Juventus Milan, tra prove di fuga ed amarcord Allegri

I numeri parlano da soli: 48 scudetti sono quelli che Juventus e Milan possono vantare, e stasera per l’anticipo della 22′ di campionato allo Juventus Stadium andrà in scena un’altra sfida. Sono 83 i precedenti giocati in casa dalla squadra torinese, con un netto predominio bianconero, con 40 successi contro i 22 rossoneri, a fronte di 21 pareggi.

Certo, un tempo questa era una partita di cartello, spesso le due squadre hanno dato vita a numerose lotte per lo scudetto, e c’è stata anche una finale di Champions vinta dai rossoneri. Ma questa sera il clima è decisamente diverso: troppi i punti di distacco del Milan dalla capolista, grande il divario tra forze da opporre sul campo. Il rischio che la Juventus possa allungare ulteriormente il proprio vantaggio sulla Roma, attualmente a sette lunghezze di distanza, è abbastanza consistente, così come quello di rendere ancora più monotono e monotematico il campionato stesso. Di contro c’è un Milan che sta lentamente cercando di trovare una sua fisionomia sul campo, anche se era stato previsto da tempo che quest’annata sarebbe servita come rodaggio a quella successiva, viste le continue partenze ed i successivi arrivi di calciatori a Milanello, ma soprattutto visto l’avvicendamento sulla panchina rossonera tra Seedorf ed Inzaghi.

Ieri in conferenza stampa si è presentato Tassotti, in quanto Inzaghi è rimasto bloccato da un attacco febbrile. Il vice tecnico più longevo d’Italia ha sottolineato quanto questa gara sia comunque importante per la squadra, che schiererà contemporaneamente almeno due dei recenti acquisti, Bocchetti e Paletta, e potrebbe anche esserci spazio per Antonelli, stando alle ultime da Torino, mentre non si potrà contare sull’apporto tecnico tattico di Destro, che, diffidato ed ammonito nella vittoriosa partita contro il Parma, è stato squalificato proprio per la gara di stasera. A centrocampo si dovrebbe rivedere Bonaventura, reduce dall’infortunio alla spalla occorsogli nel match contro la Lazio in campionato, mentre dovrebbe esserci un ulteriore tandem tra Cerci ed Honda, finalmente rientrato a pieno ritmo dopo l’esperienza nella Coppa d’Asia.

Oltre a tutti gli aspetti espressamente tecnici e tattici della gara, s’inserisce anche una motivazione non di secondo piano, ovvero il fatto che fino a poco più di un anno fa l’attuale allenatore della Juventus sedesse sulla panchina rossonera. Ed i due tecnici attuali hanno anche un precedente non propriamente idilliaco che risale al 2012, quando al campo Peppino Vismara di Milano, dove si stavano allenando gli Allievi all’epoca allenati da Inzaghi, si presentò Allegri che chiese di poter visionare i ragazzi allenati appunto da Inzaghi, che non gradì l’intromissione, tanto che Allegri gli lanciò dietro qualche parolaccia di troppo: le cronache ricordano che da allora i rapporti tra i due non sono mai stati propriamente cordiali, anche se per quell’occasione intervenne lo stesso Galliani a gettare acqua sul fuoco.