#EsclusivaRG24 – Fortunato (ex all. Albinoleffe): “Belotti? Assomiglia a Casiraghi. Ecco dove lo vedrei…”

Durante la puntata odierna di #GoalCafè in onda sulle frequenze di RadioGoal24 è intervenuto Daniele Fortunato, ex allenatore dell’Albinoleffe, che ha parlato di un giocatore che conosce bene: Andrea Belotti. Infatti durante la sua esperienza sulla panchina dei bergamaschi ha avuto l’occasione di veder giocare l’allora giovanissimo attaccante, che militava nella Primavera della squadra. Ecco le sue parole ai nostri microfoni: Belotti era un giocatore promettente? Si intravedeva il potenziale, ma ancora era incompleto. Fisicamente già in quegli anni faceva la differenza. Quando con la prima squadra facevamo la partita settimanale con la Primavera dimostrava di essere in grado di reggere i ritmi dei più grandi. Tecnicamente non era eccezionale, ma a giudicare dalle sue prestazioni con il Torino è chiaro come sia migliorato anche sotto quel punto di vista. L’hai mai fatto esordire con la prima squadra? Sinceramente no, perché quell’anno la rosa era ampia e lui era uno dei più giovani anche rispetto alla primavera. Sono dell’idea che bisogna dare i tempi giusti ai giovani. Lui è cresciuto lentamente anche se in modo costante non è esploso all’improvviso. Che futuro prevedi per Belotti? E’ forte fisicamente e determinato. È molto versatile, un giocatore moderno che può far bene in tutte le squadre. In quale top club lo vedresti meglio? Sicuramente in squadre con tifoserie calde. Lui è un giocatore grintoso che fa della determinazione il suo punto di forza. Napoli sarebbe il suo ambiente ideale, i tifosi si innamorerebbero sicuramente di lui. La Juventus ha standard diversi, e probabilmente non sarebbe apprezzato come merita. A quale grande attaccante della Juve anni 90 assomiglia? Forse a Casiraghi che faceva della fisicità e sacrificio le sue armi decisive. In quegli anni gli attaccanti non si preoccupavano molto della fase difensiva, mentre Casiraghi era uno dei pochi che tornava per dare una mano anche in difesa. Come possono fare i difensori a fermare un attaccante come Belotti? Lui è uno che non dà punti di riferimento è molto dinamico e lo ha dimostrato anche contro il Liechtenstein, nonostante sia stata una sfida poco impegnativa. Per fermarlo i difensori devono essere molto bravi a coordinare i movimenti perché sa essere devastante”.