Pescara, ritorno al… futuro con Zeman

“Grande Giove” 

In queste ore è ormai ufficiale il ritorno a Pescara di Zdenek Zeman dopo l’addio di Massimo Oddo. Sostenere che il boemo ritorni sulla panchina abruzzese con l’obiettivo di centrare la salvezza sarebbe inesatto: stiamo comunque parlando di una squadra capace di raccogliere nove punti in ventiquattro giornate, senza mai riuscire a cogliere una vittoria sul campo (gli unici tre punti sono infatti stati ottenuti a tavolino contro il Sassuolo). Viste le ultime prestazioni e gli ultimi risultati il dubbio è che Zeman sia già tornato da tempo. Le undici reti incassate nelle ultime due partite della gestione Oddo hanno infatti dimostrato come il giovane tecnico avesse sì delle buone idee, ma di difficile applicazione per una squadra dal livello tecnico medio basso in un contesto come la Serie A, che da sempre premia le migliori difese più che i migliori attacchi. Il progetto si è progressivamente inabissato: riuscirà il tecnico boemo a riportare l’entusiasmo, azionando la DeLorean per portare indietro il tempo come Doc Brown in Ritorno al Futuro?

Salta su, Marty

Zeman

L’ultima immagine di Zeman a Pescara lo vede portato in trionfo dopo la vittoria del campionato di Serie B 2011/2012.Promozione conquistata dopo quasi vent’anni di assenza dal massimo campionato e,neanche a dirlo, miglior attacco (90 gol). La qualità della rosa lo ha certamente aiutato: Insigne, Immobile e Verratti (giusto per citarne tre) sono esplosi sotto la sua gestione, mostrando una qualità tecnica nettamente superiore al livello della Serie B. Il 4-3-3 zemaniano tornava così di moda dopo i fasti degli anni ’90: pressing a tutto campo, sovrapposizioni ossessive dei terzini, difesa altissima e libertà di inventare per gli attaccanti. Tutti i giocatori partecipano alla costruzione del gioco, proponendosi continuamente per offrire linee di passaggio ai compagni. Queste le caratteristiche tipiche del sistema ideato dal tecnico: quando funziona, le sue squadre girano a meraviglia, producendo un calcio altamente spettacolare. Un sistema che trascura però la fase difensiva, lasciando spesso i difensori centrali nell’uno contro uno con gli attaccanti avversari: una volta saltata la prima linea di pressing, infatti, gli spazi si aprono e ogni contropiede può essere fatale. Per questo, nel suo lungo peregrinare in giro per il mondo, il calcio del tecnico boemo è riuscito ad imporsi principalmente nelle categorie inferiori (Foggia, Pescara) incontrando parecchie difficoltà in Serie A. Il divertimento per i tifosi è assicurato, così come la valorizzazione dei giovani talenti presenti in rosa: Zeman non si fa problemi a lanciare nella mischia i giovani, protagonisti spesso di annate straordinarie sotto la sua gestione (soprattutto per gli attaccanti che vedono le loro statistiche “gonfiate” da una tale produzione offensiva). Come potrebbe adattarsi alla rosa attualmente a disposizione?

Il modulo utilizzato da Massimo Oddo è sempre stato il 4-3-3 (o 4-3-2-1), provando a giocarsela alla pari anche con avversari dalla qualità tecnica superiore. Specialmente ad inizio stagione, infatti, il Pescara non è certi sembrata la peggior squadra della Serie A (come la classifica indica). Pesa però come un macigno l’assenza di un vero centravanti, con il tecnico costretto ad adattare Caprari in un ruolo non suo: il mercato di gennaio ha portato l’esperienza di Alberto Gilardino ma l’innesto non ha per ora portato i frutti sperati. In ottica Zeman, la rosa sembra adeguata per esprimere il gioco voluto dal tecnico. I terzini (Biraghi e Zampano) sono infatti bravi in fase offensiva, mentre Benali e Memushaj potrebbero essere i titolari nel ruolo di mezz’ala vista la bravura tecnica del primo e le capacità di inserimento del secondo. Il posto di regista è attualmente occupato da Brugman: potrebbero però salire le quotazioni di Verre, finora impiegato come trequartista. In attacco l’unico sicuro del posto è Caprari che, grazie alla sua velocità e qualità tecnica, potrebbe essere il punto di riferimento della manovra offensiva, pur dovendo allargare la sua posizione su una delle due fasce. Il problema riguarda il ruolo di punta centrale: con Bahebeck fermo per infortunio, è ballottaggio tra Cerri e Gilardino per una maglia da titolare. Anche in difesa Stendardo e Campagnaro, anche per motivi anagrafici, non sembrano essere a loro agio a coprire ampie porzioni di campo alle loro spalle difendendo alti, mentre Bizzarri (già al centro delle critiche per qualche errore di troppo) dovrà presto abituarsi a giocare con il pallone tra i piedi per non perdere il posto. Difficile che Muntari, arrivato a gennaio, trovi molto spazio mentre Kastanos, gioiellino della Primavera della Juventus, potrebbe giovare dell’arrivo del tecnico boemo . Quest’anno si prospetta ormai come una transizione verso la Serie B (salvo miracoli sportivi): il ritorno romantico e il gioco offensivo potrebbero stuzzicare i tifosi, nella speranza che dall’anno prossimo si ricominci a fare sul serio.