Milan, ecco Deulofeu e Ocampos: come cambia l’attacco?

Finalmente il Diavolo indossa le ali. Il nuovo Milan del 2017 sembra infatti puntare su un modulo di gioco inedito rispetto ai suoi canoni. Via il classico trequartista, tanto voluto dal presidente Silvio Berlusconi ma oggi assente in rosa, e dentro un attacco a tre con due esterni a sostegno di un’unica punta. È il modulo che Vincenzo Montella conosce bene da prima dell’esperienza alla Fiorentina, e che ora può replicare in rossonero. Il mercato di gennaio gli regala così lo spagnolo Gerard Deulofeu, cresciuto nella scuola del Barcellona e formatosi in Inghilterra fra le file dell’Everton. Salvo sorprese, arriverà a breve anche Lucas Ocampos: per lui manca solo il nulla osta dal Marsiglia, su cui c’è ottimismo. In che modo i due cambieranno il volto del Milan? O, meglio: saranno davvero in grado di farlo?

Senza dubbio entrambi paiono garantire quel che non poteva M’Baye Niang (nel frattempo prestato al Watford): dinamismo e duttilità, unita anche all’impegno di chi sa di essere di fronte a una grande occasione in carriera. Sul piano tecnico, poi, le differenze tra loro non sono tante. Deulofeu è soprattutto un maghetto del dribbling, simile a quel Joaquin che Montella ha avuto modo di apprezzare in viola. È rapidissimo e può giocare su entrambe le fasce, come anche Ocampos. Suo difetto, la scarsa concretezza: segna pochissimo (solo 8 reti nelle ultime quattro stagioni) ed è ancora alla ricerca di continuità. In questo senso il suo coetaneo argentino si presenta più pronto, forte della sua esperienza in Francia con Monaco e Marsiglia ma anche con la recente avventura al Genoa (16 presenze e 3 reti). Ocampos non è veloce come Deulofeu ma al contempo è più completo, tanto da poter essere schierato in qualsiasi posizione dalla trequarti in su. Ferma restando la titolarità dello straordinario Suso di questa stagione, i due potranno avvicendarsi con una certa semplicità ma anche offrire a Montella soluzioni diverse.

Da misurare ancora l’impatto con la realtà del calcio milanese, meno quieta di quella a cui i due 22enni neo-rossoneri sono abituati. Ma il Milan odierno appare molto più capace, rispetto al recente passato, di attendere e far crescere i giovani. Se son rose fioriranno, anche se i tifosi sperano che primavera arrivi in anticipo.