Il Milan e i suoi acquisti a parametro zero: il meglio e il peggio

Il calciomercato del Milan nell’era Berlusconi è stato caratterizzato da mirabolanti acquisti e spese sempre sopra le righe. Senza addentrarsi nei meriti, sia le cessioni che gli acquisti hanno reso intrigante e vittorioso il mondo rossonero che da qualche anno a questa parte soffre gravemente le ripercussioni di un fenomeno ciclico che come un centinaio di anni fa si ripete: la crisi economica mondiale. Dal 2007 ad oggi, infatti, Berlusconi ha visto quasi dimezzato il suo patrimonio, passando da 11,8 miliardi di dollari a 6,2.

Quei cinque miliardi e settecento milioni di dollari se fossero stati spesi per il Milan, sicuramente non ci troveremmo a parlare di una squadra ai margini della notorietà Mondiale e, soprattutto, ai margini bassi della classifica di sinistra della Serie A; probabilmente staremmo tessendo le lodi del club più forte del Mondo, un’altra volta.

L’approfondimento odierno è sconsigliato ai tifosi del Milan deboli di cuore poiché si tratta della rivisitazione dei più importanti colpi di mercato del Dottor Galliani a parametro zero.
Scorrete le pagine per scoprirli insieme a noi!

 

Mark van Bommel, Iniziamo con i ricordi positivi: Arrivato a Gennaio 2011 dal Bayern Monaco si porta sulle spalle il peso di 600 presenze tra Eredivise, Bundesliga, Champions League, Coppa Uefa, LigaBBVA e altre competizioni nelle nazioni in cui ha giocato. Un medianaccio vecchio stile che ha subito fatto innamorare i tifosi del Milan. Arriva nel momento opportuno: il calo fisico di Gattuso gli permette di disputare un buon numero di presenza in rossonero. Indimenticabili le due traverse contro l’Inter, meritevoli di miglior sorte, e le lacrime il giorno del suo addio e dell’addio delle leggende rossonere di cui, da quel gesto, merita di far parte.

 

Calciomercato-Milan-Van-Bommel-Psv-Eindhoven-1024x682

 

Oguchi Onyewu, il gigante invisibile: Lo soprannominiamo così perché pur essendo un omaccione alto 1.98 x 97 kg, in campo non si è praticamente mai fatto vedere. Torniamo indietro al Luglio 2009 per datare il suo arrivo e avanziamo di qualche mese per trovare il suo debutto che risale al Settembre dello stesso anno; in quel caso sostituisce Sandro Nesta in Champions League contro il Marsiglia: una delle bestemmie più irrispettose del calcio moderno. Dopo vari infortuni (di cui uno lungo un’intera stagione) viene ricordato per una scazzottata con Ibrahimovic causata proprio dallo Statunitense, reo di aver colpito troppo violentemente lo svedese. In quella occasione viene sospeso per qualche minuto l’allenamento e in quella stagione viene messa la parola fine sulla sua carriera in rossonero che sarebbe durata ufficialmente ancora per un anno in prestito al Twente. Chi di voi se lo ricordava?

 

ITALY_SOCCER_CHAMPI_385381a

 

Philippe Mexes, l’eterna incognita: Arriva dalla Roma con mille promesse ed il Milan lo accoglie con altrettante speranze. 183 presenze nella capitale e 11 gol in sette anni; ottime doti tecniche e fisiche, ma un carattere a dir poco ruvido. Uno dei suoi più grandi limiti, appunto, è sempre stato quello di non sapersi rapportare in modo sereno con i compagni, con gli allenatori e soprattutto con gli avversari. Un gol favolo in rovesciata contro l’Anderlecht in Champions League, un pugno sul collo a Chiellini e una reazione con strozzamento alle provocazioni del capitano della Lazio Mauri sono i principali gesti tecnici che i tifosi rossoneri si ricordano del Francese. Il suo contratto dopo un prolungamento inutile di un anno nel 2015, è andato in naturale scadenza 25 giorni fa.

