Ajax-Manchester United: generazioni a confronto

Domani sera, alle 20.45, andrà in scena la finale dell’Europa League. Di fronte, nel bellissimo scenario della Friends Arena di Stoccolma, ci saranno Ajax Manchester United. Le motivazioni, ovviamente, sono altissime da ambo le parti: il club olandese cerca un nuovo trionfo europeo che manca da 22 anni (1995, vittoria della Coppa Intercontinentale e della Supercoppa UEFA, dopo la vittoria della Champions League nella stagione precedente, ndr), quello inglese, invece, cercherà di conquistare l’unico trofeo europeo che manca nella bacheca di Old Trafford (in questo senso, in caso di conquista dell’Europa League, i Red Devils sarebbero il 5° club in Europa a conquistare tutte le competizioni dopo Bayern Monaco, Chelsea, Juventus e proprio l’Ajax).

Il cammino verso la finale

Il club di Peter Bosz ha vinto il Gruppo G con 14 punti in 6 gare frutto di 4 vittorie (2 con il Panathinaikos, 1 con il Celta Vigo e 1 con lo Standard Liegi) e 2 pareggi (con gli spagnoli e con i belgi). 11 le reti segnate, 6 quelle subite.

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Il goal di Nick Viergever nei supplementari contro lo Schalke04 che ha permesso all’Ajax di accedere in semifinale.

Ai sedicesimi l’Ajax ha superato con un 1-0 complessivo il Legia Varsavia grazie alla rete di Viergever nel ritorno. Decisamente più complicato il doppio incontro agli ottavi con il Copenhagen: ko 2-1 in Danimarca (Falk e Cornelius per i padroni di casa, Dolberg per i Lancieri), prima del 2-0 in Olanda firmato Traore-Dolberg (su rigore). Non finiscono qui le emozioni nel cammino degli olandesi perché il doppio confronto ai quarti con lo Schalke04 è da infarto: la doppietta di Klaassen in Olanda sembra consegnare una comoda semifinale all’Ajax, ma in Germania gli uomini di Weinzierl si ritrovano avanti 3-0 ai supplementari, e con l’uomo in più; clamorosa in questo senso la rimonta degli uomini di Bosz firmata Viergever-Younes che spianano la strada per il passaggio del turno. La semifinale col Lione sembra ripercorrere gli stessi binari: 4-1 in Olanda e 3-1 al cardiopalma in Francia. Decisive in questo senso le reti di Traore e Dolberg tra andata e ritorno (2 a testa).

La squadra di Jose Mourinho si è classifica 2° nel Gruppo A con 12 punti, alle spalle del Fenerbahce. 4 le vittorie (2 con lo Zorya, 1 con il Fenerbahce e 1 con il Feyenoord), 2 i ko (con turchi e olandesi). 12 goal fatti, 4 subiti.

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Il goal su rigore di Ibrahimovic contro il Saint-Etienne. A fine partita saranno 3 le realizzazioni per lo svedese.

Successivamente i Red Devils hanno annientato con un secco 4-0 il Saint-Etienne ai sedicesimi (tripletta di Ibrahimovic ad Old Trafford e rete di Mkhitaryan in Francia), prima di soffrire col Rostov agli ottavi (2-1 il totale, in goal ancora l’armeno, pareggiato da Bukharov e rete decisiva di Juan Mata in Inghilterra) e con l’Anderlecht ai quarti (1-1 in Belgio, vittoria 2-1 ai supplementari in casa grazie alla rete decisiva di Rashford, ma con la nota negativa dell’infortunio dell’attaccante svedese. In semifinale la squadra dello Special One ha superato, col brivido finale, il Celta Vigo con un totale di 2-1 (Rashford decide in Spagna, Fellaini Roncaglia segnano in terra inglese, con Guidetti che al 92′ a porta vuota ha sbagliato un goal già fatto che avrebbe consegnato agli spagnoli l’accesso in finale).

I precedenti

Sono 4 i confronti tra il club di Amsterdam e quello di Manchester; i primi due nel 1° turno della Coppa UEFA stagione 1976/77 l’Ajax si impose 1-0 in casa (goal decisivo di McCreery), perdendo poi al ritorno in Inghilterra per 2-0 (MacariMcIlroy in rete). Gli altri 2, invece, nei sedicesimi di Europa League stagione 2011/12 in cui furono nuovamente i Red Devils ad avere la meglio: vittoria degli inglesi per 2-0 in terra olandese (Young Chicarito) all’andata, vittoria dei Lancieri ad Old Trafford per 2-1 al ritorno (in rete ancora il messicano per i padroni di casa, Ozbiliz Anderweireld per gli ospiti).

Le stelle

Da una parte i ragazzi terribili dell’Ajax, dall’altra i campioni dello United. Peserà non poco, sia da un punto di vista agonistico che per lo spettacolo, l’assenza di Zlatan Ibrahimovic in questo contesto.

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Dolberg, 6 reti in questa Europa League.

Nella formazione di Bosz sono tantissimi i talenti da tenere d’occhio a cominciare dal giovanissimo centrale difensivo Matthijs de Ligt, appena 17enne, e già nel giro della Nazionale Orange. A centrocampo c’è tanta qualità grazie ai piedi buoni di Lasse Schøne (che è in dubbio per la finale, e Davy Klaassen (quest’ultimo piace molto al Napoli), senza dimenticare l’estro di Hakim Ziyech (seguito nella scorsa estate dalla Roma). In avanti Amin YounesBertrand Traoré Kasper Dolberg formano un tridente assai giovane ma al contempo incontenibile (14 reti in 3), con Justin Kluivert (figlio d’arte) pronto a dar man forte.

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Mkhitaryan, il vero trascinatore dello United.

Tante le stelle, ma tanti anche gli indisponibili nell’11 di Jose Mourinho; lo Special One oltre a Ibra (rottura del legamento crociato anteriore e posteriore) dovrà rinunciare a Bailly (espulso in semifinale) e a FellainiShawRojoSmalling Young per infortunio. Occhi puntati dunque, per forza di cose, su Henrix Mkhitaryan (miglior marcatore degli inglesi nella competizioni con 5 reti, al pari dello svedese), Wayne Rooney Paul Pogba, senza dimenticare il giovane Marcus Rashford che ha già dimostrato di poter essere decisivo.