Milan, Galliani: “Calabria futuro in Nazionale. Mai vista una volontà come quella di Lapadula”

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, è stato intervistato da Tuttomercatoweb a margine della premiazione a Palazzo Giureconsulti, parlando di tanti temi, dalla Nazionale ai giocatori rossoneri: “Se Montolivo non si fosse fatto male ci sarebbe stato anche lui e vi dò un’anticipazione. Ho parlato col ct e credo nei prossimi stage dovrebbe essere chiamato anche Calabria se guarirà dal suo problema. Poi ne abbiamo due con l’Under 19, Locatelli e Plizzari. La politica voluta dal presidente Berlusconi dei giovani italiani mi sembra che stia dando dei bei frutti”.

Riguardo a Suso: “Il merito è soprattutto di Maiorino, mi ha fatto una testa terribile. E’ costato 200.000 euro, ha sempre fatto molto bene nelle nazionali giovanili, sembrava un grandissimo giocatore. Non ha ancora 23 anni, ha un bel mancino”.

Riguardo alla convocazione di Lapadula e al suo inserimento nel Milan: “Giocava a Teramo fino al 30 giugno 2015 e al primo gol viene chiamato in Nazionale. Il ragazzo non ci credeva, era a Torino ed è partito come un razzo. Ha una cattiveria agonistica che non ha eguali negli altri 27 giocatori del Milan. Rincorre chiunque, anche a Milanello tra i vialetti. Ha una ferocia agonistica che raramente ho trovato in questi trent’anni. Con la volontà si può fare tanto e lui ce l’ha di ferro”.

Sull’imminente addio al Milan: “Il Milan è nato il 16 dicembre del 1899, l’importante è il bene del Milan, i dirigenti passano. L’importante è che il Milan continui e che faccia bene come col presidente Berlusconi. Amo ricordare non solo i 28 trofei ma anche i 16 secondi posti. Che sono 28/29 e 16/17 perché con la nostra gestione abbiamo conquistato un’ultima finale che è quella di Doha. Il totale fa 45”.

Su Berlusconi: “Berlusconi lo sento sempre, tutti i giorni. E’ innamorato del Milan. Trent’anni fa mi ha detto che il Milan ferisce la sfera dei sentimenti. Berlusconi è attentissimo, entrambi gioiamo quando il Milan vince, come gioivamo prima di prendere il club. Era una passione antecedente all’acquisto e anche dopo la vendita. La fede rossonera non si cambia”.

Riguardo alla rosa rossonera: “E’ una buona squadra ma lo era anche l’anno scorso. Non è certamente colpa dell’allenatore. Ci sono gli anni in cui le cose vanno bene. Gli anni in cui i giocatori si separano dalle mogli, l’anno scorso è stato il record, quest’anno invece tutti d’amore e d’accordo. In trent’anni credo di aver capito i meccanismi come la religione. Ci sono gli anni dove ci sono i misteri gaudiosi e quelli dolorosi. Quest’anno sembra un mistero gaudioso”.

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