Juventus, la Champions è possibile? Perché si e perché no

A poco più di un mese dalla gara contro il Porto (andata il 22 marzo fuori casa) e in una situazione di difficoltà dopo la sconfitta di Firenze, la Juventus comincia a pensare alla Champions League.  Quante possibilità hanno i bianconeri di arrivare in fondo? Vediamo insieme punti di forza e debolezze.

Fattore Allegri

Al centro delle polemiche è finito soprattutto l’allenatore bianconero. La formazione sbagliata contro la Fiorentina e la decisione di tenere Pjanic in panchina per tutta la gara hanno messo il tecnico sul banco degli imputati. In Europa però, nelle due scorse edizioni, Allegri ha dimostrato di tenere testa ai suoi avversari. Sia nell’anno della finale contro il Barcellona sia nello sfortunato ottavo contro il Bayern Monaco della scorsa stagione il tecnico bianconero ha dimostrato di conoscere e preparare al meglio le partite.

Mercato estivo: Higuain e Pjaca per dimenticare Pogba

Via Pogba, dentro Higuain è l’altro argomento che tiene banco in casa Juve. Dalle parole di Chiellini: “L’anno scorsohiguain-dybala avevamo un giocatore che era il LeBron James del calcio, Pogba naturalmente, che anche quando non si vedeva era impressionante”, si può capire quanto il giocatore francese fosse importante all’interno della Juventus. Chiaramente l’arrivo di Higuain sposta la pericolosità dei bianconeri in avanti e l’argentino, insieme a Dybala, pone l’attacco bianconero sui livelli di Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco.
Discorso diverso per Marko Pjaca, il croato, complice anche l’infortunio rimediato ad ottobre, non è ancora riuscito ad entrare negli schemi bianconeri. Nella gara contro la Fiorentina però ha fatto vedere tutte le sue potenzialità e in Europa, ritmo e spazi più aperti, potrà diventare un fattore determinante.

Perché no?

Proprio la gara dello scorso anno contro il Bayern ha evidenziato tutti i limiti dell’undici bianconero. In partite da dentro o fuori bisogna preparare alla perfezione tutti i dettagli. Già dalla gara contro il Porto servirà un’attenzione maniacale in tutte le fasi del gioco; la mente va alla palla non spazzata da Evra ma bisognerà essere perfetti anche sotto porta e non sbagliare, come fece in più di una occasione Morata, le occasioni a disposizione.