rispetto a noi italiani – con tutto il rispetto – portano anche un po’ di allegria e spensieratezza che servono in questi momenti e nella stagione. Noi italiani siamo un po’ più bacchettoni, più seri e credo che tutte queste componenti siano importanti in un gruppo, perchè c’è massimo rispetto e sincronia l’un l’altro. Ora questa settimana la prepareranno come al solito. Loro fino al giorno prima sembra che vadano, anzi fino alla mattina stessa, sembra che vadano quasi a giocare una partita con gli amici del quartiere, però alla fine quando entrano in campo è tutto diverso. Anche con queste diversità dentro uno spogliatoio, sicuramente magari all’inizio non è facile trovare un punto di incontro, però nel nostro gruppo siamo stati bravi col rispetto reciproco a trovare veramente un’unità su tanti particolari, e in un gruppo di 25 persone, eterogeneo, di età diverse e culture diverse, non è sempre così scontato”.
La partita si gioca tra l’attacco del Real e la difesa della Juve?
“Sarebbe un troppo riduttivo dire che si giocherà lì, però è chiaro che riuscire a reggere l’urto della fase offensiva del Real che chiaramente non si limita ai tre giocatori offensivi, sarà sicuramente un aspetto importante. Però come abbiamo dimostrato durante questa Champions, dovremo cercare di tenerli il più possibile lontani dalla nostra porta, perchè poi giocatori del genere se te li porti dentro l’area, prima o poi ti puniscono. E cercare di tenere anche il pallino del gioco in mano, perchè a certi livelli se non tocchi la palla per 60 minuti arrivi poi all’ultima mezz’ora che non ne hai più. Dovremo essere bravi a trovare un giusto equilibrio tra difesa, possesso, contropiede, le varie situazioni che ci sono in una partita”.
Pensi che il Real possa avere un complesso Juventus visti come sono andati gli ultimi confronti diretti?
“No, il Real è una squadra talmente forte e vittoriosa che non può avere un complesso Juventus, anche se per fortuna negli ultimi anni ci è andata quasi sempre bene”.
Due anni fa dopo la finale cambiaste molto. Adesso che sensazioni avverti? Siamo alla fine di un ciclo e quindi pensi che la squadra sarà molto diversa in futuro?
“Due anni fa c’era la fine di un ciclo per età anagrafiche, scelte di vita, eccetera, eccetera, eccetera, non era solo una cosa. Secondo me quest’anno ancora no, poi se penso nell’orizzonte, almeno a luglio, agosto, settembre, ma se penso ad un orizzonte due-tre anni, ti dico di sì. Ma credo che la società poi è molto lungimirante e qualcosa in futuro si cambierà come è normale perchè piano piano stiamo invecchiando, qualcuno di noi nei prossimi anni lascerà, qualche giocatore cambierà aria e arriveranno sempre altre nuove persone a fare bene alla Juve. Non sono affatto preoccupato, ma i cambiamenti nella vita e nel nostro sport sono all’ordine del giorno”.
Il fatto che il Real abbia vinto lo Scudetto all’ultima giornata, mentre il vostro campionato era già abbastanza indirizzato da prima, può far sì che sia più complicato per voi prepararla da punto di vista mentale? O a Bologna avete dimostrato di essere al top con la testa?
“No, a parte che l’avevamo indirizzato e gestito abbastanza, ma noi volevamo chiuderlo a Roma, l’abbiamo chiuso la settimana dopo e la partita era vera. Il Crotone lo ha dimostrato perchè in 9 partite ha fatto una media Champions, meglio anche della nostra se non sbaglio o giù di lì. Quindi è stata una partita vera. Arriviamo nello stesso modo, noi abbiamo avuto la fortuna e la bravura di vincere un trofeo in più, che loro hanno perso comunque in semifinale o ai quarti, però cambia niente. Lo abbiamo vinto una settimana prima, ma anche loro lo avevano praticamente vinto prima perchè un pareggio all’ultima giornata il Real lo fa sempre. Di conseguenza sarà importante arrivarci bene, non logorarsi prima, ma l’esperienza di due anni fa ci aiuterà ad arrivare meglio anche dal punto di vista di tensione nervosa”.
