Roma, Di Francesco e Gasperini due buone soluzioni per la panchina del futuro?

Spalletti-Roma, una storia che può incredibilmente (ri)finire. Il tecnico toscano è sempre stato chiaro sulle sue intenzioni, ovvero che rimanere deve avere le giuste garanzie per un progetto tecnico vincente. La Roma, da un punto di visto economico, non è messa benissimo e persino con l’entrata in Champions League potrebbe fare un mercato al risparmio. I giallorossi ovviamente faranno di tutto per trattenere il tecnico, visti i risultati e il grande rapporto costruito con l’ambiente, ma si sa, nel calcio nulla deve essere dato per scontato. Ecco perché la dirigenza romanista potrebbe presto sondare il terreno con i possibili sostituti, fra cui spuntano due profili italiani che stanno facendo molto bene con le loro squadre negli ultimi anni: Eusebio di Francesco del Sassuolo e Giampiero Gasperini dell’Atalanta.

DI FRANCESCO – il tecnico neroverde sarebbe un ex, visto che con la Roma ha vinto anche uno scudetto da giocatore. Che calcio è, dunque, quello di Di Francesco? Il Sassuolo è il frutto di una progressiva crescita dello stesso tecnico classe 1969. Le scottature del primo anno in Serie A (esonero a Lecce dopo 13 partite) e del ritorno in massima divisione in neroverde hanno portato il tecnico ad accelerare l’avvicinamento verso un equilibrio di base stabile. La prima soluzione fu quella di abbandonare il 4-3-3 per passare al 3-5-2. Ma, alla fine, è tornato al modulo “zemaniano” investendolo di concetti nuovi. Del maestro boemo, da cui Di Francesco è stato allenato per due anni alla Roma (1997-99), sono rimasti il telaio tattico, i movimenti sulle catene di fascia e l’idea di calcio diretto (poco possesso palla e costruzione del gioco sugli esterni). Di differente, invece, c’è un maggiore equilibrio generale, frutto di un lavoro di squadra attento in fase difensiva. Una grande collaborazione che nasce dalla ricerca del recupero di palla alto e finisce con tutti gli effettivi a copertura dei propri venticinque metri nel momento di massima pressione avversaria. Il Sassuolo, in sostanza, è una piccola-grande squadra. Dotata di modernità nei concetti di gioco, ma anche di equilibri di fondo e maturità complessiva. Il dubbio principale è legato all’inesperienza in grandi squadre, sopratutto in ambienti complicati come quello romano. Tuttavia Di Francesco saprebbe bene dove si trova proprio grazie al suo passato, e questo potrebbe facilitargli il compito.

GASPERINI – La sua Atalanta è la sorpresa del campionato: una squadra giovane e italiana che lotta per un posto in Europa, riuscendo anche a battere squadre ben più blasonate. Da molti anni il Gasp è stato considerato un maestro di calcio, sopratutto grazie alle sue esperienze con il Genoa, ma la sua reputazione è andata un po’ a perdersi a causa della brutta parentesi con l’Inter, dove venne esonerato dopo pochi mesi. Proprio questo potrebbe essere un limite dell’allenatore, ovvero il non saper gestire una grande piazza come quella dell’Inter o, appunto, quella della Roma. Tatticamente parlando la sua squadra è molto bella da vedere, con un gioco che si sviluppa principalmente sulle fasce. L’azione tende infatti a partire dal basso, ma non dai centrali, bensì tramite i terzini. Questi tendono a dialogare con gli esterni alti nel 4-3-3, i quali possono avanzare in percussione oppure tramite triangoli e rombi mobili con le mezz’ali. La zona centrale in fase di possesso non è molto utilizzata (la squadra non prevede un regista classico) ed infatti i centrocampisti della rosa sono più che altro giocatori di rottura, utili al pressing e intelligenti nello scalare di marcatura quando la palla ce l’hanno gli avversari. Molto importante il ruolo della punta, che deve raccogliere i cross che arrivano dalle fasce per finalizzare, favorire gli inserimenti o permettere il cambio gioco sull’altra fascia. In una sua ipotetica Roma avrebbe un ruolo fondamentale Perotti, che potrebbe agire alla Gomez, ovvero quel giocatore che arretra nell’half space per attirare tramite i dribbling i difensori e favorire gli inserimenti senza palla sull’altra fascia.