Napoli, ora il Real: sai come batterlo?

Il Napoli di Maurizio Sarri contro il Real Madrid: potrebbe essere il soggetto di un film prodotto da Aurelio De Laurentiis, una sorta di versione moderna della storia di Davide contro Golia. Ma è la realtà di una Champions League che mette di fronte immense potenze economiche, quasi multinazionali, come il club spagnolo e realtà più umane come quella del club partenopeo. Un confronto sulla carta del tutto impari: senza citare le famose argomentazioni di Sarri sul potere dei fatturati, è indubitabile che debba esserci un motivo se un solo giocatore del Real percepisca di stipendio l’equivalente di 5-6 giocatori azzurri messi insieme. Ma siccome il calcio è strano e non segue la matematica, non è da escludere un esito sorprendente. Il Napoli, tutto sommato, ha delle carte da giocare.

Il primo passo da seguire nella trasferta al Bernabeu sarà la messa in sicurezza della difesa. Il Real segna tantissimo (51 reti in Liga, secondo solo al Barcellona) e ha giocatori come Cristiano Ronaldo e il rientrante Gareth Bale capaci di saltare l’uomo e mettere in croce le retroguardie di chiunque. Invece il Napoli in questa stagione subisce più rispetto alla precedente (26 reti) e di conseguenza dovrà aggiustare qualcosa. In compenso vanta il miglior attacco della Serie A (57 reti), una dote che sarà utile contro una cerniera difensiva solida come quella guidata da Sergio Ramos. Fatto da non sottovalutare, la squadra di Sarri ha un gioco propositivo che propone in qualsiasi situazione. E i Blancos vanno in difficoltà contro squadre che non si lasciano incantare dal prestigio delle loro camisetas; basti pensare alle difficoltà incontrate contro il Borussia Dortmund durante la fase a gironi.

Il Napoli non è inerme, quindi non parleremmo di un miracolo sportivo in caso di risultato fuor di pronostico. Anche se per onestà dovremmo aggiungere un altro fattore a quelli di cui sopra: occorre che il Real non faccia fino in fondo il Real, ovvero non sia in giornata di grazia. A quel punto servirebbe un solo antidoto: la scaramanzia di cui i napoletani sono proverbialmente i maestri.