Mexes

 

Taye Taiwo, la mancata promessa: Del suo trasferimento al Milan sono indimenticabili i servizi celebrativi delle reti Mediaset che facevano credere al tifoso di dover attendere un terzino sinistro con le qualità difensive di Kaladze e quelle offensive di Serginho: un Marek Jankolovski ben attrezzato, insomma. La gran botta dalla distanza che tutti si aspettavano di vedere si è trasformata in una gran botta al cuore per i tosi che hanno dovuto ripiegare su Mesbah 6 mesi dopo. Da suicidio di massa.

taye-taiwo_33171_wide

 

Riccardo Montolivo, più morto che vivo: ‘Oh capitano, mio capitano’, la celebre frase del film ‘Attimo Fuggente’ i tifosi del Milan l’hanno ripetuta molto spesso nell’era Berlusconi (fino all’addio di Maldini prima e di Ambrosini poi, non fraintendiamoci). Il feeling tra i tifosi e Montolivo, attuale capitano del Milan, non è mai sbocciato. Anche lui arrivato con una vagonata di promesse, poiché aveva collezionato più di 200 presenze con la Fiorentina di cui era stato anche capitano, non ha mai raggiunto il top della forma fisica e mentale. Con l’arrivo di Montella potrà essere questo l’anno buono?

 

maxresdefault

 

Keisuke Honda, il sushi che non ha mai saziato: Come per Taiwo, milioni di servizi giornalistici in Premium con la solita punizione sullo sfondo. Il Milan ha atteso il termine naturale del contratto che lo legava al CSKA Mosca, così da poter farlo finire in questa impietosa rubrica. Nell’anno del ritorno di Kakà e con la ‘presunzione’ della scelta del numero 10 sulle spalle nulla poteva andare meglio di così nella sua avventura in rossonero, almeno che sotto quella faccia implacabile non si nascondesse Iniesta. La sua strepitosa avventura Milanese si protrarrà per ancora un anno, sarà la stessa solfa anche con l’aereoplanino?

 

honda

 

Ricardo Kakà, il figliol prodigo: Poteva anche tornate e fare zero presenze e altrettanti gol, nessuno l’avrebbe mai fischiato. Stiamo parlando di quel ragazzino dalla faccia pulita che qualche anno prima ha fatto innamorare Milano, l’Europa e il Mondo delle sue giocate. Sempre equilibrato: sia Apollineo che Dionisiaco se vogliamo scomodare Nietzsche. Ogni volta che si parla di lui, la pelle si accappona. La sua seconda esperienze al Milan non è stata tanto gloriosa quanto la prima, ma di lui non si può che parlar bene. Non a caso ha realizzato lui l’ultimo gol del Milan in Champions League nel 2014 contro l’Atletico Madrid.

 

161724947-8c7d27f5-621f-487b-8239-e2c21b5f2d07

 

Michael Essien, il toretto: Per gli abitanti di Torino, Essien non può che ricordare la tipica fontana della città denominata ‘toret’ (non un grandissimo complimento per chi non ne fosse a conoscenza). In arrivo dal Chelsea, dopo un breve prestito al Real Madrid, è stato acquistato per la sua caparbietà e la sua duttilità vista appena qualche mese prima a Madrid e fino a qualche anno orsono a Londra in cui incantava tutti con la sua tenacia. Un’infinità di interventi in ritardo e una quantità immensa di passaggi sbagliati lo accompagnano alle porte di Milanello in direzione Panathinaikos in cui ha collezionato 11 presenze in una stagione.

 

1211592-25293443-1600-900

Diego Lopez, chissà perché: Ce lo siamo chiesti tutti, perché ha scelto il Milan? Un portiere così forte che si è andato a fidare delle promesse di un Galliani sempre meno credibile. Dopo un’ottima stagione con SuperPippo Inzaghi ha incontrato il sergente Mihajolovic che lo ha relegato in panchina per il baby fenomeno Donnarumma. È così strano che nel Milan abbia debuttato lui (giocatore di Mino Raiola) e non Livieri? Una bella incognita sapendo che per molti il vero fenomeno non sia Gigio, ma il compagno.

 

Diego Lopez

Vangioni, mordi e fuggi: Neanche è arrivato e sembra già in partenza. Pur avendo Antonelli, Calabria e De Sciglio che possono giocare su quella fascia il Milan ha deciso di bloccare un terzino a Gennaio e non un centrale. Una mossa talmente ben studiata che sembra già in partenza per un prestito al Genoa. C’è chi si preoccupa di Higuain, Pogba o Icardi, il Milan lo fa di Vangioni.

 

Vangioni-1000x600