Per tutti i successi che avete ottenuto in Italia negli ultimi anni, riuscirete a confermare la vostra superiorità anche in Champions?
“Credo non sia un caso che dopo due anni siamo di nuovo qua e l’anno scorso siamo usciti sì agli ottavi, però contro il Bayern Monaco, una delle top 3 del mondo, in un certo modo, meritando di passare fino al 90esimo già passato. La squadra oltre a un profilo nazionale di altissimo livello si è indirizzata e sta continuando una strada verso il mantenimento di un profilo internazionale di alto livello, quindi mi aspetto sinceramente nei prossimi anni, che siano uno, due o tre, non lo so, ma di avere la presenza comunque fissa di questa squadra nei quarti, semifinali, finali. Poi tante volte sono gli episodi a determinare un pizzico di fortuna l’arrivo in un torneo particolare come la Champions. Ma la strada intrapresa da questa società e sottolineo sempre società perchè loro sono gli artefici principali di tutto, sia quella di una squadra che possa ambire ad essere al top internazionale con continuitèà e non per caso”.
La svolta in Europa è stata nella partita di Oporto? Anche per quanto successo col caso Bonucci. Oppure è stata la gara col Barcellona?
“Da parte nostra credo ci sia stata comunque una crescita costante, poi sicuramente il cambio di modulo ci ha dato nuova linfa, avevamo bisogno di qualcosa di diverso, di un entusiasmo nuovo, di provare qualcosa di nuovo, perchè con tutto il rispetto vincevamo, ma a volte non eravamo neanche contenti delle vittorie, perchè era troppo normale, non ci divertivamo abbastanza. Quello è stato un input, uno slancio che ci ha dato, poi a livello internazionale è tutto una conseguenza, ma era già passato dal campionato italiano. Se devo scegliere una partita dico quella col Barcellona, perchè con tutto il rispetto quella col Porto l’abbiamo fatta sicuramente molto bene, ma dopo 20 minuti eravamo in undici contro dieci, contro una squadra di ottimo profilo, ma non paragonabile poi a quelle che abbiamo affrontato dopo. Non mi focalizzerei sulla partita col Barcellona perchè quella è una conseguenza di un processo lungo che anche nell’inverno, quando venivamo criticati per il non bel gioco, c’era una crescita del bel gioco che comunque ci ha aiutato ad arrivare pronti quando volevamo, cioè a marzo”.
Ora la parola torna a Massimiliano Allegri:
C’è un sentimento di ottimismo? A cinque giorni dalla gara è un avversario da combattere psicologicamente?
“A cinque giorni di distanza, c’è innanzitutto da affrontare questa settimana con grande serenità preparando la partita senza l’ansia di doverla preparare ogni giorno, perchè altrimenti arriveremo a sabato non pronti. Per quanto riguarda l’ottimismo, ci deve essere, ma non mi sembra giusto che come sento in giro, la Juventus è la favorita. E’ una finale di Champions, giochiamo col Real Madrid, negli ultimi tre anni ha vinto due Champions, negli ultimi quattro hanno giocato tre finali, noi negli ultimi tre anni ne giochiamo due. E’ una squadra abituata a giocare le finali, così come è abituata la Juventus, quindi bisogna avere grande convinzione, grande autostima, e questa c’è, però bisogna avere anche le consapevolezza che giochiamo col real Madrid, che è una finale, dove loro sicuramente saranno i favoriti”.
Tornare alla vostra BBC sarebbe l’antidoto contro la BBC del Real Madrid?
“Può essere anche Buffon, Bonucci e Chiellini la BBC. Altrimenti noi ne abbiamo quattro. E Benatia. Quindi abbiamo un sacco di BBC, un casino abbiamo. Detto questo sarà sicuramente una grande finale, questa è la cosa più importante. E dovremo essere bravi, le finali sono in una partita secca, ci vorrà molta calma, molto equilibrio, i dettagli faranno la differenza e soprattutto le qualità singole dei giocatori. Noi abbiamo grande convinzione di poter portare a casa questa finale ed è giusto che sia così, sapendo che è una finale e che giochiamo col Real Madrid”.
