La Serie A al veleno: la top 5 delle partite più discusse degli ultimi 10 anni
Puntuale come l’influenza la settimana dopo il vaccino, ecco che arriva anche quest’anno la tradizionale partita che dovrà far discutere giornalisti e pubblico fino alla fine di questa stagione di Serie A. Un incontro tra Juventus-Inter non è mai tranquillo, ma bisogna dire che da tempo non se ne vedeva uno così infuocato. Forse dai tempi del famigerato scontro tra Ronaldo e Mark Iuliano nel 1998.
Poca cosa tuttavia rispetto a confronti infuocati nel recente passato, l’esito dei quali talvolta ha deciso le sorti di campionati interi. Un piccolo promemoria per nostalgici e non:
5) Siena-Milan 1-2 – 19 maggio 2013: i rossoneri di Massimiliano Allegri contendono alla Fiorentina l’ultimo posto utile per la qualificazione diretta alla Champions League. A Siena va tutto storto, con i padroni di casa che conducono 1-0 fino all’83’ e in superiorità numerica (Massimo Ambrosini out per doppio giallo). All’improvviso la svolta: Cristian Terlizzi espulso e rigore contestatissimo realizzato da Mario Balotelli. Nei minuti di recupero rete della vittoria a firma di Philippe Mexes, partito da posizione molto dubbia. Sospiro di sollievo per il Milan e rabbia… per tutti gli altri.
4) Inter-Parma 3-2 – 20 gennaio 2008: una delle gare più drammatiche dell’era di Roberto Mancini. Ma anche un caso che finirà col creare un precedente in sede di regolamento calcistico. Esteban Cambiasso (30′) illude i nerazzurri, che si fanno rimontare da Luca Cigarini (40′) e Andrea Gasbarroni (69′). All’88’ succede l’imponderabile: Fernando Couto (allora gialloblù) tocca il pallone con il braccio, ma non è in area né fuori: addirittura fuori campo, sebbene non tanto lontano dalla linea. L’arbitro fischia il rigore segnato da Zlatan Ibrahimovic, che pochi minuti dopo raddoppierà e farà vincere l’Inter. Allora il regolamento non contemplava chiaramente casi del genere, oggi quello non sarebbe più rigore.
3) Catania-Juventus 0-1 – 28 ottobre 2012: il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, definì questa partita come “la morte del calcio“. Esagerazione retorica per una partita comunque maledetta da tanti errori effettivamente a sfavore dei siciliani. Al 25′ Gonzalo Bergessio porta in vantaggio il Catania, ma il gol è subito annullato per fuorigioco inesistente. Dal danno alla beffa: al 57′ la Juventus trova il gol-partita con Arturo Vidal, ma l’azione è viziata da un fuorigioco dell’allora bianconero Niklas Bendtner. Peggio di così…
2) Juventus-Roma 3-2 – 5 ottobre 2014: pardon, è ancora possibile fare peggio di così. Nonostante la data ancora precoce, la sfida dello Stadium è già considerata decisiva per la corsa Scudetto. Per tutta la settimana precedente volano polemiche e frecciate da ambedue i tecnici di allora, Antonio Conte e Rudi Garcia. Il clima forse si fa troppo infuocato per l’arbitro Gianluca Rocchi, che concede tre rigori molto generosi (2 ai bianconeri, 1 ai giallorossi) e non vede un fuorigioco attivo di Vidal sulla rete decisiva di Leonardo Bonucci. Celebre il gesto della “sviolinata” da parte di Garcia e polemiche che dureranno per settimane.
1) Milan-Juventus 1-1 25 febbraio 2012: la madre di tutte le disgrazie arbitrali degli ultimi anni. A San Siro si incontrano i campioni d’Italia allenati da Allegri e la rampante Juventus di Conte, per un match decisivo per le sorti del campionato. I rossoneri approcciano meglio la gara e vanno in vantaggio con Antonio Nocerino al 14′. I bianconeri barcollano ma sono premiati da un episodio destinato a restare nella storia: al 25′ Sulley Muntari colpisce di testa un pallone che Gianluigi Buffon respinge da oltre la linea della porta, ma l’arbitro Paolo Tagliavento non è dello stesso avviso. Infine la Juventus agguanterà il pari all’83’ con Alessandro Matri. Il gol di Muntari resterà nell’immaginario collettivo come l’emblema dell’errore arbitrale per eccellenza, che di fatto regalerà alla Juventus una succulenta fetta del campionato.