Inter, le cinque migliori plusvalenze di Walter Sabatini

Odi et amo. Difficile trovare, nel panorama del calcio italiano, un uomo capace di dividere in modo così netto l’opinione pubblica come Walter Sabatini. Anche la sua esperienza come direttore sportivo, d’altronde, è caratterizzata da alti e bassi e la mancanza di trofei nella sua esperienza nella Capitale è forse la sua più grande colpa (e il suo più grande rimpianto). Dal punto di vista economico e del semplice scouting, però, la sua gestione è senza dubbio da elogiare, sin dai tempi della Lazio e del Palermo in cui è riuscito a scovare grandi giocatori in giro per il mondo. Adesso, responsabile per l’intero gruppo Suning, è il momento di alzare l’asticella e riportare l’Inter a grandi livelli. In attesa di capire quali potrebbero essere le prime mosse in vista del prossimo mercato (a cominciare dalla scelta dell’allenatore), rivediamo i cinque grandi affari della sua carriera.

“Ecco da cosa si vede il buon commerciante. Ti fa comprare quello che lui vuol vendere” (James Joyce)

5. Erik Lamela

Lamela romaLa cessione più difficile per Sabatini, così come dichiarato dallo stesso direttore sportivo nella conferenza stampa di addio alla Roma. El Coco è stato infatti uno dei primi acquisti della Roma americana, pagato circa 17 milioni di euro. Una cifra consistente per un 19enne con esperienze solo in patria, e la prima stagione di adattamento al calcio italiano si rivelò difficile per l’attaccante argentino. Il secondo anno, sotto la guida di Zeman, Lamela “esplose” segnando 15 reti (in 33 presenze) in un’annata difficile per la squadra giallorossa. Tanto basta per attirare l’interesse del Tottenham, alla ricerca di giocatori su cui reinvestire quanto ricavato dalla cessione di Bale: 30 milioni il prezzo del suo cartellino (plusvalenza pari a 15,2 milioni).

4. Miralem Pjanic

Miralem PjanicSenza dubbio la cessione più dolorosa per i tifosi. Soprattutto vista la destinazione. Il bosniaco arrivò a Roma nell’estate del 2011 (insieme a Lamela) dal Lione per 11 milioni e, proprio durante la scorsa stagione, sembrava essere definitivamente maturato e pronto a rendere la Roma grande. La clausola rescissoria da 32 milioni pagata dalla Juventus è giunta come un fulmine a ciel sereno nella Capitale: per i tifosi si è trattato di un vero e proprio tradimento e siamo sicuri che i fischi non mancheranno questa domenica, quando i bianconeri arriveranno all’Olimpico. Quello che per i tifosi è stato un colpo al cuore è però ossigeno puro per il bilancio: 21 milioni la plusvalenza generata.

3. Alessio Romagnoli

romagnoli romaLa cessione di Romagnoli al Milan è uno dei grandi dilemmi del mercato degli ultimi anni. Dal punto di vista economico, difficile criticare l’operato di Sabatini. il giovane difensore (classe ’95) era reduce da un’ottima stagione in prestito alla Sampdoria e, una volta tornato alla base, si aspettava di indossare sin da subito una maglia da titolare. L’offerta da 25 milioni del Milan cambiò i piani del club giallorosso, convincendolo a privarsi del giocatore allettato da una plusvalenza monstre (23,8 milioni), vista la provenienza del difensore dal settore giovanile e il suo basso costo a bilancio. A conti fatti, però, Romagnoli sarebbe stato molto utile a Spalletti e alla Roma come pilastro difensivo su cui basare la propria retroguardia per gli anni a venire. Solo il tempo potrà dirci quale delle due parti ha fatto un affare.

2. Marquinhos

MarquinhosIn questo caso si può parlare di un vero e proprio capolavoro compiuto da Sabatini. Arrivato a Roma nel 2012 per soli 3 milioni di euro, Marquinhos era solo un 18enne di belle speranze pronto ad essere “sacrificato” nel sistema difensivo di Zeman. A livello di squadra, come già anticipato, fu una pessima annata ma il brasiliano fu uno dei pochi a salvarsi, mettendo in mostra tutte le sue doti in un contesto difficile, lasciato uno contro uno con gli attaccanti avversari, uscendone spesso vincitore grazie alla sua velocità. Troppi i 31 milioni offerti dal Paris Saint Germain per pensare di poter rifiutare: dopo una sola stagione il brasiliano lasciò dunque la Roma, per una plusvalenza pari a 27,4 milioni.

 1. Javier Pastore

CAL01F11_2461224F1_2-kJQB-U130960210030SYD-620x349@Gazzetta-Web_articoloAltro colpo di genio di Sabatini che lo portò al Palermo nell’estate del 2009, acquistandolo per 6.5 milioni di euro dall’Huracan. Il tempo diede ragione al DS visto che Javier Pastore incantò il pubblico per 3 anni in Italia, con giocate di altissimo livello e duetti d’alta scuola con un altro giocatore di grande talento come Ilicic. Nell’estate del 2011, però, il PSG bussò alla porta ed acquistò El Flaco per la bellezza di 43 milioni, dando una grande boccata d’ossigeno alle casse del club rosanero. La plusvalenza finale fu di 36,5 milioni di euro, davvero tanta roba.