Come definisci i tuoi giocatori a questo punto dell’anno?
“Fantastici. Quest’anno hanno fatto una stagione veramente straordinaria. E li ringrazio per quello che hanno fatto finora. Ora però c’è da fare l’ultimo sforzo, quello di sabato. Sabato anche se è una finale di Champions League dove sicuramente le motivazioni saranno alla pari per entrambe le squadre, noi dovremo avere grandi più motivazioni di loro, questo è poco ma sicuro. Finora non posso che ringraziare tutta la rosa che ho avuto a disposizione perchè ha fatto un’annata straordinaria. Ho sentito parlare tante volte di Juventus, campionato facile, il campionato non è stato assolutamente facile perchè fare 91 punti non era assolutamente facile, e la Roma e il Napoli hanno fatto un campionato straordinario. La Juventus ha fatto di più. Vincere la Coppa Italia per la terza volta non era assolutamente semplice, e fare una finale di Champions League. Il calendario lo abbiamo riempito, che era il nostro obiettivo, ogni mese riempire il calendario, perchè fare gli allenamenti stufa, e i ragazzi sono stati bravi. Ora manca l’ultimo pezzo e poi ce ne andiamo in vacanza”.
Quali sono le tre parole che userà di più in questi giorni?
“Non lo so, oggi faccio allenamento e vedremo cosa dirgli. Ma non c’è da dire, c’è solamente da fare. In questo momento c’è solo da essere concentrati su quello che dobbiamo fare, senza l’ansia di questa partita. E’ un evento meraviglioso, ce lo siamo meritati, i ragazzi l’hanno regalato a tutti, a me, alla società e ai tifosi, quindi andiamo là fiduciosi, con la consapevolezza e una convinzione maggiore di due anni fa. Però di fronte abbiamo iLavorerete in modo specifico sotto il profilo psicologico?l Real Madrid”.
C’è qualche dubbio riferito a qualche giocatore?
“Siamo a lunedì, mancano cinque giorni alla partita, quindi devo vedere come si evolve la settimana. Siamo in una buona condizione fisica, mentale meglio di così, cavolo, abbiamo grande entusiasmo, andiamo a giocare una finale di Champions, quindi più di questo non potevamo chiedere. Faremo un allenamento al giorno, non più di uno e neanche tanto lungo che fa anche caldo, poi venerdì credo andremo a Cardiff”.
Lavorerete in modo specifico sotto il profilo psicologico?
“Come? Questa squadra è migliorata molto su un aspetto: sul fatto di accendere e spegnere l’interruttore ai momenti giusti, è questa è una cosa fondamentale. Una grande squadra deve avere questa capacità, perchè non puoi stare sempre con l’interruttore attaccato, devi sapere quando lo puoi spegnere e quando lo devi riaccendere. Ora tra mezz’ora, 35 minuti faremo allenamento ed è il momento in cui bisogna attaccare l’interruttore. Finito l’allenamento bisogna spegnerlo. Domani mattina lo riattaccheremo e poi lo spegneremo. L’importante è attaccarlo al momento giusto quando sabato alle 20:45 fischierà l’arbitro”.
E’ stato fatto un grande lavoro da Berlino ad oggi per arrivare al vertice
“C’è stata una crescita costante e continua da parte di tutti, dalla squadra, all’allenatore, alla società. La Juventus si deve abituare di nuovo a rimanere stabilmente nelle prime otto, poi può giocare un quarto di finale, una semifinale o una finale. Quindi la devi vivere con molta più serenità e senza ansia, perchè l’ansia ti porta solo a disperdere energie. In questo momento noi non abbiamo bisogno di consumare energie, ma solo di affrontare la settimana come se affrontassimo una partita normale. Poi è normale che quando arriveremo a Cardiff ci sarà una giornata speciale, quindi dovrà diventare una grande serata”.
