Dieci curiosità che (forse) non sapete su Pioli

Dopo aver sentito varie piste la scelta è ricaduta su Stefano Pioli che diventa il nuovo allenatore dell’Inter. Per il tecnico originario di Parma non sarà semplice sollevare una squadra che in questa stagione sta avendo più difficoltà del previsto. Ecco dieci curiosità sul neo tecnico nerazzurro.

1. L’ex difensore all’attacco del campionato

Nella carriera da calciatore Stefano Pioli era un difensore che ha giocato. tra le altre squadre, anche nell’attuale dominatrice della Seria A, la Juventus. A differenza di quando era giocatore, ora il tecnico italiano dovrà badare più ad attaccare perché l’Inter è indietro in campionato e deve necessariamente recuperare posizioni, soprattutto in ottica Europa.

2. Moduli: due possibilità

Per quanto riguarda lo stare in campo, Pioli ha due possibilità con cui schierare l‘Inter: o il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Nel primo caso le novità sarebbero in mezzo al campo con Brozovic e Joao Mario a fare le mezzali, con compiti di inserimento, e Banega in regia; nel secondo, invece, ad essere sacrificato potrebbe essere il portoghese con Medel più Brozovic a fare legna e Banega più avanzato come trequartista alle spalle di Icardi. La scelta, però, dovrebbe ricadere sul 4-3-3 con cui ha fatto giocare anche la Lazio.

3. Attaccanti sempre decisivi

Una caratteristica nel gioco di Pioli sono gli attaccanti, che hanno sempre reso in modo eccellente. Se prendiamo gli anni dal 2010 (fatta eccezione la parentesi poco fortunata con il Palermo), gli attaccanti da lui allenati hanno sempre fatto grandi cose (Pellissier, Gilardino, Di Vaio, Klose). Considerato che Icardi è già in doppia cifra, l’arrivo di Pioli potrebbe far letteralmente esplodere l’attaccante argentino da un punto di vista realizzativo.

4. Il rapporto con Candreva: questione di Feeling

Dopo sette mesi dall’ultima volta, le strade di Pioli e Candreva tornano sugli stessi binari. Un rapporto controverso il loro, fatto di amore e odio. Amore perché l’allenatore ex Lazio difficilmente rinunciava all’esterno offensivo e, crediamo, sarà così anche in questa sua nuova avventura; odio (anche se il termine è forse troppo esagerato) dovuto al momento non proprio felice vissuto con i biancocelesti, al punto di togliere all’ex Juventus la fascia da capitano.

5. E’ la seconda volta da subentrato

Dopo Modena (erano gli inizi della sua carriera da allenatore) e Bologna, in cui subentrò al posto di Bisoli, questa è la seconda volta in cui Pioli viene chiamato a stagione in corsa. La sua prima esperienza fu più che positiva, visto che portò i rossoblù al nono posto. Ovviamente la speranza nerazzurra è che il tecnico italiano possa portare la società della pinetina al tanto desiderato terzo posto.

6. Gioco: bello ed efficace

All’Inter, nelle ultime stagioni, hanno sempre rimproverato un gioco non proprio entusiasmante; un aspetto che potrebbe essere migliorato grazie all’arrivo di Pioli, capace di esprimere al meglio le qualità dei suoi giocatori. L’idea del tecnico azzurro è quella di un calcio propositivo, fatto di verticalizzazioni ed inserimenti da parte dei centrocampisti. Ecco perché il suo arrivo potrebbe sollevare un ambiente con il morale sotto terra.

7. Europa: conquistata una sola volta

Escluse le poche volte in cui è stato esonerato (l’ultima volta, con la Lazio, il rapporto si era logorato), Pioli ha sempre raggiunto ottimi risultati ( due ottimi piazzamenti furono il quarto posto in Serie B con il Sassuolo e il nono posto, da subentrato, con il Bologna). L’obiettivo dei nerazzurri è quello di tornare in Champions League, missione difficile ma non complicata per uno sempre abituato a fare bene.

8. Mercato: forse è la volta buona

Con l’arrivo all’Inter cambia anche la tipologia di mercato di Pioli, che nella sua carriera da allenatore non ha mai ricevuto grandi colpi (dovuto anche alle esigenze economiche dei suoi vecchi club); forse, l’unico top player che gli è stato messo a disposizione fu Klose che però non era nei suoi anni migliori.

9. Gabigol come Felipe Anderson

La Lazio dovrà continuare a ringraziare Pioli per quanto fatto con Felipe Anderson; arrivato dal Santos, è diventato un ottimo giocatore grazie al tecnico italiano, che ha saputo valorizzarlo rendendolo un punto fermo dei biancocelesti. Lo stesso percorso potrebbe farlo Gabigol che, arrivato con l’etichetta di fenomeno, ha avuto pochissime possibilità di esprimere le sue qualità. Forse è arrivato il suo momento.

10. La nazionale

Chiudiamo le curiosità sul neo tecnico nerazzurro andando ad evidenziare un dato sulla nazionale: Pioli, verso la fine degli anni ottanta, ha esordito nella nazionale under 21, totalizzando cinque presenze.