Juventus, alla scoperta di Julian Brandt

Dopo l’interesse per Mahmoud Dahoud, la Juventus guarda ancora in Bundesliga alla ricerca di possibili innesti per il futuro. Il nuovo modulo adottato da Massimiliano Allegri, il 4-2-3-1, impone infatti la ricerca di un esterno sinistro. Difficile che la società punti stabilmente sull’utilizzo di Mario Mandzukic in quel ruolo, per quanto l’attaccante croato stia facendo benissimo grazie alle sue doti di corsa e sacrificio, oltre alla sua fisicità imposta ai terzini avversari. La Vecchia Signora sarebbe infatti alla ricerca di un profilo diverso, più simile a Cuadrado e in grado di creare superiorità numerica grazie al mix di tecnica e velocità: il profilo ideale, individuato da Marotta e Paratici, corrisponderebbe a quello di Julian Brandt, giovane ala sinistra in forza al Bayer Leverkusen. Questo quanto riportato dal giornale tedesco Bild: proviamo a scoprire insieme le caratteristiche del giovane esterno e quanto potrebbe essere utile alla causa bianconera.

Nato a Brema il 2 maggio del 1996, si è trasferito al Bayer Leverkusen nel 2014 dalle giovanili del Wolfsburg per soli 350 mila euro, ma solo nella scorsa stagione si è imposto come titolare nella formazione allenata da Roger Schmidt segnando nove reti in 29 presenze (di cui sei consecutive tra marzo e aprile del 2016). Quest’anno è ancora fermo a due gol, servendo però sei assist per i compagni: record in carriera con ancora buona parte di stagione da giocare. Abituato a giocare a sinistra per sfruttare il suo destro, può indifferentemente giocare su entrambe le fasce vista la sua capacità di usare indifferentemente entrambi i piedi, rendendo la vita difficile al suo diretto avversario. Lo scatto potente è abbinato ad un ottimo fisico (un metro e ottantacinque di altezza) che gli permette anche di fare a “sportellate” con gli avversari, uscendone spesso vincitore grazie alla forza delle sue gambe. Dribbling e velocità completano il quadro di un giocatore completo, con un innato senso del gol che lo porta spesso a cercare la porta avversaria nonostante non sia un centravanti. Pecca qualche volta di egoismo, innamorato del suo talento e convinto di poter sfidare l’intera linea difensiva: caratteristiche normale per un ragazzo quasi ventunenne che si è però già imposto ad alti livelli. Dato dimostrato da qualche palla persa di troppo rispetto ai suoi compagni. Come caratteristiche assomiglia molto a Marko Pjaca, vista la grande capacità di conduzione della palla e di accelerare a suo piacimento. Caratteristiche per la verità ancora poco ammirate nell’avventura del croato in bianconero, visti i pochi minuti concessi finora da Allegri. Proprio l’ambientamento potrebbe essere il problema maggiore per Brandt, inteso come ambientamento sia al calcio italiano sia al mondo bianconero, ansioso di vincere subito. In Italia si gioca un calcio diverso rispetto a quello tedesco in cui il giovane esterno può sfruttare la sua incredibile progressione per puntare direttamente la porta avversaria visti gli spazi di cui spesso dispone. Il talento indubbiamente c’è: per portarlo a Torino ci sarà da battere la concorrenza di Borussia Dortmund, Liverpool e Bayern Monaco.

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