Nel 2014 quando sei arrivato hai detto che c’era un alone di pessimismo quando si parlava di Champions League, ti riferivi al mondo Juve. C’è una psicosi da finali perse? Evra ha raccontato che prima di Dortmund, del ritorno, tu hai detto: “Non vi preoccupate, tanto andiamoa giocare un’amichevole”. E’ un’amichevole anche questa?
“E’ una partita importante, ma è una partita dove bisogna fare le stesse cose che i ragazzi hanno fatto per tutto l’anno in questi anni. Io dico che la negatività porta negatività, la positività porta positività. E’ vero, quando sono arrivato qui c’era un alone di negatività che faceva paura. Ma anche ora sento dire… la finale, ne abbiamo perse sei… la Juventyus ha giocato 8 finali, ne ha giocate 8, non ne ha perse 6. Arrivare in finale non è uan cosa facile, è una cosa straordinaria. >Poi se si vince siamo tutti più felici e tutti più contenti, però l’importante è essere presenti a quell’evento. Di Champions ce n’è una nel mondo, di Superbowl ce n’è uno nel mondo, quindi la Juventus è al posto giusto nel momento giusto, poi dovremo essere bravi, un pizzico di buona sorte… sicuramente saremo pronti per giocare questa finale, ma tutta questa ansia e negatività mi dà un fastidio, ma è una roba brutta, mamma mia oh!”.
Il Real ha chiara la formazione. Tu cambierai qualcosa a seconda di chi giocherà nel Real?
“Se ha qualche dubbio, tanto chiara non ce l’ha. E’ uan squadra che oltre agli undici ha cambi importanti: Asensio, Morata, dietro e a metà campo ha giocatori importanti. Comunque sia loro hanno un modo di giocare che è migliorato nel corso della stagione e il grande equilibrio glielo ha dato Casemiro. Poi se gioca Bale ha caratteristiche di grande corsa e di grande profondità, se gioca Isco, è un gicoatore molto più tecnico”.
Credi che nei prossimi tre anni la Juve possa di nuovo giocare una finale?
“Come logica la Juventus ha una rosa importante quest’anno, negli ultimi tre anni ne ha giocate due e ha giocato una grande Champions l’anno scorso. E’ normale che quando negli ultimi tre anni fai due finali di Champions e giochi un ottavo importante, è normale che per migliorare la squadra ci vogliono pochi pezzi. La società è talmente brava che riusciremo ad essere di nuovo nelle prime 8”.
Dybala e Higuian hanno superato le sue aspettative?
“C’è voluto tempo perché trovassero affiatamento. Col cambio modulo Dybala ha dovuto capire di dover giocare per Gonzalo. C’è voluto un po’ di tempo ma son stati bravi”.
Higuain ha l’etichetta di chi non decide le finali.
“Magari farà gol in finale…”.
Va in bici fino a Crotone anche lei se vince la Champions?
“La bici non è il mio sport. Faccio i complimenti al Crotone, ha fatto un campionato molto equilibrato”.
Cosa c’è di diverso nell’aria rispetto a Berlino?
“Nell’aria c’è più convinzione, da Berlino in poi c’è stata una grande crescita. Questo mi lascia tranquillità. Siamo cresciuti tutti, è un percorso bello e affascinante. Siamo dentro la centrifuga ed è bello starci. Tutti quelli che hanno lavorato in questi 3 anni hanno fatto un grande lavoro”.
Lei in che cosa è cresciuto?
“Sono cresciuto nel modo di affrontare le cose, nel modo in cui sbaglio. Arrivare in finale mi dà una grande gioia, sono fortunato a potermi sedere in panchina sabato”.
Sorpreso dall’ascesa di Zidane?
“Vincere la Champions al primo anno e la Liga al secondo non è da tutti. Gestire una grande squadra non è facile. Ci sono tante sfaccettature non solo diagonali o tattica. Zidane sta dimostrando tanto”.
Partita più importante della tua carriera?
“E’ la seconda, la prima l’abbiamo persa a Berlino, questa volta dobbiamo portarla a casa o almeno creare i presupposti”.
TERMINA QUI LA CONFERENZA