Milan, ora è crisi: colpa di Montella?

Dal grande sogno-scudetto all’incubo di un altra stagione anonima: questo l’andamento in casa Milan, che con il tonfo casalingo contro la Sampdoria (0-1) inanella il terzo k.o. di fila in campionato. Considerando l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus, di fatto è dal 12 gennaio che i rossoneri non hanno la soddisfazione di una vittoria: allora fu il 2-1 al Torino negli ottavi proprio del torneo nazionale. Troppo poco per una squadra con questo nome, ma soprattutto che nella prima parte di stagione aveva sorpreso tutti con i risultati e il gioco. Ora latitano sia l’uno che l’altro, lasciando scivolare sospetti (i soliti, sospetti) sul parafulmine per antonomasia: l’allenatore. Come accadde già a Sinisa Mihajlovic nella scorsa stagione, sarà oggi Vincenzo Montella a sedere sul banco degli imputati per la crisi del Milan?

Allora noi ci fingiamo avvocati difensori, e proponiamo almeno un paio di attenuanti in favore dell’ex-tecnico della Fiorentina. La prima consiste senza dubbio negli infortuni che l’hanno privato di uomini chiave come Mattia De Sciglio e soprattutto Jack Bonaventura. Quest’ultimo è la vera anima della squadra, il giocatore che con bravura e iniziativa copre i difetti di una rosa costruita male, in anni di profonda crisi economica e con giocatori acquistati più per il prezzo (spesso pari a zero) che per il loro rendimento potenziale. Ai problemi societari si associa in secondo luogo la pochezza (momentanea) dei pochi rinforzi reperiti sul mercato di gennaio, dopo la cessione di M’Baye Niang: al momento Gerard Deulofeu e Victor Ocampos sono due oggetti misteriosi, necessitano di tempo per entrare in una dimensione a loro non ancora familiare. Senza contare che già Montella combatte con il caso-Carlos Bacca: il colombiano non segna, non corre, è demotivato e sembra gridare ai quattro venti tutta la sua voglia di cambiare aria.

Quindi no, non è tutta colpa di Montella. A meno che egli, oltre che allenatore, non sia anche direttore sportivo, amministratore delegato e presidente del Milan. In questo momento i rossoneri occupano l’8a posizione in Serie A. Si trovano dietro squadre come la Juventus, la Roma, il Napoli e Inter. Squadre insomma costruite con risorse e pianificazione per raggiungere risultati importanti. A queste si aggiungono la Lazio, la Fiorentina e la sorprendente Atalanta: anche queste, sebbene in misura minore, realtà costruite in anni di buona gestione. Auguriamo al Milan di cambiare rotta il prima possibile. Ma mai come in questo caso ci saremmo sognati di dire: prima cambino le cose fuori dal campo, e poi vedremo quel che succede dentro.