Sampdoria, Giampaolo: “In passato vicino a molte big. Muriel? Ora è un giocatore maturo”

Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria, ha parlato a Radio Uno nel corso della trasmissione Radio Anch’io lo Sport: “Non è semplice battere il Milan se non alleni le grandi squadre come la Juventus e poche altre. I ragazzi li tengo sempre molto tranquilli perché i calciatori devono principalmente divertirsi. Gli ho detto solo di giocarsela. Siamo una squadra giovane con tanti stranieri, che non si portano dietro usi e costumi della nostra cultura. La preparazione della gara la svolgi durante la settimana, la domenica si gioca e per prima cosa ci vuole il gusto di giocare. Il Milan ha grande qualità nel possesso palla e ci ha impedito di stare più alti come succede di solito. La qualità del Milan ha avuto la meglio sulle nostre idee, io ho cambiato per evitare di andare in difficoltà, ma alla fine sono i giocatori ha fare la differenza mettendo in pratica la propria qualità. Penso che in Italia viviamo di tensioni e pressioni, questi ragazzi che arrivano dall’estero e non conoscono la nostra cultura non vivono questa situazione e quindi si divertono senza pressioni. I calciatori giocano perché si divertono e vivono di passione, e noi dobbiamo alimentare questa passione. Una partita di calcio non deve essere una guerra, è un gioco serio. Senza di questo, senza divertirsi, anche i giocatori rendono di meno. Quanto sono stato vicino a una big? Qualche volta sono stato vicino. Per me sono state opportunità e non delusioni. Sono stato più volte vicino a una big. Sono state belle opportunità che non si sono concretizzate. E’ successo con la Juventus, con il Milan e con la Roma. Con la Juve dopo il campionato sulla panchina del Siena. Giovani di qualità? Il merito principale è dello scouting. I giovani adesso vengono utilizzati di più, ma non per un volere o meno dell’allenatore. E’ il club che mette a disposizione del tecnico un bel gruppo di giovani, a quel punto bisogna farli giocare per forza. Le società hanno scelto questa linea per necessità, per esigenze di bilancio. Poi tutti sanno che con i giovani si può fare plusvalenza e con i giocatori esperti no. Come andare d’accordo con Ferrero? Il presidente è una persona estremamente intelligente. Quando siamo a tu per tu ci si parla benissimo, è diverso da quello che appare davanti alle tv. E’ bravo a stare di qua e di là. E’ da bosco e da riviera. Ho un rapporto franco e diretto, mi stima molto e non è mai entrato in merito alle scelte che ho fatto. E’ un rapporto diretto e ottimo. Muriel? Io penso che sia un problema di maturità. La puoi acquisire a 20 anni come a 25. Penso che questo sia il suo anno. Me lo avevano descritto come un grande talento ma poco attento alla vita privata, ma devo dire che è l’unico che sostiene sempre il doppio allenamento ed ora è anche molto attento all’alimentazione. Sta dimostrando di avere voglia di cambiare, è merito suo. Dobbiamo aspettarci un ulteriore miglioramento, anche se dipende solo da lui. Rifarei le stesse scelte della gara contro la Juve? Assolutamente sì. Ci sono motivi seri per fare quelle scelte. Innanzitutto la possibilità di giocare tre partite in una settimana, soprattutto per gli attaccanti. Ma anche la fiducia che deve essere data a tutti i giocatori in rosa. Quelli che rimangono spesso fuori, se non viene mai mandato in campo, in caso di bisogno non dà il massimo. Ci sono motivi di gestione. In quel momento ho fatto la miglior formazione e talvolta si tratta di quella che sul piano fisico può rispondere al massimo all’avversario. C’è bisogno di avere tutti i giocatori coinvolti nel progetto, perché le partite di Serie A sono difficili e molto faticose anche sul piano mentale. Cassano? L’ho portato in ritiro, dove si era presentato anche molto bene sul piano fisico. Ritenevo che entrasse male nel nostro piano di gioco e quindi avevo pensato anche di cambiare modulo. Avevo chiesto attaccanti con caratteristiche diverse proprio per questo motivo. Con me è stato esemplare, si è sempre comportato bene. Nelle scelte del club, in virtù del ringiovanimento e del cambiare rotta verso i giovani, questa è stata una scelta programmatica, già preventivata dal club. Torreira? Morfologicamente è come Medel o Gargano, ma con buona tecnica e sa sempre dove cade il pallone. E’ un ragazzo che ha fame, quella vera. Credo che nasca in quei vicoli dove impari le cose in fretta. Ha tutte quelle furbizie e intuizioni di un ragazzo di strada che ha del talento per giocare a pallone“.